martedì 30 agosto 2011

Napalm su Fidenza?

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La recensione di Roberto Beretta che riportiamo sotto riguarda il libro di Andrea Villa "Guerra aerea sull’Italia(1943-1945)"  recentemente pubblicato da "Guerini e associati". Si tratta di una ricerca sull'ultimo conflitto che fornisce dati interessanti sulle scelte militari che gli "alleati" attuarono anche nei riguardi del nostro paese. L'utilizzo del nostro paese come cavia per sperimentazioni tattiche relativamente all'utilizzo dell'aviazione contro obiettivi civili ha interessato anche Fidenza che come ben sappiamo è stata semidistrutta dai bombardamenti principalmente nel maggio 1944.

L'Alleluya Band del Malawi in una danza della tribù Yao

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lunedì 29 agosto 2011

Paesaggi schipetari da Faik Skopeci

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Faik Skopeci è un pittore albanese che ama e dipinge il paesaggio del suo paese con vivacità di colore e precisione di disegno. Ammirato dalle vedute albanesi che Ettore Ponzi dipinse nei lontani anni quaranta ha recentemente pubblicato su una rivista albanese un profilo del pittore fidentino. In questa pagina oltre ad alcune opere del pittore anche la sua biografia ed un recentissimo filmato in cui  vengono presentate altre sue opere.






Biografia breve
Faik Skopeci è nato il 5 aprile 1967 nel villaggio Rashtan, Prrenjas (Albania). Dopo la maturità nel 1987 ha iniziato gli studi presso l'Accademia Militare di Tirana. Nel 1991 terminati gli studi e ha iniziato la sua carriera come ufficiale delle Forze Armate di Albania.
Nel 1997 era in servizio nella città di Laç (piccola città, circa 45 km a nord di Tirana). Un giorno di luglio di quell'anno ha acquistato un pacchetto di colori ad olio, alcuni pennelli ed ha cominciato a realizzare un dipinto, dando spazio al suo sogno infantile di diventare un pittore. 
Sostenuto da alcuni amici artisti a Lac nell'ottobre del 2000 ha aperto la prima mostra, un mese dopo esponeva al Centro Culturale delle Forze Armate a Tirana e nel 2001 espose 15 dipinti alla Scuola di Ingegneria di Izmir, in Turchia, dove ha frequentato 8 mesi di studio in questa scuola. Ha inoltre partecipato alle manifestazioni artistiche organizzate dalle Forze Armate della Repubblica di Albania.

Il Sindaco Mario Cantini espugna la Torre medievale e la riconsegna alla città

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Disegno realizzato dal prof. Ettore Ponzi 
La struttura burocratica che nel tempo si era via via totalmente impadronita di Casa Cremonini e della torre della Porta di San Donnino trasloca liberando i locali al primo e secondo piano della casa. Il comunicato che preannuncia l'avvenimento è ripresa sotto. Rimane il centro accoglienza ed informazione al piano terra cui sarà affidato il presidio ordinario della struttura.

domenica 28 agosto 2011

sabato 27 agosto 2011

Padre Mario Pacifici presenta il gruppo Alleluya Band del Malawi

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In questo primo video Padre Mario Pacifici presenta il gruppo Alleluya Band del Malawi ed introduce la prima parte dello spettacolo. Siamo a Fidenza ed il gruppo è appena giunto da Madrid dove ha tenuto due rappresentazioni nell'ambito delle manifestazioni della XXVI Giornata Mondiale della Gioventù 2011.

Dieci anni di riqualificazioni: la piazza della stazione di Fidenza

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Se in altre parti di Fidenza abbiamo visto ed elogiato il lavoro delle formiche, qui, nel piazzale della stazione, sono ancora le cicale a cantare, e queste cicale hanno già cantato per dieci inverni!


mercoledì 24 agosto 2011

La bella estate del prete precario

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Alcune notizie sulla Band:
"Siamo dieci ragazzi e tre ragazze che continuano un’avventura iniziata trent’anni fa nel Sud del Malawi. Il nostri gruppo è nato alla fine degli anni 70 fra i villaggi del distretto di Balaka.. Nel corso del tempo l’Alleluya, grazie a tutti gli artisti che ne hanno fatto parte fin dalle sue origini, è diventato uno dei gruppi leader del panorama musicale nazionale. Le nostre canzoni parlano di amore, HIV AIDS, corruzione, fede, magia, della quotidianità del nostro paese, dei nostri amici e dei nostri villaggi.
Reggae e rumba africana sono i generi predominanti del nostro sound ma forte è il legame con la nostra tradizione e l’influenza dei ritmi incalzanti tipici delle nostre tribù pre-coloniali, ‘Ngoni, Chewa e Yaho.
L’Alleluya Band aggiunge con questo nostro viaggio in Italia un nuovo capitolo alla lunga storia di tour internazionali.
"Wawa" il nostro saluto al bel paese!
Il “ciao”, saluto informale, di chi sa di incontrare nuovi amici ma anche, secondo la tribù degli ‘Ngoni, il saluto di chi torna a casa, di chi è colmo di gratitudine e rispetto verso persone care che da sempre apprezzano e sostengono le loro iniziative. A venerdì!"
Accompagnati da Padre Mario Pacifici, missionario in Malawi ed anche fratello di Don Paolo Pacifici, che attualmente è reggente della Parrocchia della Cattedrale di Fidenza, questi ragazzi saranno tra di noi venerdì 26 agosto presso il Campo dell'Ausiliatrice, comunemente chiamato "Campetto dello Stirone" in quanto limitrofo al torrente Stirone nel pressi del ponte della Via Emilia in direzione di Piacenza.

Nicola Di Roberto pittore

2 commenti:
(Popoli [Italia] 27.6.1883- Wietzendorf[Germania] 4.9.1944)
Nell'anno 2008 l'amico Mario Cipriani, erede dell'indimenticabile parroco di Cerchio (provincia dell' Aquila ) don Salvatore Relleva (1), mi comunicò che, nell'abitazione del sopramenzionato parroco ubicata a Cerchio e abitata attualmente dalla novantenne madre Maria, erano conservati tre dipinti. Immediatamente sono andato a vederli, tanta era la curiosità.
  • Il primo rappresenta un giovane parroco:don Salvatore Relleva e reca, a destra, la firma dell'autore e la data scritta con colore rosso: "Ni(cola) Di Roberto 1931" e nel cartone posto nel retro del dipinto, usato come fondo per incorniciare l' opera, vi è la seguente scrittura a matita: " Nicola di Roberto/da Popoli Abruzzi/Milano Novembre 1931 "(misura cm. 50x65);

  • il secondo raffigura un bel volto di "Cristo" recante la firma dell'Autore e la data posta a destra sempre con scrittura di color rosso: " Ni(cola) Di Roberto 1938" (misura cm. 60x 72,5 ) ed infine 

  • l'ultimo rappresenta " La Vergine" recante la firma dell' artista e la data, questa volta posta a sinistra, con scrittura però sempre, come gli altri due, di color rosso: " Ni(cola) Di Roberto 1938 "( misura cm. 60x 75). 

Grazie al primo dipinto sono riuscito ad avere un sicuro punto di partenza per iniziare la nostra ricerca.
Subito mi sono rivolto all'ufficiale dello Stato Civile di Popoli (AQ) chiedendo se in quel comune esistessero notizie biografiche riguardanti il Nostro. Ad una iniziale difficoltà nel reperimento di notizie infatti, non avendo alcun dato a disposizione, tutt'altro che facile era la ricerca nel menzionato comune e quindi la mia ricerca si stava inesorabilmente arenandosi infatti anche sul sito internet non ero, così come adesso, riuscito a rinvenire alcuna notizia utile al mio discorso quando provvidenzialmente è arrivata, nello scorso mese di febbraio 2009, una missiva di un nipote (o forse pronipote) del Nostro il quale, scrivendo dagli Stati Uniti d'America, andava alla ricerca del proprio "zio grande, NICOLA DI ROBERTO" mettendo in risalto in un italiano astruso che lo zio" è stato sopportato(?) il 27 maggio 1883 nel comune di Popoli. Ha sposato Luisa Schein, che è stato sopportato(?) a Trieste, Italia. Sono stati sposati a Cerchio il 15 Settembre 1930.Nicola di Roberto è morto in Germania in 1944 WW II. Credo che abbia vissuto in Cerchio, dove è sposato( ... )".Quindi, a questo punto, il gioco è diventato più semplice. 
Immediatamente ho controllato presso l'Archivio Comunale di Cerchio l'atto di matrimonio del Nostro che, effettivamente, fu congiunto in matrimonio a Cerchio con Luigia Stein il 15 settembre 1930 dal parroco Don Salvatore Relleva: il quarantasettenne Nicola Di Roberto, nato a Napoli, rappresentante di Commercio e la quarantunenne, donna di casa, Luigia Stein, nata a Trieste. Alla data del loro matrimonio entrambi erano residenti in Milano: coronarono il loro sogno d'amore nel comune di Cerchio.


Sicuramente la scelta del nostro centro fu dovuta in quanto il parroco don Salvatore, nativo di Castel Vecchio Subequo, doveva essere molto probabilmente suo cugino infatti la madre di don Salvatore si chiamava Diletta PACE, ed era nata a Popoli il 10 Novembre 1859 da Domenico e da Cutarelli Celinda e la madre del Nostro pittore si chiamava, come chiaramente si evince dal suo atto di nascita, Margherita PACE: quindi quasi sicuramente erano sorelle o cugine.

Subito mi sono rivolto all 'ufficiale dello Stato Civile di Popoli per il relativo estratto di nascita dell'artista Nicola Di Roberto dove, nell'annotazione a margine, sono venuto alla conoscenza della data di morte, del luogo di morte:"( ... ) morto in Wictendrof li 4 settembre 1944( ... )", del comune dove è avvenuta la trascrizione dell' atto in parola: Milano e l'anno quando è stato redatto l'atto : 1949.Immediatamente, di conseguenza, ho richiesto all'ufficio dello Stato Civile del comune di Milano l'estratto di morte del Nostro dove ho appreso ulteriori notizie: il grado: "Tenente"; la comunicazione di morte inviata" dal Ministero della Difesa-Esercito Direzione Generale Leva Sottufficiali e Truppa- Ufficio Dispersi Stato civile ed Albo d'oro copia di traduzione ufficiale di atto di morte "; l'anno, il giorno, il mese e l'ora della trascrinzione: " L'anno millenovecentoquarantanove, addì tredici del mese di Aprile alle ore dieci "; la causa della morte: " sconosciuta"; il giorno della morte: c c quattro settembre millenovecentoquarantaquattro"; l'ora della morte: " alle ore diciannove e trentacinque"; il luogo della morte: " Wietzendorf " ed infine il luogo e data di sepoltura: " sconosciuto".Da come chiaramente si evince il reperimento dei dati biografici non è stato semplice.  Dall'estratto di morte abbiamo appresso il luogo esatto della morte del Nostro: é il tristemente famoso lager nazista di Wietzendorf. Un particolare curioso qui furono internati molti ufficiali artisti quali il pittore Ettore Ponzi, lo scrittore Giovannino Guareschi, il pittore Arnaldo Spagnoli, il pittore Marcello Tomadini, il pittore umorista Novello e l'attore Gianrico Tedeschi. Anche il filosofo Enzo Paci e l'ex segretario del P.c.I. Alessandro Natta dovettero subire l'allucinante esperienza del menzionato famigerato campo di concentramento.  Tutti hanno descritto e riprodotto i duri anni di prigionia subiti nel terrificante lager di Wietzendorf dove l'inclemente morte ha reciso la vita del Nostro del quale purtroppo ad oggi non sono riuscito ad avere altre notizie per descrivere meglio la sua personalità. Cercherò, per quanto mi sarà possibile di continuare a fare ulteriori ricerche affinché lo sconosciuto pittore Nicola Di Roberto sia strappato dalla nera coltre dell'oblìo e la sua vita sia portata alla conoscenza di quanti, come novelli Diogeni, vanno alla ricerca delle proprie radici storiche.  I dipinti rinvenuti a Cerchio sono il frutto di un pittore avvezzo a dipingere. Il Nostro possiede una buona tecnica.Il primo dipinto ritrae il giovane parroco don Salvatore Relleva ripreso in posizione frontale e a mezzo busto. A sinistra, dietro la testa del parroco, Di Roberto ha fissato sulla tela un piccolo crocifisso come segno indelebile dell' alta missione scelta da don Salvatore, scelta caratterizzata da grandi eventi , che suo malgrado fu attore , quali furono senza dubbio il catastrofico e terrificante terremoto del 13 gennaio 1915 dove nell'intero comprensorio marsicano morirono più di 30.000 persone ( nella sola città di Avezzano ne perirono oltre 10.000 e un sola casa rimase in piedi). A Cerchio 224 furono i morti e 1'80% delle case furono distrutte. In quel frangente don Salvatore fu fortunato infatti alle ore 7 e 43 minuti (2) di quella fatidica mattinata si trovava nella chiesa principale di Cerchio dove lì era convenuta la maggior parte delle donne del paese perché a loro, solamente a loro, era stata dedicata una speciale messa e lui, per sua fortuna, non stava officiando la messa bensì due padri Redentoristi: P. Antonio Mirabelli e P. Emlio Annessi i quali mentre: trovaronola morte insieme ad oltre 140 donne. Don Salvatore, in quei terrificanti secondi, si trovava a passare sotto un arco: quella fu la sua fortuna infatti fu circondato letteralmente dalle macerie ma ebbe salva la vita; la prima Guerra mondiale e, negli anni '30 dovette arginare una piccola infiltrazione, tra la popolazione cerchiese, di un gruppo di appartenenti ad un'organizzazione religiosa legata al culto evangelico.(4)
Nel secondo dipinto il Nostro ha fissato il bellissimo volto del Cristo ripreso frontalmente e a mezzo busto con lo sguardo rivolto verso l'Alto, verso il Padre quasi a chiedere protezione. Il Cristo che indossa una veste rossa è legato da una corda e porta sulla testa una corona di spine. In primo piano è posto una parte di un bastone simboleggiante la fustigazione che dovette subire prima di essere crocifisso.
L'ultimo dipinto ritrae la Vergine ripresa a mezzo busto con il corpo girato di lato verso sinistra e con lo sguardo rivolto verso l'Alto per chiedere, con estrema compostezza, misericordia per l'unico loro Figlio. Indossa una veste che copre anche la testa di color grigio azzurro.

Per saperne di più: Nicola Di Roberto pittore


martedì 23 agosto 2011

Quel mese di agosto del 1945: il ritorno dei reduci

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Dentro e fuori dai campi, speranze, intralci burocratici e difficoltà di trasporti condizionarono il rientro dei militari e civili internati nei lager nazisti. Bruciava il desiderio di tornare ed il timore di quello che si sarebbe trovato al rientro. Erano i sentimenti di tutti: di chi aveva collaborato (pochi), di chi aveva accettato di lavorare o era stato costretto a farlo, di quelli che avevano rifiutato ogni forma di ricatto ed anche di quelli, troppo deboli, che non ce l'avrebbero fatta a tornare. Ma se dura fu la prigionia non facile fu il rientro, non sempre furono accolti ma guardati con interessato e gratuito sospetto. Fu così anche da noi, a sinistra un articolo del settembre 1945 del nostro settimale "Il Risveglio" che all'argomento del rientro dei reduci dedicò attenzione.
Fu l'ultima settimana di agosto che la maggior parte dei reduci fidentini tornò a casa, e non sempre, come nel caso di mio padre, la trovarono.
Ecco una breve nota di mia madre:
"  Dovendo sfollare sulle colline del piacentino per i continui bombardamenti la nostra corrispondenza s’interruppe e cominciarono le preoccupazioni per entrambi.
Poi venne la spiegazione di questa interruzione.
Io ero entrata sfollando nella zona occupata da partigiani ed allora la posta non arrivava.
Trovai il rimedio e così riprese la corrispondenza.
Arriva Aprile liberazione.  La radio da i nomi dei prigionieri liberati.
Tutte le mattine ascolto con tanta apprensione e finalmente Ten. Ponzi Ettore.Un grido e tanta gioia.
Poi il ritorno il 21 Agosto 1945 compleanno di Ambrogino."
In realtà fu una settimana dopo ma le date a quel tempo poteva assumere un significato simbolico.





Ecco come nei campi si scherzava sul sospirato rientro con alcune vignette sopra e, sotto, un pastello di Ettore Ponzi, l'I.M.I. (internato militare Italiano) raffigurato è il pittore parmigiano Arnaldo Spagnoli.





La centralità (perduta) della stazione di Fidenza

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Attorno alla stazione c'era una parte brutta che nasceva dal disordine urbanistico
 di Via Carducci ...


lunedì 22 agosto 2011

Tra abbandono e memoria storica

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E' il tempo a creare la memoria e a trasformarla nello spazio di una generazione in memoria storica. Ecco a proposito un luogo che ha fatto storia, della box, ma che ormai è un luogo che per molti è sempre esistito così come è rappezzi compresi. L'edificio in cui è ritagliato è per altri motivi  altrettanto storico ed oggi è il polo culturale della città più attivo con la biblioteca, il museo Musini   ed altro. D'altra parte anche la box è cultura, sportiva ma cultura non solo nasi schiacciati. A questo proposito visto il clima di revival che si respira in città perché non fare un film-documentario sulla box a Fidenza tipo "Jukebox Generation" lavoro nato appunto dalla collaborazione (con delibera) tra Assessorato alla Cultura e casa cinematografica Nave Corsara?

Le foto di Mario Cavallini: Nord Vietnam

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"Viaggio in Nord Vietnam" 
Ho appena pubblicato le foto del viaggio di febbraio in Vietnam:http://www.marcocavallini.it/nordvietgall.html 

Fidenza ex-Forno Comunale: lo stato dei lavori

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L'abbattimento dell'ex-forno, della ex-Sala Rossa e delle superfetazioni (parte costruita successivamente al completamento di un edificio che modifichi l'assetto originario della struttura e ne deturpi l'estetica) del Palazzo Littorio hanno lasciato un'area scoperta ed segni evidenti sugli edifici rimasti. E' comunque possibile osservare le strutture rimaste e valutarne l'impatto estetico. Già oggetto in anni ormai lontani di recupero ritornano visibili sia il porticato delle ex-carceri che le due luci di porticato, di più modeste dimensioni, perpendicolare al precedente. 

Arte a Montescaglioso

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a>MONTE / programma di comunanza e residenza per artisti
La città di Montescaglioso, comune della provincia di Matera, già sede di Oreste (organizzazione culturale e residenza d’artista presentata alla 48 Biennale di Venezia, attiva dal 1997 al 2002, attraverso incontri periodici di artisti, critici e intellettuali in alcune località italiane tra cui Montescaglioso e Matera) e dei progetti G.A.R.Ba - Giovani Artisti Residenti Basilicata, (attuati dal 2003 al 2006), è stata scelta simbolicamente come luogo del progetto a>Monte, un programma di ospitalità per artisti in un clima di stretta comunanza con la popolazione e il territorio.

Il progetto, ideato e sviluppato dall’artista Ferdinando Mazzitelli in un ambito di design sociale o progettazione artistica che supera il manufatto per arrivare all’ideazione di realtà pensate per l’individuo, si pone come piattaforma di sviluppo di relazioni artistiche e scambi d’esperienze, un tool, uno strumento, che poco a poco crea incontri e istituisce comunità attraverso un articolato programma comprendente: performance, proiezioni, laboratori, feste aperte ad un pubblico eterogeneo, per creare uno spazio attivo d’incontro, scambio e discussione attraverso interventi di artisti e teorici.
Il progetto a>Monte, sostenuto dalla Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea e dalCEA - Centro di Educazione Ambientale di Montescaglioso, presenta dal 22 al 28 agosto presso il Convento S.S. Concezione e nello splendido scenario dell’Abbazia di S. Michele in Montescaglioso, una serie di eventi all’insegna della molteplicità e dell’incontro, della condivisione collettiva e dell’improvvisazione ma anche mostre come:
  • Caro Oreste – a cura di Francesco Sollazzo, con la collaborazione di Vincenzo Santarcangelo e i contributi di: Natascia Abbattista, Artway of Thinking, Caroline Bachmann, Pino Boresta, Albert Braun, Rita Canarezza, Franco Caputo, Dario Carmentano, Roberto Cascone, Gea Casolaro, Elena Cologni, Pier Paolo Coro, Cristina dal Zio, Federico Del Prete, Paola di Bello, Emilio Fantin, Barbara Fässler, Anna Finetti, Regina Frank, Matteo Fraterno, Alessandra Galbiati, Cecilia Galiena, Francesco Galluzzi, Generator, Coco Gordon, Mario Gorni, Meri Gorni, Alfredo Granata, Sophie Hope, Francesco Impellizzeri, Rocco Lomonaco, Heidi Lunabba, Colin Martin, Antonella Mazzoni, Pino Modica, Diego Mometti, Domenico Nardone e Laura Palmieri, Giancarlo Norese, Vito Pace, Cesare Pietroiusti, Alessandra Pioselli, Roberto Quarta, Anteo Radovan, Angelo Ricciardi, Michele Robecchi, Paola Sabatti Bassini, Stefano Santoro, Josephine Sassu, Elisabetta Sonnino, Federico Tanzi Mira, Nello Teodori, Adriana Torregrossa, Giovanna Trento, Elisa Vladilo. 

  • “Trip Art inna Castle” – progetti e opere di:
    Elena Arzuffi, Fabrizio Basso, Raffaello Becucci, Stefano Boccalini, Mauro Bubbico, Rita Cannarezza, Annalisa Cattani, Umberto Cavenago, Marco Cianciotta, Silvia Cini, Pier Paolo Coro, Vito Dichio, Bruno Di Lecce, Giulia Di Lenarda, Simonetta Fadda, Andrea Ferri, Matteo Fraterno, Giorgio Ganzerli, Candy Grizzly, Sebastiano Laselva, Francesco Lomonaco, Rocco Lomonaco, Amedeo Martegani, Maurizio Mercuri, OinO: Paola Sabatti Bassini e Piero Almeoni, Pierfabrizio Paradiso, Claudio Parrini, Raffaele Petrozza, Sergio Racanati, Angelo Sarleti, Marco Vaglieri, Elisa Vladilo, Wurmkos;

  • “Cosa hai detto?” – serie di discussioni pubbliche coordinate da Ferdinando Mazzitelli con la partecipazione di: Matteo Lucchetti, Mauro Bubbico, Roberto Martino, Franco Caputo, Angelo BiancoPierfabrizio Paradisoe presentazione del progetto di residenza dell’artistaFrancesca Speranza; 

  • “The art of cooking” – cene bio a cura di Dora Brio / Società Agricola Brio-Mazziotta eGipso Avena + Marilisa Colamonico / Red Fox Club - listening: Sergio Racanati

  • Qui” – serie di conversazioni e incontri con giovani artisti e creativi del territorio: Vito Dichio, Francesco Lomonaco, Monica Palumbo, Rocco Lomonaco, Bruno Di Lecce, Francesca Zito.


Titolo
a>Monte / programma di comunanza e residenza per artisti
A cura di
Ferdinando Mazzitelli
Luoghi
Ex Convento S.S. Concezione + Abbazia S. Michele, Piazza del Popolo / Montescaglioso
Date
22 > 28 agosto, ingresso libero
Orari
dalle ore 19.00
Info
T. F. +39 0835 240348
press@southeritage.org
www.amonte.southeritage.org
www.southeritage.org
www.cea.montescaglioso.net

Si ringrazia per la preziosa collaborazione al progetto
Comune di Montescaglioso
CEA Centro di Educazione Ambientale / Montescaglioso
LAB. 12:00 - Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea / Matera
Cooperativa Arca Service / Montescaglioso
Gipso Avena + Marilisa Colamonico - Red Fox Club / Montescaglioso
Francesco Lomonaco, Angelo Calabrese – Treenet Studio / Montescaglioso
Vito Dichio, Franco Avena, Angelo Danzi, Nunzio Locantore, Giovanni Pierro, Franco Russo, Antonio Soranno e tutte le persone che hanno permesso di realizzare il progetto.
immagine:
© & courtesy Francesca Speranza


Abbazia di San Michele a Montescaglioso


Chiostro occidentale



domenica 21 agosto 2011

Una fonte miracolosa sgorga dal cemento ed innaffia i ruderi

1 commento:
A poca distanza dai reperti archeologici e dal vecchio "pozzone" acqua trasparente e limpida sgorga spontanea appena sotto il livello stradale dove il cemento comincia a farla da padrone.

sabato 20 agosto 2011

La tangenziale sud ed il "ponte sullo stretto" a Coduro di Fidenza

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Alla base dell'annosa controversia con gli abitanti c'è una rotonda enorme che non si è voluto ridimensionare come richiesto fin dall'aprile 2009 dalla sezione locale di Italia Nostra. 

martedì 16 agosto 2011

La tradizionale gita fuori porta

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Oltre la ferrovia, lungo lo stradello a fianco del cimitero è ancora possibile trovare qualcosa che assomigli ad un prato verde. Ma la campagna qui è sempre più precaria, su di essa ormai si allungano gli appetiti dei costruttori di quella che sarà Fidenza Due. Ma andiamo con ordine e partiamo dal parcheggio di Via Marconi in via di raddoppio, almeno così dicevano e dicono. 

lunedì 15 agosto 2011

Albania il Paese delle aquile (Shqipëria)

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La rivista Mbrojtja del Ministero della Difesa dell'Albania dedica un articolo al pittore fidentino Ettore Ponzi, che in quel paese visse tre anni, dal 1941 al 1943, durante l'ultimo conflitto  mondiale. Subì Ettore il fascino di quel paese ed i suoi quadri che ha dipinto in quegli anni sono per noi una cosa preziosa. Dei tre anni passati Ettore oltre a quadri e guerra conservò altri ricordi di quella terra, ricordi di umanità e di ospitalità, ma anche di povertà e fierezza, ricordi di costumi che quasi ha tentato di introdurre, senza successo in verità, in famiglia. Abbiamo poi foto, cartoline, corrispondenza che conserviamo gelosamente. come conserviamo quel che resta di quelle coperte di lana grezza albanese preziose durante gli inverni del dopoguerra. Di lana grezza albanese anche le maglie e le calze invernali di mio padre quando dipingeva lo Stirone innevato o le colline. 
Ora l'amico Faik Skopeci rende omaggio alla memoria di mio padre questo articolo il cui titolo stesso da la misura di quanto abbia capito di mio padre. Il titolo grosso modo dice ETTORE PONZI Il pittore che trasformava i coperchi di legno delle cassette per le munizioni in tavolozze” . Dall'incerta mia traduzione penso di capire che, dopo un preambolo, viene presentata l'opera pittorica di Ettore seguendo quanto da me pubblicato o in altro modo comunicato a Faik. Alla fine qualche riferimento alla recente reciproca corrispondenza.







Nell'inviarmi la rivista Faik così scrive nel suo italiano incerto:
 Caro amico,
In allegato troverete la rivista (magazine) militare MBROJTJA (LA DIFESA). Articolo è pubblicato sulle pagine 46-49 Quelli che ho scritto per l'artista Ettore per voi sono noti. Ho scoperto la storia e l'opera di Ettore Ponzi per l'opinione pubblica albanese.
Titolo del lavoro piu o meno  è “ETTORE PONZI Il pittore che trasformata su coperchi di legno delle cassette per le munizioni in tavolozze”
Per me è difficile fare la traduzione in italiano, per questo motivo ho  ritardato alcuni giorni. Per curiosità vi dico che l'articolo è una "scoperta" al pubblico in Albania,  Ettore Ponzi e le sue opere meritano di più. Continuerò a svolgere questo compito.
Un saluto
Faik Skopeci


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Faik SKOPECI vive a Tirana in Albania ed è un ufficiale delle Forze Armate di Albania. La pittura è hobby e passione ed ha iniziato a dipingere ad olio nel 1997.

L'ispirazione per la pittura proviene direttamente dalla natura albanese con montagne, fiumi e valli interessanti.
Nel settembre 2000, la sua prima personale mostra a Laç (Albania),  nello stesso mese
presenta 30 opere nel Centro Culturale delle Forze Armate a Tirana. 

Nel maggio 2001 la seconda mostra personale presso la Scuola di Gennio a  Izmir
 Turchia.
Alcune sue opere sono visibili all'indirizzo: http://www.ioarte.org/artisti/Pitura/


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Le opere di Ettore Ponzi in terra albanese e macedone sono visibili alla pagina:

Le responsabilità dei comuni nella cementificazione del territorio in aree agricole

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La Città del Freddo nelle campagne di Fidenza in un'immagine
 del 2008. Evidente l'impatto sul territorio agricolo. 


Pubblichiamo una sentenza del Consiglio di Stato che conferma la liceità del comportamento del Comune nel negare richieste di costruzione, non connesse con la coltivazione dei suoli e/o alla vocazione naturalistica degli stessi, in aree classificate come agricole. 

domenica 14 agosto 2011

Alleluya Band

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Anche a Fidenza l'Alleluya Band





Venerdì 26 agosto 2011
Padre Mario e l'Alleluya Band sono già in Italia. La sera di 

venerdì 26 Agosto 2011

saranno ad  Fidenza  presso il Campo dell'Ausiliatrice 

(Campetto dello Stirone).


Tutti sono invitati venerdì 26 agosto a Fidenza



Ecco tutto il programma del Tour 2011 dell'Alleluya Band, che dall'Italia si trasferirà poi in Spagna, a Madrid, per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù.


venerdì 12 agosto 2011

Gian Domenico Romagnosi, artefice dell'Italia Unita

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Fidenza: gli edifici storici distrutti

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La Rocca di Borgo San Donnino
Eretta nel XIV secolo era il cardine del sistema difensivo della città medioevale. Colpita più volte dalle bombe nel corso del secondo conflitto mondiale fu poi completamente demolita negli anni successivi senza alcun tentativo di restauro.

Il quadro documenta lo stato della costruzione prima dell'affrettato intervento di demolizione, al suo posto è stato eretto, negli anni cinquanta, un anonimo palazzo per uffici comunali.


Il porticato del Duomo
Nel 1945 e poi nel 1946 Ettore Ponzi ha dedicato numerosi quadri al porticato del duomo  oggi non più esistente. Questo porticato collegava la sagrestia della cattedrale al vescovado che, danneggiato dai bombardamenti, fu totalmente distrutto nel primo dopoguerra per far posto all'attuale orribile sistemazione urbanistica del lato nord del duomo. Contemporaneamente, dalla parte opposta del duomo, veniva completata la demolizione dell'antico seminario vescovile. 
Ponzi assistette impotente a questi scempi  che, più che mai solo, cercò di contrastare.

Il vecchio seminario vescovile
Si demoliscono gli ultimi resti dell'edificio secentesco del seminario vescovile. Il seminario vescovile  edificato nel 1690 era uno degli edifici più interessanti della città, gli ampliamenti  successivi non avevano toccato la facciata dotata di un maestoso portale. Il bombardamento del 13 maggio 1944 centrò il fabbricato ma conservò la facciata e la parte esterna est del fabbricato rendendo possibile un parziale recupero del monumento. 
Il recupero avrebbe restituito alla zona un aspetto del tutto diverso dallo squallore attuale.

Il vecchio vescovado

La nebbia avvolge il duomo sfumandone i contorni, mentre ciò che resta dell'antico palazzo vescovile crea una suggestiva prospettiva. Nel quadro qui sopra si intravede il porticato secentesco intaccato dal piccone. Non passerà molto ed anche il vescovado sarà cancellato malgrado siano ancora integri parte della facciata ed il portale, risparmiati dai bombardamenti.

L'attuale vescovado, costruito più a nord in stile neutro, è disallineato alla facciata del duomo e crea una disturbante strettoia tra Piazza Grandi e piazza Duomo.

Nota
Ettore Ponzi ha amato la sua città nei suoi monumenti e luoghi caratteristici.
Nei suoi quadri e disegni a soggetto urbano ha immortalato ottant'anni di vita della sua città riuscendo a conservare nella memoria collettiva il "chi eravamo".

http://www.ponziettore.it/