giovedì 15 ottobre 2015

Cabriolo: un'opportunità per rilanciare il tratto urbano della Via Francigena

Posta ormai ai limiti dell'espansione urbana la collina di Cabriolo si rivela sempre di più il secondo luogo, dopo la cattedrale, che conserva rilevanza lungo il tratto fidentino della Via Francigena. Altre frammentarie evidenze sono rintracciabili ma ormai ridotte a supportare la toponomastica dell'antico percorso. 

I recenti tentativi di urbanizzare aree limitrofe alla collina appaiono quindi sempre di più insensate.
Cabriolo rappresenta oggi un'opportunità per rilanciare il tratto urbano della Via Francigena e far uscire Fidenza dal novero di mero luogo di transito di un percorso che potrebbe entrare nel patrimonio a tutela Unesco. 

Oggi la nostra conoscenza si arricchisce  di altre importanti scoperte che i recenti restauri hanno portato alla luce, alla comunità che si raccoglie attorno alla piccola chiesa ed al suo parroco Don Marek  e al parroco stesso il merito di portare avanti, malgrado le difficoltà economiche, la valorizzazione di questo luogo pieno di storia e di arte antica.
Mino Ponzi traccia un primo bilancio critico dei recenti ritrovamenti, in un lavoro il cui testo integrale pubblichiamo sul blog Fidenza Arte e largamente ripreso in un articolo pubblicato sul settimanale diocesano "il Risveglio" in distribuzione questa settimana.
Il Risveglio - N° 36 del 2015
La Gazzetta di Parma oggi da spazio all'argomento e riporta le dichiarazioni di Don Marek, parroco.
Gazzetta di Parma - 15 10 2015 - Cabriolo

1 commento:

  1. Mirella Capretti19 ottobre 2015 00:13

    Ho letto con molto piacere gli articoli di Mino, riguardo i restauri dell’importante chiesa di Cabriolo, su Risveglio, Gazzetta, e ora su blog Fidenza Arte.
    Ecco…questi scritti, per me, riescono a dare colore a una giornata grigia e innalzano il tono dei miei pensieri.
    Grazie Mino per la tua continua dedizione all’arte locale (non solo, ma molto significativa), con studi, ricerche e approfondimenti che metti poi a disposizione di tutti.
    Mirella Capretti

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