giovedì 8 maggio 2014

Ite, lista est! Andate, le liste sono finite... di Franco Bifani


Ite, lista est! Andate, le liste sono finite...

Sono rimasto molto deluso dall'incontro di ieri sera, nel salone parrocchiale S. Michele. 
Alcuni candidati a sindaco trovavano grosse difficoltà nell'esprimersi, per cui, alla fine, annaspavano in un groviglio di frasi smozzicate,  espresse per metà, con un inizio che non si agganciava al finale; mi cadevano le braccia ed altro, e mi era arrivato il latte, ormai cagliato, alle ginocchia. 
Ho persino smesso di prendere appunti, perché era impossibile ed inutile. 
Il filosofo Nardella era conciso -od anche coinciso o circonciso, come dice certa gente acculturata-, ma sognava una Repubblica, ucronica ed utopica, sul modello di quella di Platone. 
La Gambarini, splendida e divina creatura, sospendendo un giudizio politico sui contenuti, ha sciorinato una loquela precisa ed efficace. 
Così anche Massari, che ha, però,  intervallato opinioni e progetti condivisibili, con  citazioni autoreferenziali del suo preterito operato di assessore, ottimo e massimo, lodandosi ed imbrodandosi, e ha intessuto, all'infinito, laudi e panegirici in favore di un organismo inutile, come l'UTV. 
Non ho capito nulla delle proposte dell'Amoruso, tanto erano intercalate ed infarcite da un'ecolalia infinita di "praticamente…diciamo…". 
Gli interventi dei presidenti delle varie associazioni mi sono parse delle stanche omelie, recitate da curatoli, stressati dall'officiare Messe dalle 6  del mattino alle 20 della sera. 
Infine, la scelta di far seguire,  ai discorsi delle autorità invitate, le precisazioni e le proposte dei sei candidati sei, in un rosario tibetano, per più di due ore filate (!), senza un solo attimo di sosta, è stata una vera carneficina della pazienza del pubblico presente.
A me, verso la fine, calava la palpebra; e non avevo bevuto, a cena, abbondanti calici  di vino o di birra, tutt'altro. Ancora oggi, rimango dubbioso, più che mai, sull'attribuzione del mio voto a qualcuno dei sei. 
Si salva, forse, solo Giovanna Galli, semplice e diretta, nelle sue proposte, espresse in un linguaggio alieno dal politichese e mantenute ad altezza d'uomo. 
Altri, invece, hanno perseverato nel presentare progetti a quote stratosferiche ed iperuraniche, invece di contenerle nell'ambito più vivibile della biosfera borghigiana. 
Last, but not least, avrei voluto esprimere un mio umile e deferente saluto alla collega Lina Callegari, ma aveva sfoderato una grinta ed un cipiglio tali, che non ho osato avvicinarla.
Franco Bifani








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