lunedì 28 marzo 2011

2 aprile 2011 sesto anniversario della morte di S.S. Giovanni Paolo II

Domenica prossima, 2 aprile 2011, ricorre il sesto anniversario della morte di Papa Giovanni Paolo II. In questa occasione ho ritenuto di ricordare l'evento straordinario della visita del Papa alla nostra Diocesi ed alla nostra città, visita avvenuta il 4 giugno del 1988. Un Papa "venuto da lontano" che si è fatto prossimo a noi qui, nella nostra piazza nel nostro duomo. Lo vediamo nella foto intento a pregare sulla tomba del nostro patrono San Donnino Martire. 
La visita, raccontano le cronache, ha avuto due momenti forti: l'incontro in Piazza Garibaldi e la celebrazione in cattedrale, due incontri uniti tuttavia dal suo carisma pastorale. 
All'arrivo ad attenderlo la piazza è colma di gente, ma meno delle attese, anche la folla lungo il percorso non sarà al massimo. Una folla comunque ordinata secondo un'attenta regia che ha previsto una gerarchia nella distribuzione degli spazi portando in prima fila quello che nel gergo comune chiamiamo "le autorità", della città, ma in questo caso anche della provincia. Mancano i bambini ed il Papa, profondo conoscitore di genti, ma anche di folle, osserva questa assenza: "Se si tratta degli abbracci, questo va da sé, sempre con bambini. Per il me momento sono un po' nascosti,.... ."
Sotto riportiamo integralmente la parte spontanea del discorso  del Papa, quella coda che ha voluto aggiungere al discorso così detto ufficiale.  Abbiamo già ripreso la frase relativa alla presenza, mancata, dei bambini in piazza, possiamo anche riprendere l'invito finale "Fidenza, mai diffidenza! Fidenza!". 
Anche se molte considerazioni potrebbero essere fatte, non mancano infatti gli spunti, possiamo limitarci a queste due frasi  dove Papa ha colto il limite della nostra orgogliosa, ma effimera, fidentinità ed esortato ad uscirne. 
Conclude poi questo discorso fuori da protocollo con un omaggio alla nostra cattedrale: "dobbiamo adesso passare per vedere per la prima volta questa splendida cattedrale, Duomo di Fidenza e pregare in questo centro della vostra Chiesa." ,  riconoscendo appunto nel nostro Duomo il fondamento della nostra città e del suo essere Diocesi. Concetto peraltro ripreso recentemente dal nostro Vescovo Carlo in occasione della celebrazione dei 410 anni dall'istituzione della Diocesi di Borgo San Donnino ora Fidenza.
A.P. 28 marzo 2011




L'arrivo del Papa in Piazza Garibaldi
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Giovanni Paolo II, sempre in piazza Garibaldi, ha quindi improvvisato un discorso, interrotto spesso da scroscianti applausi, che è andato direttamente al cuore dei fidentini.


FIDENZA, MAI DIFFIDENZA

Il vostro Vescovo ha parlato di un Sinodo Diocesano, poi sono gli altri segni di questo cammino spirituale della vostra Chiesa: ha parlato, il vostro Vescovo, anche delle persone molto preparate che sono state offerte alla Chiesa di Roma per servizio della Chiesa universale, specialmente nel campo universitario.
Allora voglio soprattutto, approfittando di questo incontro,salutare cordialmente, direi abbracciare, tutti i presenti, tutti i componenti della vostra comunità cittadina e religiosa. Se si tratta degli abbracci, questo va da sé, sempre con bambini. Per il me momento sono un po' nascosti, ma speriamo che durante l'ulteriore percorso della città si faranno visibili e verranno a cercare il suo.
Vorrei rispondere a questo saluto dei giovani, che anche viene scritto sullo striscione. Allora vi incoraggio, carissimi giovani,a diventare anche voi testimoni di Cristo: non si può vivere senza una tale testimonianza; l'uomo è creato per dare testimonianza della verità, come ha detto Gesù stesso davanti a Pilato. Ecco, cerchiamo di essere noi testimoni di Cristo, perché Lui è la Verità, Lui è anche la Vita, è la Via. Cerchiamo di essere testimoni di Cristo!
Si sentono, in questo nostro mondo contemporaneo, movimenti forti dello Spirito Santo che attraversano le giovani anime, i giovani spiriti, e li fanno molto coraggiosi. Allora per i bambini un abbraccio, per i giovani un «coraggio». Un «coraggio» io lo dico per dare risposta a tante volte quando i giovani mi augurano a me «Coraggio Papa», allora io dico a voi «Coraggio giovani».
E con la stessa parola possiamo camminare attraverso la società tutta intera, attraverso ogni famiglia, qualche volta in crisi ma tutti sappiamo bene che la famiglia cristiana, fondata sul sacramento della Chiesa (sacramento che esprime amore di Cristo della Chiesa) è solida e se anche l'uomo diventa debole, la persona umana è insufficiente, il fondamento del sacramento è solido.
Cerchiamo di superare le nostre debolezze umane con la forza del sacramento, di questo santissimo sacramento del matrimonio che dà la solidità, dà la coerenza, dà la bellezza alla vita familiare. Allora coraggio, carissimi sposi, coraggio genitori, padri e madri; coraggio nei diversi campi del lavoro, perché la società nostra è una società del lavoro, delle professioni; coraggio per tutti quelli che lavorano nelle diverse professioni. E che non manchi lavoro a nessuno.
E così lo dico al vostro giovane sindaco, dico questo coraggio a lui come rappresentante della cittadinanza e specialmente di queste preoccupazioni civiche, sociali, economiche della comunità cittadina.
Dico coraggio a lui, e questo coraggio lo depongo nelle sue mani per tutti i suoi concittadini, in ogni campo di lavoro. Direi ancora, carissimi, coraggio ai sofferenti: già ho incontrato gli ammalati nell'ospedale, già ho incontrato gli anziani nella loro casa.
Coraggio a questi che soffrono, coraggio a tutti che portano la croce.
Qui entriamo nella zona del mistero divino, perché là c'è Cristo, Cristo stesso e Cristo solo, che porta coraggio a questi che fanno parte, prendono parte nella sua Croce. E così vorrei arrivare alla fine a questi che cantano: coraggio al coro, grazie per questo canto inaugurativo.
E così mi sono soffermato davanti all'ultima parola di questo discorso scritto e ho sviluppato in diverse parti della vostra comunità civica, sociale e ecclesiale, per augurare a tutti questo bene, che è tanto necessario per ciascuno, che si deve bene identificare per ciascuno, questo bene di ordine integrale, perché ciascuno di noi è un'integrità psico-fisica, somatico-spirituale" Ma questo bene in cui lo Spirito deve essere sempre il principale, come ci ha detto il Signore, che non vale niente possedere tutti i beni di questo mondo se si perde la propria anima.
E così vi auguro non di perdere, anzi di salvare le vostre anime, di salvare in questa vita della comunità cristiana, in questa vita in cui Cristo stesso porta avanti un programma della salvezza dell'uomo.
Cerchiamo di seguirLo, cerchiamo di essere con Lui, per salvare se stessi e per salvare gli altri. Questo è il programma che voglio lasciare alla vostra comunità umana e cristiana durante questo per me tanto caro incontro a Fidenza.
Fidenza, mai diffidenza! Fidenza!
Se posso offrire una benedizione a tutti i presenti, insieme con il vostro Vescovo e a tutti i Vescovi presenti, vi benedica Dio onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen. Sia lodato Gesù Cristo!
Grazie."

Dopo la consegna dei doni, il Papa ha nuovamente preso la parola, per dire:
"Volevo ringraziare ancora tutti per i diversi doni che ho ricevuto alla fine; naturalmente il dono fondamentale è il dono della vostra presenza, della vostra partecipazione, di quella buona accoglienza.
Desidero aggiungere un'osservazione che tocca la persona del vostro carissimo Vescovo: io vedo che lui dopo 25 anni qui in Fidenza conserva uno spirito giovanile, fresco, e direi umoristico.
Allora si vede che per un Vescovo è una buona cosa di essere Vescovo di Fidenza.
Ancora una volta ringrazio tutti; dobbiamo adesso passare per vedere per la prima volta questa splendida cattedrale, Duomo di Fidenza, e pregare in questo centro della vostra Chiesa. Sia lodato Gesù Cristo."
Il Papa ascolta il saluto del Vescovo Mario Zanchin

Il discorso del Papa e le foto sono tratti dal libro:
Grazie, Papa Wojtyla
Fotocronaca della Visita Pastorale
di Giovanni Paolo II a Fidenza
sabato 4 giugno1988
a cura di Luca Ponzi e Antonio Porta
Edizione Tipolitografia Mattioli - Fidenza

L'arrivo in Piazza Duomo, la prudenza paesana ha blindato l'evento.
Suonano ancora le parole  "Fidenza, mai diffidenza! Fidenza!"
Il manifesto per il viaggio a Roma che la Diocesi organizza per il
1° maggio in occasione della beatificazione di Giovanni Paolo II
Biografia di un Papa
Karol Józef Wojtyla, divenuto Giovanni Paolo II con la sua elezione alla Sede Apostolica il 16 ottobre 1978, nacque a Wadowice, città a 50 km da Kraków (Polonia), il 18 maggio 1920. Era l’ultimo dei tre figli di Karol Wojtyla e di Emilia Kaczorowska.
Giovanni Paolo II è morto in Vaticano il 2 aprile 2005, alle ore 21.37, mentre volgeva al termine il sabato e si era già entrati nel giorno del Signore, Ottava di Pasqua e Domenica della Divina Misericordia.

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