domenica 29 novembre 2009

Edilizia popolare a Fidenza

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Fidenza conserva una lunga tradizione di edilizia popolare che percorre tutto il novecento seguendo ed addirittura  segnando l'espansione ordinata della città. Nella prima metà del novecento e poi nel dopoguerra occupando le aree entro la circonvallazione. Pensiamo alla casa operaia del Casermone di Parco delle Rimembranze edificata all'inizio del secolo scorso, alle vicine case popolari di epoca successiva ed infine alle importanti realizzazioni di Via Pescina, Via Costa, Via Ariosto e Via Porro, recentemente abbattute, Via Mazzini e Via Oberdan . 
Successivamente l'urbanizzazione dei quartieri Corea e Luce e in Via De Gasperi ha portato a realizzazioni significative in questi quartieri che in definitiva oggi non possono essere più considerati periferici. 
In così lungo periodo la qualità delle costruzioni e le architetture non è sempre stata a buon livello, talvolta sono  prevalse probabilmente delle considerazioni ideologiche quasi ci dovessimo dotare di periferie ed architetture moscovite.
Dal punto di vista dell'economia difficile ipotizzare all'edilizia residenziale popolare di iniziativa pubblica (ERP) una funzione calmieratrice sul mercato immobiliare; la sua funzione resta strettamente sociale ed al limite assistenziale. Può eventualmente configurarsi un funzione di limitato sostegno al settore dell'edilizia in relazione alle committenze per l'esecuzione dei lavori. 

sabato 28 novembre 2009

Vicolo Zuccheri e la "galleria"

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Lasciamo alla cronaca dei giornali la descrizione dei fatti che hanno interessato Vicolo Zuccheri in queste notti di novembre 2009, possiamo trovarli sui quotidiani, sul web sia la notizia che il commento de "Il Giornale di Fidenza" . Vicolo Zuccheri, l'antico Borgo degli Ebrei oggi è un corto vicolo da una parte chiuso dai muri anonimi della Cassa di Risparmio e delle rimesse di Palazzo Gonzaga, dall'altra da un paio di edifici. Sbuca nel vicolo la galleria che parte da Via Berenini ed è incorporata nel grosso palazzo che ha rotto il fronte degli edifici che caratterizzavano appunto la centralissima via Berenini. Vittima anche la sala da ballo de "Il Moderno", ritrovo storico domenicale sino agli anni cinquanta. La costruzione ha interessato anche parte di Via Gramsci creandovi un altro accesso alla galleria ed  in poco tempo è stata   completata la massificazione dell'intero isolato. La galleria pensata come opportunità di tipo commerciale in realtà non è decollata come tale e si è dimostrata inutile nella sua funzione di passaggio, il altre parole un luogo brutto, galleria lunga e bassa priva di una illuminazione decente, e in gran parte degradato. E' il destino delle gallerie, frutto di speculazioni spesso sbagliate, quando non assumono una separata identità architettonica. Il posizionamento di gallerie urbane in luoghi di limitata o nulla frequentazione presenta inoltre problemi di sicurezza da non sottovalutare, problemi che potranno anche emergere nella zona pedonale dei Nuovi Terragli in relazione ai vari passaggi  interni ed ai tortuosi percorsi esterni. Altra galleria, ancora non agibile, è stata prevista in Piazza Duomo incorporata nel palazzo che ha rimpiazzato Palazzo Bellotti. 

mercoledì 25 novembre 2009

Solveko: un incontro a Fornio

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Una opportunità imperdibile (per "voltare pagina")

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In merito al precedente post del 18 novembre credo di dover precisare:
- l’approvazione del progetto è di competenza comunale ancorché sia l’ACER l’ente operativo che ha ricevuto l’incarico della redazione del progetto, delle attività connesse alle procedure di gara e di direzione lavori,
- nell’edificio verrebbero realizzati 23 appartamenti per anziani ed un appartamento assegnato a personale incaricato all’assistenza, sono poi previsti spazi per il centro di socializzazione attualmente presso altra struttura pubblica e la sede locale dell’ACER stessa,
- dal progetto originale sono stati stralciati in “giardini pensili” previsti sul tetto dell’edificio, questo anche per evidenti successivi e eccessivi oneri di manutenzione,
- sono ancora possibili ed auspicabili altri interventi migliorativi sull’aspetto dell’edificio quali: la limitazione o, meglio, l’abolizione delle strutture esterne che creano un effetto “paravento” abbastanza banale; meglio prevedere eventualmente appropriate alberature.

- è auspicabile che l’intero progetto venga esaminato dalla Commissione per la qualità architettonica e per il paesaggio recentemente costituita. Potrebbe essere un modo di marcare la differenza con la precedente Commissione, che era del tutto inadeguata ad esprimere pareri indipendenti dall’apparato tecnico del comune.

venerdì 20 novembre 2009

Il nuovo grattacielo di Fidenza

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La notizia è circolata in questi giorni. Il progetto di un nuovo grattacielo in Via Croce Rossa esiste ed è arrivato oltre un mese fa sul  tavolo  della giunta, presentato dal responsabile Ufficio Tecnico Comunale, ma è stato rispedito al mittente. Insomma, niente grattacielo e la giunta, nel negare  persino la discussione del progetto, è stata compatta.

mercoledì 18 novembre 2009

Una opportunità imperdibile (per "voltare pagina")

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La demolizione delle case popolari di via Ariosto, via Barabaschi e via Porro ha lasciato un'ampia area vuota, facilmente raggiungibile, centrale ed utilizzabile senza particolari vincoli di utilizzo in superficie e nel sottosuolo. Non esistono quindi possibili impedimenti per un utilizzo al servizio dell'intera città. L'attuale progetto prevede la costruzione di un palazzo che già è stato oggetto di critiche dal punto di vista architettonico, la costruzione del potenziale mostro è oggetto di un accordo tra Amministrazione Comunale e l'ACER, l'ente che gestisce l'edilizia residenziale degli enti comunali della provincia e che, per sua natura, rientra in quella categoria di ente e partecipate a rischio di clientelismo. La definizione degli accordi con ACER avvenuta con delibere degli anni 2007 e 2008 e conclusa con Deliberazione della Giunta Comunale N. 20 del 31 gennaio 2088.
Le principali critiche che possono essere fatte al progetto riguardano sia l'aspetto architettonico, l'edificio presenta delle soluzioni a rischio di rapido degrado e di onerosa manutenzione, sia quello urbanistico, vi verrebbero realizzati un numero modesto di alloggi residenziali protetti e alcune strutture di servizio probabilmente inutili lasciando inalterati i problemi di viabilità della zona tra cui primaria la questione parcheggi. Occorre pertanto che il progetto sia rivisto nella sua globalità e definito in modo non banale del tipo abbatto un edificio e al suo posto costruisco un edificio. L'ampiezza dell'area, la sua collocazione in posizione strategica a servizio del centro e delle sue attività commerciali e di servizio giustificano un attimo di riflessione ed un coinvolgimento partecipativo della città. Coinvolgimento che oltre ai cittadini deve comprendere le associazioni di categoria e quelle ambientaliste senza escludere, se necessario, la ricerca di eventuali cointeressenze private.  
Questo credo si perfettamente in linea con il "voltare pagina" che tutte le liste che compongono l'attuale maggioranza hanno sottoscritto ed proposto come loro motto elettorale ed i cittadini hanno manifestato di approvare.

lunedì 16 novembre 2009

Gli argini dello Stirone

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Sono iniziati in questi giorni i lavori relativi ad un intervento di difesa del suolo che interessa il torrente Stirone nel tratto a valle del ponte ferroviario della linea Milano- Bologna. Il costo complessivo ammonta a  un milione e 150mila euro ed è finanziato dal Ministero per l’Ambiente. Obiettivo dichiarato "è quello di mettere in sicurezza gli argini con azioni di consolidamento delle sponde minacciate dalla continua erosione in diversi punti nel tratto a nord di Fidenza fino all’abitato di Soragna.

I graffiti di Via Marconi

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Una mitragliata di immagini di Marco Cavallini ci portano alla galleria a cielo aperto di Via Marconi. I murales, che in altre situazioni, possono sembrare atto vandalico e deturpante qui trovano una dimensione diversa. Possono essere letti come la prima risposta emotiva ad una situazione degradata che prima l'industria ha creato e che poi la burocrazia non riesce a risolvere con stanziamenti che vanno e vengono. 
La qualità dei graffiti o murales non è sempre buona e le impressioni non sono sempre gradevoli, ma sotto c'è una volontà di comunicare non inquinata dalla monetizzazione del prodotto come avviene invece alle aste milionarie. 
A differenza del prodotto dell'arte moderna sempre più alla ricerca dell'effetto che può stupire ma non comunicare, dello scandalo o dell'apparente trasgressione ma non della bellezza, qui almeno c'è spontaneità e gratuità.  

sabato 14 novembre 2009

Il tratto urbano dello dello Stirone

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Oggi la situazione del tratto urbano dello Stirone necessità di un intervento consistente principalmente in una risistemazione delle sponde pesantemente compromesse dall’incuria che ha provocato la distruzione di oltre 250 metri di arginature.  Il carico delle attività produttive insediate ai limiti dell'alveo del torrente contribuiscono pesantemente al degrado, questo rende ancor più ingiustificata l'inclusione dell'area nella zona protetta del Parco.

venerdì 13 novembre 2009

Il pioppo bianco dello Stirone e la tutela del patrimonio arboreo

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Chi vuole raggiungere il Parco dello Stirone direttamente da Fidenza può farlo da Via Tagliamento nel quartiere Luce passando il breve tunnel della massicciata della feroovia per Salsomaggiore. Superato il basso argine vediamo subito il maestoso Pioppo Bianco isolato in un rustico recinto. Il cartello posto sotto l'albero non si dilunga molto a parlare della pianta che abbiamo di fronte ma rinvia ai tre pioppi di Scipione, sempre dentro al parco, informando che questi ultimi son tutelati. Questo vuol dire che questo non è tutelato. In effetti quest'albero non è incluso nell'albo regionale delle piante presso l'ISTITUTO PER I BENI ARTISTICI CULTURALI E NATURALI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA.
La Regione Emilia-Romagna ha regolato la materia con la legge regionale n. 2/1977 che prevede una particolare tutela ad "esemplari arborei singoli in gruppi o in filari di notevole pregio scientifico o monumentale vegetanti nel territorio regionale" e la promozione di progetti ed azioni per la loro migliore conservazione. In effetti il decreto è disatteso dagli enti locali che devono segnalare appunto le situazioni meritevoli di tutela sul proprio territorio, Fidenza è presente in questo registro con un solo caso peraltro identificato in modo generico come: Genere: Quercus, Specie: robur, Comune di Fidenza (PR) Località Canale Rovacchiotto (Crocetta), altezza non indicata e diametro non indicato; il provvedimento di tutela data l'anno 1990. E' inclusa anche una foto del tutto inadeguata. Miglior sorte, ma non di tanto, gli alberi inclusi nel territorio di Salsomaggiore, le segnalazioni sono solo tre. Se teniamo conto della presenza nel territorio dei due comuni di un parco tutelato l'incuria nell'attivazione della procedura di tutela riguarda anche l'Ente del Parco. Restando a Fidenza questo episodio di mancata tutela si presta alle solite amare considerazioni, abbiamo visto quello che è successo ai platani di Via Carducci ed alle querce del quartiere "I Gigliati", conosciamo altre situazioni in cui piante o filari di piante sono minacciati dalla implacabile speculazione edilizia. In effetti il vero motivo degli enti locali comunali a non tutelare nelle forme previste non solo le piante ma anche i luoghi meritevoli di tutela è quello di non aver vincoli vincoli urbanistici. I comuni, il nostro Comune si preoccupa addirittura di salvaguardare il futuro della speculazione edilizia, la suddittanza quindi agli interessi dei "poteri forti" è completa.

