domenica 30 settembre 2012

Il futuro della diocesi e della città

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Il Vescovo insieme agli attuali canonici della Cattedrale
alla fine dell'incontro di sabato 29 settembre in vescovado.

L'incontro di sabato 29 settembre in vescovado era finalizzato alla presentazione di un lavoro di Daniele Galli, lavoro che si è concretizzato in un libro dal titolo "Il Capitolo della Cattedrale di Borgo San Donnino - Fidenza". Il Capitolo della Cattedrale è la più antica istituzioni di Borgo, la fondazione risale al medioevo in una data compresa tra l'867 e l'872, ci restituisce questa data un bassorilievo della facciata del nostro duomo nel timpano del protiro sinistro dova Papa Adriano II consegna la mitra e il pastorale all'arciprete di Borgo san Donnino. Senza questa indicazione non avremmo mai potuto stabilire questa data. 

sabato 29 settembre 2012

Il PdL perde un pezzo pregiato

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"con molto rammarico, lascio un partito per il quale mi sono speso e impegnato, ma in cui oggi non mi riconosco più". 

Così Stefano Tanzi, assessore e vicesindaco del Comune di Fidenza decide di non sottostare alle intimazioni  contenute nella lettera firmata Buzzi e Moine del Coordinamento provinciale del partito. Stefano Tanzi conferma quindi l'intenzione di continuare la sua collaborazione con l'attuale amministrazione Cantini e chiude un lungo periodo di militanza nel partito che per anni la visto capogruppo consiliare sedendo nei banchi dell'opposizione per poi entrare, vinte le elezioni amministrative del 2009, nella giunta di Mario Cantini. Le sue dimissioni non incidono sugli attuali equilibri politico-amministrativi locali che si sono formati dopo i "tumulti" di agosto, s'inseriscono invece nella lotta interna in atto nel PdL in ambito provinciale.

venerdì 28 settembre 2012

Il 60° anniversario di sacerdozio di Mons. Lino Cassi

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DON LINO CASSI, PRETE

Una generazione di fidentini si è ritrovata alla messa che don Lino Cassi ha celebrato nella cappella del seminario vescovile in occasione della ricorrenza del sessantesimo anno dalla sua consacrazione sacerdotale avvenuta appunto il 21 settembre del lontano 1952: erano i parrocchiani di San Michele, gli amici del Gruppo Condivisione e le persone a lui particolarmente legate. Nella cappella si è per un giorno riformato quel gruppo di ex universitari fidentini che alla fine degli anni cinquanta e negli anni sessanta hanno dato vita all’esperienza della FUCI a Fidenza. La FUCI (Federazione Universitari Cattolici Italiana) fu per tutti noi un momento straordinario e don Lino ne fu l’anima.
Così si spiega il ritorno a Fidenza per questa occasione di “fidentini del sasso” ma trapiantati altrove. La loro fidentinità è rimasta nel cognome: Salvini, Serventi, Rastelli, Vannucci, Bisagni e ancora Rastelli.
A concelebrare è arrivato, a voluta sorpresa, don Felice Castellani che poi avrà parole, poche ma intense, per don Lino suo maestro in tutti i significati che questa parola può avere.
Niente quindi di formale in questa messa, nessuna presenza per dovere di presenza o per significare autorità alcuna.
Tra le numerose riflessioni che don Lino ha sottoposto alla nostra attenzione ne vogliamo ricordare qualcuna. Don Lino parte da Gesù che scruta l’animo dell’uomo: “Gesù sembra passeggiare: invece il suo occhio guarda nel profondo e indica, non come un destino, ma come una proposta di vita”.
“Si incontrano -Matteo e Gesù- quasi per caso. D’altra parte Gesù non spiega la sua chiamata né Matteo lo pretende: lui accetta, obbedisce. C’è il sì di Gesù che precede e genera il sì di Matteo. Questo vale per tutti noi. Non è un sì facile ma vero.
Se Dio ti chiama è perché riserva un dono: un sì è difficile, ma una volta detto rivela il mondo nella sua verità profonda.”
Si sofferma poi don Lino sui cambiamenti in questi sessant’anni: “Sono tanti” ma rimane che per comprenderli anche oggi e forse proprio oggi “occorre molto ascolto in famiglia, personalmente, nella società e nella Chiesa”.
Prosegue: “Vi dirò quella che è stata per me la mia esperienza di prete. Per me è stato di grande sostegno il sì di Dio. A parte il sì di Dio è stato importante il rapporto con tutti voi, con le persone conosciute. Ho imparato molto dalle persone, specialmente dalle persone sinceramente in ricerca, ma che mi hanno aiutato a vivere la fede nella sua complessità e nella sua essenzialità. Il secondo aiuto che ho ricevuto è stata la parola di Dio. Da sempre è al primo posto, luce e lampada ai miei passi. Lampada che mi aiuta a cogliere la realtà.”
Poi ancora aggiunge: “Qualunque sia la vostra situazione, abbiate fiducia sempre; perché Dio, quando si fa aspettare, è per darci un dono più grande”. “Vivo la malattia come evento di grazia e di benedizione: in realtà è una scuola di vita, difficile indubbiamente, ma anche attraverso le prove il Signore conduce i nostri passi”. 
La messa si è conclusa ed i segni di affetto che nascondevano commozioni profonde ora trovano libero spazio: le foto, le parole, i saluti, gli auguri. Ma solo nei vuoti corridoi del seminario qualcosa di diverso ha preso tutti, singolarmente: qualcosa di inesprimibile.
Ambrogio Ponzi

Don Lino Cassi 1952
PROFILO BIOGRAFICO
Don Lino è sacerdote da sessant’anni e nemmeno la malattia che ormai da tanto tempo lo assilla è riuscita a smorzarne l’impegno al fianco del prossimo. Quella di monsignor Lino Cassi è una storia di fede e di cultura. Nato a Parma nel settembre del 1929, a quindici anni fu privato del padre, morto durante il bombardamento su Fidenza del 13 maggio 1944. Allora era un allievo del seminario di Fidenza, che nel periodo bellico era stato trasferito a Campolasso, nelle prime colline verso Tabiano.
Ha poi vissuto sempre con la madre Celesta nella piccola casa in via dei Mille. Dopo gli studi, il 21 settembre 1952 è stato ordinato sacerdote da monsignor Evasio Colli. Dottore in filosofia, licenziato in teologia negli anni Sessanta, non ancora parroco è stato promotore della sezione fidentina della FUCI (la Federazione degli universitari cattolici), uno spazio di confronto in cui sono cresciuti giovani poi impegnati in molti campi, spesso lontano da Fidenza. In quegli anni, sempre insieme alla mamma ha abitato in via Mentana, ai margini dello storico quartiere Oriola. Nel 1969 è stato nominato parroco di San Michele, dove è rimasto per trent’anni.
In comunità ha concretizzato la sua lezione spirituale dando vita a varie iniziative che ancora oggi arricchiscono la città: l’Avo, per il volontariato in ospedale, il gruppo Condivisione e la Cooperativa Arcobaleno per i disabili. Tra le opere parrocchiali importante è stato il rinnovamento della chiesa di San Lazzaro, diventata il centro del quartiere, e la valorizzazione della chiesa della Gran Madre di Dio. Ma centrale nel suo impegno è stato l’annuncio della Parola sia nelle omelie domenicali che nella promozione di momenti specifici di preghiera e meditazione, dedicati ai singoli o alle famiglie.
Le sue giornate di “esercizi spirituali” hanno costituito per molti anni il riferimento per tante persone provenienti anche da altre parrocchie. Nel 1999, già toccato dal morbo di Parkinson, ha lasciato la parrocchia e si è trasferito nel seminario vescovile dove oggi vive.
Malgrado la malattia non ha smesso di incontrare persone, di “comunicare” il suo messaggio e di celebrare la messa nella cappella del seminario.
(A.P.)







Iscrizione in pietra arenaria dell’Ordine di S. Bernardo de Tolomei

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Mons Olivetorum, è l’iscrizione in pietra arenaria ritrovata a Fidenza che rimanda all’ordine di S. Bernardo de Tolomei. La presenza dei monaci viene segnalata già nel 1485 quando subentrarono ai benedettini di Castione Marchesi.
Pubblicato dal settimanale della diocesi di Fidenza il 28 settembre 2012
Questa epigrafe in pietra arenaria, databile alla prima metà del XVI secolo, è stata rinvenuta nei primi anni Ottanta, in largo Cremonini, nel corso di normali lavori di manutenzione stradale. Il prezioso reperto, segnalato a suo tempo da Italia Nostra, è attualmente custodito in un ripostiglio del Museo del Risorgimento.
La lastra, di forma squadrata (cm.60x60x15 circa), spezzata in due parti ma ricomponibile quasi per intero, reca incisa con bellissimi caratteri rinascimentali l’iscrizione frammentaria: (M)ONS OLIVET(ORVM). Di facile lettura nonostante lacune e abrasioni è pure la parte in rilievo: tre colli sormontati al centro da una croce e ai lati da rami di ulivo, anch’essa riconducibile come simbologia alla Congregazione di Monte Uliveto, l’illustre famiglia religiosa fondata da San Bernardo de Tolomei a Siena nel 1319 e tuttora attiva in Italia e in vari Paesi del mondo.
Sulla presenza dei padri Olivetani nel territorio fidentino si hanno notizie a partire dal 1485, anno in cui i monaci dall’abito bianco, chiamati dall’abate commendatario, il nobile milanese Daniele Birago, subentrarono ai benedettini di Castione nel governo dell’antica abbazia pallavicina. A Castione essi rimasero fino al 1764 quando la comunità venne soppressa e i beni affidati al vescovo di Parma.
All’impegno profuso nel corso dei secoli dai monaci olivetani per il rinnovamento architettonico e liturgico dell’antico complesso benedettino, rimandano chiaramente gli stemmi con l’emblema dell’Ordine, scolpiti nei capitelli dell’ala superstite del chiostro tardo –quattrocentesco e all’interno della chiesa, in particolare nella base del fonte battesimale datato 1588, nella cimasa della fastosa cornice settecentesca della pala dell’altare maggiore e in quelle degli altari laterali e in alcuni mobili della sagrestia. 
Agli stessi religiosi si devono inoltre l’ampliamento del santuario, effettuato tra la fine del Cinque e gli inizi del Seicento, con il conseguente abbattimento dell’abside romanica, e la grande tela in fondo al coro: una vivace e colorita rappresentazione dell’Assunzione di Maria attribuita al tardo-manierista napoletano Fabrizio Santafede (Napoli 1560-1634), di cui esiste una replica, segnalata a suo tempo da G. Godi, nella sagrestia
della famosa chiesa olivetana di Sant’Anna dei Lombardi a Napoli. Sempre in ambito figurativo non va dimenticata la pala seicentesca raffigurante aanta Francesca Romana, ceduta nel 1950 ai benedettini di Parma e da allora esposta nella chiesa di San Giovanni Evangelista. Si tratta di un classico esempio di iconografia olivetana, comune a molte chiese dell’Ordine, dove santa Francesca è venerata per le sue straordinarie virtù e in quanto patrona e fondatrice della Congregazione delle Oblate.
A questa grande santa, spesso rappresentata con accanto il suo angelo custode, era originariamente dedicato l’altare situato in fondo alla navata di destra.
Tornando al reperto lapideo, non sappiamo quando e in che modo l’iscrizione cinquecentesca sia giunta a Fidenza: forse con il pietrame ricavato dalle demolizioni ottocentesche del complesso monastico di Castione, anche se non è da escludere una provenienza più prossima alla città. Come, ad esempio, un edificio dipendente dal convento, situato in località Carretto, ad occidente di Borgo, ove l’antica abbazia disponeva di vasti possedimenti. Un’altra spiegazione più o meno suggestiva è che la pietra fosse in origine il coperchio che sigillava l’ossario dei monaci, rimosso e poi disperso con i resti di altre antiche sepolture nel corso dell’Ottocento o in seguito agli importanti restauri effettuati nella metà del secolo scorso.
Guglielmo Ponzi





giovedì 27 settembre 2012

Amministrazione e Cittadini: appunti sull'incontro di oggi

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Non tanti, non pochi i cittadini oggi al primo appuntamento dell'iniziativa che prevede l'incontro tra giunta e cittadinanza l'ultimo giovedì di ogni mese seguendo il seguente calendario:

giovedì 25 ottobre ore 18.00 
giovedì 29 novembre ore 18. 
giovedì 31 gennaio ore 18.00 
giovedì 28 febbraio ore 18.00 
giovedì  28 marzo   ore 18.00 
giovedì 30 maggio ore 18.00 
giovedì   27 giugno ore 18.00

Fidenza è "senza famiglia"

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In questo post diamo spazio al messaggio ricevuto e pubblicato da Nave Corsara. Non sono necessari commenti, una cosa è più che evidente: Fidenza è senza Famiglia. Niente di romantico, niente di educativo per la gioventù, nessun Hector Malot che possa trovavi uno spunto interessante in questa storia in cui si continua a parlare di Famiglia, aggiungendo eventualmente un "pro-tempore". 

Il Consiglio Comunale approva le aliquote IMU

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Con i soli voti della maggioranza (11 consiglieri su 21) le tariffe IMU 2012 sono state approvate nella misura determinata dalla Giunta. Le aliquote sono quelle già riprese dalla stampa. La discussione ha avuto alcuni momenti di tensione. La minoranza ha vivamente contestato il fatto di essere stata esclusa dai passaggi intermedi che hanno portato alla determinazione delle aliquote. 
Resta quindi confermato tutto quanto anticipato con nostro post IMU: la proposta dell'Amministrazione comunale


mercoledì 26 settembre 2012

Istituto Solari e il podere: i dubbi del consigliere provinciale.

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L'ingresso al podere sperimentale



Il Consigliere Provinciale Manfredo Pedroni ha presentato una interrogazione con richiesta di risposta scritta ed esame in aula consiliare riguardo al “PODERE CHE OSPITA LE ESERCITAZIONI AZIENDALI DELL’ISTITUTO SOLARI DI FIDENZA”. L'interrogazione, che più sotto riportiamo integralmente, era stata preannunciata lunedì scorso in occasione della conferenza stampa che il PdL fidentino ha tenuto nell'area destinata ad ospitare in nuovo Solari. Vedi il nostro post Conferenza stampa del PdL.

Il Foro Boario in Consiglio Comunale il 4 ottobre

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La riqualificazione del Foro Boario è al punto 7 dell'ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato per il 4 ottobre alle 21.
Al punto 6 l'approvazione di una atto d'indirizzo al socio unico di procedere alla cessione del ramo d’azienda dell’attività di vendita del gas.

Ecco l'ODG completo:

ORDINE DEL GIORNO CONSIGLIO COMUNALE DEL 4 OTTOBRE 2012 ALLE ORE 18.00 E ALLE ORE 21.00

1. Comunicazioni del Presidente del Consiglio.
2. Comunicazioni del Sindaco e della Giunta.
3. Interrogazioni e Interpellanze.
4. Delibera della Giunta Comunale n. 150 dell’11 settembre 2012 Oggetto: Mostra attività produttive e Luna Park 2012. Organizzazione e approvazione tariffe. Ratifica del Consiglio Comunale ex artt. 42.4 e 175.4 del d.lgs. 18 Agosto 2000, N. 267. (Relatore Vice Sindaco).
5. Nomina Collegio dei Revisori dei Conti per il triennio 2012 – 2015. (Relatore Vice Sindaco).
6. San Donnino Multiservizi – atto di indirizzo al socio unico di procedere alla cessione del ramo d’azienda dell’attività di vendita del gas. (Relatore Vice Sindaco)
7. Programma di riqualificazione urbana denominato “Nuove centralità urbane: il nodo stazione come ampliamento dell’area centrale di Fidenza” Attuazione degli interventi sull’area Foro Boario. Aggiornamento accordo ex. art. 11 L. 241/90 e S.M.I. Approvazione e adempimenti conseguenti. (Relatore Sindaco).
8. Commissione Consiliare n. 5. Sostituzione membro della Commissione. Nomina (Relatore Sindaco).

Francesca Gambarini, l'Architetto ed il regolamento

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Come ormai è consuetudine gli interventi di Francesca Gambarini sono preceduti da dubbi interpretativi che si rifanno, a torto o a ragione, al Regolamento di Consiglio Comunale. Alla fine l'intervento viene comunque fatto.

martedì 25 settembre 2012

Nuovo Solari: conferenza stampa del PdL

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La foto ufficiale con Benvenuto Uni, Lina Callegari, 
Francesca Gambarini e Manfredo Pedroni

Poteva sembrare, in un primo momento, una scampagnata fuori porta. I più sono arrivati in auto non fidandosi del tempo che, si sa, in queste occasioni potrebbe propendere per l’una o per l’altra fazione politica di destra o di sinistra a piacer suo. Pochi giorni prima era stato benevolo col Sindaco nella estemporanea presentazione dell’intervento nell’area dell’ex ospedale, ma mancavano i cittadini. Oggi sembrava imbronciato ma i cittadini hanno risposto bene.  Non sono mancati i coraggiosi arrivati a piedi, come il sottoscritto, ma il mezzo migliore l’ha scelto Comerci che ha raggiunto il gruppo già raccolto in bicicletta stupendo tutti con un sorriso. Poco dopo la gazzella di carabinieri ha ricordato ai presenti di essere lì per un incontro pubblico e per un motivo non banale ed il gruppo si è rapidamente unito attorno ai leaders della nuova alleanza politica che si va delineando a Fidenza. Si può pensare che, se questa alleanza di personaggi politicamente navigati, ma provenienti da lidi diversi, continua, potrebbe riservare sorprese alle prossime amministrative se non alla presente amministrazione comunale. Ma queste sono ipotesi.

lunedì 24 settembre 2012

Una rotonda alla Bellaria

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Si presentava così la serie di incrocio tra le vie Berzieri, IV Novembre, Gramizzi ed Esperanto prima della costruzione nell'area ex-Esso di un edificio, rimasto incompiuto, che ha stravolto la prospettiva e, rimasto incompiuto, ha tenuto in scacco il progetto di sistemazione viaria illustrato oggi dal Sindaco in una conferenza stampa. Per i dettagli del progetto rimando alla pagina Via Gramizzi-Via IV Novembre (ex distributore Esso) per il resoconto della conferenza stampa troviamo sotto il comunicato ufficiale del Comune di Fidenza. A rompere gli indugi  connessi alla realizzazione è stato necessario escutere la fideiussione rilasciata dal soggetto attuatore. 

venerdì 21 settembre 2012

Vecchio ospedale addio

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La colonia felina che si era stabilizzata all’interno degli immobili in
disuso sarà trasferita in un’area appositamente attrezzata.
L'intervento nell'area del vecchio ospedale prevede la costruzione di condomini residenziali ed esclude, contrariamente a quanto si era inizialmente pensato, la realizzazione di strutture commerciali. Nel panorama edilizio fidentino si tratta di una realizzazione che rafforza la tendenza in atto di privilegiare le costruzioni nel centro invertendo la tendenza di costruire in aree attorno alla città che è prevalsa negli ultimi venti anni. Questo avviene per effetto di una logica di mercato che vede periodi di espulsione dei cittadini verso "accoglienti" periferie seguiti da periodi in cui prevale la ripresa costruttiva in centro o primissima periferia il cui "valore" è nel frattempo lievitato. Anche le torri della stazione possono rientrare in questa logica, ma in questo caso l'errore è stato nella tipologia di costruzione adottata non adatta alla domanda locale.   

I sessanta anni di Sacerdozio di Don Lino Cassi

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Ricorre oggi il sessantesimo anno dall'ordinazione di Lino Cassi sacerdote della Diocesi di Fidenza dove ha ricoperto per lunghi anni l'incarico di parroco, finché la malattia glielo ha consentito. Vive oggi a Fidenza presso il Seminario Vescovile. Di lui diamo un breve profilo biografico.

mercoledì 19 settembre 2012

Il via ai lavori nel vecchio ospedale

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"Prendono il via gli interventi di demolizione di tutti i fabbricati esistenti del complesso dell’ex ospedale di via Borghesi, ad eccezione dell’ala storica dell’ex Collegio dell’Angelo, che sarà oggetto di restauro, quale prima fase del più complessivo programma di riqualificazione dell’area.
Venerdì 21 settembre alle ore 16.00 nel cantiere (con accesso da viale I Maggio), il sindaco Mario Cantini e il presidente di Pacchiosi Drill Spa, Doriano Pacchiosi, illustreranno alla città le varie fasi degli interventi di demolizione, che segnano l’avvio dei lavori per la trasformazione di una zona oggi in disuso e di scarso decoro in un’area riqualificata e attrattiva."
http://www.ilmattinodiparma.it/?p=19499

Poco è rimasto di antico nell'area del vecchio ospedale che attende il braccio meccanico del demolitore. L'intervento già preannunciato più volte sembra ormai imminente.
Il  complesso originario sorse alla fine dell'ottocento come Collegio dell'Angelo per iniziativa delle madri Orsoline e fu via via affogato da aggiunte, sopraelevazioni e modifiche, nel 1920, vi fu trasferito l'ospedale civile che vi rimase per più di ottant'anni. 

Ordine del Giorno Consiglio Comunale del 25 e 26 settembre 2012

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Non solo IMU nel prossimo Consiglio Comunale che presenta un nutrito ordine del giorno. Le varianti urbanistiche da approvare riguardano la scheda di progetto n. 1.4 in via Romagnosi; la scheda di progetto n. 1.3 in via XX Settembre - Piazza Pontida; la riperimetrazione area tecnico - distributiva in località Coduro (TD1/B), la modificazione della destinazione d'uso da artigianale/industriale a tecnico distributivo in località San Michele Campagna ed infine l'adeguamento delle zone agricole di tutela delle aree boschive (art. 47 N.T.A.). 


Il progetto che resta un progetto: l'area di Via Porro

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Anno 1947: in meno di due e le Case Nuove sono realtà
Se mai qualcuno dell'A.C.E.R. ci leggesse, vorrei ricordare loro ciò che mi ha promesso pubblicamente il Sign. Rainieri, quando ho presentato la "Festa dei Vicini" 2008 in Piazza Garibaldi. Sarebbe troppo lungo riportare qui ciò che ho detto in quell'occasione alla Città, all'Ente e ai politici di freschissima elezione, lì convenuti, ma mi riservo di farglielo presente il più presto possibile. Credo non esista alcuna registrazione, però ricordo perfettamente le mie parole e le loro in risposta.

Claretta Ferrarini

sabato 15 settembre 2012

Itinerari, segni e memoria dell'Europa del pellegrinaggio

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Nella Chiesa di San Giorgio a Fidenza è inaugurata la mostra fotografica "Roma-Santiago Santiago-Roma" curata da Paolo Caucci von Saucken che dirige il  Centro Italiano di Studi Compostellani (Perugia). 

La presentazione della nuova via dedicata a Padre Edoardo Spiessens

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Bene si entra, meglio si esce, meno si resta. Forse, alla fine di tutto, questo sarà il destino di Fidenza e del  suo Centro Storico, ma non è detto sia proprio così. In ogni caso quest'opera era necessaria per permettere l'utilizzo svincolo intermedio della tangenziale nord.

giovedì 13 settembre 2012

L'ingresso di Fidenza si rinnova

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Una parte dell'area interessata ripresa all'inizio dei lavori

Tra le cose "da fare" da anni si attendeva il completamento dello svincolo intermedio della tangenziale nord di Fidenza. Ora questo è stato realizzato, come ci dice l'annuncio che sotto pubblichiamo. 

sabato 8 settembre 2012

Una tela a Zibello onora l'ordine dei frati domenicani

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Il pittore bavarese Ignaz Stern ne ha immortalato i personaggi più 
famosi: dal fondatore a San Tommaso d'Aquino fino a Papa Pio V
Il loro motto recita così: "Lodare, benedire, predicare”


Sulla parete di sinistra del presbiterio della collegiata di Zibello merita particolare attenzione un'incantevole tela dipinta intorno al 1725 dal bavarese Ignaz Stem (Mauerkirchen Passau 1680-Roma 1748).
Raffinato pittore, conterraneo di papa Joseph Ratzinger, lo Stem (italianizzato in Ignazio Stella) approda a Roma nei primi anni del Settecento dopo un alunnato presso il Cignani.
La critica più avveduta gli riconosce uno stile originalissimo e una certa influenza indirettamente esercitata nei confronti di Giovan Battista Tagliasacchi e, in particolare, del bussetano Pietro Balestra. Lavorò soprattutto a Roma, dove si conoscono sue opere In San Paolo alla Regola, San Giovanni in Laterano, San Marcello al Corso e in Sant'Anna dei Palafrenieri, senza dimenticare alcune significative presenze in ambito locale, come la pala di Paradigna e Castellarquato.
Quanto alla tela di Zibello, va ricordato che essa fa parte, insieme ad altre importanti testimonianze sparse nel territorio della Bassa, del prezioso lascito dei padri domenicani, derivante dalla dispersione dei beni del convento, trasformato in seguito alle soppressioni ottocentesche nell'ex-ospedale Dagnini. Dallo stesso insediamento religioso provengono anche le due grandi statue in marmo bianco, collocate ai lati del portale della chiesa quattrocentesca, raffiguranti santa Rosa da Lima (da non confondere con la francescana Rosa di Viterbo) e San Pio V. Gli stessi santi sono pure presenti nel nostro quadro, sommariamente descritto dalla guida come una "splendida Immacolata con Santa Maria Maddalena e molti santi domenicani". Da notare tuttavia che in questa affollata beatitudine celeste, la Madonna appare seduta su un trono di nubi con la sua gioiosa corte angelica presentandosi quale regina del cielo e di tutti i santi: in modo speciale, come ispiratrice e protettrice del nuovo ordine religioso fondato nel 1216 da Domenico di Guzman. Accanto alla Vergine stanno infatti santa Maria Maddalena, prima patrona dell'ordine dei Frati Predicatori, per quanto riguarda la penitenza, e santa Caterina d'Alessandria, patrona per gli studi teologici e l'impegno dottrinale, forse a ricordo della disputa con cui la bellissima giovinetta tenne testa ai sapienti pagani, prima di subire il martirio.
Gli altri personaggi che popolano questo autentico scorcio di paradiso, realizzato con una delicatissima pittura sfumata a guisa di pastello, indossano l'abito bianco dei domenicani e sono identificabili in base ai loro specifici titoli. Innanzitutto il fondatore, Domenico di Guzman, proteso verso Maria in un devoto slancio amoroso; accanto a lui il giglio della purezza e una torcia ardente, che richiama l'emblema dell'ordine, solitamente posto tra le fauci di un vispo cagnolino dal pelo maculato, in ricordo del profetico sogno della madre di Domenico e a conferma del ruolo di "Domini canes", cioè impavidi custodi dell'ortodossia cattolica.
L'ordine dei frati domenicani, che può contare su una legione di santi e beati (talmente numerosi che il pontefice Clemente X ritenne di istituire nel 1674 un'apposita festività, tuttora fissata dal calendario liturgico il 7 novembre), ha dato alla Chiesa anche illustri martiri. Il primo, e il più famoso di questa eletta schiera, lo vediamo accanto alla Vergine, in alto a sinistra, riconoscibile per la mannaia piantata sulla nuca. Si tratta di San Pietro martire (1205ca-1252), ucciso a Verona nei primi esordi dell'ordine, mentre era impegnato a combattere l'eresia catara. L'altro martire domenicano,' con in mano l'ostensorio, è invece identificabile con san Giovanni di Colonia, che nel 1572 sacrificò la vita per contrastare la dilagante l'eresia protestante. Seguendo la linea serpentina, su cui si assesta la vivace composizione, incontriamo due santi notissimi e famosi per la loro dottrina: il "doctor angelicus", san Tommaso d'Aquino nell'atto di vergare le pagine le pagine di un ponderoso volume, mentre una colomba aleggia sul suo capo; e san Vincenzo Ferrer (1350-1419), che stringe le mani al petto e china umilmente lo sguardo: sulla fronte spaziosa del santo spagnolo, invocato anche – come potente taumaturgo, un globo di fuoco che ricorda la sua attività di illuminato predicatore. L'importanza che l'ordine religioso assegna agli studi e alla predicazione è ulteriormente sottolineata dalla presenza di sant'Alberto Magno (12061280), dottore della Chiesa, i cui paramenti richiamano la nomina a vescovo di Ratisbona. Più sotto, in primo piano, spiccano sul bianco saio domenicano il rosso porpora della mozzetta e l'oro del pallio che caratterizzano la figura di papa Pio V. All'austero pontefice si deve la realizzazione del nuovo catechismo, del messale e del breviario romano in applicazione delle direttive del Concilio tridentino:
ma il suo nome è soprattutto ricordato per aver promosso la Lega Santa che nel 1571 sbaragliò la flotta turca nella memorabile battaglia di Lepanto. A lato del papa domenicano, rappresentato in contemplazione del Crocifisso, un frate in atteggiamento orante regge le chiavi pontificie. Si tratta di san Raimondo di Penafort (1175-1275) che stringe nella sue mani il simbolo dell'autorità sacra conferito da Cristo a San Pietro e ai suoi successori:
esso ricorda in particolare il gravoso incarico affidato gli da Gregorio IX di raccogliere e riordinare le Decretali, ovvero il corpus giuridico della Chiesa di Roma.

Più frequentemente, come nel vicino santuario di Fontanellato, lo stesso santo è rappresentato mentre veleggia sul mare con il proprio manto. Di fronte a San Pio V, dal lato destro, in rappresentanza delle vergini consacra te, santa Caterina da Siena in estasi mostra i segni della sua totale identificazione con Cristo: le stimmate nel palmo delle mani e la corona di spine fanno memoria- delle sue nozze spirituali con il Salvatore.
Alla grande mistica, patrona d'Italia e d'Europa nonché dottore della Chiesa, è infine associata la dolcissima figura di santa Rosa da Lima, colta nell'atto di vezzeggiare il Bambino Gesù, che ricambia con un radioso sorriso lo sguardo amoroso della giovane suora. Coronata da un serto di rose, la santa è l'emblema dell'innocenza e della purezza e si direbbe quasi che la Madonna abbia voluto affidare a lei le cure del proprio bambino. Rosa da Lima è la prima persona ad essere assurta agli onori degli altari in America Latina;
una sua famosa immagine, di poco posteriore a quella che risiede a Zibello, la ritroviamo a Venezia nella pala dei Gesuati mirabilmente dipinta da Giambattista Tiepolo. Rosa era il soprannome soprannome ricevuto a motivo della sua affascinante bellezza: in realtà si chiamava Isabel Flores ed era nata da spagnoli stanziatisi nel 1586 in Perù. Come riferisce Michel Dolz nel bel libro "Il Dio bambino", la giovane santa viveva in grande familiarità con Gesù bambino e con la Madonna tanto che "il Bambino andò a posarsi sul libro che lei stava leggendo, in una figura di piccole dimensioni ma d'incomparabile bellezza. All'inizio rimaneva immobile, ma poi si rivolgeva a Rosa con un dolce sorriso e uno sguardo pieno di bontà dicendo le interiormente: leggimi perché io sono la Parola, leggimi con attenzione perché quantunque tu mi veda così piccino vi sono in me i tesori della sapienza e di tutta la scienza di Dio".
Come si può vedere il quadro dello Stern esemplifica, attraverso le immagini dei santi, la storia più intime e vera dei domenicani e il loro ruolo all'interno della Chiesa: Dottori, Apostoli, Martiri, Vergini meravigliose, in una continua testimonianza di totale dedizione e amore. Come del resto vuole il loro motto: Laudare, Benedicere, Praedicare.

Gugliemo Ponzi

8 settembre 1943: la resa dell'Italia

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PART ONE

SURRENDER OF ITALY 

SEPTEMBER 3, 1943


SURRENDER OF ITALY
Instrument of Armistice and surrender of the Italian Forces to the Commander-in-Chief of the Allied Forces, Gen. Dwight D. Eisenhower. [1]Sicily, September 3, 1943. [2]
The following conditions of an Armistice are presented by General DWIGHT D. EISENHOWER, Commander-in-Chief of the Allied Forces, acting by authority of the Governments of the United States and Great Britain and in the interest of the United Nations, and are accepted by Marshal PIETRO BADOGLIO, Head of the Italian Government:
1. Immediate cessation of all hostile activity by the Italian armed forces.
2. Italy will use its best endeavors to deny, to the Germans, facilities that might be used against the United Nations.
3. All prisoners or internees of the United Nations to be immediately turned over to the Allied Commander-in-Chief, and none of these may now or at any time evacuated to Germany.
4. Immediate transfer of the Italian Fleet and Italian aircraft to such points as may be designated

Il Fascismo nella Rete

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STORIA: IL FASCISMO NELLA RETE: IMMAGINI, SUONI E …
è un lavoro del Prof. Francesco Paolo Nardella che costituirà la traccia di un corso di studio dell'anno accademico 2012-2013 della  
UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ - UNITRE
di Fidenza

giovedì 6 settembre 2012

Ritrovato il portale settecentesco del Collegio delle Orsoline

1 commento:


Il portale è stato ritrovato in una stanza, normalmente chiusa, del corridoio del primo piano del Palazzo dei Gesuiti nel pomeriggio del 5 settembre 2012. 

mercoledì 5 settembre 2012

L'architettura è ........, andiamo a San Michele per saperlo

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La ex chiesa di San Michele è transennata, ma a quanto pare è in buone mani. La ditta incaricata si presenta con questi biglietti da visita.

lunedì 3 settembre 2012

Il Duomo ed il verde

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Malgrado tutto il parlare di "cementificazione" il verde da parte sua non desiste e spunta la dove meno vorresti. E' un'erba grassa che da tempo non vedevo, per la verità negli anni quaranta, quando abitavo "provvisorio" lì vicino, quest'erba ricopriva tutto il triangolo davanti all'attuale canonica che ancora non c'era. 

Il Ponte Romano di Fidenza? per quanto ancora?

2 commenti:

Cronaca di un delitto in una città alla deriva.
Acqua sotto il ponte nei secoli ne è passata, ma ora è diverso, l'acqua passa sopra. Non è stato facile, ma grazie all'incuria e alla retorica dei discorsi ci siamo riusciti. E' bastata un po' di pioggia, nemmeno tanta, e si è ripetuto il consueto miracolo: l'acqua si riversa sulle pietre del ponte, poi lentamente s'infiltra e lascia uno strato di fango. Il filmato rende anche il suono, le foto il resto. 

Luca Casana pittore di Borgo San Donnino ed allievo di G.B Tagliasacchi

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La Santissima Trinità, olio su tela, Compiano, chiesa di San Giovanni
Pittore fidentino ancora poco conosciuto, Luca Casana, nato a Borgo San Donnino il 6 gennaio 1706, appartiene, insieme a Girolamo Bertani alla cerchia ristretta degli allievi e collaboratori dell'assai più famoso Giovanni Battista Tagliasacchi (1696-1737). La sua vicenda artistica, in passato confusa con quella del figlio Grisante (1738-1783), è ancora poco nota e solo in parte documentabile attraverso le fonti francescane, in particolare il Registro del Convento dei Cappuccini di Borgo san Donnino, che lo ricorda come autore di due ovali: il Beato Serafino da Montegranaro del 1724 e il Beato Giuseppe da Leonessa eseguito nel 1737.

Quest'ultima tela merita davvero una speciale attenzione, poiché, come osserva Aldo Bergamaschi (1969), si deve considerare che lo stesso Tagliasacchi vi ha posto le mani poco prima della sua prematura scomparsa avvenuta il 3 dicembre dello stesso anno. La sua impronta è facilmente riconoscibile negli accorti passaggi chiaroscurali e nella fattura accurata e un po' manierata e nel convinto realismo con cui è risolto il brano di natura morta, costituito dal crocifisso ligneo e dal giglio fiorito, attributi ricorrenti dell'iconografia del santo reatino, beatificato nel 1737.
Al 1739 risale invece questa tela raffigurante la Santissima Trinità, la cui esistenza è segnalata presso la sagrestia della chiesa di San Giovanni Battista di Compiano dalle guide e dalla scheda d'inventario della Soprintendenza di Parma. E'questa l'unica opera autografa di Luca Casana: firma e data sono infatti ben leggibili nel cartiglio in basso a destra, insieme alla dedica a un ignoto personaggio forse di origine tedesca.
La composizione, che ricorda la Ss. Trinità dipinta dal Guercino per la chiesa romana di S.Maria della Vittoria, si caratterizza per le acconciature ricercate dei personaggi e soprattutto l'inconfondibile movimento dei panneggi sfaccettati, desunti chiaramente dal Tagliasacchi. L'Eterno Padre, presentato nelle sembianze di un anziano con la barba fluente e l'abbondante chioma morbidamente ripiegata sulle tempie secondo la moda aristocratica del tempo, sembra appoggiarsi al globo, simbolo del suo potere universale; egli regge lo scettro e ha il volto racchiuso dall'aureola triangolare e, come a voler richiamare le parole pronuciate da Gesù davanti al sinedrio, indica con un ampio gesto della mano destra il Figlio, dai lunghi capelli biondi e inanellati, che regge la Croce e mostra col petto scoperto i segni della Passione: "D'ora innanzi vedrete il Figlio dell 'uomo seduto alla destra di Dio" (Mt 26,64).
Ma se spostiamo la nostra attenzione sul piano prettamente stilistico, questo singolare dipinto offre altri spunti interessanti. Esso mostra infatti strette analogie formali con la piccola tela dell 'Addolorata conservata nella sagrestia capitolare della chiesa ex agostiniana di San Pietro Apostolo ed anche con la più complessa pala d'altare della chiesa di Chiusa Ferranda, dedicata a San Giovanni Evangelista, San Luigi IX e San Giuseppe.
La quasi inedita tela di Compiano può essere inoltre accostata a una gradevolissima immagine della Maddalena penitente, di proprietà della parrocchia di Santa Maria Annunziata di Fidenza, pubblicata nel 1990 nella guida di don Adriano Gervasoni.
Il dipinto, che privilegia le tonalità calde e dorate dei marroni e dei gialli, è attribuito al Tagliasacchi ma molto probabilmente appartiene allo stesso Luca Casana, come lascerebbero intendere il serrato intreccio delle mani oranti e l'intensa e convincente rappresentazione realistica del teschio e del crocifisso, su cui la santa dai lunghi capelli biondi si china piangendo. Lo stesso modo di trattare le mani e il teschio della penitenza lo ritroviamo nel ritratto di Padre Antonio da Modena (1578-16481)custodito presso il Convento dei Cappuccini di Reggio Emilia e reso noto come opera di Luca Casana da Andrea Maggioli in "I Cappuccini in Emilia Romagna" (2002, p.27). Per questo ritratto, del tutto sconosciuto alle fonti locali, il pittore fidentino si è rifatto all'originale seicentesco, oggi conservato presso le collezioni del Museo dei Cappuccini di Reggio: ma con alcune interessanti novità, come il guizzo argenteo che rallegra la barba del frate modenese (fu Ministro Generale dell'Ordinne) con una luce del tullo simile a quella che appare sul volto del Padre Eterno della Trinità di Compiano e nei due noti ritratti dei Capuccini di Fidenza.

Guglielmo Ponzi
Articolo pubblicato sul settimanale diocesano di Fidenza il 25 febbraio 2011