venerdì 21 marzo 2014

Donare il sangue diventa sempre più difficile


La donazione del proprio sangue è un'atto dei più nobili, lo sappiamo e lo sentiamo ripetere in varie occasioni, ma può diventare più difficile, non per mancanza di donatori, ma per il forzato venir meno di molte strutture dedicate al prelievo del sangue. 
Come ciò possa avvenire è spiegato sotto, si tratta ora di intervenire affinché questo non avvenga o non abbia l'effetto di ridurre la possibilità di donare il proprio sangue. 
A questo proposito i Consiglieri Provinciali del Nuovo Centro Destra, Barbara Zerbini ed il nostro Manfredo Pedroni, hanno presentato in data 12 marzo c.a. una interrogazione al Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Parma Dott. Vincenzo Bernazzoli quali azioni intende intraprendere avverso il drastico ridimensionamento delle strutture presenti sul territorio per la raccolta del sangue.

Il ridimensionamento nasce da una verifica prevista dall'accordo Stato – Regioni approvato il 25 luglio 2012 “ Linee guida per l’accreditamento dei servizi trasfusionali e delle unità di raccolta del sangue e degli emocomponenti” che, per la nostra provincia, ha stabilito che su 49 strutture della nostra Provincia solo 19 sono state ritenute idonee mentre in 11 sono state  riscontrato Carenze Tecnologiche e 19 sono state ritenute non idonee.
Se questo verdetto venisse reso operativo assisteremmo alla perdita del "meraviglioso patrimonio umano inimitabile e  indispensabile, costituito dai donatori di sangue, che uniti ai dirigenti delle loro associazioni, fanno della provincia di Parma e la Regione Emilia – Romagna un esempio di altruismo e solidarietà civile".

 Nicoletta Prof.ssa Fanzini,
Presidente
dell'Avis Comunale Fidenza
L'unità di prelievo di Fidenza ha ottenuto l’accredito della propria struttura ma deve abbattere le barriere architettoniche. L'autorizzazione potrebbe quindi venir meno in seguito qualora, nei tempi previsti, non si provvedesse nel senso indicato dalla commissione e nei tempi dalla stessa indicati.
A questo punto ad ognuno di noi, politici compresi, spetta la responsabilità di evitare la chiusura del centro di raccolta visto anche il consistente onere prevedibile che non possiamo pensare possa essere affrontato con le sole risorse proprie dell'Avis Comunale Fidenza.

Il testo completo dell'interrogazione, che evidenzia anche possibili soluzioni, è riprodotto qui sotto. 






2 commenti:

  1. Franco Bifani, donatore AVIS assenteista dal lavoro21 marzo 2014 12:37

    L'unica cosa per cui, dentro di me, mi vantavo e che ho sempre cercato di portare a termine con estrema puntualità, era la donazione di sangue trimestrale; ho iniziato a Salsomaggiore nell'87 e poi ho continuato qui a Fidenza, fino al 2008. Ero orgoglioso di aver meritato ed accumulato tutti i vari riconoscimenti conferitimi dall'AVIS, avendo superato le 80 donazioni. Poi, dal 2008, per un tumore, ho dovuto smettere, ed è stata la rinuncia più triste, molto peggio che non la notizia che mi portavo dentro un cancro. Ogni volta che passo dinnanzi alla sede AVIS, mi-viene un gran magone ed un nodo alla gola. Era bello ritrovarsi per donare il tuo sangue, con il dott. Ghisoni, la grandissima Daniela Betti e gli altri donatori, e fare due chiacchiere con la signora, gentilissima. giù al bar, dove ti "stagnavi" il panino e tracannavi uno scalfarotto di rosso. E lì incontravo spesso Silvio e la Mou. Mi spiace tanto di aver dovuto rinunciare alle donazioni, avrei potuto continuare ancora per un paio di anni. Mi ricordo che, dato che mio assentavo, giustamente, dalla scuola, un paio di volte all'anno, una carissima, generosa ed ignorante collega di Fidenza, una volta, mi aveva detto: "Ma, Franco, non ne stai dando via un po' troppo di sangue, all'AVIS?". Che tesoro, pensava che io ne approfittassi per starmene a casina, un paio di giorni o tre all'anno! Le ho risposto che forse un giorno poteva avere bisogno anche lei, del mio sangue, o di quello di qualche altro donatore. Un saluto affettuoso a tutti i donatori e ai dottori, alle infermiere ed ai dirigenti dell'AVIS fidentino.

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  2. Franco Bifani26 marzo 2014 11:48

    A parziale correzione di quanto sopra da me redatto, posso comunque testimoniare che milioni e milioni di italiani, me compreso,da quasi 70 anni e specialmente da una decina, stanno donando allo Stato, alle Regioni, alle Province ed ai Comuni, non solo il sangue, ma anche la carne e le ossa; e non a fin di bene, ma per ingrassare coloro cui hanno donato, che manco li ringraziano, ma gli fanno gesti dell'ombrello e pernacchie.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi