martedì 20 maggio 2014

Cooperativa Di Vittorio: la verità? Dopo, ora cari soci chiediamo solo il vostro voto.

Parliamo della Smart city, parliamo dell'Unesco, dell'erba dell'ex macello ma sui vostri soldi ne parliamo dopo, quando il "dabòn" sarà dimenticato. E' questo che Stefano Tanzi denuncia in questo comunicato. Indica il 25 maggio come data della verità e ne anticipa i termini. Ma non è lui  a dover informare i soci.

Accordo tra banche e cooperativa Di Vittorio?

Pare di si, ma....

Passano i giorni, ma nessuno che dica qualcosa sulla situazione di crisi della Di Vittorio. Nemmeno adesso che pare sia stata accettata l'ipotesi di concordato preventivo e la situazione oggi sembri essere più chiara. Alcune domande sorgono però spontanee: come mai tutti questi odierni paladini difensori della cooperativa oggi tacciono? Come mai tanto silenzio e disinteresse per una così buona notizia? Tutti speravano in una soluzione positiva dello stallo che si era venuto a creare e oggi nessuno che ne parla esprimendo compiacimento e soddisfazione?
Questi sono i miracoli della campagna elettorale dove si può dire tutto e il contrario di tutto senza entrare nel merito delle singole situazioni. Solo slogan e sparate ad effetto. Io risparmio, no io di più. Io regalo, no io di più. Ma come mai nessuno che chiarisca pubblicamente ai soci senza equivoci, senza se e senza ma i temini del tanto agognato accordo?
Si parla di una Fidenza Smart&cool (vai poi a spiegare alla sig.ra Gina cos'è un App e come si usa per parcheggiare!), di rilancio dell'economia, di risparmi, di soldi fermi in ogni dove pronti per essere usati, di cose gratis per tutti, di candidati sotterfugio quando sono altri che si celano dietro coniuge o altro, si è andati in tutti i quartieri e bar della periferia, insomma si parla di tutto ma...non della Di Vittorio. Argomento tabù! Come mai?
Forse che oggi si può dire con una certa ufficialità ai vari soci prestatori che riceveranno in svariati anni (almeno 5) meno della metà dei loro risparmi senza possibilità di appello?
Tradotto:

CARI SOCI AVETE PERSO PIU' DELLA META' DEI SOLDI (VOSTRI) CHE CI AVEVATE AFFIDATO, E' UNA CERTEZZA MA SIAMO SODDISFATTI: POTEVATE PERDERE TUTTO!
Questo è vero, con un fallimento avrebbero potuto perdere tutto, ma ai tanti soci e azionisti, che hanno ritenuto di investire i loro risparmi nella cooperativa perché si fidavano, anziché affidare i loro risparmi ad una qualsiasi banca perchè probabilmente, sempre in fiducia, non erano consapevoli del rischio e non immaginavano che anche le cooperative possono fallire, oggi andrebbe data informazione di questa cosa. La verità in questi casi fa male, anzi malissimo, ma forse conviene fare silenzio e parlarne solo dopo il 25 Maggio...forse...





Stefano Tanzi - Capolista Noi per Fidenza

10 commenti:

  1. Con Tanzi sono tante le cose che ci dividono, ma in questo caso oltre alla chiarezza e al coraggio di affrontare il tema, dice parole sacrosante. In questo caso è molto difficile non dargli ragione.

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  2. Caspita, ma avevo letto male, scusate, ho problemi di vista: Avevo letto, ma pensate un po', che Fidenza diventerebbe una cittadina Vaffancool…Per tutti o solo per alcuni eletti?

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  3. Massari è stato compartecipe nelle scelte fatte dalla coop., tra il 2002 ed il 2006, che hanno portato alla situazione attuale. Con lui tutto un gruppo dirigente, da Giovanni Mora ad altri che hanno usato la Di vittorio per la propria carriera professionale e di casta. Sì di CASTA! Se rileggiamo ancora oggi l'opuscolo commemorativo dei 40 anni della cooperativa, anno 2010, e guardiamo le firme dei vari relatori, comprendiamo il perchè di questo silenzio. Siamo di fronte al più grande crack finanziario accaduto a Fidenza e quel gruppo dirigente intende riciclarsi per governare ora Fidenza. Costi quel che costi.
    Ecco perchè è necessario intraprendere un altra direzione, con umiltà, e senso del bene comune.

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  4. Mi sono andato a leggere su internet quell'opuscolo e rileggendo l'ultima pagina viene da piangere: così recitava

    COMUNICAZIONE
    N.3 - 2010

    IL PRESTITO
    DEI SOCI

    2,30% (netto: 2,01%)
    3,00% (netto: 2,63%)
    3,50% (netto: 3,06%)

    IL PRESTITO SOCIALE È AL SERVIZIO ESCLUSIVO DEI SOCI. IL LIBRETTO DEL PRESTITO SOCIALE NON HA VINCOLI. LE SOMME DEPOSITATE SONO SEMPRE DISPONIBILI. IL TASSO D’INTERESSE MATURA SULL’INTERA SOMMA E NON A SCAGLIONI. NON CI SONO COSTI PER NESSUN TIPO DI OPERAZIONI. I SOCI PRESTATORI SONO ASSICURATI GRATIS CONTRO GLI INFORTUNI GRAVI.

    Una tristezza

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  5. Avrei alcune domande :
    1) Quali sono le banche che si stanno forse mettendo d'accordo con la cooperativa Di Vittorio ?
    2) Anche loro ci rimetteranno piu'della meta'dei soldi ?
    E' importante sapere queste cose cosi' sapremo come regolarci per dove decidere di mettere i ns risparmi in futuro.

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  6. Domande più che legittime, ma come giustamente dice il Sig. Ponzi a queste domande dovrebbero rispondere e informare i soci gli attuali amministratori. La questione pare che si sia chiusa la scorsa settimana, ma tutto tace. Come mai? Dopo viene da pensare che ha ragione chi ha scritto che a qualcuno conviene parlare dopo il 25 Maggio.

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  7. E' ovvio che c'e' una consegna del silenzio su questo tema; ripeto quanto gia' detto pubblicamente: nessuna domanda e' stata fatta nei vari dibattiti sul tema Di Vittorio, e quindi, nessuna autocritica sul modi in cui questa cooperativa e' stata gestita nel tempo.
    Da quel che sappiamo i prestatori riceveranno il 44% del loro credito entro il 2018.
    le banche nn le conosciamo tutte, cerchiamo di sapere.
    credo che le banche siano garantite dalle ipoteche e quindi nn perdono soldi ma li ricevono da qui al 2040 se non sbaglio, con la banca popolare e/r che invece li vuole prima, entro il 2025 sempre se non sbaglio.
    chiediamo informazioni al fine di essere piu' precisi, per quanto questi siano dati che la coop potrebbe anche negarci finche' non siano di dominio pubblico.Gabriele Rigoni

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  8. Caro Ambrogio proviamo a fare un po’ di chiarezza
    Da informazioni ricevute, molto attendibili e che seguono un’infuocata assemblea dei soci della Di Vittorio di ieri sera, parrebbe quanto segue:
    le banche sono sette, ovvero

    Intesa Sanpaolo
    Cariparma/Credit Agricole
    Montepaschi di Siena
    Carige
    Bancamonte del gruppo Intesa Sanpaolo
    Banca Popolare di Lodi del gruppo Banco Popolare
    Banca Popolare dell’Emilia Romagna

    Certezze:
    tutte le banche, per effetto delle varie ipoteche sugli immobili inclusa la “scandalosa” ipoteca sulle proprietà indivise che grida vendetta, non ci rimetteranno nulla a parte gli interessi. Rientreranno di tutto il capitale, ma anche in questo caso pare esserci un problema con una sola banca, la Bper che detiene solo il 3% delle ipoteche per un valore di circa 850.000/900.000 euro, perché mentre le prime sei banche avrebbero accettato la proposta del tribunale di rientrare del loro capitale entro il 2047 la Bper sarebbe disponibile a rientrare ma entro il 2025.
    L’ipotesi di concordato prevede che tutti i vari creditori, quindi soci prestatori e famiglie, imprese, artigiani ect.. prevede una restituzione pari al 44% del capitale investito o delle fatture regolarmente emesse
    In estrema sintesi la situazione dovrebbe essere questa e dal punto di vista tecnico io personalmente mi sento di giudicarlo un ottimo risultato tenuto conto che, mediamente, una simile procedura concorsuale non arriva oltre il 15/20% del capitale investito o dovuto.
    Dal punto di vista morale è uno scandalo, un crack finanziario a Fidenza da circa 75 milioni di euro, i vecchi 150 MILIARDI delle vecchie lire non si era mai visto ed era solamente fantascienza immaginarlo.
    Dal punto di vista pratico ogni socio che ha prestato alla Cooperativa Di Vittorio 10.000 euro se ne vedrà restituiti, senza possibilità di appello in futuro, solo 4.400 di euro a partire dal 2017/2018. Poi verrà messa una pietra tombale su ogni illusione e si capirà realmente di quale scomoda verità si trattava e perché qualcuno ha steso un pietoso velo...anzi silenzio.
    Ciao Stefano

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  9. Caspita che mega fregatura che hanno preso i compagni!
    Anche questa volta concederanno tutte le attenuanti al partito?

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    1. Non credo che i risparmiatori debbano essere chiamati necessariamente compagni, sono invece cittadini e in molti casi miei concittadini.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi