mercoledì 22 luglio 2015

Demetrio Emilio Cassi borghigiano di nascita, “soldato di ventura per necessità e musico per vocazione”

Emilio Demetrio Cassi, nato nel 1871 a Borgo San Donnino,
eroe a Cuba, spianò a 
Theodore Roosevelt la corsa alla
presidenza degli Stati Uniti. Ricostruita la sua storia.

Emilio Demetrio Cassi

Quella che stiamo per raccontare è la storia avventurosa di un personaggio davvero singolare. Si tratta di un nostro concittadino, Emilio Demetrio Cassi, nato nel 1873  e poi emigrato in America dopo essere stato a Montecarlo, Parigi, Algeri e perfino nelle file della Legione Straniera in Dahomey.  E’ passato alla storia come il “il trombettiere di Roosevelt” e le vicende che lo riguardano sono state ricostruite proprio a partire da un’intervista che il Presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt, rilasciò nel 1904 al giornalista Ugo Ojetti, allora corrispondente dall'estero de “Il Corriere della Sera”.  ............

La storia di questo borghigiano, illustre all'estero quanto sconosciuto in patria, è la sorpresa che "il Risveglio", in distribuzione da domani, ci regala prima di andare in vacanza per alcune settimane.
La lettura ci porterà in luoghi lontani in tempi altrettanto lontani, alla fine la nostra curiosità più che appagata si sentirà stimolata, almeno così spero per voi, perché pensando a me è così. 
Quante volte abbiamo visto immagini come questa sotto, ripresa in mille modi anche dalla pubblicità cinematografica, ebbene se al centro troviamo l'allora colonnello e futuro Presidente degli Stati Uniti, Theodore Roosevelt sulla destra è il nostro Emilio Cassi, l'eroico “trombettiere di Roosevelt”.

Scrisse nel 1904 il  “Il Gazzettino” di Bergamo : “Il Presidente Roosevelt ricordava con parole di calda simpatia l'episodio del trombettiere italiano che, mentre lo seguiva suonando la carica, avendogli una palla spezzato due dita della mano che reggeva la tromba, trasse di tasca il fazzoletto e avvoltone le dita sanguinanti riprese a suonare ed a correre.” 
L'episodio avvenne a Saint Juan a Cuba (senza dubbio il più importante fatto d’armi della guerra ispano-americana a Cuba scoppiata nel 1898).

Ma ora vi lascio alla lettura dell'articolo e, come nel mio stile, ringrazio il signor Mario Sigismondi di Trescore (BG) per la preziosa segnalazione che ha dato il via alla ricerca e il direttore de “il Risveglio”, don Mario Fontanelli, per avermi aiutato a dare appropriata veste giornalistica al presente lavoro.

Ambrogio Ponzi


2 commenti:

  1. Ah, Il Risveglio, che giornale... Se non ci fosse , lo si dovrebbe inventare; non voglio assolutamente perdere questo numero. La vicenda mi ricorda anche quella di quell'italiano, unico sopravvissuto all'ecatombe di soldati blu, comandati dal generale Custer, massacrati daimSioux.

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  2. Franco, per cortesia. "uccisi" può bastare. I Sioux si stavano solo difendendo. O li vuoi far passare solo come selvaggi??

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi