giovedì 2 marzo 2017

La primavera in nero di Borgo San Donnino

1923, la prima manifestazione fascista a Borgo San Donnino
Novantaquattro anni fa Borgo San Donnino salutava la prima primavera fascista e per la città si apriva una nuova era, almeno così si credeva. Già l'anno precedente un migliaio di borghigiani, guidati da Remo Ranieri (vedi nota), erano calati su Parma per spianare la via al cambiamento nella vicina città. Di lì a poco, nel giugno 1923, Mussolini avrebbe visitato la nostra città, parlato dal balcone del municipio ed ammirato la cattedrale. I giochi erano fatti per i prossimi vent'anni, poi, nella primavera del '45, ci scopriremo antifascisti da sempre, nel frattempo Borgo San Donnino era diventato Fidenza in omaggio alla romanità. Solo l'Oriola continuò a chiamarsi Oriola.
La prima manifestazione fascista fu in Piazza Garibaldi ed il palco venne eretto davanti a palazzo Tridenti, il palazzo, ancor oggi presente nel panorama della piazza fidentina, inizialmente si chiamava San Marco ed era il primo seminario della città.  Poi, a motivo delle bestemmie dei soldati della Rocca, fu spostato di fianco alla cattedrale. Luogo certamente più moralmente più protetto.  
Furono anni pieni quelli, già nel 1923 veniva completato l'edifico della Scuola Complentare (ora Scuola Secondaria di Primo Grado "Pietro Zani") e due anni dopo il Re inaugurava il monumento ai caduti di Parco delle Rimembranze.
Tutto il resto venne dopo: vascone, sventramento del quartiere Oriola, apertura Via Corsica, piscina DUX, scuola elementare Rosa Maltoni (ora De Amicis), dispensario antitubercolare (demolito nel marzo 2013), nuova circonvallazione, collegamenti ferroviari ed altro.
Il Palazzo Littorio fu ultimato solo alla fine degli anni trenta giusto in tempo per vedere la fine del fascismo, ma anche come Casa del Popolo visse anni esaltanti. Oggi è all'asta.
Eravamo diversi nel 1923, vestivamo di scuro e portavamo i cappelli, ed in piazza c'erano i nostri nonni. 
La scuola media Zani novant'anni fa

Nota - Ranieri Remo fu candidato al Consiglio comunale per il Partito Popolare a Borgo San Donnino (oggi Fidenza) nel primo dopoguerra, passò in seguito al Partito Nazionale Fascista. Nel 1922 entrò nel Consiglio comunale, assumendo la carica di assessore. Protagonista del duro scontro interno al Pnf, tra i moderati e l’ala sindacalista seguace di Roberto Farinacci, fu eletto deputato prima della sua temporanea espulsione nel 1925. Dopo essere stato reintegrato fu segretario federale parmense (1927-29), ispettore nazionale (1927-31), membro della direzione nazionale del partito (1931-32) e deputato della provincia di Parma fino al 1934, quando lasciò l’attività politica.

15 commenti:

  1. La Storia è come un fiume le cui acque provengono da più direzioni, si riuniscono, si scontrano, procedono insieme, erodono, si separano...Solo considerando tutti gli elementi che vi sono confluiti, che ne hanno determinato le vicende, che l'hanno alimentata , si può giudicare.
    Una cosa è certa: ci appartiene in ogni modo, non la possiamo rifiutare, perché è frutto di uomini e donne come noi con i loro ideali e le loro ambizioni, con i loro sentimenti più nobili e con quelli, purtroppo, più spregevoli.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In questo caso un fiume di acqua di fogna radioattiva.

      Elimina
  2. Ognuno vi ha messo e ci sta mettendo un po' di suo. Se pensa di stare solo a guardare, viene travolto.

    RispondiElimina
  3. Franco Bifani3 marzo 2017 17:51

    Ma allora c'erano già i negozi di Magnani e di Negrotti, sempre con i proprietari di oggi? Vendevano solo prodotti autarchici o anche inglesi e francesi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il problema non è se c'era Magnani o Negrotti, è che c'era un pesante regime di dittatura fondato sulla violenza e l'abolizione delle libertà fondamentali dell'uomo.

