lunedì 31 dicembre 2012

Una parcella sotto l'albero

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Fidenza, Piazza Garibaldi
Per la costituzione in giudizio avverso al ricorso promosso da Malavasi Claudio al TAR sezione di Parma lo stanziamento sui conti del Comune di Fidenza è di 8179,60 euro.

domenica 30 dicembre 2012

La donazione dei dipinti di Angelo Bersani

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Nel salone della parrocchia di S. Maria Annunziata si è svolta oggi la cerimonia di consegna delle venti opere costituenti l’intera collezione riguardante “il Papa buono” che Angelo Bersani  ha realizzato.  Le opere sono state donate dalle figlie Renata e Gabriella alla stessa parrocchia nel 25° della scomparsa del padre.

Si è spenta la senatrice a vita Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la medicina

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Montalcini, la scienziata dal sorriso dolce che di sé diceva: "Ho un'intelligenza mediocre si è spenta oggi 30 dicembre 2012 all'età di 103. 

venerdì 28 dicembre 2012

“Il Papa buono” nell'opera pittorica di Angelo Bersani

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Forse non tutti sanno che Angelo Bersani (1907-1988) , al termine di una vita di valente artigiano nell’arte di fabbricare le scarpe, si era dedicato totalmente alla sua passione segreta: i quadri. Un prezioso volume, a cura di Luigi Buratti , ne ripercorre la storia. 
Assunto a 16 anni presso la ditta Cortellini di Fidenza, aveva imparato l’arte del modellista a Bologna per poi perfezionarsi presso alcuni rinomati calzaturifici di Milano tanto che alcune sue “creature” erano state pubblicate nella prestigiosa rivista “Ars Sutoria”.

giovedì 27 dicembre 2012

Affiora l'antica mappa medievale

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Lentamente dal selciato della piazza della stazione ferroviaria prende corpo la mappa medievale di Borgo San Donnino resa calpestabile. Qui sopra la parte ovest di borgo con i "Terragli a Sera" tra Via Frate Gherardo e Via Romagnosi. A sinistra la piazza antistante la chiesa di San Pietro. Il tombino a destra è in corrispondenza con il cortile dell'ex oratorio Don Bosco.

Inaugurato il sottopasso pedonale di Via Marconi

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In tre anni il Sindaco Cantini ha realizzato quello che le precedenti amministrazioni di sinistra hanno promesso quarant'anni fa, questo un po' il significato che alcuni dei presenti hanno colto nella cerimonia di inaugurazione del sottopassaggio pedonale che collega, senza soluzione di continuità, la stazione ferroviaria con la Fidenza al di là della ferrovia: Via Marconi, i parcheggi ed il cimitero.

mercoledì 26 dicembre 2012

Il nuovo Palazzo Bellotti si presenta

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L'arco che univa Palazzo Bellotti a Palazzo Arzaghi  è rimesso a nuovo, manca il vecchio portone "storico" quanto malmesso, in compenso il cancello valorizza il corto viottolo cieco che separa i due palazzi.

lunedì 24 dicembre 2012

"Un Presepe in ogni stube"

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Presepe costruito da Tullio Battaglia, Ettore Ponzi e altri militari italiani internati nel lager di Wietzendorf con materiali poveri (Milano, Chiesa di Sant’Ambrogio)

Il Presepe per non dimenticare!
di Andrea Campolongo


"Malattie, mucchi di stracci umidi e freddi, fango dappertutto dentro e fuori le baracche, fame, inedia. Ma un presepe, nel 1944, illuminò la notte di Natale di un campo di concentramento dove, in quelle ore più che mai, il respiro aveva il sapore della tristezza e della nostalgia.
…l’ordine del colonnello Pietro Testa: «Un presepe in ogni stube». 

domenica 23 dicembre 2012

Concerto di Natale a Salsomaggiore

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Sabato 22 dicembre, alle ore 21 alla sala Cariatidi del Palazzo dei Congressi di Salsomaggiore Terme, si è tenuto l'annunciato CONCERTO DI NATALE con la partecipazione della Corale "Ausiliatrice" di Salsomaggiore, dei "Pueri et Juvenes Cantores della Cattedrale di Fidenza" e di Casey Dickey, solista. 


Nell'occasione il Maestro e direttore dei cori, Luca Pollastri, ha annunciato che una parte del ricavato dalla vendita del CD di Natale dei Pueri Cantores realizzato nella serata è devoluto alla L.I.L.T. (Lega italiana lotta tumori). 



Il prossimo appuntamento della corale "Pueri et Juvenes Cantores della Cattedrale di Fidenza" è giovedì 27 dicembre ore 21 presso il Ridotto del Teatro Magnani a Fidenza.

giovedì 20 dicembre 2012

Alla scoperta del Duomo di Fidenza con Yoshie Kojima, Giovanna Valenzano e Hisashi Yakou

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Sabato 15 dicembre alle ore 17.00 al Ridotto del Teatro Magnani, tre studiosi ci hanno preso per mano e condotto alla scoperta della nostra Cattedrale. Si è infatti tenuta l'attesa conferenza “Romanico e Gotico del Duomo di Fidenza”, evento inserito nel cartellone degli eventi culturali di dicembre che ha visto la partecipazione di tre studiosi: Yoshie Kojima, autrice del volume “Storia di una Cattedrale” e docente alla Sophia University (Jochi Daigaku) di Tokyo, che ha parlato de “Il cantiere antelamico del Duomo di Fidenza”; Hisashi Yakou, docente di arte europea all'Università di Sapporo, con “La presenza di San Francesco nel Duomo di Fidenza”; Giovanna Valenzano, responsabile del dipartimento dei Beni Culturali di Padova e docente all’Università di Padova, con “L'uso dello spazio in una chiesa di pellegrinaggio nel medioevo europeo: San Donnino” soffermandosi su alcuni  spazi all'interno della Cattedrale come la cripta, i matronei e la suddivisione della navata centrale avvalendosi di confronti con altre chiese di pellegrinaggio europee. 

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Il nostro Duomo è tutto da scoprire: ce lo dicono Yoshie Kojima, Giovanna Valenzano e Hisashi Yakou

“Sono venuta a Fidenza nel 1990, nel febbraio del 1990 era c'era nebbia, ho visto il duomo come uscire dalla bianca nebbia e sono entrata nel sogno”, risponde così la studiosa giapponese Yoshie Kojima alla domanda del nostro Luigi Zanettini, assessore alla cultura, che le chiedeva il perché di tanta attenzione alla nostra cattedrale. Questo scambio, così breve quanto ricco, è avvenuto in margine alla conferenza che si è tenuta sabato 15 dicembre presso il Ridotto del Teatro Magnani e dal titolo “Romanico e Gotico del Duomo di Fidenza”. 

Titolo in realtà un po' generico ed inadeguato a far intuire la ricchezza di contenuti delle tre relazioni di altrettanti studiosi intervenuti: Yoshie Kojima, illustre studiosa autrice del volume “Storia di una Cattedrale” e docente alla Sophia University (Jochi Daigaku) di Tokyo, che ha parlato de “Il cantiere antelamico del Duomo di Fidenza”, Giovanna Valenzano, responsabile del dipartimento dei Beni Culturali di Padova e docente all’Università di Padova, che si è soffermata sul tema “L'uso dello spazio in una chiesa di pellegrinaggio nel medioevo europeo: San Donnino” ed infine Hisashi Yakou, docente di arte europea all'Università di Sapporo, che ha illustrato “La presenza di San Francesco nel Duomo di Fidenza”. 

Diciamo subito che i tre studiosi hanno stupito non tanto per, come si dice di solito la “dotta relazione” ma per la novità dell'approccio al nostro Duomo ed alla serietà dei loro studi. In poche parole una lezione, tre lezioni, che dicono quanto ci sia ancora da scoprire, da sapere sul nostro Duomo. Se questo messaggio ci viene da lontano, dal Giappone o da Padova, poco importante vuol dire che qui noi forse quella folgorazione di cui si diceva all'inizio non l'abbiamo avuto e che i nostri studi, articoli o altro sono spesso il frutto di intuizioni o ripetizioni di intuizioni precedenti. 



Esordisce così Yoshie Kojima, dopo i ringraziamenti trasmessi con grazia orientale: “Oggi in questa sede, certo e' impossibile parlare di tutto quello che ho discusso nel libro, e invece vorrei prendere in esame le sculture nella facciata dove intervennero maestranze antelamiche. Questa parte fu costruita per prima, ovvero la costruzione è iniziata dalla facciata, quindi nel terzo quarto del XII secolo, dopo la distruzione della città da parte dei Parmensi, avvenuta nel 1152”. Il suo discorso si snoda quindi attorno a questo assunto della data di costruzione della facciata e della priorità della facciata rispetto al corpo della cattedrale. Inutile dire che un breve commento non può bastare per entrare appieno nelle argomentazioni, ma per i presenti all'incontro, il primo seme è stato seminato. La seconda relazione non è da meno. 


Tribune (matronei) del lato sud

Peccato che la dottoressa Giovanna Valenzano non abbia potuto accedere al “matroneo” sud recentemente restaurato (mi chiedo il perché visto che già due anni fa ho potuto anche filmare il matroneo richiamato. L'argomento della relazione riguardava la distribuzione degli spazi all'interno della cattedrale. Segnalo due cose, importanti, lo spazio che chiamiamo “matronei” in realtà sono tribune il cui uso non è stato uniforme nel tempo e anche da luogo a luogo. Insomma il mito dei “matronei” come spazio per le “matrone” è poco più che una “leggenda metropolitana” senza una studio serio alle spalle. Ancora più interessante la parte riguardante la navata centrale. Anche questi argomenti di Giovanna Valenzano non possono essere liquidati in questo breve articolo. 
San Francesco nel duomo di Fidenza

Arriviamo infine alla terza relazione, quella di Hisashi Yakou, docente di arte europea all'Università di Sapporo, che ha illustrato “La presenza di San Francesco nel Duomo di Fidenza”. Chi credeva di ascoltare una riedizione delle storie o leggende del passaggio di San Francesco a Borgo San Donnino e delle sue gesta in loco nei passati tempi, si è presto dovuto ricredere. San Francesco “é” oggi a Fidenza, anzi “al pari un apostolo” trova spazio nel Giudizio Finale dipinto bel catino dell'abside, il alto, sulla destra. E da qui si snoda il discorso Hisashi, che tocca l'essenza anche teologica della costruzione del nostro Duomo. Lo studioso ci parla di un altro fidentino di un certo Fra Gherardo o Gerardo che scrisse l' "Introduzione al Vangelo eterno" nel 1254, e l'anno dopo è stato subito condannato dalla commissione pontificale per il sospetto di eresia” ma che probabilmente lasciò traccia delle sue idee nel nostro Duomo. Ambrogio Ponzi
Articolo pubblicato sul settimanale "il Risveglio" n° 45 2012

Il Duomo di Fidenza: approfondimenti

Alla scoperta del Duomo di Fidenza con Yoshie Kojima, Giovanna Valenzano e Hisashi Yakou

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Sabato 15 dicembre alle ore 17.00 al Ridotto del Teatro Magnani, tre studiosi ci hanno preso per mano e condotto alla scoperta della nostra Cattedrale. Si è infatti tenuta l'attesa conferenza “Romanico e Gotico del Duomo di Fidenza”, evento inserito nel cartellone degli eventi culturali di dicembre che ha visto la partecipazione di tre studiosi: Yoshie Kojima, autrice del volume “Storia di una Cattedrale” e docente alla Sophia University (Jochi Daigaku) di Tokyo, che ha parlato de “Il cantiere antelamico del Duomo di Fidenza”; Hisashi Yakou, docente di arte europea all'Università di Sapporo, con “La presenza di San Francesco nel Duomo di Fidenza”; Giovanna Valenzano, responsabile del dipartimento dei Beni Culturali di Padova e docente all’Università di Padova, con “L'uso dello spazio in una chiesa di pellegrinaggio nel medioevo europeo: San Donnino” soffermandosi su alcuni  spazi all'interno della Cattedrale come la cripta, i matronei e la suddivisione della navata centrale avvalendosi di confronti con altre chiese di pellegrinaggio europee. 

martedì 18 dicembre 2012

Omaggio al Maestro: "Marcia trionfale e ballabile " da AIDA

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Il concerto "Omaggio al Maestro" al Teatro G. Magnani di Fidenza del 16 dicembre 2012 ha visto riuniti l'Associazione Giovani Musicisti Lucani "Gran Concerto Bandistico Città di Montescaglioso (direttore M° Giovanni Pellegrini) e la Corale "Giuseppe Verdi" di Parma.  Il concerto si è aperto con la magistrale esecuzione dell'Inno degli Italiani.

Omaggio al Maestro: "Va pensiero ...."

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Non poteva mancare, e non è mancato, in un concerto dedicato al Maestro, il brano simbolo dell'unità d'Italia. L'esecuzione è della banda "Gran Concerto Bandistico Città di Montescaglioso" e della "Corale Giuseppe Verdi di Parma".

lunedì 17 dicembre 2012

I “Pueri et Juvenes Cantores” per il vostro Natale

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Lo scorso 1° dicembre è uscito il CD “Concerto di Natale” dei “Pueri et Juvenes Cantores della Cattedrale di Fidenza”, diretti da Luca Pollastri e affiancati dal tenore Luca Veneziani e da Marco Alviti al flauto.

IL CD
Il CD contiene 15 classici brani natalizi della tradizione europea e americana registrati durante il concerto di Natale del 2011 in Cattedrale a Fidenza.
Il disco, in edizione limitata, sarà in vendita fino al 13 gennaio 2013 a Fidenza presso lo IAT Casa Cremonini e al Museo del Duomo: si può inoltre acquistare mandando un’email a puericantoresfidenza@alice.it

Omaggio al Maestro: Inno degli Italiani

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L'inno nazionale richiamato nel programma come "Inno degli italiani" ha aperto il concerto "Omaggio al Maestro" al teatro Magnani di Fidenza. L'esecuzione dell'Inno è stato un doveroso ed apprezzato inizio di una manifestazione che ha visto coinvolte la nostra comunità cittadina e quella lucana di Montescaglioso. 
Eseguito dai musicisti lucani della complesso bandistico "Gran Concerto Bandistico Città di Montescaglioso" ha immediatamente dato la misura della qualità dell'evento cui ci apprestavamo di partecipare. Un grazie alla comunità lucana di Fidenza e ai suoi "giovani musicisti".

domenica 16 dicembre 2012

Omaggio al Maestro: "La vergine degli angeli" da "La forza del destino"

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Il concerto "Omaggio al Maestro" al Teatro G. Magnani di Fidenza del 16 dicembre 2012 ha visto riuniti l'Associazione Giovani Musicisti Lucani "Gran Concerto Bandistico Città di Montescaglioso (direttore M° Giovanni Pellegrini) e la Corale "Giuseppe Verdi" di Parma. Solista nel brano "La vergine degli angeli", dal secondo atto de "La forza del destino" di Giuseppe Verdi, il soprano Azusa Kinashi che incanta il pubblico per l'esecuzione e la gentilezza. Il concerto si è aperto con la magistrale esecuzione dell'Inno degli Italiani. 

Dal "proscenio" immagini del concerto per Verdi

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"Questa mattina, in Teatro, ho ascoltato un concerto straordinario. La Banda di Montescaglioso, ci ha deliziato con i brani più belli della opere di Giuseppe Verdi, suonandole magistralmente. Mai ho sentito una Banda eseguire con tanta bravura pezzi d'Opera. Ancora complimenti a Ditaranto, al Sindaco Cantini e a tutti coloro che si sono prodigati per la buona riuscita dell'evento. Peccato che la Corale GIUSEPPE VERDI di Parma, fosse tanto in fondo, da sentirsi pochissimo. Aspettiamo, filmato e resoconto di Ambrogio Ponzi, che, nel palco di proscenio era indaffaratissimo con le riprese."
Claretta Ferrarini scripsit

giovedì 13 dicembre 2012

Antonio Bresciani (1720-1817) a Borgo San Donnino

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Le fonti non aiutano a sgombrare i dubbi sull'identità dell'ascetico personaggio effigiato in un ovale settecentesco, appartenente insieme ad altri preziosi dipinti (tra cui una splendida adorazione dei Magi di fine Cinq uecento) alla chiesa parrocchiale di s. Maria Annunziata. Il beato è rappresentato nel momento dell'estasi col volto pallido e trasognato. Sulla sua veste nera di religioso spicca per contrasto una ruvida bisaccia portata a tracolla. Mentre, in primo piano, un putto o angioletto, dai delicati lineamenti correggeschi, guarda fuori dal quadro e mostra sorridente una pagnotta (in passato scambiata addirittura per un teschio), che si presume appena ricevuta dalle mani del santo. Il ritratto, appassionato e ideale, vuole evidenziare la dolcezza dell'abbandono mistico a Dio e al tempo stesso celebrare la carità praticata in vita dal santo. Resta però da chiarire il significato della terza figura, forse una donna, che si intravede a malapena sulla sinistra, in basso.
Con il dito puntato verso il cielo, essa sembra indicare la luce divina e un rigoglioso ramo di fico, dalle inconfondibili foglie accartocciate e i frutti globosi. E' proprio questo insolito, curioso attributo allegorico a metterei finalmente sulla strada del definitivo riconoscimento del nostro misterioso personaggio, finora confuso dalle guide (G.Godi- G.Cirillo, 1984) con un assai improbabile S. Vincenzo de' Paoli oppure genericamente indicato come santo ignoto. Il ramo di fico, associato alla bisaccia e alla veste talare, può essere infatti considerato come l' emblema dell'umile frate Tommaso da Orvieto, il cui nome è iscritto nell'elenco dei numerosi santi e beati che nel corso dei secoli hanno onorato l'Ordine dei Servi di Maria.
I riscontri iconografici, a partire da un tondo affrescato da Luca Signorelli, sono espliciti e rimandano chiaramente alla vita costellata di episodi prodigiosi di questo devotissimo servo di Maria vissuto nel secolo XIV a Orvieto, dove tuttora si conservano le sue reliquie, oggetto di grande venerazione nella chiesa dedicata a Santa Maria dei Servi.
Dagli annali dell'Ordine apprendiamo che Tommaso, mosso da un ardente amore per
la Vergine, decise giovanissimo di consacrarsi alla Madre del Signore nell'Ordine fondato nel 1233 da settemercanti fiorentini. Accolto e come semplice converso, venne destinato alla raccolta delle elemosine, dedicandosi questo servizio e all' assistenza dei più poveri con straordinaria caritatevole abnegazione: "umile nel mendicare quanto gioioso nel donare", come recita il Proprio dell'Ufficio dei Servi di Maria. Le antiche cronache dell'Ordine riportano poi un singolare episodio che spiega il motivo iconografico dei fichi: in pieno inverno, durante la questua, il frate con la bisaccia incontrò una donna che si era sempre mostrata molto prodiga nel fare l'elemosina e che trovandosi incinta aveva un forte desiderio di mangiare dei fichi. Vista la stagione, la richiesta era irrealizzabile: ma Tommaso promise che il giorno dopo l'avrebbe accontentata. Dopo aver pregato, si recò nell'orto e con sua grande gioia trovò i sospirati frutti: erano tre, fra cinque foglie, esattamente come vediamo nel nostro dipinto. L'albero continuò a dare frutti di un sapore particolare e da allora il nostro Tommaso viene ricordato popolarmente come il frate "del fico".
Compì numerosi altri miracoli prima di morire nel 1343, già riconosciuto come santo dal popolo urbevetano. La sua beatificazione risale al 1768, per cui il dipinto dovrebbe essere di poco posteriore a questa data. Ne è autore, a nostro avviso, il piacentino Antonio Bresciani (1720-1817 come sembrano suggerire l'accentuazione patetica dell'espressione e l'alta qualità dell'immagine ma anche gli evidenti richiami al Correggio (Francesca Ghizzoni mi segnala inoltre una lettera "B" maiuscola delineata a penna sul retro del telaio). Quanto all'origine della tela si può solo ipotizzare la sua provenienza dallo scomparso convento dei Serviti di Borgo San Donnino, il cui patrimonio venne disperso in seguito alle soppressioni napoleoniche. Come ricorda il Laurini (1924), Serviti erano venuti ad abitare in Borgo sul finire del Settecento restandoci per solo quindici anni. All'antico convento, individuabile presso l'ex palazzo Gonzaga, non lontano dalla parrocchiale di Santa Maria, apparteneva probabilmente anche il bel quadro con la Vergine che consegna l'abito ai sette fondatori, ora presso la chiesa dei Frati Cappuccini.

Guglielmo Ponzi            (Dal settimanale diocesano  il Risveglio 26 febbraio 2010)

mercoledì 12 dicembre 2012

La scuola media A. Zani in piazza: solidarietà con accompagnamento musicale

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A Pierre Barilli video.



La scuola media fidentina A. Zani, nell'ambito del Progetto “Aiutiamo i rifiuti a non sentirsi degli scarti“, inserito nel Piano dell’Offerta Formativa e validato a livello nazionale, ha organizzato un’iniziativa a scopo benefico, consistente nella vendita di giocattoli in buono stato da parte di alcuni ragazzi delle classi dei corsi C, E, G, accompagnati dai relativi insegnanti.

lunedì 10 dicembre 2012

Premiate le eccellenze fidentine della scuola media superiore

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Sabato 1 dicembre al Teatro Magnani sono stati premiati gli studenti della scuola superiore “Paciolo-D’Annunzio” che si sono segnalati nel profitto. Oltre a studenti, insegnanti e genitori presenti anche il sindaco Mario Cantini, il Vescovo di Fidenza, mons. Carlo Mazza e rappresentanti del mondo dell'imprenditoria locale. Il significato e la cronaco dell'avvenimento in questo articolo di Amedeo Tosi per il caratteri de "il Risveglio".


In un clima di grande gioia e calorosa partecipazione si è svolta sabato primo dicembre, presso il Teatro Magnani di Fidenza, la quinta edizione della premiazione delle eccellenze 2011 – 2012 degli studenti dell’Istituto di istruzione secondaria superiore “Paciolo–d’Annunzio” di Fidenza. Erano presenti in tantissimi alunni con i loro insegnanti e genitori a dimostrazione di come l’iniziativa sia particolarmente apprezzata. 

domenica 9 dicembre 2012

"il Risveglio" settimanale fidentino

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Con questa riproduzione di una prima pagina di cent'anni fa ricordiamo ai fidentini che "il Risveglio" è l'unico settimanale fidentino che con continuità ha assicurato l'informazione locale per tutto il novecento e per questo scorcio di XXI secolo. La sua fondazione risale all'anno 1899. 

venerdì 7 dicembre 2012

Medaglia commemorativa "agli augusti sovrani d'Italia"

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Medaglia celebrativa, firmata Ettore Ponzi, raffigurante la coppia reale Vittorio Emanuele III e Elena di Montenegro, sposati il 24 ottobre 1896 saliti al trono il 30 luglio 1900.
L'attribuzione delle medaglie ad Ettore Ponzi non è tuttavia sicuramente provata, alcuni elementi come i caratteri utilizzati e alcuni particolari ci inducono ad una risposta affermativa. 

Frammenti di affreschi del Duomo di Fidenza

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Nel Museo diocesano sono esposti frammenti di affreschi dove sono riconoscibili i santi Caterina e Bartolomeo. Si tratta di pitture votive provenienti da un locale attiguo alla cripta del Duomo di Fidenza e databili all’inizio del XIV secolo

Tra i reperti esposti nel Museo del Duomo meritano di essere considerati questi frammenti di affreschi, provenienti da un locale attiguo alla cripta, da dove furono staccati nel corso degli anni Settanta. Si tratta, come segnala Gianpaolo Gregori, di pitture votive, databili agli inizi del XIV secolo, raffiguranti rispettivamente Santa Caterina d’Alessandria, San Bartolomeo Apostolo e una scena di naufragio. Rovinati dal tempo e scarsamente leggibili, il loro soggetto è stato in passato variamente interpretato dagli studiosi: c’è addirittura chi vi ha scorto un’allegoria battesimale e un improbabile legame con il primitivo e non ancora individuato battistero della pieve di San Donnino. 
Ma se il riconoscimento di San Bartolomeo (il coltello e il libro) e di Santa Caterina (la corona, il libro e la ruota) appare ormai come cosa certa, resta comunque da spiegare in modo convincente il significato del terzo assai lacunoso riquadro. Vi si intravedono parte della carena di una nave in balia delle onde, come dimostrano le vele e gli alberi spezzati e, a destra, una figura di grandi dimensioni, vestita con solenni abiti liturgici, di cui rimane solo la parte inferiore.
Da notare in particolare la presenza tra l’equipaggio di un religioso, riconoscibile per il saio (bianco?) e la tipica tonsura circolare. Amos Aimi ritiene di poter identificare questo ignoto personaggio con San Francesco d’Assisi e ambienta l’episodio del naufragio nelle acque del Po: “… tra i naufraghi c’è la figura di un santo, forse San Francesco  d’Assisi ….. probabilmente i pellegrini sono stati salvati dal santo, quando nell’attraversare il Po, la loro imbarcazione è stata spezzata da un uragano” (Storia di Fidenza, 1982).
Questa singolare lettura in chiave “padana” è stata ripresa in parte da Gregori che accenna genericamente a un“ naufragio con frati francescani”(Cat. Museo Duomo). Ma se si guarda all’insieme del dipinto, come a un grande puzzle incompleto, si può pensare più realisticamente a uno dei tanti miracoli di “mare” di san Nicola, il celeberrimo vescovo di Mira, le cui reliquie riposano da oltre nove secoli nella omonima basilica di Bari.
A confermare il riferimento a San Nicola sarebbero non solo il contesto marinaro e la sua (presunta) immagine sopra la nave dagli alberi spezzati ( come nelle tavole a lui dedicate di Gentile da Fabriano, Agnolo Gaddi, Lorenzo Monaco ecc.) , ma anche il particolare del monaco presente sulla scena del naufragio. 

 “San Nicola salva i naufraghi” di Corrado Giaquinto (1746)

Una analoga figura di religioso la ritroviamo infatti in altri dipinti dedicati al santo Vescovo come, ad esempio, la splendida tela “San Nicola salva i naufraghi” di Corrado Giaquinto (1746), già sull’altare della chiesa romana di San Nicola dei Lorenesi, il cui bozzetto è conservato nella Pinacoteca di Bari. Il quadro, che raffigura uno dei tanti miracoli effettuati dal santo dopo la sua morte, mostra un gruppo di naviganti guidati da un ardimentoso monaco in veste bianca: “Sorpresi dalla tempesta scatenata dal demonio, che ha abbattuto la vela della barca. San Nicola appare dinanzi al mare e placa le acque”. Le corrispondenze tra le due opere, pur molto diverse e realizzate in tempi lontani, sembrano evidenti. Probabilmente gli autori hanno attinto
alla stessa fonte letteraria: forse l’avventurosa vicenda di Simone Decapolita, “uomo di santa vita” e di Nicola suo discepolo inviato a svolgere il ministero in terre lontane. Durante il viaggio in mare scoppiò una improvvisa tempesta. Tutti invocarono San Nicola che apparve proprio al monaco dicendogli: “Coraggio, adesso ci sono io”. E tra la gioiosa sorpresa di tutti il mare si calmò.
Guglielmo Ponzi
"il Risveglio" di venerdì • 7 dicembre 2012


San Nicola salva i naufraghi 
Corrado Giaquinto 
(Molfetta 1703 - 1766)






giovedì 6 dicembre 2012

I siti inquinati di Fidenza: genesi e sviluppi recenti

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Questo è il primo di dieci video pubblicati dal Canale movimentocinquestelle Fidenza di YOU-TUBE, i video riprendono integralmente l'incontro sul sito inquinato di rilevanza nazionale "Fidenza", svoltosi al ex macello di Fidenza il 29 novembre 2012. Il clima è stato quello di un incontro di informazione qualificata ed è stato giudicato molto favorevolmente dai presenti. 

martedì 4 dicembre 2012

Fabbricato speciale in zona agricola ex Molino Battioni

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L’insediamento molitorio ora chiamato Mulino Battioni è attestato a far tempo dal XVII secolo a sud di Fidenza lungo il canale degli Otto Mulini. Dopo il 1950 fu completamente trasformato tanto da risultare poi completamente snaturato per l'adattamento dei volumi e delle dimensioni alle nuove tecniche molitorie ed ai nuovi macchinari previsti per l’attività. 

domenica 2 dicembre 2012

PSC incontro con l'architetto

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Arch. Francesco Karrer: "Il dialogo con i cittadini è molto importante: noi progettisti dobbiamo tradurre le nostre idee. Sarà necessario per prima cosa capire se ciò che è stato fatto finora è un modello di città che piace o se si deve cambiare". 

La maggioranza dei "bomboloni" è finita

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I banchi della minoranza: PD, PDL e PER FIDENZA



Il programma di riqualificazione urbana «zona sud ovest del centro urbano» è ritornato in Consiglio Comunale mercoledì 28 novembre. Il piano o progetto era stato presentato nel luglio del corrente anno e, dopo una accesa discussione con l'inedita minoranza PD e PDL, era stata approvata grazie al voto determinante del consigliere di minoranza Giuseppe Cerri (Per Fidenza).

venerdì 30 novembre 2012

Girolamo Cenatiempo: il “Martirio di S. Andrea"

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Immagine dall'archivio del Museo del Duomo di Fidenza. Girolamo Cenatiempo  è stato un pittore italiano napoletano  del XVIII secolo, della scuola di Luca Giordano, attivo fra il 1705 ed il 1742.
Una composizione originalissima, con grande affollamento in terra ed in cielo: davvero notevole questo "Martirio di S. Andrea", di proprietà della Cattedrale, stabilmente entrato a far parte delle collezioni del Museo del Duomo. Fratello di s. Pietro e pescatore insieme a lui, Andrea fu il primo degli apostoli a seguire Gesù.
I Vangeli canonici forniscono scarsi elementi relativi alla sua iconografia, che ha come fonte principale di ispirazione per gli artisti la Leggenda Aurea. Al testo duecentesco di Jacopo da Varazze si rifà anche il nostro pittore che raffigura s. Andrea come un vecchio vigoroso dalla lunga barba bianca issato su una croce a forma di X o decussata, diventata poi emblema e suo principale attributo identificativo: è la fase culminante del martirio, che la tradizione colloca nell'antica Patrasso. Come si può vedere, l'avvenimento è attualizzato dagli abiti e dai copricapi turchi del variopinto popolino che assiste all'esecuzione mentre sulla destra, nel punto solitamente destinato ai committenti, risalta la figura di un notabile orientale con barba, manto e turbante. L'imponente personaggio sembra appoggiarsi al bastone; davanti a lui, due donne con un bambino, come improbabili concubini senza il velo e dai tipici tratti mediterranei. Egea, lo spietato proconsole romano di cui parlano gli Atti degli Apostoli è invece riconoscibile in primo piano, sulla sinistra, in groppa a un focoso destriero. Indossa elmo e corazza e tiene saldamente impugnato nella mano destra il bastone del comando.

Fra i suoi attendenti, un alfiere con il gonfalone rosso e altri soldati, che sembrano guardare con indifferenza i carnefici mentre legano il santo (fu legato, non inchiodato alla croce) e si apprestano a trafiggerlo con la spada. Altri giannizzeri, mischiati tra la gente, mostrano minacciosi le lance o le frecce acuminate, sotto lo sguardo severo di un uomo sulle cui spalle pende un cappuccio lungo e aguzzo, che lo fa sembrare un frate. Intanto nel cielo, solcato da nubi corrusche, compaiono in gran numero gli angeli, che si apprestano a porgere al martire la palma della vittoria.

Le mura come i bastoni del Maschio Angioino 
Colpisce in questa piccola tela, ritrovata nell'ultimo dopoguerra in un ripostiglio della sagrestia e fino a qualche anno fa esposta nell'aula capitolare della Cattedrale, la straordinaria vivacità della rappresentazione. Essa è ambientata nei pressi di una città fortificata le cui mura, come è stato a suo tempo acutamente osservato, ricordano i bastioni del Maschio Angioino e quindi piazza Castello, luogo "dove per spontanea conduzione da secoli si localizzavano fatti veri o leggendari di Napoli" (A.C. Quintavalle, 1948). Anche la segnatura, G.mo Cenatiempo, apposta in basso sopra un sasso, a destra, non lascia adito a dubbi sull'origine partenopea del quadro: si tratta infatti di Girolamo Cenatempo o Cenatiempo (attivo a Napoli tra 1705 e il 1744), come veniva abitualmente chiamato questo illustre seguace di Luca Giordano e di Francesco Solimena, che la storia dell'arte colloca tra gli artisti più rappresentativi del Settecento napoletano.
Non esistono notizie precise sul come il vivacissimo dipinto, dal "colore succoso ed intenso che ne fa interessanti anche le convenzionali figurine da presepe" (1948 cit.), sia pervenuto alla Chiesa di S. Donnino, ma non va sottovalutato il legame che intercorre tra il soggetto della tela e il titolo di un beneficio dedicato a s. Andrea che, come riferisce Dario Soresina (1976), risulta fondato in Cattedrale fin dal 1341.
D'altra parte, il culto dell'apostolo ha radici profonde nella chiesa di Borgo se, sui finire del Cinquecento, più precisamente nel luglio 1595 il canonico Alfonso Trecasali lamentava la scomparsa di un'antica chiesa campestre ad esso dedicata: ".. una nova qual mi dispiacque molto è che la notte... passata era cascato in terra tutto il tecchio della chiesa campestre di S.to Andrea posta et situata sopra il territorio di borgo posto nel quartiere di Lodispago con parte delle muraglie di detta chiesa posta presso la casa della possessione di detto messere Don Josepho, della qual chiesa è rettore uno D.o Andrea de Calandri: qual chiesa è andata a terra per puoca cura di chi gli doveva provvedere; nelli altri luoghi si fabbricano chiese et a casa nostra quelle che vi sono si lasciano andare a male, mai più si rifarà detta chiesa. Iddio ci aiuti" (cit. da P. Zani).

Evangelizzatore in Grecia e Vescovo di Patrasso 
Nominata negli atti ecclesiastici parmensi già a partire dal sec. XII, l'ecclesia S. Andrea de Vadum Spagorum (di etimologia incerta: forse Guado degli Spaghi, dal nome di una famiglia borghigiana proprietaria di vasti insediamenti lungo lo Stirone) è ricordata anche dallo storico locale Stanislao Ferloni (sec. XVIII) che, nel rammentare la scomparsa, dà notizia del trasferito in Duomo degli obblighi relativi. Forse è troppo azzardato pensare alla piccola tela come a un bozzetto per una pala d'altare, ma non si può certo escludere la volontà del canonico prebendario di riproporre in chiave anti-turca (per l'evidente parallelo allegorico con il "martirio" dei cristiani sottoposti all'Impero Ottomano) e a distanza di oltre un secolo dal crollo della chiesa di s. Andrea, l'antica devozione all'apostolo della croce la cui festa liturgica è fissata, come è noto, il 30 novembre.


Bartolomé Esteban Murillo, Martirio di sant'Andrea, Madrid, Museo del Prado
Altri canonicati della Cattedrale traevano le loro rendite dai possedimenti situati nella vasta zona di Lodispago, come sembrano testimoniare i toponimi tuttora esistenti di "Prevostura" e "Santo Stefano", allineati con quello di "Sant' Andrea", a nord di Fidenza. Al canonicato di Santo Stefano, in particolare, è possibile riferire gli "antichissimi" affreschi ritrovati e poi subito distrutti durante i lavoro di riattamento della cripta effettuati nel 1853 (cfr. A. Aimi, 2003). Ma per tornare al martirio di s. Andrea firmato da Girolamo Cenatiempo, pittore probabilmente mai uscito dai confini del Regno di Napoli, va rimarcato ancora l'incredibile turbinio di angeli e la colorita moltitudine dei curiosi attorno al patibolo su cui è innalzato l'apostolo che fu evangelizzatore del mondo greco e primo vescovo di Patrasso. Da tanta ricchezza e varietà di personaggi emerge un sorprendente campionario di umanità (anacronistici notabili orientali e popolani, donne e bambini, soldati e truci carnefici, proprio come in un autentico presepe napoletano). Ma anche il linguaggio sciolto e avveduto di un pittore formatosi all'ombra del Vesuvio, che ai tradizionali soggetti devozionali sapeva affiancare, come ha documentato Federico Zeri, spettacolari rappresentazioni di scontri e battaglie.


Guglielmo Ponzi
Pubblicato su “Il Risveglio” il 27 novembre 2009


giovedì 29 novembre 2012

Fidenza sito inquinato di interesse nazionale

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18 12 1954 - La Cledca compie cinquantanni 

Desta interesse a Fidenza l'iniziativa organizzata dal Movimento 5 Stelle per giovedì 29 novembre. L'incontro si ripromette di informare i cittadini circa i rischi alla salute, passati ed attuali, per il semplice fatto di risiedere in un comune a "rischio salute superiore alla norma". Ci aspettiamo anche chiarimenti circa quanto finora fatto, quanto ancora da fare e lo stallo che sembra avere l'erogazione dei mezzi finanziari promessi per le bonifiche. Quello che è certo è che Marino Ruzzenenti, autore insieme con Pier Paolo Poggio, presidente della fondazione di ricerca Micheletti di Brescia, presenterà il suo volume "Il caso italiano: industria, chimica e ambiente". 

martedì 27 novembre 2012

Italia Nostra e la guerra del chiosco a Salsomaggiore

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Italia Nostra nazionale riprende un articolo apparso oggi sulla Gazzetta di Parma relativo all'intimazione di sgombero dell'area occupata dallo storico Chiosco di Parco Mazzini a Salsomaggiore Terme.

lunedì 26 novembre 2012

I colori dell'Avvento

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Fidenza, il viale d'ingresso
 del Seminario Vescovile

Nuovi scenari: la via del "riformismo popolare e democratico"

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Verso la Terza Repubblica


Pubblichiamo l'editoriale del settimanale "il Risveglio" del 23 novembre 2012

Si va verso la Terza Repubblica:
 pronta l’agenda per “Monti 2”

Né con il centro-destra né con il centro-sinistra: lo scontro tra i due schieramenti ha paralizzato la scena politica italiana impedendo di fatto quel cambiamento, sempre più urgente, che i cittadini auspicano da tempo. Ora le energie migliori del Paese sono chiamate ad assumersi le loro responsabilità e a scendere in campo sulla base di un programma che si ponga in continuità con ciò che in gran parte il Governo guidato da Mario Monti ha fatto in un anno di vita.

domenica 25 novembre 2012

La Sacra Famiglia di A. C. Dal Verme

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All'interno della chiesa dell'ospedale di Vaio si conserva una antica tela proveniente dalla cappella del vecchia sede di via Borghesi.
Il dipinto, collocato sopra la porta d'ingresso, raffigura la Sacra Famiglia ed è additato dalle fonti come opera del pittore fidentino Angelo Carlo Dal Verme (1748-1825) che lo eseguì nell 'anno 1798. Lo rammentano in particolare la scritta nel retro della tela e il diario di lavoro del pittore, che registra l'effettuato pagamento di otto zecchini da parte del committente Giovanni Croci (A. Leandri, Il pittore Angelo Carlo Ambrogio Dal Verme, 2007, p.198).
Dalle stesse note si desume che la piccola pala era destinata ali 'altare dell 'oratorio .. dell'Ospedale di Borgo San Donnino, eretto venti anni prima sotto il titolo: "Invocazione di Gesù, Giuseppe e Maria ", secondo le disposizioni testamentarie dei fondatori Cornini Malpeli, accolte dal vescovo Girolamo Bajardi e dal suo successore Alessandro Garimberti.
Con questa tela, che segna gli anni della raggiunta maturità artistica, il pittore ci introduce ali 'interno della casa di Nazareth, in una dimensione di intimità domestica, accentuata dalla culla disfatta in basso a destra.
La commovente figura del piccolo Gesù che si aggrappa al velo della Mamma ci obbliga però a riconsiderare più attentamente l'iconografia del dipinto, che non è per nulla scontata e va ben oltre gli aspetti idilliaci sentimentali che solitamente caratterizzano questo diffusissimo soggetto religioso. Ogni personaggio della composizione guarda infatti in direzioni diverse come se ognuno fosse toccato da un malinconico presentimento per la tragica fine destinata al Bambino: è il drammatico "Presagio della Passione ", un preciso tema iconografico di antica origine bizantina, ripreso con particolare risalto dalle immagini devozionali del XVII - XIX secolo per meglio simbolizzare il rapporto fra l'infanzia del Salvatore e la sua gloriosa Passione redentrice (su questo soggetto e sulle sue molteplici varianti: cfr. A. Loda "Il Bambin Gesù portacroce con gli strumenti del suo martirio, una proposta di indagine conoscitiva", in "Fare storia dell'arte", Milano, 2000).
Come possiamo vedere, il rapporto fra il Bambin Gesù (ma anche di Maria e Giuseppe) e la sua futura Passione è chiaramente evidenziato, al centro del quadro, dalla piccola croce di legno che il pittore ha posto nella mano destra del divino Infante, una sorta quasi di "riduzione infantile del tema comunissimo del "Cristo portacroce ", (A.Loda) che trova riscontro anche nell 'insolito atteggiamento del Bambino (mediato forse da una famosa Sacra Famiglia di Raffaello), da interpretare come un moto di smarrimento o di paura del piccolo Gesù che, alla vista della croce, sembra quasi voler cercare rifugio tra le braccia della Mamma.
Al suo destino di vittima, prefigurato dalla croce e dalla sua stessa nudità, si collega in funzione allegorica anche il canestro carico di frutta matura portato da Giuseppe, su cui spiccano alcuni grappoli d'uva, un chiaro riferimento al sacrificio eucaristico, mentre la mela, che compare nella mano della Vergine sottolinea simbolicamente il ruolo essenziale di Maria, nuova Eva, come co-redentrice nel piano di salvezza voluto da Dio.
Se si pensa al luogo in cui l'immagine era esposta, luogo di cura e di tribolazioni e ultimo asilo dell 'infanzia abbandonata (all'ospedale era in origine annesso un orfanotrofio femminile), non si può fare a meno di sottolineare il e contrasto tra il carico di passione che il Bambino sopporta e la dolcezza del piccolo Cl Redentore ma anche l'invito al cristiano di prendere su di sé la propria croce e di imitare Cristo nella vita e nelle opere.
Purtroppo la tonalità brunastra delle vernici alterate impedisce di apprezzare la policromia e gli interessanti spunti realistici del dipinto, opera preziosa che segnala l'attività di uno dei maggiori artisti del Settecento borghigiano, ma anche singolare testimonianza iconografica che ci riporta agli albori del nostro sistema sanitario e assistenziale.
Tra le altre immagini di culto, custodite all 'interno dell 'odierna chiesetta dell'ospedale affidata alle cure del diacono don Gabriele Boselli, va segnalato il gruppo statuario con Sant 'Anna e la Madonna Bambina, o l'Educazione della Vergine, di probabile fattura tardo ottocentesca, che ricorda la presenza tra le corsie del vecchio ospedale delle Figlie di Sant'Anna. Dalle stesse suore, che fino agli ultimi anni Settanta si dedicarono ~jl1stancabilmente all 'assistenza dei malati, proviene infine la statua della Madonna della Medaglia Miracolosa, la cui ricorrenza del 27 novembre era celebrata con particolare intensità dal compianto cappellano dell'ospedale mons. Lodovico Bonini.

Guglielmo Ponzi        (Dal settimanale diocesano  il Risveglio del 9 luglio 2010)

sabato 24 novembre 2012

I cent'anni di Emilia Ponzi

2 commenti:
Ritratto di Emilia Ponzi eseguito dal fratello Ettore nel 1927

Compie oggi 100 anni la fidentina Emilia Ponzi nata nel lontano 24 novembre dell'anno 1912. Sorella del pittore Ponzi Ettore è stata da lui ritratta in questo dipinto del 1927 quando aveva l'età di quindici anni, abitava allora nel popolare quartiere Oriola insieme ai fratelli Aurelio, Ettore e Sperino, alle sorelle Aldina, Adele ed Ebe, ancora vivente, e ai genitori Guglielmo e Ester Morini.

La Città di Montescaglioso a Fidenza, per Verdi (e per noi)

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La comunità lucana di Fidenza, in collaborazione con il Gran Concerto Bandistico "Città di Montescaglioso" e la fattiva partecipazione delle Amministrazioni Comunali di Fidenza e Montescaglioso, offrono alle Terre Verdiane il concerto di inaugurazione del bicentenario della nascita del Maestro Giuseppe Verdi. Domenica 16 dicembre 2012 ore 10,45- Teatro Magnani-Fidenza (PR). Il concerto sarà ad ingresso libero con offerte volontarie che saranno devolute per la ricostruzione delle zone danneggiate dal sisma del 20 maggio u.s. in Emilia Romagna

venerdì 23 novembre 2012

Via Romagnosi: altro passo verso la normalità

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La rimozione della gru che faceva ombra alla cattedrale è stata rimossa con un lavoro delicato che si è concluso poche ore fa. Il lungo braccio posizionato in Via Porro ha "estratto" pezzo per pezzo della struttura fissa, un evento che promette il ripristino della normalità in Via Romagnosi dopo dieci anni di disagi. Al posto dei vecchi fabbricati e del Palazzo Bellotti, di cui non rimane nemmeno l'idea, un fabbricato tecnologico dalle ampie vetrate, movimentato da un inconsueto gioco di volumi, segno di un rinnovamento architettonico destinato a marcare in futuro il centro cittadino. Il Duomo ne esce un po' umiliato, non è più così evidente il suo profilo per chi lo guarda da ovest (Via Porro).

giovedì 22 novembre 2012

L'area inquinata di Fidenza, una storia di salute, soldi e promesse

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A vederli i capannoni sfondati, le tubazioni, le lamiere ed i serbatoi sembrano gli stessi di otto, quattro anni fa. Ma hanno inghiottito 10 milioni di euro, il 70% dello stanziamento previsto e qualcuno lavora per ottenere il restante 30% (4 milioni di euro): l'impressione è che non basteranno o non saranno fatti bastare. Ma è un'impressione.

Parco divertimenti nella Bassa?

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http://www.italianostra.org/?p=26596

martedì 20 novembre 2012

Il sottopasso pedonale tra la piazza della stazione ferroviaria e Via Marconi

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E' in uno stadio di avanzata costruzione il tunnel pedonale che, come prolungamento del sottopassaggio della stazione, porterà direttamente in Via Marconi in prossimità del cimitero urbano e del parcheggio a servizio del centro. Il nuovo manufatto permetterà di evitare ai pedoni il percorso attuale che prevede l'utilizzo del poco salubre tunnel utilizzato dalle automobili. Previsto da più di dieci anni è rimasto per lungo tempo un progetto, la fase esecutiva ha avuto solo recentemente inizio e, a quanto pare, dovrebbe essere portata a termine celermente. Le foto documentano lo stato dei lavori dal lato di Via Marconi.

sabato 17 novembre 2012

Contro il disimpegno politico e civile

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L'invito che l'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani rivolge alle associazioni cattoliche è quello di combattere l'astensionismo che sembra avere intaccato il mondo cattolico che così grande parte ebbe nel dopoguerra alla ricostruzione materiale, politica e morale della nostra nazione. Impegno assicurato poi negli anni dello sviluppo economico e dell'ammodernamento del paese. L'associazione stessa ci dice che l'appello non vuole essere una indicazione di voto ma un richiamo all'impegno civile e di partecipazione. Questo invito oggi è estensibile a tutti i cittadini, si professino essi cattolici o no.

venerdì 16 novembre 2012

I cinquantanni del Cinema Cristallo a Fidenza

1 commento:

Gli anni passano in fretta e noi, più "vecchi" che ricordiamo il vecchio Cinema San Donnino, quasi ci stupiamo a ritrovarci a festeggiare il cinquantesimo della sala del Cinema Cristallo, ma è proprio così e non potevamo mancare. D'altra parte c'era anche lui, il mitico gestore Corrado Castagnola ieri sera insieme ai nuovi "giovani" anfitrioni e c'era anche il Vescovo di Fidenza Mons. Carlo Mazza, la cui presenza ci rimanda a Mons. Guglielmo Bosetti, Vescovo di Fidenza nei primi anni 60 che aveva voluto questa sala. 

I dipinti di Ettore Ponzi raccontano il "paese delle aquile"

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Ettore Ponzi - Moschea di Disniska 1941
I quadri di Ettore Ponzi realizzati in Albania negli anni '40 hanno animato la serata di martedì 13 nell'incontro  intitolato "TRID C’ME L’ALBANIA – il paese delle aquile raccontato dai parmigiani”

Intervista a Claretta: la Bibbia in borghigiano

3 commenti:

Il Risveglio in distribuzione oggi, venerdì 16 novembre, pubblica una parte importante dell'intervista a Claretta Ferrarini effettuata dopo la presentazione del suo libro “Genesi” nel Ridotto del Teatro Magnani di Fidenza di venerdì 12 ottobre. Il libro è il risultato di un lavoro impegnativo, come si può capire dal titolo del libro stesso “Genesi”. Si tratta della trasposizione nell'idioma, parlare di dialetto può sembrare riduttivo, fidentino o meglio borghigiano del primo libro della Bibbia. 

giovedì 15 novembre 2012

In Consiglio Comunale urbanizzazione area agricola in zona Cabriolo

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Al punto cinque dell'ODG del Consiglio Comunale del 20-21 novembre 2012 troviamo:
5. PRG. Piano particolareggiato di iniziativa privata relativo a “Edifici speciali in zona agricola” contraddistinti con il n. 20 ”Complessi in località Cabriolo” .(art. 42 N.T.A). Proroga dei termini di validità con ridefinizione meccanismi attuativi e convenzionali. (Relatore Sindaco).