martedì 10 novembre 2009

Il mulino di Scipione Ponte

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Situato nella frazione di Scipione Ponte nel comune di Salsomaggiore il mulino è oggi un rudere e pronto alla totale demolizione. Indiscutibilmente storico sia come data di costruzione che come fattura. E' parte del paesaggio in uno snodo stradale che, da Salsomaggiore, conduce a Castelnuovo Fogliani o a Vigoleno ed incluso nella zona del Parco dello Stirone. Oggi il mulino è in vendita e, stando all'annuncio dell'agenzia unico vincolo il rispetto delle metratura originali. Le immagini sono riprese dai siti delle agenzie immobiliari.

domenica 8 novembre 2009

Fidenza: oltre la ferrovia

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La vasta area tra il terrapieno ferroviario e la tangenziale non rappresenta più il tradizionale raccordo tra città e campagna. Pur permanendo alcuni campi coltivati ormai prevalgono le zone abbandonate, in ogni modo dal punto di vista paesaggistico la zona è completamente persa. A questo ha principalmente contribuito la costruzione della tangenziale ed il progressivo abbandono di parte dei terreni  prima coltivati. 
Via Marconi divideva nettamente una zona industriale verso la ferrovia e la campagna verso nord. Ora al posto delle industrie troviamo aree in corso di bonifica ed alcune strutture rioccupate da artigiani in ordine caotico. Questo dal lato rivolto alla ferrovia, sull'altro lato, passato il cimitero e la fabbrica conserviera, troviamo alcuni campi e quindi nuovi capannoni e costruzioni nel disordine regolato dal PRG e dalle varianti. Insomma semplicemente una strada di transito  dalla città verso il casello autostradale.
Via Croce Rossa non è meglio, conserva il viale alberato lungo il terrapieno ferroviario, le strutture e le pertinenze delle storiche officine Costa, i resti del mulino Chierici, un canile ed il tira-segno. Più in la la strada arriva al guado del torrente Stirone, la sovrastante campata stradale e la realizzazione di una guado di cemento sempre in situazione precaria  ha deturpato irrimediabilmente questo tratto di torrente interessato anche da episodi di discarica abusiva.
Sulla tranquillità del degrado pende tuttavia il progetto del tunnel che dovrebbe collegare Via Croce Rossa e Via Mascagni in corrispondenza dell'ex passaggio a livello. Su questa realizzazione si gioca il futuro dell'area, al tunnel seguiranno infatti interventi sulla viabilità: collegamento con la tangenziale, collegamento più immediato con l'autostrada e con i centri commerciali,  l'outlet, città del gusto e Village. E così il nostro Cimitero sarà al centro del sistema  stradale nord della Fidenza del futuro, più brutta sicuramente ma  questo l'abbiamo voluto noi.

mercoledì 4 novembre 2009

Commissione per la qualità architettonica e per il paesaggio

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Con deliberazione della Giunta Comunale numero 119 del 30 ottobre 2009 sono stati nominati i componenti la Commissione per la qualità architettonica e per il paesaggio per il prossimo triennio. La commissione sarà composta dai signori: arch. Gian Luca Mora, arch- Franco Pattini, prof. Guglielmo Ponzi ed ing. Gian Franco Uni. In precedenza la commissione era composta da: arch. Alberto Gilioli, arch. Umberto Faroldi, geom. Alessandro Cappa, arch. luca Boccacci e dr.essa Daniela Cavazzuti.