      Elimina
  4. F,ranco Bifani4 marzo 2017 21:25

    Anonimo, non hai afferrato l'ironia. Siccome Magnani e Negrotti hanno origine preistoriche, fingevo di chiedere e chiedermi se già esistevano. Sempre con prodotti che solo loro...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si , ho capito, grazie

      Elimina
  5. Cabassa Andrea5 marzo 2017 12:28

    certo che se la libertà odierna vuol dire ambulanti che vendono eludendo ogni forma di legalità senza nemmeno pagare le sanzioni, ladri e rapinatori tutelati dai giudici, rompic..... nei parcheggi dei supermercati che infastidiscono soprattutto le donne, gente che sforna figli solo per ottenere case popolari ed ogni altra forma di beneficio sociale, pseudo paraplegici che ottengono il miracolo e tornano a camminare (vedasi negoziante in via malpeli che abita nella casa popolare), buttare ogni genere di rifiuto nei fossi, scempi edilizi per compiacere qualche amico dell'amico, promesse non mantenute (vedasi renzi che si ricandida), forse................

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Prima era molto meglio: risolto il problema della libertà di stampa : chi scriveva contro il Partito aveva il giornale chiuso o bruciato e andava in carcere o al confino in qualche posto sperduto d'Italia. Chi non aveva la tessera del partito fascista non poteva lavorare. I figli li facevano sfornare in quantità agli italiani per poter creare un bell'esercito, per le gloriose conquiste imperiali future (poi si è visto quali conquiste!). Poi una bella guerra decisa dal Partito, che ha devastato l'Italia.Si sono alleati con i nazisti ,che hanno attuato lo sterminio scientifico di milioni di persone, che non avevano fatto niente di male.
      Mio nonno era una persona per bene,laboriosa e onesta, che non dava fastidio a nessuno ,ma gli squadristi di Fidenza l'hanno costretto a bere l'olio di ricino. Mia nonna è stata licenziata e sostituita perchè non aveva la tessera del Partito.
      Però andava tutto bene, in quei tempi infami.

      Elimina
    2. Franco Bifani5 marzo 2017 16:37

      Cabassa, se non altro, oggi, lo puoi scrivere; magra consolazione, ma meglio che niente.

      Elimina
  6. Cabassa Andrea6 marzo 2017 15:16

    direi che era palese una certa provocazione nel senso che oggi con la storia della libertà ognuno fa quello che vuole e nessuno mette un freno, basta vedere a scuola o solo provare a richiamare un ragazzo/a come risponde senza il minimo ritegno.
    a parte gli eccessi che condanno un certo rigore non guasterebbe.
    per anonimo, direi che avere una tessera di un certo partito per poter accedere a lavoro o servizi mi sembra di averlo visto anche in epoche recenti ad ogni livello.
    per via dei figli invece purtroppo ora si incentiva solo lo sfornamento da parte degli stranieri visto che gli italiani prima di fare figli valutano se se lo possono permettere, è brutto ma è così, mentre gli stranieri sfornano per ottenere ogni genere di aiuto, con questo ritmo direi che 2/3 generazioni e siamo in minoranza, lo dimostra la quasi minoranza di italiani nelle classi elementari, o almeno chi parla l'italiano che io capisco.
    la libertà di espressione poi è tutta da dimostrare vedendo i telegiornali, faziosi da vomitare.
    per ultimi e non è certo una giustificazione milioni di morti li ha fatti qualsiasi guerra o regime.

    RispondiElimina
  7. Cabassa Andrea6 marzo 2017 15:18

    dimenticavo.
    come cataloghiamo il permesso di entrare a parma nonostante il blocco del traffico solo per quelli che andavano a votare per le primarie di un partito ????
    puzza di regime........

    RispondiElimina
  8. A parte il funesto passato, di cui molti, in primis i politici, si sono già dimenticati, credo che il problema più grande sia insito proprio nelle persone.
    Tutti si riempiono la bocca parlando di libertà e diritti e bla bla bla, ma come mai di educazione e doveri non ne parla mai nessuno? Senza doveri non esiste la libertà, in questa società ormai a maggioranza demente ciò non viene compreso, sempre e comunque i doveri sono demandati a qualcun'altro.
    Se questa pluri decennale decadenza verso il nulla non invertirà la rotta, credo che andremo incontro a brutte sorprese.

    RispondiElimina
  9. Cabassa Andrea6 marzo 2017 22:47

    concordo pienamente, in effetti in ogni notizia esiste solo il diritto, ma di doveri non ne parla nessuno.........

    RispondiElimina
  10. A mio parre invece di discorsi sulla morale, la solidarietà, la partecipazione, se ne fanno anche troppi. Sono però tutte parole al vento, perché poi nessuno le mette in pratica. Quelli che provano a comportarsi in modo corretto vengono presi di mira, così sul lavoro, come nelle scuole, nei condomini, dappertutto, perché i bulli non sopportano le persone perbene. I bulli vogliono solo apparire, senza faticare e fanno solamente del male. Temo anch'io che se non si cambia rotta, tutto questo far finta di niente ci porterà alla rovina.

    RispondiElimina

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi