domenica 20 dicembre 2015

Turchia, vecchi equilibri e nuove instabilità

Caro Ambrogio,
la NATO si è affrettata, in soccorso della Turchia, come una mammina premurosa, con l'invio di aerei radar Awacs, caccia e navi da guerra della US Navy, nel Mediterraneo orientale ed al confine con la Siria, per incrementare la difesa dello Stato turco, augusto membro della NATO, un tempo in funzione antisovietica, antirussa, ora, “in considerazione della situazione instabile della regione".

Kobane libera e distrutta
Ma questa mossa è una chiara e netta presa di posizione pro-Turchia, nel caso della controversia con la Russia, dopo il caso dell'abbattimento del  jet di Mosca, al confine con la Siria, per un presunto sconfinamento. 
Putin aveva subito proclamato: “Forse Ankara, abbattendo il nostro caccia, voleva fare cosa gradita agli Usa". 
Il governo turco, sotto la protezione dell'ombrello NATO, non prende sul serio le dure prese di posizione di Putin, aggiungendo che forse Putin “si ricorda dei suoi trascorsi nel Kgb, ma il Kgb è finito da tempo e la propaganda in stile sovietico appartiene alla storia”. 


1915-1919. Donna armena inginocchiata accanto al corpo d'una bambina morta nei campiPhoto by Near East Relief. - http://www.loc.gov/pictures/item/2006679122/
Noi, in compenso, andiamo a dare una mano ad un popolo, nostro nemico giurato, da mille anni, dai tempi delle Crociate, che, ancora cent'anni orsono, ha massacrato un milione e mezzo di armeni, solo perché cristiani, che nega ostinatamente, questo genocidio e che tende sempre più, sotto un ferreo dittatore, all'integralismo islamico, ma che noi aneliamo a far entrare, a tutti i costi, nell'Unione Europea.
I caccia di Mosca colpiscono duramente le postazioni dell'ISIS, ma ciò pare irritare la NATO, che invece non si capisce chi e che cosa voglia combattere, con un Obama imbalsamato ed un Hollande schizoide.
Lo schieramento occidentale si comporta in modo ipocrita e doppio, con Turchia e Arabia Saudita, che finanziano Daesh, sottobanco, pur essendo, in teoria, alleati della NATO o degli USA.
La proposta di Mosca, di formare una coalizione internazionale per combattere l'ISIS, mette gli occidentali nell’imbarazzo, anche perché accettare la proposta russa di una coalizione militare e di un successivo piano di pace per la Siria, riporterebbe Mosca al centro decisionale nello scacchiere mediorientale.
L’Occidente crede di poter convincere Mosca a sacrificare Assad, per poi sostituirlo con capi-tribù esaltati, a dilaniarsi in un'eterna lotta tra di loro, come è accaduto in Libia ed in Iraq, dopo Gheddafi e Saddam.  Almeno in questo caso, mi sento di dichiarare che io sto con Putin.
Franco Bifani






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