sabato 31 ottobre 2009

Fidenza ovest: espansione senza quartiere

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L’urbanizzazione di Fidenza verso ovest, oltre il torrente Stirone, ha avuto un’accelerazione indotta dalla nuova viabilità che ha liberato dal traffico pesante un lungo tratto della via Emilia. Ai primi insediamenti di natura artigianale e produttiva nella zona di Fornio e di Rimale si aggiungono ora costruzioni residenziali già in fase di avanzata realizzazione e aree abbandonate dalle coltivazioni pronte per nuovi insediamenti.
L’area su cui si concentra attualmente l’attività edificatoria, è quella dell’ex albergo Pinguino: il vecchio stabile è stato letteralmente ingoiato dai nuovi mastodontici edifici. Difficile intravedere un assetto organico del comparto che possa qualificarlo come quartiere, la chiusura poi del passaggio a livello ferroviario ha tolto ogni collegamento con l’area a nord della ferrovia già da tempo urbanizzata e ora abbandonata a se stessa.
La mancanza di un sottopasso che ricucisse Fidenza alla Bassa, a cominciare da Castione e Busseto, si aggiunge alle fastidiose complicazioni che si sono create in direzione di Bastelli e Chiusa.
È la conseguenza di una pianificazione territoriale carente, in linea con la cronica disattenzione del Comune verso le frazioni e gli agglomerati più periferici. Non bastano le sparate propagandistiche sui comprensori (ieri) e le terre verdiane (oggi) se non si sa tenere unito neppure il proprio territorio.
Gli interessi ormai sono tutti concentrati su San Michele Campagna con il suo outlet, il suo Village, la sua Città del Gusto, il prossimo Iper, e la fase due e tre e quattro dell’Unieco. D’altra parte non è qui, a San Michele Campagna, che nascono le sponsorizzazioni? Non ci sono che vantaggi ai singoli, i soliti pochi, e qualcosa per  la comunità.

mercoledì 7 ottobre 2009

1946 - Borgofidentini in posa

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Una foto del 1946 scattata alla base dello scalone che, sul lato sinistro del duomo, portava al loggiato del vecchio seminario demolito l’anno successivo.

martedì 6 ottobre 2009

Il quartiere di Villa Ferro

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Il progetto del quartiere di Villa Ferro nasce come "naturale conseguenza" della concessione in uso, più che decennale, del podere di Villa Ferro al partito comunista per l'annuale evento della festa dell'Unità. Tanto tempo non è bastato alle amministrazioni cittadine che si sono succedute, senza soluzione di continuità politica, per progettare il quartiere che, per mancanza di servizi e discutibili soluzioni abitative, rischia di restare un quartiere dormitorio.

giovedì 1 ottobre 2009

Viabilità urbana: il caso di Via Gramsci

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In questi due mesi l'Amministrazione ha cercato alcune soluzioni minimali, discutibili, ma indicative di una volontà di intervenire. Abbiamo l'intervento, molto discusso, volto a creare zone di parcheggio sul tratto esterno di via Gramsci e su Via Vittoria, abbiamo la sistemazione di via Berenini a tempo di record, performance consentita dall'utilizzo di mano d'opera volenterosa e con poche pretese sindacali, l'impresa comunque era di quelle canoniche cui molto è concesso. Dimenticavo l'apertura del tratto di via Mazzini lungo la salita verso la stazione che quando la percorri credi di arrivare a Manhattan, comunque poteva andare peggio ed a questo qualcuno starà già lavorando. Non molto quindi riguardo ai bisogni abbastanza per i cento giorni che Montanari ha concesso.
C'è chi dice che l'intervento prossimo venturo sarà la riapertura al traffico di Via Gramsci, stavolta sono i commercianti che si vedono minacciati e la cosa penso vada preventivamente valutata, come si dice quando non si sa cosa dire, nelle "sedi opportune".
Io che non sono commerciante, ho solo un piccolo appunto, grande come una strada, da fare: il progetto era quello di rendere via Gramsci un salotto in continuità non solo ideale con la piazza, per cui via i marciapiedi non servivano, bene a meno di due anni servono.