mercoledì 7 maggio 2014

Quando tutto era a Km zero: i cinema di Borgo prima di Valentino

Disegno su carta di Ettore Ponzi anni '20
Da vecchi ritagli nel cassetto alcune perle:

CINEMA SERENI - Indubbiamente il primo cinema apparso in Fidenza fu quello del Sig. Ernesto Sereni e Figli che, alcuni giorni prima di San Donnino, piantava le sue tende nel Piazzale dei Divertimenti.
Per quanto ambulante, si presentava assai decorosamente anche per l'imponenza della sua facciata della quale faceva parte un maestoso organo a canne nonché la famosa macchina che dava l'energia elettrica a tutto il complesso.
Questa macchina era un mono-cilindro verticale a petrolio e faceva corpo unico col rimorchio sul quale era stata adattata. Per metterla in moto occorreva riscaldarla preventivamente ed al momento giusto far ruotare a mano i due pesanti volani che comunicavano con la dinamo.
Di questa speciale operazione è rimasto ancor oggi il detto: “Annibale, accendi la macchina!” che era l'ordine dato dal Sig. Ernesto al maggiore dei suoi figli.
Per i films era già tanto se si poteva vedere qualche corsa con le prime automobili, l'immancabile Rocambole oppure Buffalo Bill che sterminava intere tribù di pellirosse senza fallire un solo colpo. In fondo una breve comica a base di torte in faccia o le diapositive del terremoto calabro-siculo del 1908.

CINEMA SPLENDOR - Quando, verso il 1909, il Sig. Mazzocchi e Figli trasferirono cavalli e carrozze nell'attuale magazzino di frutta e verdura del Sig. Stecconi in Via Malpeli, i locali uso stalla e relativo cortile posti nel palazzo detto di Longhi in Via Roma (ora Via Gramsci con ingresso dal secondo portone per chi va verso la stazione ferroviaria, furono adattati ed adibiti al primo cinema fisso di Fidenza. Prese il nome di Cinema Splendor ed era condotto da certi Malvisi e Bottarelli (Ciuin). La sala comprendeva l'attuale magazzino della Val di Taro ed i films che vi si proiettavano non erano ancora tali da allettare il pubblico.
Di questo cinema è rimasto nella memoria il modo curioso per richiamare la gente. Per una buona mezz'ora, un concerto composto di strumenti ad ottone, dava fiato ad ogni sorta di ballabili e siccome l'esecuzione veniva effettuata sul marciapiede della Via Gramsci, ne deriva un baccano tale da far tremare i vetri per un raggio di mezzo chilometro.

CINEMA COPPOLA - Questo cinema era posto nella casa confinante con l'attuale laboratorio delle carni suine in Piazza Matteotti a sud del giardino pubblico ed era condotto dal Sig. Coppola Alfonso e Fratelli. Sulla facciata di questo fabbricato sono ancora visibili le impronte di due locali a terreno: quello di sinistra era l'officina meccanica dei Fratelli Coppola e quello di destra era la sala delle proiezioni. Eravamo ancora lontani dal parlato, tuttavia vi si davano già dei lavori discreti anche perché interpretati da dive di grido come la Borelli, la Bertini, la Menichelli ed altre.
Dei due ordini di posti quello popolare era formato da una ventina di panche sostenute da cavalletti in ferro che, se potevano reggere bene una trentina di persone ciascuna, erano malsicure nel senso della lunghezza perché, volendo, si prestavano ad un poco simpatico moto ondoso.
Di questo inconveniente ne fecero tesoro due Teddyboy di allora certi Silon e Pagnotta i quali, durante lo spettacolo, si piazzavano nel bel mezzo di una panca e, con un crescendo di movimenti studiati, ne provocavano il crollo trascinando a terra tutti gli occupanti.
Al fracasso ed alle imprecazioni dei sinistrati si faceva luce in sala ed il Signor Alfonso, dopo aver aiutato i malcapitati ad alzarsi, faceva uscire i due birbanti per diffidarli e dare loro una energica lavata di capo.
Come parlare al muro: dopo qualche sera di calma, si ripeteva lo scherzetto ed il Sig. Coppola, anche con lo scopo di evitare dannose conseguenze, pensò di far entrare i due a gratis purché lasciassero in pace le panche.
E così fu convenuto ed accettato. Ma la "fantasia” dei nostri eroi non si era esaurita lì. Seduti in mezzo al pubblico, aspettavano il momento in cui la "diva» cadeva nelle braccia dell'amato e quando questi finalmente, stava per baciarla, alzavano un tantino le parti deretane per lasciar partire due secche “virgole” che il silenzio della sala moltiplicava di intensità con l'effetto che si può immaginare.
Nuovo intervento del proprietario che, per stroncare una buona volta ogni loro attività, si decise di regalare a ciascuno l'importo di un biglietto d'ingresso purché se ne andassero a spasso il più lontano possibile.

E quando alla sera qualcheduno si fermava indeciso davanti al cinema, il Signor Alfonso, tutto soddisfatto, si affrettava ad incoraggiarli perché entrassero senza timore assicurandoli con uno scandito: "Avanti, avanti Signori: stasera non c'è né Silone né Pagnotta!”. 

1 commento:

  1. Franco Bifani7 maggio 2014 16:12

    Ambrogio, la tua bellissima lettera, piena di ricordi nostalgici di tempi che sembrano appartenere ad un passato lontanissimo e sicuramente irripetibile, mi hanno richiamato alla memoria eventi che si ripetevano spesso, al Cinema dell'Oratorio Don Bosco, a Salsomagiore, ai tempi di Don Tonini. Lì, la domenica, si ammassavano decine di ragazzetti, che si comprimevano come bovini sul portone. Quando Boselli, il fratello minore dell'attuale diacono di Vaio, apriva i battenti, si rovesciava dentro una massa orribile di schiamazzanti, che rotolavano a terra, tra spintoni e sburlòni. C'erano poi i due fratelli Bifani ed un tipo, del quartiere diS. Antonio, che, ogni tanto, davano una botta alla prima fila di poltroncine, le quali, con effetto domino, cadevano a terra, schiacciando chi c'era sopra seduto. Oppure, ci piazzavamo ai fianchi del pesante tendone di velluto, all'ingresso della sala, e continuavamo ad aprirlo, disturbando, con la luce improvvisa, la visione del film. E Boselli non riusciva mai ad acchiapparci!

    RispondiElimina

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi