martedì 13 maggio 2014

La candidatura di Franco

Corteggiato da tutte le liste elettorali nel vano tentativo di farlo inserire in quella avversa, Franco Bifani ha rifiutato per un motivo etico: quello di non alterare significativamente, con la sua candidatura, i risultati elettorali. Motivazioni e progetti sono dettagliati nel suo scritto che pubblico integralmente:




Perché non mi candido e nemmeno mi candeggio
di Franco Bifani

 Cittadini di Borgo; io, borgzàno, non lo nacqui, lo divenni, honoris causa. A Fidenza penetrai, da Salsomaggiore, la Ville d'Eaux, 27 anni orsono, clandestinamente, calandomi da un barcone, sulle acque dello Stirone. 
A Borgo, però, sub Grigato Bernazzoli preside, avevo frequentato il neonato Ginnasio, tra i suoi vagiti e ruttini, dal '58 al '60. Ma non ero del sasso nemmeno di Salso; praticamente, sono un vile apolide, concepito da genitori meneghini, con  ascendenze campane e valtellinesi. 
Apolide,non apollineo, ma neanche da buttare nel rudo, come mi ripete la Claretta, da me denominata Clary, mia Sibilla ed Oracolo. 
Fin da giovane, ho sofferto di handicaps mentali e psichici, oltre che fisici, ridotto, dalla furia avversa degli uomini e degli elementi, ad un misero half-man o Halber-mensch, con innesti bionici in vari organi del corpo. 
Sono sposato con una donna-femmina, un'impareggiabile pramzàna DOC; altro elemento a me contrario, tra borghigiani del sasso del Duomo, del legno dei gelsi di Cabriolo e dell'acqua dello Stirone. 
Ho conseguito, probabilmente, una laurea in Lettere Moderne, alla Cattolica di Milano, e poi anche una specializzazione in Psicologia, alla Statale, sempre meneghina, in anni di piombo, tra Curcio e Capanna, tra il '63 e il '75; e sempre con votacci vergognosi.
Ho occupato, abusivamente e indegnamente, cattedre e sedie, nelle Scuole Medie, di vario grado e specie, sempre nel Parmense, dal '68 al 2003, dopo aver condotto supplenze a raffica, dal 1964. Ho due figlie, disperse tra Milano e le colline di Fidenza. 
So usare solo la mente, fornita unicamente di cultura classico-umanistica,  non di quella intellettualoide, sinistrorsa e post-moderna; non so usare le mani e le dita, dai polpastrelli appiattiti, se non per tastierare a più non posso, su un Mac; i polpastrelli, appiattiti, mi ringraziano sentitamente.
Mangio e bevo e dormo poco; preferisco la birra al vino, dormo quattro ore per notte, più una, post-meridiem. 
Abito, vergognosamente, in affitto. Non ho nipoti, se non gatti, di ogni razza, colore  e calore. 
Passo la giornata, fancazzeggiando, tra libri di esclusiva nicchia elitaria e  culturale, programmi TV impegnatissimi, e films d'essai, soprattutto quelli lituani ed estoni, con sottotitoli in islandese.  
Amo cucinare e tutto quanto concerne la cul-in-aria. 
Non sono mai stato iscritto a partiti, associazioni- se non l'AVIS, cui ho donato, per 25 anni, e la Pubblica Assistenza-;  ho votato, per il PSI craxiano, quando ancora mi sembrava che fosse la via ad un socialismo  riformista, dopo egemonie DC -PCI.  Poi, doccia fredda, anzi gelata... 
Credo nei Vangeli, parola di Cristo, molto meno in quelle della Chiesa, ufficiale, ufficiosa e ciellina. Insomma, sono un eretico para-protestante o simil-calvinista, da evitare. 
Non mi sono candidato in nessuna lista, anche se richiesto, perché mi sentirei legato al carro di un padrone. 
Infatti, anche se è vero che sono un bovino, ignorante e cornuto, e dotato di orecchie asinine, lunghe e pelose, voglio però  continuare a pascolare libero, su praterie sconfinate. 
Da non-candidato, pure se orientato verso una certa lista, dove compare l'adorabile Claretta-Clary, farei molto poco, a e per Fidenza, e molto invece non farei. Per il centro, deserto e poco frequentato, non ci sono soluzioni, accade così, in quasi tutte le piccole cittadine. 
Outlet e simili, a Fidenza, se sono frequentati,  specie dai loro denigratori, evidentemente hanno una loro ragion d'essere, ineludibile e ben diversa da quella dei negozi del centro, pur rispettabilissimi, ma forniti di merce a prezzi esorbitanti. 
Restano pur sempre i bar ed i caffè, che io amo tanto, che siano poi frequentati da destrorsi,sinistrorsi o qualunquisti; non però gli sbraiòni, modello Grillo! 
E' bello ritrovarsi, tra amici e nemici, per una tazza di caffè, anche sospeso, alla stricnina, o un aperitivo, analcolico, ma al curaro. 
Per la scuola, da eretico e non-conformista, suggerirei di informare bene i ragazzi sulle vicende contemporanee, più che sui Sette Re di Roma o i Sette Nani di Disney, su Vincenzo Monti e non, invece, anche su Mario Monti. 
E mi raccomando la geografia; ci sono giovani che, al casello autostradale, per andare dove vogliono andare, come chiedevano Totò e Peppino De Filippo, non sanno se prendere la direzione per  Bologna o quella per Milano! 
Spazzerei via da Fidenza falsi mendicanti, sfruttati dalle mafie locali, e nomadi con opzione Tuttogratis, che poi, per ricompensa, ti vengono a rubare in casa e nell'auto. 
Manderei fancazzisti nostrani ed esteri a sfalciare i rami  e le erbacce, che coprono rotonde,  semafori, e dissuasori  di velocità, e a liberare le grate dei tombini, che poi si allaga Fidenza per due gocce in più, ogni volta. 
I medesimi, con culi perennemente incollati su panchine pubbliche, o a braccia incrociate e schiene, con colonna vertebrale in vetro soffiato di Murano, a reggere  sempre i soliti edifici di Borgo, li impiegherei a spalare neve e a pulire le strade, dietro compenso salariale minimo. 
Musica di ogni genere, come a Rio, sui taxi, sui bus, sui treni, puntuali e frequenti, tra Salsomaggiore e Fidenza, con  fermata a Vaio. Divieto assoluto, per  Burgmeister, consiglieri ed assessori, di fare la ruota di pavone e di disdegnare i ricevimenti dei cittadini, che li hanno votati e ne pagano, profumatamente, soprattutto gli errori madornali e marchiani, di cui poi loro si scordano, con velocità sbalorditiva. 
Insomma, per farla breve, poche promesse da mozzo, prima delle elezioni, un buon numero di progetti realizzabili, dopo di esse, accontentandoci di volare alla quota dell'uccello padulo, senza ascese stratosferiche, là dove manca l'aria respirabile e da cui è facile ricadere, con il deretano per  terra, precipitevolissimevolmente. 
Larga la foglia stretta la via, dire la vostra, che io ho detto la mai.
Un saluto particolare ad Ambrogio, mio caro e pazientissimo amico.
Franco Bifani



2 commenti:

  1. Biffino, leggendoti mi sono divertita ed ho pure riflettuto (pensa un po' tu). Da qualche tempo, quando vedo su ogni blog esistente a Borgo et apud, scritti lunghi come un romanzo russo, inorridisco e passo oltre, ma, nel caso in cui la firma sia tua, "lâs brüžèr èl sufrìtt" e mi bevo tutto d'un fiato, "la fujötta" di vino che mi hai ammanito. Brusco e fermo come piace a me. Molte delle uve che hai usato, sono dei miei vigneti. Grazie.

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  2. Sarebbe stato interessante verificare la consistenza, ovvero l'autorevolezza di questo opinion leader che incensa, biasima, reguardisce ecc...
    Ma, forse, è solamente un simpatico grafomane...

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi