sabato 27 giugno 2015

Estate 2015: Messaggio delle vacanze di Mons. Vescovo


Armonia da ritrovare. Questo è il titolo del messaggio delle vacanze 2015 di Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Carlo Mazza

 Estate 2015
Armonia da ritrovare

     Si apre lo scenario dell’estate come di una lunga e larga panoramica di opportunità. Viene l’estate e il cuore sembra acquistare uno slancio nuovo di speranza, di serenità e di fiducia. Si insinua l’intenzione che il tempo dell’estate sia portatore del compimento dei sottesi desideri che ci abitano e che intrecciano le varie tendenze dei sentimenti, degli affetti, di quanto lo spirito va sognando.

     In tale prospettiva si programmano giorni di vacanza, giorni di riposo, giorni di divertimento, che corrispondono al più profondo anelito di vivere liberi da vincoli di orari, di appuntamenti, di lavoro, perché ormai le nostre giornate, così come sovente le trascorriamo, trasudano di ingombranti costrizioni.
     A ben vedere appaiono “costrizioni” non certo generate da coercizioni imperate, ma legittimate da uno “stile di vita” che ci siamo “liberamente” dati, del tutto coerente con l’organizzazione sociale e gli obiettivi di benessere in cui siamo terribilmente connessi. Questa società e questi obiettivi impongono un prezzo altissimo e alla fine ci consumano. Di qui consegue il bisogno di vacanze, proprio finalizzate al recupero integrale di energie, di spazi e di tempi di libertà individuale e collettiva.
     Detto questo non possiamo non aggiungere che di fatto si rivela essere una libertà che rischia di essere vacua, perché non propizia un autentico riscatto dal peso della fatica di vivere. In realtà se la vacanza viene vissuta in una sorta di totale immersione nel vortice del divertimento sfrenato, non esalta quella desiderata esperienza di distensione liberatoria a cui si aspira, ma si appalesa come un’ubriacatura di sensazioni e di emozioni fini a se stesse.
     A dire il vero, abbiamo bisogno di altro genere di vacanza: di una vacanza che risana e riequilibra l’uomo esteriore e l’uomo interiore, che aiuti a ritrovare l’armonia dello spirito, che è la sapienza del cuore. Quanto si va in cerca di pace, creando una distanza dal bailamme quotidiano, dal chiacchiericcio abituale, dal frastuono politico, dalle notizie di guerra! Si ha bisogno di cambiare “canale” di vita.
     D’altra parte la strettezza della vita relazionale rivela un’emergenza deludente e fonte di disagio. Si tratta di un vero fronte che ci minaccia: in questi anni sono accresciute intolleranza e animosità sociale, tanto che si è raggiunto un livello di competitività esasperata, aperta o latente che sia, da mettere a repentaglio quelle “buone relazioni” che fanno l’uomo “coinquilino” rassicurante e accogliente del vicino, del diverso, del collega, del migrante.
     E’ questo un fenomeno in crescita e preoccupante. Ci induce a ricordare il detto antico “Homo, hominis lupus” che riproduce una condizione di vita a forti tinte di sospetto reciproco. Su questo occorre riflettere e, se si riesce, porvi rimedio. Forse la vacanza ci può avvantaggiare. Nel deporre le armi dell’insulto, della calunnia, della gratuita prevaricazione sull’altro, si dilatano gli orizzonti del bene vivere, e ci si dispone ad una pazienza sociale, ad una benevolenza civile tanto desiderata.
     Di fronte alle difficili condizioni economiche e ai complicatissimi problemi di accoglienza, superiamo i contrapposti egoismi, apriamo l’intelligenza e il cuore, patrimonio della nostra civiltà umanistica e ispirata dal cristianesimo, e cerchiamo di vivere il tempo della vacanza come meritato momento di riposo risanante, di pacificazione vicendevole e di solidarietà.
Buone vacanze!

                                                                                                                 +Carlo Mazza
                                                                                                             Vescovo di Fidenza
file attached   Il testo originale

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