mercoledì 18 marzo 2015

Scandalo Equitalia: le conseguenze sui contribuenti


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Ritengo la cosa di assoluto interesse, vista l'alta consistenza di pendenze verso quell'entità., negli anni tanto criticata da essere definita "MOSTRO" e che in molti casi se la sono vista saltare addosso parecchi cittadini che non sono riusciti a far fronte alla mole di tributi pretesi da stato ed altri enti locali.
Germano Meletti
Bufera su Equitalia: decadono i dirigenti, 
e con loro le cartelle esattoriali

Milioni di cartelle esattoriali notificate negli ultimi anni sono a rischio nullità

di QuiFinanza



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LA VICENDA

Per supplire alla carenza di organico dirigenziale, l'Agenzia delle Entrate, qualche anno fa, aveva deciso di promuovere alla qualifica di dirigente ben 767 funzionari, senza prima averli sottoposti a un concorso pubblico, per come invece prescrive la nostra Costituzione ("agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso". La questione, che era stata sollevata inizialmente dal Tar del Lazio, e aveva poi subito uno stop a causa di una legge sanatoria del 2012. Ma su quest'ultima era forte la puzza di incostituzionalità. Tant'è che il Consiglio di Stato aveva rinviato gli atti alla Corte Costituzionale perché si pronunciasse in merito e decidesse, una volta per tutte, se è vero o meno che, in Italia, anche i funzionari del pubblico impiego (così come tutti gli altri dipendenti della pubblica amministrazione) debbano sottostare all'obbligo del concorso per accedere ai posti.

FULMINE A CIEL SERENO

Un vero fulmine a ciel sereno. La tanto attesa sentenza della Corte Costituzionale è uscita: le nomine "fasulle" dei funzionari dell'Agenzia delle Entrate, portati al ruolo di dirigenti senza un pubblico concorso, sono tutte nulle. E, perciò, sono nulli anche gli atti da questi firmati e notificati ai contribuenti.

LA SENTENZA

Per la Consulta non ci sono stati dubbi: chiunque acceda al pubblico impiego lo può fare solo tramite un concorso pubblico e mai, quindi, con una legge di "sanatoria" o con una nomina interna. E ciò vale anche se si parla del tanto temuto fisco. Il succo della sentenza è chiaro: è incostituzionale il la legge del 2012 che, dopo la bocciatura del TAR Lazio della nomina dei funzionari dell'Agenzia delle Entrate a dirigenti, pur senza la qualifica, aveva introdotto una sorta di sanatoria. Insomma, in attesa che fossero indette le normali gare, gli incarichi "a tempo" da dirigente, conferiti a funzionari dell'Agenzia delle Entrate senza i concorsi regolari dovevano ritenersi validi. Il che è palesemente illegittimo per contrasto con la Costituzione e con la norma che impone che, a tutti i pubblici uffici, si giunge solo tramite concorso. (LEGGI QUI LA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE)

LA NULLITA' DI ATTI E CARTELLE ESATTORIALI

Poiché sono state bocciate ben 767 nomine su circa 1000 dirigenti di ruolo, ciò significa che più del 50% delle cartelle che, in tutti questi anni, Equitalia ha notificato agli italiani, sono nulle. O meglio, del tutto inesistenti perché firmate da soggetti che non avevano il potere per farlo e per ricoprire tale ruolo. Insomma, questo significa che tutti gli atti che sono stati firmati dai dirigenti (o meglio, funzionari svolgenti funzioni da dirigenti) potrebbero essere dichiarati "inesistenti" (per mancanza di poteri) dalla giurisprudenza. E, con essi, a cadere sarebbero anche le relative cartelle di Equitalia che sono state notificate sulla base di tali accertamenti.

COME SAPERE SE L'ATTO E' NULLO

Per evitare un ricorso "alla cieca" contro la cartella esattoriale, bisogna innanzitutto verificare che la stessa abbia come presupposto un pagamento chiesto dall'Agenzia delle Entrate e non da altre amministrazioni. Poi bisognerebbe avere la certezza che l'atto a monte sia stato notificato da uno dei falsi dirigenti. Tuttavia l'elenco dei dirigenti privi di potere non è mai stato diffuso ufficialmente. Il contribuente potrebbe tentare di superare l'ostacolo depositando una istanza di accesso agli atti amministrativi e chiedendo di verificare la documentazione inerente alla carriera del dirigente firmatario.

SCADENZA TERMINI

In verità, stando all'orientamento (maggioritario) che ritiene gli atti privi di firma "inesistenti", questo non dovrebbe essere un problema, in quanto si tratterebbe di una nullità non sanabile neanche con il decorso dei termini. Ovviamente, però, ogni tribunale ha la sua interpretazione.

VALE SOLO PER EQUITALIA

Attenzione: la questione riguarda solo le cartelle determinate da atti firmati dall'Agenzia delle Entrate e non, quindi, per imposte locali, contravvenzioni o richieste di pagamento dell'Inps.

1 commento:

  1. Franco Bifani18 marzo 2015 18:58

    Muoia Sansone con tutti i Filistei, crepi Equitalia, con tutti i suoi scagnozzi!

    RispondiElimina

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi