sabato 31 ottobre 2015

Il filare dei gelsi di Cabriolo dieci anni dopo

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Si presentava così il filare di gelsi del Cabriolo
 alla fine d'ottobre di dieci anni fa in una foto di
Marisa Guidorzi.

Stagione di prosa 2015-2016 al teatro Magnani

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Presentato questa mattina il cartellone della stagione di prosa 2015-2016.
Nel proporlo alla vostra attenzione riprendo le parole di Alessia Gruzza, Assessore alla cultura:

Nicola Di Roberto – Il tenente pittore morto a Wietzendorf

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Di Roberto NicolaTra i Caduti sepolti nei cimiteri militari italiani in Germania abbiamo avuto modo di conoscere Di Roberto Nicola, pittore internato a Wietzendorf, prigionia che condivise con Ettore Ponzi e con il pittore parmigiano Arnaldo Spagnoli.


Ora una pagina del sito web Dimenticati di Stato compare questa breve biografia che integralmente riportiamo insieme ad alcune nuove tele del pittore .




Di Roberto Nicola fu Roberto, nato a Popoli (Pescara) il 27 maggio 1883, rappresentante di commercio (ma la sua vera passione era la pittura) viveva a Milano, in Viale Romagna, 46. Si era sposato nel 1930 con la triestina Luigia Stein, a Cerchio (L’Aquila) – un piccolo comune dell’abruzzo marsicano – dove aveva il cugino Parroco (Don Salvatore). Tenente presso il Quartier Generale, venne fatto prigioniero dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 ed internato nell’Offlager 83 di Wietzendorf/Soltau (Bassa Sassonia) con numero di matricola 28334. 
Morì a Wietzendorf il 4 settembre 1944 alle ore 19.35 per malattia (pleurite purulenta) e venne inumato in prima sepoltura nel cimitero del lager (Offlager 83 Friedhof), nell’angolo sinistro estremo del camposanto. Nella seconda metà degli anni ’50, il Ministero della Difesa lo fece esumare e traslare ad Amburgo nel Cimitero militare italiano d’onore (Hauptfriedhof Öjendorf). 
La sua tomba ad Amburgo si trova alla posizione tombale: riquadro 1 / fila K / tomba 31. Fonti: Ministero della Difesa, Ufficio Informazioni Vaticano per i Prigionieri di Guerra (testimonianze dei Cappellani Militari Don Luigi Pasa e Don Josè Cottini), Archivio Anrp, Deutsche Dienststelle (WASt), Mario Tammaro.
Sotto, alcuni quadri del Tenente Di Roberto (immagini inviate da Mario Tammaro)


venerdì 30 ottobre 2015

Firenze e Fidenza: due città, un architetto

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"29/10/2015 – Apre oggi a Firenze il nuovo Museo dell’Opera del Duomo che conserva la maggiore collezione al mondo di scultura del Medioevo e del Rinascimento fiorentino.
750 opere tra statue e rilievi in marmo, bronzo e argento, tra cui capolavori dei maggiori artisti del tempo: Michelangelo, Donatello, Arnolfo di Cambio, Lorenzo Ghiberti, Andrea Pisano, Antonio del Pollaiolo, Luca della Robbia Andrea del Verrocchio e molti altri ancora. Oltre 200 opere visibili per la prima volta al pubblico dopo il restauro, tra queste la Maddalena di Donatello, la Porta Nord di Lorenzo Ghiberti per il Battistero di Firenze e i ventisette pannelli ricamati in oro e sete policrome su disegno di Antonio del Pollaiolo. Nel nuovo Museo troveranno posto anche molte opere mai viste prima o conservate nei depositi per decenni, come le quindici statue trecentesche e quasi settanta frammenti della facciata medievale del Duomo. 
L’Opera di Santa Maria del Fiore ha investito 45 milioni di euro di risorse proprie nella realizzazione del nuovo Museo. Direttore e autore del progetto museologico è Timothy Verdon, mentre il progetto architettonico è di Adolfo Natalini e Guicciardini & Magni architetti.

............................. "

"I sapori e i colori della tua terra" in questo progetto della Media Zani

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Appuntamento, come da programma, oggi alla porta occidentale di Borgo con la Scuola Media Zani, che ha eletto per un giorno l'antica torre in Torre della Vita unendo in un unico simbolo l'esaltazione di un bene storico ed il cibo.
L'accostamento trova il suo significato in queste quattro righe:

“I SAPORI E I COLORI DELL’EXPO
SI RICORDANO PER QUALCHE SETTIMANA,
I SAPORI E I COLORI DELLA TUA TERRA,
SI RICORDANO PER TUTTA LA VITA”

       (dal diario personale di un alunno della Scuola Zani)

"Scherzetto dolcetto" il Consiglio Comunale è rinviato

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Anticipando di fatto la notte di Halloween i nostri Consiglieri se la fanno e se la dicono.
Tutto sulla Gazza di oggi. 

La notizia
Per ragioni indipendenti dalla mia e dalla vostra volontà il preannunciato Consiglio Comunale del 29 ottobre 2015 è stato rinviato al 4 novembre alle ore 17.30 con lo stesso ordine del giorno.

Claretta nel Comitato Scientifico regionale per la salvaguardia dei dialetti

3 commenti:
Claretta: una vita in dialetto per il borgo
Un percorso accidentato tutto in salita con strappo finale, trainato da Silvia Carapezzi, è stato quello che alla fine ha portato Claretta Ferrarini nel 
"COMITATO SCIENTIFICO PER LA SALVAGUARDIA, LA VALORIZZAZIONE E LA TRASMISSIONE DEI DIALETTI DELL'EMILIA-ROMAGNA DI CUI ALLA LEGGE REGIONALE 18 LUGLIO 2014 N. 16 ART. 5"".

Grazie alla pronta segnalazione di Manfredo Pedroni, allora Vicepresidente della Provincia di Parma, all'indomani dell'approvazione della Legge Regionale N. 16 del 18 luglio 2014 questo blog ha pubblicato l'articolo "L'assist di Manfredo ad Errani in zona cesarini" dando di fatto il via al percorso di cui parlavamo all'inizio.

Halloween al centro della psiche

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Il racconto d'orrore danzerà
fino al centro della tua vita
e troverà quella porta della stanza segreta
di cui solo tu credevi di conoscere l’esistenza.
Danse Macabre, Stephen King
Camminavo lungo la strada...
quando il sole tramontò,
il cielo si tinse, all’improvviso, di rosso sangue,
mi fermai, mi appoggiai, stanco morto, a un recinto.
Sul fiordo nerazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco
...e io tremavo ancora di paura
e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura.
Edvard Munch
Attendendo Halloween

La casa non era isolata, non era l'ultima, in fondo a quel viale, non era munita di finestre che ridono, tra ombre spettrali e silenzi cimiteriali. Sorgeva, oscenamente normale, in una rientranza della strada; dietro, alberi neri, agitati, senza sosta, da un vento pernicioso.

mercoledì 28 ottobre 2015

Fabio Bonatti porta le streghe davanti al Duomo

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Prosegue l'opera di valorizzazione del nostro Duomo in vista dell'ormai imminente inserimento nel patrimonio Unesco. 
Dopo gli eccessi delle notte della festa patronale, culminati col petardo in bocca al leone, ora  "per chi vorrà celebrare la serata delle streghe, la festa proseguirà fino a tarda ora con Dj set e buffet a tema in piazza Duomo".

martedì 27 ottobre 2015

Un itinerario letterario-musicale venerdì pomeriggio a Fidenza

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La Scuola Zani conclude venerdì 30 un percorso didattico legato al tema dell'EXPO e alle celebrazioni fidentine di questo mese di ottobre, coinvolgendo la città tutta in un itinerario letterario, musicale e di danza per le vie cittadine. Programma e finalità sono ben spiegate in questo pieghevole/invito che, senza aggiungere altro, pubblico qui sotto.  

Unione Terre Verdiane, l'ultima maratona politica

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Primavera Fidentina, il raggruppamento politico più attivo fuori dall'ambiente consiliare, si interroga sull'opportunità di chiudere definitivamente l'esperienza dell'Unione delle Terre Verdiane. La argomentazioni le troviamo in questo articolo di Giovanna Galli che integralmente riportiamo integralmente così come ci è stato girato.

lunedì 26 ottobre 2015

Il Futuro lo scriviamo insieme: il PD "contromoziona" i migranti

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Visualizzazione di

Al punto sette dell'ordine del giorno 
del Consiglio Comunale di giovedì 29 settembre  troviamo: "7.Mozione protocollo n. 28222 avente ad oggetto: “Mozione sul fenomeno migratorio”."

La dura battaglia che il consigliere Marco Gallicani ha, nell'ultimo Consiglio Comunale, portato alla Mozione avente lo stesso oggetto presentata da Francesca Gambarini e condivisa in aula dagli altri consiglieri di minoranza, non ha certamente fatto onore al Consiglio Comunale. 

La Regione: basta chiacchiere io trivello

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concessioni minerarie
Osservando la mappa diffusa dagli uffici del Ministero per lo 
Sviluppo Economico  si vede che la provincia di Parma 
è interessata a 7 permessi di ricerca che verranno agevolati.

La Regione difende la ripresa delle trivellazioni in Emilia-Romagna alla ricerca di idrocarburi anche se "promette" che non concederà permessi di ricerca o di estrazione nelle aree colpite dal grande sisma del 2012. Nel parmense come in tutta la Regione i pozzi potranno riprendere a lavorare dopo la sospensione della primavera del 2014. Il nostro comune è direttamente interessato alla concessione Santa Margherita ma eventuali effetti negativi possono essere indotti dalle altre concessioni sia parmensi che piacentine.

“Solo dopo aver avuto queste certezze scientifiche, la Regione – dice l’assessore Costi – ha revocato la sospensione delle nuove attività estrattive. Pertanto ad oggi non è stata autorizzata alcuna nuova attività di trivellazione, ed è assurdo individuare questo come causa delle scosse dei giorni scorsi. E proprio perché ci atteniamo ai dati scientifici e al principio di precauzione che le prossime autorizzazioni saranno date solo previa assoluta garanzia in materia di sicurezza, controllo, monitoraggio, difesa dell’ambiente e trasparenza, come da accordo siglato con il MIse. Ricordo anche che abbiamo ribadito il nostro no alle tecniche di estrazione ad alta pressione – il cosiddetto fracking – e al progetto di stoccaggio gas di Rivara”.

Vedi anche:
Fidenza trivella, il Consiglio Comunale è d'accordo



I pilastri portanti del Duomo di Fidenza

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Se ci si distoglie un attimo dalla semplice visione incantata della facciata del Duomo ci si può porre anche la domanda sui fondamenti spirituali ed intellettuali della facciata stessa.
Non sono sempre teste coronate o teste aureolate che già conosciamo. 
Più densa di significato, anche sul piano prettamente iconografico, è la  testimonianza “fidentina” di Raimondo Zanfogni detto Palmieri è il “Raimundinus vilis” scolpito nell’acroterio del portale di destra del Duomo di Borgo, forse la più antica immagine esistente di Raimondo Zanfogni che vediamo nell'immagine di apertura di questo post. 
Un profilo del singolare personaggio la possiamo trovare in questo articolo di Mino Ponzi pubblicato sul blog Fidenza Arte il 3 gennaio 2014 dove si dice:
"L’intrepido amico dei poveri e diseredati, “pauperum pater”, che, come ricordano i suoi biografi, non esitava a scagliarsi contro i soprusi dei potenti e l’avarizia dei ricchi (“Aiutateci, cristiani duri di cuore e crudeli…”), è qui rappresentato senza la croce, apparentemente accovacciato sul tetto di un edificio a capanna, forse una chiesa-santuario in ricordo dei suoi pellegrinaggi. Ha come semplici attributi l’abito con il cappuccio dei pellegrini medievali, il bastone da viaggio e la gerla del pane sulle spalle, simbolo quest’ultimo della sua accesissima carità....."


sabato 24 ottobre 2015

PD e Lega pellegrini sulla Francigena

3 commenti:

Risulta più faticoso l'iter burocratico per il riconoscimento di un cammino metastorico come la Via Francigena che percorrerla tutta pedibus calcantibus. 
E' questo che ci è dato da capire in questa "Risoluzione" (vedi più sotto)
 sottoscritta da consiglieri regionali del Pd e della Lega ed approvata dall'Assemblea regionale che prevede di:

  • completare la mappatura dettagliata dei cammini sacri esistenti sul territorio regionale, 
  • sostenere e valorizzare il tratto emiliano-romagnolo della via Francigena e gli altri cammini presenti nella nostra regione, 
  • concorrere a promuovere il riconoscimento del Guado di Sigerico, della Via Francigena e del Duomo di Fidenza quali siti Patrimonio Unesco e valorizzare il territorio in vista del Giubileo. 

venerdì 23 ottobre 2015

Consiglio comunale del 29 ottobre - le Mozioni fanno il pieno

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L'ordine del giorno, dopo le formalità di rito e qualche fuori orario, prevede la discussione e l'eventuale approvazione di cinque Mozioni tutte interessanti.
La prima, ma non solo la prima, è di rilevante attualità e la troviamo al quinto punto dell'ordine del giorno.
Che ci sia da "lottare contro le infiltrazioni mafioso" lo ripetiamo da decenni pensando a realtà sociali lontane da noi, ora a forza di pensarle lontane sono venute loro a far visita alla nostra regione mettendoci le radici.

Scuola Zani, il corteo spettacolo del 30 ottobre

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ALIMENTARE IL PIANETA – ENERGIE PER LA VITA
La torre medievale  per un giorno  sarà “LA TORRE DELLA VITA”
Una iniziativa della scuola media “PIETRO ZANI” di Fidenza
 
Numerose le iniziative in programma
Scuola Zani, un “cantiere” sempre aperto
Prossimo appuntamento il corteo/spettacolo del 30 ottobre

La Scuola Media Zani si conferma un “cantiere” sempre aperto: alcune classi hanno aderito alla "Gran Fiera di San Donnino” con un progetto ispirato quest’anno all’Expo 2015, intitolando l’iniziativa “LA TORRE DELLA VITA”, attività che ha lo scopo di esaltare, oltre ai beni storici della città, anche i prodotti gastronomici che ogni giorno consumiamo.

mercoledì 21 ottobre 2015

I cent'anni di Mons. Loris Francesco Capovilla

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Il cardinale Loris Capovilla (Foto Sir)
Durante la seconda guerra mondiale presta servizio militare in aviazione.
L'armistizio (1943) lo coglie all'aeroporto "Natale Palli" di Parma.
Si ricorda tuttora la sua opera umanitaria intesa a sottrarre quanti
 più avieri possibili all'internamento in Germania.
 
Pubblichiamo più sotto l'intervista rilasciata da Mons. Loris Francesco Capovilla al giornalista Riccardo Benotti in occasione del compimento dei suoi cento anni. Il cardinale è stato nelle nostre terre all'inizio della sua missione sacerdotale ebbe anche un rapporto diretto con la nostra città come racconta lui stesso in questo mio filmato del 8 giugno 2011 in occasione della visita al presule di un folto gruppo di fidentini.
A. P.

Una giornata importante per il nostro dialetto

4 commenti:

Un anno fa, il 28 ottobre 2014, avevamo pubblicato in anteprima alcuni stralci del voluminoso Cap. 1° “BREVI NOTIZIE” del Dizionario Etimologico Borghigiano sulle cui carte Claretta ha trascorso parecchie notti. 

Viaggio al termine dell'Europa

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Il rabbino Di Segni: Noi ebrei esempio di integrazione
Rabbino Capo Riccardo Di Segni
Carissimo Ambrogio,
ho letto, con un certo sgomento, l'intervista, rilasciata dal rabbino di Roma, Di Segni, ad una giornalista de “L'Espresso”
Egli ha rilasciato alcune dichiarazioni, fra le altre cose, circa la duplice emergenza delle guerre di religione e delle migrazioni di popoli.

Gli autunni di Marisa

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Ottobre è mese d'autunno, novembre e dicembre poi seguiranno, ma, dopo l'estate di mezzo autunno, nel tempo d'Avvento, già s'attende l'inverno. 

Marisa è tornata su alcuni luoghi visitati dieci anni fa e ne trae questo album di foto che propongo nel raffronto dei due anni, non prima tuttavia di aver sentito la sua impressione.

lunedì 19 ottobre 2015

Il Duomo e il Borgo in alcune composizioni o poesie di fidentini illustri

5 commenti:
Pubblichiamo la raccolta di composizioni lette durante la presentazione al teatro Magnani del nuovo lavoro di Fausto Negri "Gloria Martirio e Profezie ..." che proponeva una originale lettura della facciata del duomo
L'interesse suscitato da queste composizioni letterarie a carattere tematico, il nostro duomo o, più in generale, il nostro borgo, ci ha suggerito  di riproporre integralmente la raccolta in questo blog. 
Come possiamo vedere prevale negli autori la nostalgia per la propria città. In un solo caso, quello di Lino Cassi, l'approccio è più diretto, non filtrato dalla lontananza.
Particolare impressione ha suscitato l'ultimo scritto, quello di Aldo Bussolati, che non è propriamente una poesia.

Per chi non ha paura di ripensarsi: “Cinema e fede” riparte presso l’auditorium di s. Michele per un terzo ciclo

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Cristeros
S. Michele, nel nuovo ciclo “Cristiada”
sulla 
mattanza dei cattolici in Messico

La rassegna dal titolo “Cinema e fede” riparte presso l’auditorium di s. Michele per un terzo ciclo che si apre con un film proiettato finora solo nei grandi capoluoghi regionali e, quindi, ancora inedito nelle sale di provincia. 
Si intitola “Cristiada” e lo ha diretto il regista Dean Wright in base a un soggetto originale di Michael Love con le interpretazioni di attori famosi come Andy Garcia, Peter O’ Toole e Eva Longoria. Racconta la storia dei “Cristeros”, i cattolici messicani costretti tra il 1926 e il 1929 a prendere le armi contro il presidente massone Plutarco Calles che li aveva privati della libertà religiosa. 

sabato 17 ottobre 2015

'Cena Romana': un evento dedicato al liceo classico e al cibo di Roma antica.

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Anche quest'anno, come quello precedente, il Liceo G. d'Annunzio organizza la 'Cena Romana': un evento dedicato al liceo classico e al cibo di Roma antica.
A differenza della scorsa edizione, però, quest'anno i piatti, cucinati dai ragazzi dell'Istituto Superiore G. Magnaghi, saranno preparati secondo la tradizione latina, con la presenza eccezionale dello chef Massimo Spigaroli, autore di un dolce dedicato al Liceo G.d'Annunzio.


Cosa bolliva in pentola a casa di Orazio e di Virgilio?

venerdì 16 ottobre 2015

Mondo Piccolo e Mondo Grande, un'esposizione ed un'idea

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Nei locali del Palazzo Orsoline recentemente resi decorosi e quindi restituiti alla città è stata inaugurata oggi, 16 ottobre 2015, l'esposizione " dal Mondo Piccolo al Mondo Grande" che nasce da un'idea di Gianandrea Bianchi. Come ci dirà poi nella presentazione lo stesso Gianandrea, l'esposizione vuol essere un primo momento, un'anteprima come recita il manifesto, di un progetto più ampio che negli anni futuri potrebbe fare del nostro "mondo piccolo" fidentino la capitale dell'umorismo grafico.

“Fidenza sotto le bombe”

2 commenti:
A cinque anni dal doloroso evento "il Risveglio"
ricorda quel maggio di morte e distruzione
Presentato il 7 ottobre al Magnani a cura di Alberto Campanini, Valentino Straser e Giampaolo Raschi
“Fidenza sotto le bombe”, immagini che commuovono
ancora il pubblico: ma nessuno ha citato mons. Giberti

Un conto è vederle sfogliando un vecchio album o un libro di memorie, un altro è vederle scorrere davanti agli occhi in una sequenza drammatica che prende alla gola lo spettatore e riaccende nel cuore emozioni mai sopite del tutto. 

giovedì 15 ottobre 2015

Cabriolo: un'opportunità per rilanciare il tratto urbano della Via Francigena

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Posta ormai ai limiti dell'espansione urbana la collina di Cabriolo si rivela sempre di più il secondo luogo, dopo la cattedrale, che conserva rilevanza lungo il tratto fidentino della Via Francigena. Altre frammentarie evidenze sono rintracciabili ma ormai ridotte a supportare la toponomastica dell'antico percorso. 

Cabriolo non cessa mai di stupire

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Particolare della crocefissione San Giovanni Evangelista
Da sempre oggetto di attenzione da parte di studiosi, ricercatori, studenti e semplici appassionati, l’antica chiesa di Cabriolo non cessa mai di stupire. Ci riferiamo in particolare al restauro in corso degli affreschi tardogotici che ornano la parete di sinistra, raffiguranti la Crocefissione, vari santi e una rarissima immagine della Santissima Trinità ispirata dal racconto biblico della visita dei tre messaggeri celesti ad Abramo.

Dai primi saggi di pulitura, eseguiti dalla restauratrice Francesca Ghizzoni con la direzione scientifica di Mariangela Giusto della Soprintendenza ai Beni Artistici di Parma, emerge, infatti, una qualità pittorica più alta di quanto si potesse immaginare, uno stile caratterizzato da morbidi effetti chiaroscurali e da un delicato, quasi calligrafico, tratteggio che conferisce espressività ai volti ed esalta la gestualità dei personaggi.
Particolare della crocefissione
Osservando più attentamente gli affreschi, di datazione ancora incerta tra la fine del Tre e l’inizio del Quattrocento, si possono notare poi alcuni indizi interessanti: sottigliezze formali e particolari fisiognomici che farebbero pensare a una certa vicinanza con la santa Lucia firmata da Bartolino da Piacenza, nel quarto nicchione del Battistero di Parma, ovetroviamo la stessa impostazione larga e tondeggiante che a Cabriolo caratterizza i volti dei tre angeli di Abramo, la stessa acconciatura, il fine contorno degli occhi a mandorla, il naso sottile, la bocca serrata, con il labbro inferiore appena pronunciato, l’ampia scollatura, le lunghe dita affusolate, per non dire delle lumeggiature bianche, che danno profondità ai volti.
Ma purtroppo, oltre al dipinto del Battistero di Parma, databile 1360 circa, non si conoscono altre opere certe di Bartolinus de Placentia, pittore “per niente trascurabile”, che evoca Tomaso da Modena (M. Ferretti).

San Michele arcangelo
pesatura delle anime
La collocazione del ciclo di Cabriolo nell’ambito emiliano – piacentino è comunque abbastanza verosimile, come sembrano suggerire la resa schematica dell’anatomia del corpo esanime di Cristo, caratterizzato dall’addome rigonfio e dalle braccia sottili e allungate sulla croce, ma anche le pieghe del perizoma, molto simili a quelle che compaiono in un analogo dipinto dell’Abbazia di Pomposa già attribuito al bolognese Andrea de Bruni; altri elementi interessanti, oltre alla decorazione geometrica che sta emergendo dal fondo scuro dei dipinti, sono le frange svolazzanti che spuntano dalla veste di san Michele arcangelo, come in un affresco della seconda metà del Trecento conservato presso la Pinacoteca di Parma, e infine l’ andamento tortuoso del lungo cartiglio, che avvolge la slanciata figura di san Giovanni Battista dalla chioma raggiata.
Probabilmente, l’autore dei dipinti va cercato nella cerchia dei collaboratori o epigoni piacentini di Jacopino e Bartolomeo da Reggio, cui la critica concordemente assegna lo stupendo ciclo di San Giorgio, oggi del Museo del Duomo ma proveniente, come noto, dall’omonimo oratorio fidentino di via Milani. 
Come ricorda Daniele Benati in un saggio recentemente pubblicato nel fortunato libro “L’artista girovago” (2012), i due artisti reggiani risultano attivi nella seconda metà del Trecento lungo l’asse dell’Emilia occidentale, a Reggio , Modena, Parma, Fidenza e infine a Piacenza, città nella quale si sarebbero poi definitivamente stabiliti, intrecciando stabili rapporti di lavoro con i pittori locali, fino a dare origine a una propria “scuola” o bottega d’arte. Iacopino in particolare, come appare dai documenti, si sarebbe imparentato con una nota famiglia di pittori operanti per più generazioni a Piacenza.

Ma le sorprese di Cabriolo non finiscono qui. Le complesse operazioni di pulitura e restauro condotte in questi giorni offrono informazioni importanti anche per quanto riguarda l’iconografia. 

Partiamo dall’ultima figura a destra, purtroppo andata in gran parte perduta. Come si può vedere, l’ignoto personaggio aureolato, è contraddistinto dalla chierica, dall’abito religioso e dalla palma che lo qualifica chiaramente come martire.
Il colore del saio, che oggi, appare grigio scuro ma, che forse era in origine nero, lo scapolare e la cocolla fanno pensare più che a un francescano, com’è stato ipotizzato (A.Aimi, 2003 ) a un monaco benedettino: forse si tratta di San Placido martire, che assieme a San Mauro è uno dei più noti discepoli di San Benedetto. Il volto tondeggiante e l’incarnato roseo ricordano la sua giovane età, quando, come racconta una Passio dell’XI sec., subì il martirio per mano dei corsari moreschi a Messina nell’anno 541. 
San Placido martire 
Entrato a Montecassino poco più che fanciullo per essere affidato alla guida dell’abate Benedetto, san Placido è il patrono dei novizi benedettini. La devozione a un santo benedettino sarebbe del tutto coerente con la storia templare e poi giovannita di Cabriolo ma è anche collegabile alla presenza in Borgo e nelle sue vicinanze di importanti insediamenti dei monaci neri.
Ricordiamo in particolare il distrutto monastero delle benedettine di San Giovanni, che sorgeva tra piazza Verdi e Piazza Pontida, la chiesa e il convento dei benedettini di San Pietro Apostolo, dipendenti dal monastero di San Giovanni Evangelista di Parma, e la grande abbazia pallavicina di Castione Marchesi. Un’ultima osservazione su san Placido: il ritrovamento di questa antica e pertanto rarissima immagine del martire benedettino verrebbe a coincidere con il 1500 anniversario della sua nascita che si celebra proprio in questi giorni a Messina.
Altri curiosi elementi iconografici sono emersi grazie al recupero di un piccolo frammento quasi al centro della fascia dipinta, fatta oggetto in passato di una fitta picchiettatura che ha risparmiato solo la figura di Cristo. In questo brandello di pittura sono chiaramente riconoscibili parti di un bastone, forse un pastorale, un grazioso campanellino pendente da una catenella e un libro chiuso dalla legatura rossa. 
Si tratta con ogni evidenza degli attributi tipici di Sant’Antonio Abate, la cui identificazione sembra confermata da tracce di nero e giallo attribuibili al mantello del santo vegliardo. Da notare poi il motivo bianco e verde di un’incorniciatura, che rivela l’intento del pittore di dare risalto all’immagine del santo, forse assiso in cattedra in veste di abate-vescovo.
Il patriarca del monachesimo cristiano sarebbe stato dunque raffigurato due volte all’interno della chiesa e nello stesso ciclo pittorico: con il bastone a gruccia, il maialino, la lunga barba bianca, come lo vediamo a fianco del patrono dei Cavalieri Gerosolimitani, San Giovanni Battista, e poi, come abbiamo ipotizzato, seduto in cattedra con il pastorale e la mitrau. 
Forse questa seconda immagine fungeva da piccola pala per un altare laterale a lui dedicato; oppure, era in relazione a un personaggio importante sepolto in quel punto della chiesa, come lascerebbero intendere alcune lettere della scritta dedicatoria in caratteri gotici, riemerse in alto sul bianco dell’incorniciatura. 
A sant’Antonio abate, uno dei santi più venerati nel medioevo, erano particolarmente devoti i Cavalieri di San Giovanni presenti a Cabriolo già nel 1331. Sappiamo inoltre che nel 1147 era stata affidata ad essi la chiesa di sant’Antonio Abate, tuttora esistente nella periferia occidentale di Fidenza (A. Aimi, “Storia di Fidenza”, 2003).
San Pietro, san Giovanni e san Giacomo 
Nessun dubbio invece sull’identità del santo rappresentato in vesti di pellegrino, la cui immagine, rimasta per fortuna quasi integra e leggibile, segue quella di sant’Antonio abate; il libro del vangelo e il bastone del viandante sono, infatti, gli attributi essenziali di san Giacomo il maggiore, come testimoniano infiniti esempi, tra cui un affresco nel quarto nicchione del Battistero, attribuito a un ignoto bolognese e quasi coevo ai nostri dipinti. 
La rappresentazione iconografica di san Giacomo, che talvolta si arricchisce del cappello a falda larga, della borraccia e della conchiglia, lo qualifica come l’apostolo itinerante, dedito all'annuncio della “buona notizia”, ma anche, com’è stato autorevolmente riconosciuto, emblema stesso del “pellegrinaggio della vita cristiana” (Benedetto XVI, 2006).

Alcuni curiosi inediti dettagli iconografici sono venuti alla luce proprio in questi giorni, è possibile risalire ad un altro santo anticamente venerato a Cabriolo. 
Si tratta di San Lazzaro il lebbroso, cui rimandano chiaramente la campanella e le piaghe, riconoscibili nel piccolo frammento superstite tra le due principali zone affrescate. Nell’iconografia medievale, questi attributi (cui a volte si aggiunge un cagnolino ) ricordano la triste condizione di emarginazione dei malati di lebbra, costretti a vagare per le campagne agitando una campanella per segnalare la loro presenza.
San Lazzaro il lebbroso, talvolta confuso con l’amico di Gesù Lazzaro di Betania, è il personaggio della parabola del ricco Epulone e del povero mendicante lebbroso. Nei secoli del Medioevo si è instaurata nei suoi confronti una devozione come se il personaggio fosse realmente esistito.
La sua immagine nella chiesa templare è indubbiamente legata al suo patronato contro la lebbra, malattia che conobbe massima diffusione nel secoli XII –XIII in coincidenza con le crociate. Da ricordare inoltre i cavalieri di San Lazzaro o Lazzariti, un ordine ospedaliero - cavalleresco impegnato in difesa della Terrasanta a fianco di Templari e Giovanniti, ma anche, e in modo particolare, nell’assistenza dei cavalieri crociati contagiati dal terribile morbo. Da segnalare infine l’esistenza dell’omonimo oratorio con annesso ospedale e lazzaretto, eretto a Borgo nel 1126 come priorato dipendente dal monastero parmense.

Gazzetta di Parma - 15 10 2015 - Cabriolo

Proseguono intanto i lavori di risanamento architettonico, intrapresi dal parroco don Mareck su progetto dall’architetto Conforti e dall’ingegnere Rossana Bertozzi. Alle operazioni di consolidamento statico, rese necessarie dalla natura argillosa del terreno ma anche dalle ultime scosse telluriche, si sono aggiunte opere di vero e proprio recupero archeologico, come lo scavo e la sistemazione di alcune sepolture venute alla luce nel sagrato e lungo il perimetro esterno della chiesa. Tra queste antiche sepolture, vi è molto probabilmente, la tomba del commendatore gerosolimitano Carlo Landi, che nel 1668 provvide a dotare la chiesa del fonte battesimale in pietra, tuttora esistente. 

Di notevole interesse è anche il ritrovamento dell’antica, forse quattrocentesca, pavimentazione in cotto, fortunatamente ancora in gran parte agibile. Il suo ripristino contribuirà a rendere ancor più attraente e affascinante l’interno del piccolo tempio romanico dedicato, come noto, all’arcivescovo martire San Tommaso Beckett. 
La tradizione vuole che l’arcivescovo di Canterbury e primate d’Inghilterra perseguitato da Enrico II sia stato accolto e ospitato dai Templari di Cabriolo, due anni prima del martirio avvenuto presso l’altare della sua cattedrale, il 29 dicembre 1170 per mano dei potenti baroni inglesi.

Nell’ambito di una ricerca svolta negli anni Novanta, dedicata alle vicende degli insediamenti templari e giovanniti in Emilia-Romagna, Cova ha esaminato con attenzione una notevole mole di documenti riguardanti Cabriolo. Lo studioso ha inoltre analizzato scrupolosamente le strutture architettoniche della piccola chiesa dedicata a San Tommaso . Le conclusioni della sua ricerca sono estremamente interessanti in quanto ci pernettono di risalire alla primitiva forma architettonica della chiesa, agli antichi arredi altari quadri suppelletili sacre e le principali forme di devozione accanto a quelle del santo del titolare.
Guglielmo (Mino) Ponzi

mercoledì 14 ottobre 2015

Inaugurazione del falanstèrio tra Via Porro e via Barabaschi

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La nuova costruzione e l'albero scoliotico con tutore incorporato
Prodotto dall'utopia onnivora degli anni a cavallo del XX e XXI secolo il nuovo edificio ha perso utopia e residue alberature, ma per dar lustro alla presente amministrazione è stato completato quel tanto da rendere possibile una inaugurazione. La storia precedente la trovate cliccando qui.
Passati e presenti amministratori si contenderanno il merito di aver portato il loro contributo: quelli che, ignorando anche il luogo di costruzione, hanno approvato il progetto, quelli che hanno segato le prime piante gestendo al meglio una pantomima con gli incazzati del quartiere, quelli che hanno spianato il terreno con un intervento chirurgico sui vecchi edifici somministrando l'anestetico agli storici inquilini ed ai gatti ormai padroni dell'area e infine quelli che hanno gestito la gara che amministratori non erano.

EXPO 2015: la filiera produttiva del cibo

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Convegno all'Expo sulla filiera della legalità

Quando interessi mafiosi si inseriscono nella filiera produttiva


Non è raro che interessi mafiosi si inseriscano nella filiera produttiva. Se ne è parlato a Milano in Expo.
di Rodrigo Mariani
Nella cornice dell’Expo Internazionale di Milano si è svolto ieri, 12 ottobre, il convegno denominato “La filiera della legalità “, ultimo di una serie di mostre ed eventi organizzati da CIR food (Cooperativa Italiana Ristorazione)

La Media Zani di Fidenza cresce in Europa con la gemella scuola francese di Vesoul.

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Lo scorso aprile 53 allievi scelti tra tutti gli studenti frequentanti le classi terze della Scuola Media Zani, accompagnati dalle docenti professoresse Domina, Araldi, Dalcò, Morgante e dal dirigente scolastico professoressa Pellegrini, hanno raggiunto la città di Vesoul, nell’Alta Saona vicino a Strasburgo, dove sono stati ricevuti dal preside del “Collége Gérome”, il prof. Francis Pinot, con il quale era attiva  da alcuni anni una interessante collaborazione .

domenica 11 ottobre 2015

La filiera della legalità: ad EXPO, un dibattito sul "CIBO GIUSTO”

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Il Cibo “giusto” tiene conto del rispetto delle persone, dell’ambiente e delle leggi. Ed è con l’intento di sensibilizzare soggetti pubblici e privati sull’importanza di una filiera alimentare corretta, oltre che sostenibile e attenta alla salute degli individui, che l’azienda italiana di ristorazione CIR food promuove il dibattito LA FILIERA DELLA LEGALITÀ: AD EXPO, UN DIBATTITO SUL CIBO “GIUSTO”.

Alle 13,45, dopo un light lunch offerto agli ospiti, ad introdurre il dibattito sarà il Responsabile Commerciale e Marketing CIR food Giuliano Gallini. Subito dopo, moderati dal giornalista Luca Ponzi, interverranno:

Stagione lirico-concertistica 2015-2016 al Teatro Magnani di Fidenza

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Il programma
La Stagione si apre il 1 novembre alle ore 20.30 con “Norma”, tragedia lirica in due atti di Felice Romani e musica di Vincenzo Bellini. Il cast vede artisti di primissimo piano: Dimitra Theodossiou (Norma), Mirco Matarazzo (Pollione), Enrico Iori (Oroveso), Chiara Chialli (Adalgisa), Renata Campanella (Clotilde), Seung-Hwa Paek (Flavio). 

sabato 10 ottobre 2015

Il perché dei sentieri urbani in ciottoli.

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Vi siete mai domandati perché ci sono questi sassi nelle corsie centrali delle strade cittadine?
Sicuramente non hanno nessuna relazione con fatto di essere, alcuni di noi ,"fidentini del sasso" e gli altri "non del sasso", differenziazione che implicherebbe un privilegio per i primi rispetto ai secondi.

Il Piano Strutturale Comunale (PSC): una inutile esercitazione accademica?

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Che fine ha fatto il Piano Strutturale Comunale 

Il primo aprile del 2014, più di un anno fa quindi, Fidenza si svegliava convinta di avere ormai un nuovo e moderno strumento urbanistico tra le mani, ma a quanto pare siamo ancora in alto mare ed oggi è ancora il vecchio Piano Regolatore a regolare l’urbanistica cittadina attraverso varianti e varianti di varianti.

Viaggio nel regno dei disonesti

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Fenotipo politico

De Gasperi, in un discorso tenuto a Milano, il 23-4-1949, aveva detto: “Politica vuol dire realizzare.” Per me, lui ed Einaudi sono stati gli ultimi uomini politici onesti del Secondo Dopoguerra, preceduti solo da Cavour e Giolitti, pur tra i loro numerosi difetti. In seguito, la nostra politica si è allineata ad una frase di Napoleone III: “La politique n'as pas d'entrailles”. Lo diceva uno che aveva un palmo di pelo sullo stomaco e sul cuore.

venerdì 9 ottobre 2015

Il pontificale dei cento nomi

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Il cardinale sul sagrato incontra il popolo
dei fedeli in somma semplicità
La chiesa fidentina accoglie commossa il cardinale Mons. Salvatore De Giorgi arcivescovo emerito di Palermo, con una sfilza interminabile di nomi di presenti nella cattedrale. Nomi di "quelli che contano", quelli dei primi posti nella società ed oggi nelle prime panche della cattedrale. 

Frazioni, o arriva il cemento o non contano niente

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Primavera Fidentina, gruppo civico non rappresentato in Consiglio Comunale, ma attivo ed attento ai problemi della gente, pubblica oggi questo articolo che integralmente volentieri pubblichiamo.

Fidenza scrive a San Donnino

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Numeroso pubblico per i poeti e prosatori fidentini sul palcoscenico, ieri sera, vigilia di San Donnino, al Centro Giovanile di Via Mazzini. Una serata piacevole e diversa grazie a Fidenza Scrive che oltre a scrivere cresce. 
Per ora siamo in grado di mostrare solo foto e note telegrafiche ed alcune composizioni dalla pagina FB di Fidenza Scrive

Si comincia: Martina Vincini copresentatrice
Si comincia: l'assessore Alessia Gruzza saluta
visibilmente soddisfatta dell'iniziativa, nella foto
anche Nino Secchi copresentatore