sabato 26 aprile 2014

La candidatura di Claretta

Ma alla fine ti voteranno anche le zebre. Proprio così, l'umanità di Claretta per chi la conosce, anche poco, è un deterrente che non aspetta certo l'elezione a consigliere comunale per essere apprezzato. 
Questa da quel che capisco è, per Claretta, più che un'avventura è un modo di darsi totalmente alla Fidenza, al Borgo, che ama.
Ma anche i miei sinceri elogi lasciano ora il passo alle sue parole, un inchino.
Ambrogio Ponzi



La candidatura 

Mi dicono che devo presentarmi, almeno per i giovani che non mi conoscono. Orbene: mi chiamo Claretta Ferrarini, sono borghigiana del sasso e sono la più anziana della lista. Di me non si può certo dire ca’n g’ho né fiö, né cägnö, perché ho quattro figli e sono nonna di tre nipoti adulti.

Sono una scrittrice vernacolista e, da una vita, mi interesso alla cultura, al dialetto, agli usi e costumi, al folclore e alla cucina della nostra città, divulgandoli attraverso quindici anni di volontariato alle radio locali, attraverso l’insegnamento nelle scuole; tenendo relazioni pubbliche sul dialetto accompagnate da recital, ovunque venissi chiamata.

Ho dato alle stampe cinque libri su vari argomenti, nei quali ho cercato di dare dignità letteraria al dialetto dotto della nostra isola linguistica, specie con la traduzione delle Sacre Scritture. Tengo a dire che il ricavato delle vendite è andato a sostegno di cinque Associazioni della nostra città.

Sono molto dispiaciuta che i nostri giovani vengano privati dell’importante aspetto culturale che offre la conoscenza profonda, grammaticale ed etimologica del dialetto indigeno, solo perché le famiglie di pochi studenti lo ritengono una lingua che non appartiene loro. E nüätar chi sùmia?
Ho dimostrato il mio legame viscerale con Borgo, anche quando nel 1982 ho accettato di vestire il costume della Maschera della Città creando un collegamento tra i cittadini e le autorità. Per questo pluridecennale lavoro, nel 2012 il Sindaco Mario Cantini ha voluto insignirmi dell’onorificenza di Cittadina Benemerita che ho ritenuto un grande dono.

Ritengo che i fidentini, tali da tante generazioni, abbiano il diritto di primogenitura, beninteso, senza che gli altri debbano soffrire o sentirsi figli di un dio minore. Sono convinta che la politica non vada sfruttata, ma vada esercitata come un atto di libertà per difendere la propria comunità, la quale, però, dovrebbe stabilire che, ad ogni diritto di un cittadino, corrisponde un dovere di ugual misura.

Sono d’accordo nell’aiutare chi ha bisogno, sì, ma fino a quando, il beneficiato, non faccia del suo “bisogno questuante” un mestiere. Non mi piacciono le persone, indigene e non, le quali aspettano che la manna cada dai merli del Municipio ed esorto tutti a muästèr èl ciapi.

Cosa prometto? Änienta. Cosa riuscirò a fare? Ciò che appartiene alle mie competenze, come ho sempre fatto.

Ho scelto di unirmi alla lista di RIGONI quando ho capito che non sarei stata una delle tante pecore in un gregge, menato a dritta e a manca dal pastore e dal suo cane, ma avrei potuto, come ogni altro candidato, esprimere l’amore per la mia Borgo e le mie pur modeste intenzioni.

Claretta Ferrrarini


Ädèssa fè vüätar.  

6 commenti:

  1. Per tutto questo e per altro ancora, noi ti voteremo.

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  2. Se Fidenza sapesse quello che hai fatto per lei, ti voterebbe in massa. Perché non dici tutto?

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  3. Brava Claretta!!!Donna di grande spessore culturale ed umano!
    Sono contenta che tu sia scesa in campo..Fidenza e' con te!!!!!

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  4. Mi piacerebbe conoscere il nome delle persone che si presentano nelle due liste che appoggiano Rigoni. Si sanno già?

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  5. Grazie, vedrò cosa potrò fare nell'ambito delle mie competenze di cultura, usi, costumi, tradizioni locali. La mia specificità di studiosa e insegnante di dialetto continuerà come sempre, mentre terrò lo sguardo sui diritti che spettano squisitamente ai Fidentini e non li perderò mai di vista. Amare la propria città significa, proteggere i suoi figli.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi