mercoledì 17 giugno 2015

"Esternalizzazione" o "privatizzazione": cosa in realtà resta della biblioteca comunale e dell'annesso Museo del Risorgimento “Luigi Musini”


Lo si chiami "esternalizzazione" o "privatizzazione" resta sempre il fatto che il servizio di gestione della biblioteca comunale e dell'annesso Museo del Risorgimento “Luigi Musini” attualmente gestito dal Comune di Fidenza coinvolgendo in parte la San Donnino Multiservizi - società partecipata al 100% - verrà affidato ad una cooperativa. Se ne è parlato (e deliberato) nel CC di martedì 16 giugno 2015.

L'ingresso principale di
Palazzo delle Orsoline
Le procedure prevedono una gara, ma è auspicabile che sia una nuova cooperativa formata ad hoc dagli attuali dipendenti senza altri soci nella comoda veste amministratori e senza altra cooperativa di riferimento.
E' stato assicurato dall'Assessore  preposto che il servizio, Alessia Gruzza, non subirà scadimenti e gli attuali orari e modalità di apertura rispettati.
L'appalto comprenderà la gestione della Biblioteca “Michele Leoni”, sia nei riguardi del pubblico che nella gestione del patrimonio documentario. Parimenti sarà assicurata l'apertura locali della "Biblioteca o ad essa annessi anche in occasione di iniziative culturali diurne, serali o festive organizzate in collaborazione con il Comune di Fidenza".
Questi ultimi servizi "saranno remunerati a parte su richiesta dell'Amministrazione prendendo come riferimento il costo orario offerto dai concorrenti".
Alla cooperativa è affidato infine il compito di promozione alla lettura e del museo del Risorgimento “Luigi Musini”, "rivolte alle scuole e alla cittadinanza".
Il risparmio per il Comune potrà essere significativo, letto quanto sopra ed anche i conteggi forniti non si hanno elementi di chiaro giudizio visto che non sono stati dettagliati i costi esterni del compenso di  98.000 euro pagati alla San Donnino Multiservizi.
L'Album dei Mille, pezzo unico o quasi

Quel che ancora manca è un progetto che metta a reddito il Museo del Risorgimento, inutile ripeterci l'un l'altro dell'eccellenza delle raccolte e degli oggetti custoditi quando poi la promozione è rivolta solo "alle scuole e alla cittadinanza". Dire questo è considerare il museo come una parete di casa ancorché fruibile a livello cittadino. 
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6 commenti:

  1. Gabriele Rigoni17 giugno 2015 23:23

    Ambrogio buonasera. Buona sintesi di quanto successo ieri sera e di quanto sarebbe auspicabile accadesse ma che non accadrà.
    Forse puoi spiegarmi tu come mai tanto accanimento sul termine "privatizzazkone" dei servizi...Gallicani ieri uscendo mi ha detto che fosse stato usato il termine da me e indicato come alternativo (esternalizzazione) sarebbe stata tutta un altra cosa....lui le privatizzazioni non le fa passare ma le esternalizzazione. ..si...mi sai dare una spiegazione?

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    1. Buonasera. Basterebbe citare la pillola di saggezza cinese "dimentica le parole ed afferra il senso", ma a quanto pare è un esercizio difficile in un consesso comunale. Giocare dando un segno buonista ad una parola è indice di imbroglio. Alla fine degli anni novanta la parola che riempiva menti e cuori era "globalizzazione" oggi ne vediamo i limiti, non solo economici. Per quel che riguarda il caso specifico, se tu avessi usato esternalizzazione l'attenzione si sarebbe rivolta magari all'avere o non avere la cravatta.

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  2. Ragazzi poche balle, che ne dica il buon Peace&Love Gallicani, qui si è deciso di privatizzare un servizio che fino ad oggi è stato gestito dal pubblico. Sulle procedure di gara bisognerà vedere il bando come sarà pubblicato, ma una "vecchia talpa" dell'amministrazione dice di stare in guardia.
    Il sarto spesso realizza e confeziona abiti fatti su misura...

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  3. Le privatizzazioni sono di destra, le esternalizzazioni, invece, di sinistra, ossia come zuppa e pan bagnato; ma siamo al puro nominalismo! Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra…Sulla parete di una piccola costruzione nel retro del Palasport locale, da un anno, c'è ancora la scritta, in vernice bianaa: Beppe gay! Gallicani mi aveva assicurato che sarebbe venuto lui stesso, a cancellarla; ma forse solo se ci avessero dipinto: Beppe culattone o culano. Gay è di sinistra., come l'Arci-Gay.

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  4. Ma se il Comune privatizza o esternalizza tutto, a lui cosa rimane da gestire? La sarà mîa dvintäda 'na mänera per südèr äd menu anh?

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  5. Forse sarebbe meglio che fosse il pubblico a gestire molte cose però poi bisognerebbe essere coerenti e non lamentarsi delle tasse. Per i termini usati poi a me sembra che privatizzare ed esternalizzare non siano per niente la stessa cosa perché se la biblioteca pubblica viene gestita da un privato per un periodo limitato contrattualmente è diverso dal vendere a un privato la biblioteca stessa! O sbaglio?

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi