venerdì 16 ottobre 2015

Mondo Piccolo e Mondo Grande, un'esposizione ed un'idea


Nei locali del Palazzo Orsoline recentemente resi decorosi e quindi restituiti alla città è stata inaugurata oggi, 16 ottobre 2015, l'esposizione " dal Mondo Piccolo al Mondo Grande" che nasce da un'idea di Gianandrea Bianchi. Come ci dirà poi nella presentazione lo stesso Gianandrea, l'esposizione vuol essere un primo momento, un'anteprima come recita il manifesto, di un progetto più ampio che negli anni futuri potrebbe fare del nostro "mondo piccolo" fidentino la capitale dell'umorismo grafico.

Parlare di "Mondo Piccolo" è parlare di Giovannino Guareschi ed a lui è dedicata la prima sala, ma mondo piccolo è anche prossimità ed allora ecco nella seconda saletta le copertine del Numero Unico e le caricature di Rino Montanari, quelle di Giò Testi fanno già parte del "Mondo Grande", i soggetti rappresentati sono infatti non di Borgo.
Il raccordo tra i due mondi ha pur sempre la sua chiave di lettura in Giovannino Guareschi, gli autori non sono della "bassa" o delle nostre zone, ma tutti nella grafica o direttamente nel soggetto rappresentato hanno stretto legame col nostro illustre vicino di casa Giovannino.
Più di tutto questo mio commento vi potrà dire la visione diretta delle opere, lo consiglio ricordando che l'esposizione è aperta sino al primo di novembre in Via Andrea Costa n° 8. 


Gianandrea Bianchi al centro con l'assessore alla cultura Alessia Gruzza, e,
alla sinistra, l'interprete per la traduzione in tedesco. Era infatti presente un folto
gruppo di cittadini provenienti da Herremberg, città gemellata con la nostra. 
La parete dedicata a Giovannino Guareschi, la bassa qualità della foto
è un ulteriore motivo per visitare personalmente l'esposizione.
Il più classico motivo dell'umorismo fidentino in questa
copertina del Numero Unico del 1927. Un asino veramente superbo.
La parete riservata a Giò Testi, con personaggi noti vicini e lontani.
Questa interpretazione del Natale si rifà alla lezione di
Giovannino Guareschi ed alla sua prigionia in teutonica terra.
Don Camillo e Peppone interpretati liberamente senza rincorrere
l'immaginario della fortunata serie di lungometraggi interpretati
da Cervi e Fernandel
Qui il riferimento a Gureschi non è squisitamente grafico
ma di occhio attento alla realtà, bella o inquietante che sia.
Le immagini parlano da sole, ma c'è anche da leggere.
Scelta l'opera che piace ci si può anche sedere.

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