domenica 18 maggio 2014

Appello ai candidati Sindaco: una soluzione per Palazzo Arzaghi

L'appello è semplice da formulare ed è già nel titolo, per chi non conosce il Palazzo qui può trovare quel che serve. se poi vuole troverà in questo blog tutta la cronistoria degli ultimi quattro anni.
A. P.
Palazzo Arzaghi  alla fine degli anni '80
A Fidenza Palazzo Arzaghi è la costruzione civile con valore storico che ha conservato meglio la struttura generale e gli ambienti interni. Costruita alla fine del '500 oggi si presenta avvolta da strutture metalliche e teli dopo la messa in sicurezza che il Sindaco Mario Cantini ha imposto alla proprietà dopo un esposto sostenuto da Italia Nostra. 
Ma tre anni passano presto e in strutture come questa possono aver riflessi pesanti in termini di ulteriore degrado. La crisi economica che ha toccato il settore delle costruzioni e dell'edilizia è una ulteriore difficoltà che ha impedito di portare avanti iniziative di recupero. 
La nuova Amministrazione avrà quindi in eredità il problema che è anche un'opportunità. Si parla in questi giorni di cultura nei programmi elettorali, il recupero di Palazzo Arzaghi è un fatto di cultura. 
Questo blog riserva a Palazzo Arzaghi una pagina permanente in cui troviamo la "Relazione storico-artistica" ed i vari passaggi anche burocratici di questi anni, analoga iniziativa è su FB con una pagina titolata "Amici di Palazzo Arzaghi".


Palazzo Arzaghi  oggi

Dicembre 2013: 
la soluzione si fa attendere
e il muro di cinta si sfalda










Dicembre 2010: verso una soluzione 
per Palazzo Arzaghi?
Vedi anche: Fidenza Palazzo Arzaghi
Le nostre continue segnalazioni sembrano finalmente aver ottenuto il risultato sperato. Il palazzo esce dall'abbandono e perlomeno un intervento finalizzato a mettere in sicurezza la struttura è iniziato. Sul lato di Via Frate Gherardo vediamo completata la transennatura dell'edificio e l'impalcatura.
Sul lato di Via Romagnosi, dove il palazzo è separato dalla strada da un cortile interno, è in via di completamento il ponteggio e le colonne a base quadrata del primo piano, la parte apparentemente più delicata, sono state interamente ingabbiate con assi in legno. 
Tutto questo porta a ben sperare circa la conservazione integrale dello storico palazzo nel suo assetto esterno. Quello che rimane ancora incerto è il destino finale dell'edificio  anche se diventa sempre più probabile un ristrutturazione dei locali allo scopo di ottenere alcune unità abitative. Ciò comporterà evidentemente alcuni sacrifici che si sarebbero evitati nel caso di un diverso utilizzo. L'ipotesi di una destinazione museale ad esempio si scontra con l'evidente abbondanza, in rapporto alle esigenze della città, di altri edifici come il Palazzo delle Orsoline e l'ex Collegio dei Gesuiti già di proprietà comunale.  In ogni caso il recupero di Palazzo Arzaghi  migliorerebbe l'aspetto di Piazza Duomo da anni penalizzata.


LA COSTITUZIONE DI UN TAVOLO DI LAVORO
Sarà coordinato dal Comune e riunirà proprietà e Soprintendenza per definire un progetto di recupero dell’immobile

"Fidenza, 12 novembre 2010 – Si è svolto stamani un sopralluogo a Palazzo Arzaghi, alla presenza dell’arch. Madoni, in rappresentanza della Soprintendenza per i Beni culturali e il Paesaggio, dell’arch. Alberto Gilioli, dirigente del Settore Assetto del territorio del Comune di Fidenza, e della proprietà, Cooperativa di Costruzioni con sede a Modena, affiancata da tecnici strutturisti e dal rappresentante dell’impresa incaricata di eseguire gli interventi urgenti di messa in sicurezza del fabbricato.
Pur prendendo atto che rispetto all’ultimo sopralluogo non vi è stato un evidente peggioramento delle strutture, peraltro monitorate mensilmente dalla Cooperativa di Costruzioni, si è ritenuto opportuno procedere al potenziamento della puntellatura nei punti di maggior criticità. Allo scopo la Cooperativa produrrà alla Soprintendenza la comunicazione di intervento urgente, indicando le modalità di messa in sicurezza e la data di possibile termine dei lavori.
La Soprintendenza si è dichiarata disponibile ad effettuare i propri adempimenti in tempi stretti, mentre la società ha richiamato la necessità di procedere celermente alla definizione di un progetto di recupero dell’immobile che sia il risultato di un giusto contemperamento tra l’esigenza di salvaguardia del bene protetto e l’aspetto altrettanto importante e concreto della sua sostenibilità economica.
E’ prevista, già da lunedì prossimo, 15 novembre, la costituzione di un tavolo di lavoro coordinato dal Comune, con la proprietà e la Soprintendenza."
LA RELAZIONE STORICO - ARTISTICA
Palazzo Arzaghi , cosiddetto dal nome dell'antica e nobile famiglia fidentina che lo abitò per più di 300 anni - dalla sua fondazione nel sec. XVI fino all'800 - costituisce una delle ultime sopravvivenze di edilizia storico-monumentale della città di Fidenza (come noto, gravemente danneggiata dai bombardamenti dell'ultima guerra),' e sicuramente uno dei più rari esempi anche in ambito parmense di architettura cinquecentesca, tutt'ora conservato nell'integrità della sua struttura originaria sebbene sia disabitato da molto tempo.
Il palazzo sorge all'inizio di Via Frate Gherardo, nel punto in cui la stretta strada sbocca su Piazza del Duomo e quindi a pochi passi dall'eccezionale monumento romanico-antelamico, e ai sviluppa per tutta la larghezza dell'isolato nel quale è inserito, prospettando con il suo fronte posteriore su Via Romagnosi, ovvero su quella direttrice viaria che oggi corrisponde alla linea degli antichi "terragli", le fortificazioni medioevali di Borgo San Donnino (antica denominazione di Fidenza) costituita da mura e terrapieni, le quali perdurarono fino al 1575, quando i Farnese  dotarono la città di un nuovo e più ampio sistema difensivo.
L' impianto plani-volumetrico del Palazzo Arzaqhi riflette i caratteri tipici dell'edilizia civile del sec. XVI. La pianta, compatta, ha forma pressoché quadrata; ad essa, sul fronte posteriore è aggregata una torretta angolare coronata da robuste mensole in cotto, la quale pare costituire la rielaborazione di una più antica torre appartenente alle fortificazioni medioevali. Inoltre, il palazzo si sviluppa su due piani fuori terra, oltre il sottotetto e lo scantinato, il quale occupa tutta l'area dell'edificio e che parrebbe essere stato ricavato scavando nel massiccio basamento delle mura urbane medioevali, a testimonianza anche di un magistero costruttivo tipico dell'epoca rinascimentale.
La facciata principale su Via Frate Gherardo, oggi in mattoni faccia-vista, ma fino a non molto  tempo fa intonacata, come mostrano i lacerti di intonaco ancora visibili, si presenta come una sobria quinta continua appena interrotta dalla bucature delle finestre rettangolari, disposte su  quattro assi, e dal portone d'ingresso, centinato. Nessuna decorazione particolare, ad eccezione delle due terminazioni a bugnato che "chiudono" da un lato e dall'altro la facciata,e  di una cornice che corre sopra i finestrini del sottotetto.
Il fronte posteriore, invece, appare più ricco e articolato, sebbene le originarie caratteristiche architettoniche siano state in parte mdificate nelle epoche successive. Nella sua primogenia  configurazione, infatti, esso presentava per tutta la sua lunghezza al piano terra un portico ad archi a tutto sesto e copeerto con una serie di volte a crociera su pianta pressochè quadrata, e,  al primo piano, un loggiato, anch'esso ad archi a pieno centro sorretti da pilastri in mattoni. Sia la loggia che il portico (ad eccezione delle ultime due campate) risultano oggi tamponati con muri, al centro dei quali si aprono semplici finestre o porte, ma di entrambi sono ancora perfettamente leggibili la struttura e gli elementi formali.
Infine, completano la parte posteriore la già citata torre d'angolo, che al suo interno contiene la scala a due rampe del palazzo, e una piccola area verde, oggi incolta ma un tempo certo un grazioso giardino, la quale è separata dalla Via Romqnosi da un alto muro in mattoni interrotto da una cancellata affiancata da pilastrini.
L'interno del palazzo, organizzato distributivamente sull'asse del lungo corridoio che dal portone d'ingresso conduce al portico posteriore, conserva ambienti di grande interesse, ancora sufficientemente integri. Secondo la classica disposizione costruttivo-tipologica dell'edilizia civile dei sec. XVI-XVII, le sale al piano terreno si presentano prevalentemente coperte con le tipiche volte a crociera o a padiglione unghiato dalla forma assai armoniosa, mentre al piano primlo si riscontrano sale con soffitti lignei a cassettoni con travi, travetti e assito, la cui tipologia e i cui modi costruttivi si apparentano strettamente ad analoghi esempi in alcuni palazzi di Parma caratterizzati da  decorazioni dipinte di grandissimo pregio (Palazzo Tirelli di Borco San Vitale, Palazzo Borri in Borgo delle Colonne) .
E' da notare che nelle attuali sue condizioni il palazzo non mostra apparati ornamentali visibili; tuttavia, proprio per la sua sostanziale integrità e le caratteristiche formali e tipologiche può  fare legittimamente sospettare la presenza di decorazioni dipinte su pareti, volya e soffitti. Ne una conferma il ritrovamento casuale, avvenuto in tempi recenti, di un tondo ad affresco al centro di una volta, forse raffigurante un angelo o un putto, ma ancora di incompleta decifrazione, perchè tuttora non pulito né restaurato, già attribuibile, tuttavia, alla cultura tardo-rlnascimentale.
Per i suoi caratteri storici e architettonici, dunque, e per la necessità di tutelarne al meglio l'integrità, il Palazzo Arzaghi viene sottoposto alla Legge 1/6/1939. n. 1089.














4 commenti:

  1. La proposta dell’inserimento del Duomo e della Via Francigena nel Patrimonio dell’Unesco è una cosa seria. Vi invito a leggere su internet cosa tutela l’Unesco nella nostra regione. La Cattedrale di Fidenza in quell’elenco ci deve essere. Ha tutti i requisiti.
    Ottenere quell’etichetta servirà ad elevare la cultura della preservazione e della tutela, servirà a imporre alla città una forte riflessione sul suo destino. La domanda che mi faccio è:” Fidenza sarebbe all’altezza di un tale riconoscimento?” io rispondo che dobbiamo e possiamo esserlo. Ma c’è tantissimo da fare. Potremmo noi avere quel riconoscimento con Palazzo Arzaghi abbandonato alla rovina? Potremmo esserlo con alcune parti del centro storico non adeguate a standard europei per l’accesso ai disabili? Unesco con l’ex macello sommerso dall’erba alta? Non pensiamo solo ai finanziamenti legati al circuito Unesco, pensiamo al progetto di città! Città che dovrà vedere unite le forze politiche, civili, religiose, e produttive. Io ci credo.
    Andrea.

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    1. Così cominciamo a ragionare. Forse questo sembrerà nuocere alla tempistica, ma è necessario, già troppa improvvisazione Fidenza ha dovuto subire e vediamo come l'abbiamo ridotta. La città si sta interrogando sui nuovi mostri (non sono solo le torri) senza avere risposte adeguate. Senza queste risposte anche cose lodevoli puzzano.

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  2. Chi ha ridotto Fidenza in questo stato di trascuratezza per le opere artistiche del passato e di cementicazione selvaggia, ha dimostrato di non aver avuto alcun interesse per la cultura. Già il pericolo della costruzione delle ville nella valle dei gelsi e la demolizione di villa Panini, hanno susciato nei Fidentini, amanti della cultura, un notevole sdegno nei confronti di chi ha permesso simili massacri, speriamo che la prossima amministrazione mantenga quanto promesso in campagna elettorale (quasi tutti hanno promesso le stesse cose in proposito).
    Una cittadina ancora fiduciosa.

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  3. Lei Massari guarda le pagliuzze e si dimentica delle travi...
    Si sofferma su un pò di erba alta quando poco più avanti il nostro centro storico, allargato appositamente rispetto al passato per farvi rientrare Torri e tunnel per residenti inesistenti, è lì da vedere. Faccio fatica a pensare che per questi motivi l'Unesco possa dichiaarei il nostro centro storico e il suo Duomo patrimonio dell'umanità...UN- ESCO e me ne vado!

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi