venerdì 1 gennaio 2016

"Degli orologi" ovvero "Cronomania" in un saggio di Franco Bifani


Cronomania

Io consulto spesso l'orologio, dove avanzano, inesorabili ed infaticabili, le lancette, verso nuovi lidi temporali. 

Albrecht Dürer "Melancholia"
(dettaglio)
L'ho fatto, con una certa rassegnata melanconia, anche quando una di esse ha segnato l'ultimo istante di quest'anno, ed è transitata, subito dopo, al primo di un altro, incognito e nebuloso.
Io possiedo una dozzina di orologi da polso; non guardo al marchio di fabbrica, anche perché certi prodotti elvetici raggiungono prezzi stratosferici, mentre io posso solo volare a poche centinaia di metri, e di Euro, dal suolo. 
In casa, tengo sette, tra orologi a parete e radio-sveglie, che voglio tutti perfettamente sincronizzati. Preferisco gli orologi analogici a quelli digitali, e quelli con il quadrante  dei secondi in basso; se poi hanno i numeri romani, ancora meglio. 
Evito i cronografi e non guardo mai il datario, tanto confondo regolarmente i giorni della settimana. A me importa che si vedano chiaramente le lancette, in netto contrasto con il quadrante.
Ad ogni vetrina con orologi in esposizione, io mi fermo, in estasi mistica, ad esaminarli, uno ad uno, mentre segnano, imperturbabili ed alacri, il trascorrere del tempo. Parlo con loro, ed essi si degnano di rispondermi, in un intenso dialogo telepatico.
Mi richiamano al sentimento della storia infinita del Cosmo; sono l'immagine dell'Eternità immutabile ed ognuno di essi sussurra il messaggio sommesso di chi ne ha assemblato i mirabili congegni, con pazienza infinita. 
All'interno dei meccanismi invisibili, tra diapason, rotelline e molle, si cela, forse, Qualcosa o Qualcuno, a regolarne il moto costante. Sotto i vetri di zaffiro, mi bisbiglia un messaggio criptato, o forse molto esplicito, che io non riesco, o non voglio, intendere a fondo. 
Vorrei invertire il  moto delle lancette, per  ritornare a momenti remoti, fossili e reliquie temporali dell'era archeozoica del mio vivere, nebule di sentimenti ed emozioni, flebili bagliori di lucciole esauste. 
Il Tempo: illusione psicologica o realtà assoluta, percorribile in ogni senso? In una sola dimensione o nelle trentadue, ipotizzate da Einstein? 
Come un tempo, se rivedo il film “L'uomo che visse nel futuro”, sospeso, in una bolla spazio-temporale, fuori dal mondo reale, vorrei  unirmi al crononauta, nel suo drammatico tragitto. 
Ma il mio viaggio verso il futuro si riduce, sempre più, ad un percorso  breve, scandito, inesorabilmente, su uno dei miei tanti orologi.
Non esplorerò i mari primordiali, in cui nacque la vita, non incontrerò uno dei nostri piccoli, gracili antenati, di milioni di anni fa, intenti a figgere lo sguardo ansioso, come me, verso un orizzonte incerto.
E senza manco un orologio da consultare, da tasca, da polso  o da appendere ad un albero.

Franco Bifani

.... Nessun maggior dolore

che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria...... .
Dante - Inferno canto V

1 commento:

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi