giovedì 31 dicembre 2009

Matroneo sud del duomo di Fidenza

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Breve visita al matroneo sud del Duomo di Fidenza a restauri praticamente conclusi

Alienazione del Palazzo Littorio

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Il bilancio di previsione approvato dal Consiglio Comunale si caratterizza per l'assenza di un chiaro indirizzo programmatico che, a quel che è dato di capire, sarà forse affidato ad altri strumenti. Le critiche della minoranza si sono soffermate su molti aspetti del bilancio, ma senza affondare più di tanto, unica eccezione per completezza, preparazione ed un velo di nostalgia l'intervento del consigliere Rita Sartori. Ma non sono i tagli apportati qua e là o i maggiori oneri per servizi o plateatici che caratterizzano questo documento amministrativo che ci interessano.
Rilevante invece l'inserimento in bilancio delle alienazioni di beni comunali, si tratta della Scuola Verde, che verrebbe poi ricostruita altrove e dell’edificio di Piazza Matteotti ex-Casa del Littorio ex  casa del "poppolo" ed ex-Liceo Classico. Nelle intenzioni della vecchia Amministrazione quest'ultimo immobile doveva diventare la sede del Tribunale di Fidenza, ipotesi possibile ma tutt'altro che certa. Per l'immobile scolastico si avrà probabilmente la demolizione e la costruzione di altro o altri edifici, questa soluzione non penalizza certamente una parte importante del patrimonio artistico o storico di Fidenza. Questo edificio non ha mai perso quell'aspetto di provvisorietà che caratterizza molta architettura di costruzioni pubbliche e scolastiche del dopoguerra. Diverso è il discorso sull'altro edificio che, pur avendo solo un quarto di nobiltà storica ed   architettonica, è ormai elemento consolidato del paesaggio urbano.
Sottoposto dal 2004 a vincolo di tutela dalla Sopraintendenza ai Beni Culturali è ormai da anni abbandonato ed i portici sono una delle zone più tristi e degradate della città. Non è compreso inspiegabilmente nel programma di "riqualificazione" di Piazza Verdi e Piazza Pontida pur costituendo un tutt'uno con gli edifici destinati appunto alla riqualificazione. Parliamo della zona più altimetricamente elevata di Fidenza la cui importanza storica può ritenersi seconda solo al Duomo e che probabilmente riserverà sorprese durante gli scavi di fondazione delle nuove costruzioni.
L'alienazione di questo cespite è dal punto di vista della tutela addirittura auspicabile per toglierlo dal degrado a condizione la cessione avvenga con un capitolato di vendita chiaro e conservativo dell'aspetto esteriore dell'edificio, pretendere di più è pura demagogia. Questo episodio d'altra parte è solo l'ultimo di una serie di cessioni a privati di immobili comunali con vincoli di tutela. Tra i casi più recenti troviamo la vendita del Collegio dell'Angelo cioè del complesso dell'ex ospedale di Via Berzieri, edificio questo veramente di importanza storica anche se ha subito rilevanti alterazioni nella struttura architettonica.  Ricordiamo poi che è in fase di alienazione il complesso della palazzine dei bagni pubblici di largo Cesare Battisti la cui costruzione risale al primo novecento. In precedenza abbiamo avuto la cessione del complesso di Via Bacchini ex caserma dei carabinieri. Se si escludono gli edifici scolastici e i cimiteri il patrimonio storico ed artistico della città che si pensava tutelato dal fatto di essere proprietà comunale si limita ormai a pochi casi: casa Cremonini con la torre medievale, complesso ex-convento delle Madri Orsoline, il Casermone in via Musini, il Palazzo Comunale, il Teatro Magnani, l'ex Collegio dei Gesuiti, l'edificio dell'ex macello, la torre piezometrica (fungo dell'acquedotto) ed il complesso della Lodesana. Rimane nel patrimonio comunale una quota millesimale dell'ex caserma di carabinieri.
La povertà di iniziative locali per la valorizzazione dei complessi monumentali e la politica di procedere per stralci negli interventi di restauro e riqualificazione è il vero handicap della gestione di questo patrimonio, ciò porta a concludere che in futuro si avranno altre cessioni eccellenti indipendentemente dal colore dell'amministrazione comunale. A rischio alcune dei casi sopraelencati, ma anche (e perché no?) Palazzo Porcellini e qualche edificio scolastico cittadino. 


sabato 19 dicembre 2009

La malurbanizzazione del piazzale della stazione di Fidenza

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Una città che oggi ricopre una superficie dieci volte maggiore di quella occupata dal vecchio borgo ha mantenuto intatto lo spazio frequentato e vissuto collettivamente. In pratica il discorso della vasca o dello "shopping" si limita ad un nreve tratto di Via Cavour e Via Berenini che parte dall'incrocio di via Vito Aimi all'ex-cinema Corso trasformanto in "bingo". L'importanza dalla stazione ferroviaria, la presenza di uno sfogo di verde facevano del piazzale della stazione e del primo tratto di via Gramsci un luogo alternativo, particolarmente apprezzato nei mesi estivi. La costruzione dei Nuovi Terragli ed i connessi lavori hanno praticamente cancellato ogni attività in quest'area diventata unicamente un percorso verso la stazione e come tale è destinata a rimanere non presentando che forme in cemento di varia volumetria ma costante freddezza.

mercoledì 16 dicembre 2009

Il palazzo di San Michele Campagna

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L'imponente palazzo della foto, che ci accoglie usciti dal casello dell'autostrada in direzione di Fidenza e  dopo un paio di monumentali rotonde, non rispetta i parametri originariamente previsti dal piano regolatore. Non può sfuggire anche ai meno attenti che il complesso è fuori scala con quel poco che resta del paesaggio circostante ed con lo standard della costruzioni vicine che non sono cosa da poco: Outlet, Fidenza Village e, domani, Città del Gusto. Anche la vicinanza  del torrente Stirone avrebbe consigliato di mantenere una adeguata zona di rispetto dal torrente stesso.


domenica 6 dicembre 2009

L'urbanizzazione della costa di Siccomonte

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Dopo aver cambiato volto alla campagna attorno alla città ormai diventata periferia della periferia o villaggio commerciale l'edilizia si spinge sulle prime colline. L'episodio più recente è la costruzione di una serie di edifici sulla costa che porta a Siccomonte in posizione dominante dal punto di vista panoramico. Si tratta di una forzatura del Prg e del regolamento edilizio certamente ben congegnata in un ambito di intervento in cui la funzione pubblica di controllo è inesistente per un motivo molto semplice: l'operazione è stata condotta senza delibera della Giunta Comunale ma sulla base di atti gestiti dall'Ufficio Tecnico in completa autonomia. La presentazione dei progetti è avvenuta nel periodo in cui la Commissione per la Tutela del Paesaggio era direttamente presieduta dal responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale che rivestiva pertanto la duplice figure di controllato e controllante!
Sia tratta di quattro edifici sul crinale della collina che porta a Siccomonte di tipologia costruttiva dubbia in quanto non riconducibile ad una finalità strettamente legata all'uso agricolo. Abbiamo appurato che in data 5 maggio 2009 è stata presentata denuncia inizio attività per installazione recinzione e cancelli mentre in precedenza il 21 aprile 2009 era stata presentata pratica di restauro e risanamento conservativo di tipo B di fabbricato accessorio a servizio dell'azienda agricola. I lavori sono praticamente finiti, totalmente per quel che riguarda fondazioni e murature, in corso risulta la coibentazione delle coperture. Le evidenti difformità tra il costruito e le precedenti motivazioni dei lavori hanno poi portato alla richiesta di variante al progetto di costruzione 101/2008 per realizzazione fabbricato accessorio. Leggendo le licenze edilizie risulta che il responsabile UTC del provvedimento è Frazzi Luigi e che, attenzione, l'abitabilità risulta necessaria. Quest'ultimo requisito a mio avviso non è in linea con una motivazione dei lavori di "restauro risanamento conservativo di tipo B di fabbricato accessorio a servizio dell'azienda agricola.".
Le istruttorie di competenza di UTC sono tuttora in corso e non poteva essere altrimenti per vari motivi: non c'era l'urgenza come nel caso della demolizione di Villa Panini, non è il caso di prendersi troppe responsabilità.
Dalla normativa urbanistica vigente l'intervento non si configura come "restauro risanamento conservativo di tipo B" ma si tratta a mio parere di un intervento di nuova costruzione. Stabilire poi che questo sia corretto o meno sulla base delle leggi e dei regolamenti comunali non è certo di mia competenza e mi limito pertanto ad evidenziare la precarietà dei regolamenti stessi e delle procedure a garantire la tutela del territorio.
L'alterazione del paesaggio è evidente dall'esame del materiale fotografico prodotto.
A titolo di curiosità e non solo, propongo anche la foto delle costruzioni del cosiddettoo Villaggio del Sole in costruzione in Via Togliatti prima della rotonda di Lodesana/Vaio, le dimensioni della costruzioni sono le stesse dei quattro edifici di Siccomonte. Mi attendo che per questi ultimi prima o poi siano richieste ulteriori varianti con cambiamenti d'uso.