domenica 18 maggio 2014

La candidatura di Silvia

Entra subito nel vivo Silvia Carapezzi, candidata nella lista "Noi per Fidenza " che sostiene Gabriele Rigoni.  In poche righe, si risponde e nel contempo ci dice il perché della sua scelta, quella di partecipare. Il suo profilo che riportiamo più sotto lo leggiamo per sapere di più, per sapere come la scelta di oggi si armonizza con il suo percorso di vita. 
A.P.


Perché mi candido
Per la città che vorrei. Incredula, in questi anni, ho assistito allo sgretolarsi di granitici valori: la cosa pubblica è un bene della comunità. E’ quell’insieme di beni tangibili ed intangibili, prodotti nella storia, anche a prezzo della vita umana,  sul quale poggia il vivere di un popolo.
“for your tomorrow, we gave our today” (per il vostro domani, vi doniamo il nostro oggi): per incoraggiarsi cantavano gli uomini che sbarcarono sulle coste della Normandia e altrove. In tanti sono morti per consegnarci un futuro libero da oppressori e oppressi.
Partecipare con l’espressione del voto; partecipare mettendo a disposizione la propria esperienza;  contribuire a delineare le politiche strategiche del nostro piccolo borgo, per tentare di ricucire lo strappo doloroso tra cittadino ed istituzioni, siano queste di tipo pubblico,  privato o di terzo settore.
In questi cinque anni è stata fatta una politica tesa soprattutto al sostegno della famiglia, alla salvaguardia dei beni della comunità borghigiana: sanità, servizi sociali, servizi ai minori, lavoro, scuola, sport, cimiteri.
Questa linea politica tesa a tenere forte il sistema pubblico che, primo, ha l’obbligo di sostenere i singoli mi ha indotto a rompere l’indugio ed  a  partecipare alle amministrative.
Con la partecipazione civica, vorrei contribuire per un welfare attento al benessere cittadino di Fidenza.
Silvia Carapezzi.

SILVIA CARAPEZZI
Sono nata a Fidenza nel novembre 1964, vivo a Fidenza in via Giotto, 11 e un po’ a Berceto insieme a Martino Squeri di Berceto dal 1997.
Come manager temporaneo collaboro con imprese per export, mi sono diplomata in ragioneria all’Istituto Paciolo.
Come pratica sportiva ho lo sci di fondo e lunghe passeggiate sui monti di Berceto, sono poi attiva nel  volontariato, amo cucinare ed ascoltare musica
Sono cresciuta fino a 14 anni tra le meravigliose colline di Siccomonte, Cogolonchio e Tabiano Castello tra bicicletta, campi fioriti e attività contadine, gatti, cani e numeroso parentado. 
Terminati gli studi intermedi, conservo ottimi ricordi delle mie due esperienze come cameriera a Tabiano.
Deciso che non era quello che volevo fare, dopo occasionali attività amministrative, nel 1985, a 21 anni, ero a Salsomaggiore a fondare una cooperativa insieme ad altre nove ragazze fidentine e salsesi in cerca di lavoro.
E’ così iniziata la lunga esperienza lavorativa nei servizi sociali e sanitari gestiti dal terzo settore.
Ho collaborato con tutte le istituzioni provinciali alla costruzione dei principali servizi sociosanitari del territorio parmense, trasformando in occasioni di lavoro, il processo di terziarizzazione dei servizi alla persona, iniziato dalla metà degli anni ’80 e culminato con il Sistema di Accreditamento dei servizi del Comune di Parma agli inizi degli anni 2000.
Ho seguito le operazioni inerenti la realizzazione del complesso Ospedaliero di Vaio. Ero un componente del Consiglio di Amministrazione di PROSA spa e del comitato tecnico istituito tra le società costruttrici.
La cooperativa fondata nel 1985, partita con un capitale sociale di 100.000 lire complessive (10.000 a persona), ha finanziato nel 2001 la realizzazione dell’Hospice di Vaio per oltre un milione di euro.
In collaborazione con l’Azienda USL e numerose associazioni di volontariato ho contribuito alla ideazione delle azioni di sensibilizzazione della popolazione, al tema delle cure palliative.
Ho concluso il trascorso nel terzo settore, mettendo in pratica con Mario Tommasini il suo ultimo sogno: provare che è possibile per una persona anziana, anche se sola, diversamente abile, residente lontano dal centro urbano, restare in casa propria anziché ricorrere alla casa di riposo. 
Il progetto di Mario Tommasini è stato osservato con grande attenzione anche oltre Alpe grazie ad un libro scritto in lingua tedesca dalla giornalista Dorette Deutch, pubblicato in Germania ed Austria. Il libro si intitola Schöne Aussichten fürs Alter (nota 1), edito da Piper, München 2005. 
In Austria ad Ybbsitz, stanno per essere realizzati alloggi per anziani, ispirandosi all’esperienza di Mario Tommasini.
Recuperando alcuni aspetti dell’esperienza lavorativa pregressa, oggi lavoro in proprio: accompagno il percorso di ingresso in un mercato estero per piccole imprese.
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1
Tradotto: “Una bella prospettiva per l'anzianità. Come un Paese italiano può cambiare la nostra vita

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