lunedì 29 febbraio 2016

Batiuska "l'uomo che più ha fatto per la liberazione del genere umano"

unità stalin è morto testata
E' morto l'uomo che più ha fatto per la 
liberazione
del genere umano- L'Unità del 6-3-1953
Commemorazione di Stalin alla Camera dei Deputati -7 marzo 1953. Togliatti, il Migliore: ”Difficile è a me parlare oggi di Stalin; l’animo è oppresso dall’angoscia per la scomparsa dell’uomo più che tutti gli altri venerato ed amato, del maestro, del compagno, dell’amico. Giuseppe Stalin è un gigante del pensiero e dell’azione, con il suo nome verrà chiamato un secolo intero”.

Venerdì 6 marzo 1953, ore 8, i fratelli Bifani, sulla strada delle Scuole Elementari di Salsomaggiore, passano davanti ad un'edicola. Fuori, un mega-manifesto, su cui, a caratteri cubitali, sta scritto: “Stalin è morto”.  Per noi bimbi, dai discorsi sentiti in famiglia e dintorni, era il terribile Capo dei comunisti. Quelli che  si aggiravano, con un'espressione torva e grifagna, una copia de L'Unità, infilata in una tasca della giacca, che sfilavano, il 25 aprile e il Primo Maggio, sul Viale Matteotti, in un tripudio di bandiere rosse, fazzoletto vermiglio al collo, con la banda in testa, che suonava “Oh, bella ciao!” e “Bandiera rossa; quelli che celebravano i funerali senza preti, al suono della Marcia funebre di Chopin, molto bistrattata.

Batiuska Stalin, il paranoico, che assassinò non meno di un milione e mezzo di comunisti e circa 15 milioni di cittadini sovietici, fra cui gran parte dell'intellighenzia bolscevica, della politica, della scienza e della cultura, ossessionato dal timore di congiure.
Quello che, solo in Ucraina, dove avvenne l'Holodomor -riconosciuto solo nel 2008, come crimine contro l'umanità, dal Parlamento Europeo- provocò 3.500.000 morti di fame, e, in tutta l'URSS, 6 milioni.
Eppure, a Mosca, per il 60° anniversario della sua morte, Stalin era stato ricordato dai discendenti degli alti ufficiali del regime, con uno spettacolo teatrale al Museo Sakharov.
Il 70% dei russi pensa che Stalin sia stato «un leader saggio», che ha portato «prosperità all’Unione Sovietica», ed afferma che la figura di Stalin è storicamente più importante per avere vinto la Seconda guerra mondiale che non per i suoi crimini. I comunisti russi hanno raccolto 100mila firme per una petizione che ridia a Volgograd il nome di Stalingrado.
Ma anche in Italia permane un’esaltazione ossessiva di Stalin, per il suo operato a favore del bene dell’Umanità, fulgido esempio di costruzione del marxismo-leninismo, vedi partitucoli come PMLI e CARC.
Anche l’intellighenzia nostrana, ai tempi, si prosternava agli elogi del Migliore, collaboratore del criminale sovietico.
Secondo gli archivi della NKVD, per l'intero periodo 1924-1953, i condannati a morte, come nemici del popolo e servi degli imperialisti, sarebbero stati quasi 800mila, tra di loro i migliori tra i comunisti puri e duri, come Trotsky, Kamenev, Rikov, Kirov, Zinov'ev, Bucharin, Tomskij, Ordzonikidze, Radek.
Dopo l'avvento del fascismo, centinaia di esuli politici italiani si erano rifugiati in URSS, ospitati nella famigerata Casa sul Fiume, a Mosca. Molti di loro,  circa 200, accusati di spionaggio, trotskismo, bordighismo, furono arrestati e sparirono, nella notte, prelevati da agenti della Polizia segreta e ingoiati da auto nere.
Stalin: tanto amato, persino dai suoi immediati collaboratori, che si vocifera che, sul letto di morte, dato che non schiattava mai, alcuni di loro lo finirono, soffocandolo con dei cuscini.
Franco Bifani

Al "migliore" e fedele cooperatore di Stalin Fidenza ha dedicato la via di primaria importanza che attraversa l'intera città da est ad ovest. L'articolo della Gazzetta risale al 1992, una autorevole quanto giusta rimostranza di Renato Frati avverso a questa scelta che definisce "vergognosa".


Nessun commento:

Posta un commento

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi