domenica 29 agosto 2010

Fidenza: il quartiere Oriola ieri ed oggi

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Piazza Pezzana angolo Vicolo Buozzi in un dipinto del 1946 a sinistra mostra di fronte la luce del laboratorio di lattoniere rimasto fino al 1953 e sulla sinistra un negozio di frutta e verdura. A destra abbiamo invece un'immagine fotografica ripresa dallo stesso punto di vista. Molte somiglianze alcune differenze. Il lattoniere da tempo ormai ha lasciato il posto ad un laboratorio di riparazione apparecchi elettrici il fruttivendolo ad una banca, nella casa d'angolo con Vicolo Tagliasacchi non c'è più, al primo piano, lo studio del pittore.

sabato 28 agosto 2010

Fidenza: Piazza Pezzana il vespasiano della piazza principale?

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Le luci di Piazza Garibaldi, con i suoi bar salotto, non arrivano in Piazza Pezzana e nei vicoli che mettono quest'ultima in comunicazione con la stessa Piazza Garibaldi e con Via Cavour. Già i centralissimi vicoli Tagliasacchi e Buozzi presentano evidenti segni di abbandono e Piazza Pezzana, per effetto anche della sua destinazione a parcheggio, esalta l'impressione di degrado di questa parte della città.
 Durante il giorno le condizioni di luce permettono un  frettoloso passaggio di persone e l'impressione di normalità, nelle ore notturne son gli abitanti stessi ad avere qualche timore di possibili incontri non piacevoli o sconvenienti. Sino a qualche anno fa una parvenza di vita "normale" era assicurata in qualche modo dalla presenza dell'albergo Due Spade, ma l'albergo è da tempo in ristrutturazione con probabile cambio di destinazione. Considerata la posizione della piazzetta, praticamente collegata alla piazza principale di Fidenza, è il momento per impostare un progetto di riqualificazione che potrebbe, vista la posizione, riportarla a miglior gloria. 
Sopra vediamo la ricostruzione di Piazza Pezzana, con il vecchio edificio dell'albergo "Due Spade" e la facciata della Chiesa del Pilastro. Ambedue gli edifici furono colpiti dalle bombe, durante la seconda guerra mondiale, ma solo la chiesa fu completamente distrutta. La pianta generale del quartiere resta comunque quella storica ed il vuoto lasciato dalla chiesa è rimasto tale.
La piazza si presentava più aperta sino agli anni sessanta del novecento, cioè prima della "condominizzazione" dell'isolato tra Piazza Mentana e Via Gandolfi, precedentemente infatti insistevano sulla piazza le basse costruzioni del burrificio Porcellini. Sino a quegli anni la piazzetta era anche vitalizzata da negozi o laboratori artigianali, oggi qualcosa soppravvive ma è poca cosa e la  piazzetta è ormai un parcheggio temporaneo a servizio del centro. Il quartiere Oriola, che inizia proprio da questa piazza, non ha oggi la vitalità di una volta ed è più orientato verso Via Cavour attraverso Via Vito Aimi e Via Conforti.

Piazza Pezzana angolo Vicolo Buozzi in un dipinto del 1946, di fronte si vede la luce del laboratorio di lattoniere rimasto fino al 1953 e sulla sinistra un negozio di frutta e verdura.


Vicolo Tagliasacchi col tipico angolo annerito dalle minzioni


Piazza Pezzana oggi





lunedì 23 agosto 2010

Fidenza: il verde privato di Via Romagnosi

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Palazzo Arzaghi
Sono passati due anni dall'ultima bonifica del cortiletto di Palazzo Arzaghi e di nuovo le piante hanno invaso questo luogo abbandonato. Si tratta di una pianta infestante l'ailanto che necessità di poche cure anzi di nessuna cura abituato com'è a radicarsi profondamente nel terreno senza rispetto alcuno della storicità del luogo. Utilissimo per accelerare il processo di degrado delle  vecchie strutture è un prezioso alleato di chi vorrebbe spazi liberi per edificarvi un moderno ed anonimo fabbricato condominiale. Una nostra segnalazione aveva sortito l'effetto di una ordinanza del Sindaco che impegnava le proprietà, una cooperativa modenese, a risanare la zona e mettere in sicurezza parte dell'edificio. Ci permettiamo di suggerire analogo provvedimento tenendo presente che lo stato miserevole del cortile era già stato segnalato due mesi fa senza effetto alcuno.


Analoga segnalazione riguarda la costruzione ormai completamente  ridotta ad un rudere posta a metà di Via Romagnosi dal lato a numeri dispari, quindi fuori dal centro storico. L'edificio è ormai senza copertura, la facciata è a rischio di crollo, in questo caso l'ailanto ha la funzione di nascondere una situazione di estrema desolazione. In questo caso l'intervento da richiedere alla proprietà è la messa in sicurezza  dell'edificio o di demolizione. E' da chiedersi se nella burocrazia municipale qualcuno ha dormito più del solito.

Via Romagnosi tra i numeri civici 15 e 17

venerdì 20 agosto 2010

Fidenza: arredo urbano in funzione anticarro

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La piazzetta di Borgo del Teatro

La delimitazione della piazzetta, ben individuabile dalla caratteristica pompa a mano posticcia, è stata realizzata con spartane strutture che dovrebbero invitare ad uno scomodo riposo. In realtà si tratta di cemento ricoperto da lastre di pietra non altrettanto resistente. Strutture di questo tipo hanno in realtà la funzione di dissuasori per un uso improprio della piazzatta da parte di eventuali automobilisti frettolosi, ma potrebbero benissimo meglio servire da barriere anticarro. Essendo, come già detto, non invitanti alla sosta sono utilizzate per usi impropri e deturpanti. Certamente le costruzioni intorno risentono della rapida ricostruzione postbellica per linee architettoniche e materiali utilizzati, ma questo non giustifica una penalizzazione anche nell'arredo urbano.

mercoledì 11 agosto 2010

Fidenza: su Piazza Verdi e ex-Forno Comunale la maggioranza incassa una sconfitta e la città ne incassa due.

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Quando l'incompetenza e l'approssimazione da una parte e la voglia di ottenere soddisfazione politica si confrontano nelle sedi decisionali chi ne esce veramente sconfitto non è l'una o l'altra parte ma l'interesse cittadino.  Il parere legale inseguito ormai da mesi e relativo alla regolarità della rinegoziazione con ente attuatore degli accordi, promossa dalla nuova giunta e gestita dal responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale architetto Gilioli, ha portato alla "revoca" della delibera di Giunta Comunale n° 18 del 28 gennaio 2010.
Da quel che è dato di capire dalla delibera  N° 155 del 27 Luglio 2010 il parere legale era tutt'altro che di facile comprensione e ci si è dovuti districare tra "ex-nunc" ed "ex-tunc"  prima di arrivare alla conclusione che sia  "ex-nunc" sia "ex-tunc" nel caso specifico  ricondono al termine "revoca", e così si è proceduto. D'altra parte il nostro è il "paese del diritto" e un po' di latino non guasta. Il dispositivo della delibera è pertanto il seguente: " Di ANNULLARE con effetto ex tunc la propria deliberazione n. 18 del 28 gennaio 2010, esecutiva;
- Di dare atto che restano in vigore tutti gli atti precedenti e che disciplinavano il Piano Particolareggiato sull’isolato dell’ex Forno comunale;
- Di dare mandato al dirigente del settore UTC Assetto del Territorio di  proseguire nell’iter conseguente agli atti precedentemente assunti  e tuttora in vigore."
E' quello che l'opposizione chiedeva denunciando un sostanziale cambiamento del bando di gara rispetto a quello approvato con delibera consiliare dalla passata amministrazione. Pertanto per l'opposizione l'intera materia doveva essere oggetto di nuova discussione e delibera.
La maggioranza a questo punto ha dovuto ripiegare incassando una sconfitta. In una diversa situazione di tipo privatistico in cui "chi paga" per l'errore è il cittadino  avremmo assistito a cambiamenti di organigramma, ma qui siamo nel pubblico. 
Dal punto di vista dei contenuti la soluzione che la delibera revocata prospettava era migliore di quella precedente riservando adeguate risorse alla tutela del patrimonio storico e culturale e, d'altro lato, prospettava per Piazza Verdi un assetto diverso dall'assurdità di un arredo urbano cementificato e banalizzato come, purtroppo, già sperimentato il altre parti della città.
Oggi, che ritorniamo a un "punto ed accapo", una dimostrazione di buon senso da entrambe le parti è quella che ci vuole.


Piazza Grandi a Fidenza: e se togliessimo un po' di cemento in area archeologica?

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Il "belvedere" infossato


La sistemazione di piazza Grandi non piace a nessuno. Forse nemmeno a chi l’ha progettata. Ma sono opinioni che restano private. Limitate alle comunicazione bocca-orecchio.

In effetti, lasciando perdere ogni confronto con la situazione precedente, alcune realizzazioni sembrano deboli, puramente concettuali, già in parte degradate o bisognose di maggiori cure. Una rivisitazione dell’assetto, oltre a essere opportuna, è necessaria per decoro e sicurezza.

domenica 8 agosto 2010

La cripta del Duomo di Fidenza musealizzata

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Scendendo dalle scale poste ai lati della scalinata della navata centrale si entra nella cripta del duomo. Un tempietto a tre navate che accoglie le spoglie di San Donnino e che posa su una superficie già interessata da precedenti costruzioni sui resti del tempio primitivo. Sono visibili tracce di questo tempio primitivo nel pavimento della cripta. Ampliamenti e modifiche vengono fatte risalire alla regina Teodolinda nel 604 e poi a Carlo Magno.

mercoledì 4 agosto 2010

L'ANAS cede al Comune di Fidenza alcuni tratti della "via Emilia". Un affare per chi?

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Nella seduta del Consiglio Comunale del 28 luglio 2010, la stessa del famoso scontro tra il Sindaco e il Consigliere del PD Enrico Montanari, alcune delibere molto "tecniche" sono state approvate senza un effettivo dibattito. La delibera che qui commentiamo ha come oggetto la definizione con ANAS S.p.A. della cessione di alcuni tratti della Strada Statale 9 “via Emilia” e di alcune pertinenze di servizio. Si tratta dei seguenti tratti di strada:
1. tratto di S.S. 9 tra il confine comunale est località Parola e il km 222+500 circa (inizio rampa est della tangenziale nord) ivi compreso il relitto di sedime antistante la chiesa di Parola;
2. rampe, anello centrale e relitti esterni dello svincolo di Coduro restando di competenza ANAS l’asta principale della S.S. 9 così come realizzato nel quadro del completamento della tangenziale nord;
3. tratto di traversa interna della ex via Emilia tra il km 227+050 e lo svincolo ANAS verso Piacenza compreso le rampe di accesso e di uscita dallo stesso svincolo nonché il tratto di via Emilia esterno allo svincolo fino al km 228+315 circa (innesto della strada comunale di Fornio);
4. viabilità di servizio realizzata nel quadro dei lavori di completamento della tangenziale nord.
Relativamente a questi tratti il Comune si assumerà totalmente le "responsabilità inerenti alla disciplina della circolazione, alle connessioni di accesso, occupazione, utilizzazione particolare, alla Polizia, alla segnaletica ed alla manutenzione."
Assenti in aula i consiglieri del Partito Democratico, la minoranza è rappresentata dal solo Consigliere Giuseppe Cerri, ex-sindaco di Fidenza. Dopo una brevissima introduzione del Sindaco Cantini la parola viene data al responsabile dell'Ufficio Tecnico Comunale che la terrà fino alla fine con l'eccezione degli interventi del Consigliere Cerri, i si guadagnerà anche una leccata in diretta dall'unico consigliere di maggioranza che è sembrato in qualche modo interessato all'argomento oggetto di delibera. Certamente la mancanza della opposizione PD e la barbosità tecnica dell'argomento possono aver avuto effetto rilassante sul maggior consesso cittadino dopo la battaglia fatta di niente di pochi minuti prima.
Sta di fatto che chi l'ha fatta da mattatore è il buon Gilioli che, si è ritenuto implicitamente autorizzato a debordare dal mero compito descrittivo ed illustrativo per dedicarsi alla esternazione dei possibili scenari che la delibera avrebbe portato al nostro comune ed ai suoi cittadini ad alcuni in particolare. A questo punto è sembrato che il 50% del PSC fosse già  fatto. All'intervento dell'ing. Gilioli è seguito quello dell'unico consigliere a tempo pieno Giuseppe Cerri che, come al solito, si capiva che aveva ben esaminato l'argomento. Cerri ha quindi smontato il fragile castello di chiacchiere del relatore portando l'attenzione su aspetti concreti non contemplati o superficialmente illustrati portando il discorso sugli oneri che l'ANAS si apprestava a scaricare sul nostro comune: manutenzione e cura della rampe di accesso alla tangenziale, mancata indicazione di un minimo calcolo di costi e benefici in termini reali ed economici, mancato riferimento ad alcuni beni ANAS lungo alla via Emilia come case cantoniere od altro. Nel successivo intervento di risposta abbiamo visto un architetto in difficoltà da cui è uscito ripetendo concetti del tutto irrilevanti, ma questo bastava all'assemblea abbastanza assente tanto che il voto quasi quasi lo si scordava.

Palazzo Panini due anni dopo

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domenica 1 agosto 2010

Venzola: un rivo destinato a sparire...

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Il taglio di piante sane lungo il Rio Venzola è stato oggetto di una interrogazione trattata nel Consiglio Comunale del 28 luglio 2010. La risposta pilatesca del Consigliere Tanzi, che non soddisfa l'interrogante ed anche noi, pone ancora una volta in primo piano la tutela del verde cittadino.