lunedì 15 febbraio 2016

"Era nata con un fine nobile" Francesca Gambarini sulla Cooperativa Di Vittorio di Fidenza



Francesca Gambarini in un convegno di partito a Modena fa il punto sulla Cooperativa Di Vittorio di Fidenza. Un'analisi corretta che si conclude così: "ora nessuno sa nulla e tutti vogliono far finta che non sia successo niente". 
Potremmo anche non essere in sintonia con Francesca su tante cose ma sulla virtù fidentina di "far finta di niente" siamo d'accordo. 
Riprendiamo sotto il suo intervento come riportato dalla stampa.


Modena – Il futuro del centrodestra #costruiamolo. Gambarini (Fi Fidenza) “Coop Di Vittorio esempio di un sistema che ha fallito”.
Gambarini (Fi Fidenza) “Coop Di Vittorio esempio di un sistema che ha fallito”.
........... Cooperativa Di Vittorio di Fidenza, la città in cui vivo. Si tratta di una cooperativa di edilizia sociale, nata 46 anni fa e diventata la più grande della Regione. 
Era nata con un fine nobile: quello di dare una casa a basso costo ai propri soci.
La Di Vittorio, grazie anche alla vicinanza politica con le amministrazioni comunali di Fidenza che si sono susseguite negli anni, continua a espandersi. A Fidenza, ad esempio, costruisce dappertutto, regalandoci quartieri che, a distanza di anni, devono ancora essere terminati. 
Purtroppo l’attività non si limita all’edilizia, vengono portate avanti operazione speculative, che niente hanno a che fare con la cooperazione. Quali? Un’agenzia viaggi, un poliambulatorio o un panificio. Il risultato è un disastro- rimarca Gambarini –  Si crea un buco di bilancio di decine di milioni di euro e, alla fine del 2014, il Tribunale di Parma ne certifica il fallimento con frode. Centinaia di famiglie, che si erano fidate, hanno perso i risparmi di una vita. Non li riavranno mai. Milioni di euro finiti chissà dove. Ma di questa storia non si parla – prosegue il capogruppo di FI in consiglio comunale – .
 A Nessuno interessa capire perché si è arrivati al fallimento e perché alcuni soci sono riusciti a ritirare i loro risparmi prima del fallimento, nonostante non si potesse. Noi vogliamo continuare a parlarne, perché vogliamo capire e sapere la verità. Questa storia si svolge tutta all’interno della sinistra fidentina con sindaci, assessori e funzionari comunali che sedevano indifferentemente nel cda della Di Vittorio, in giunta o negli uffici comunali. E ora nessuno sa nulla e tutti vogliono far finta che non sia successo niente. Una legge che regolamenti la cooperazione in maniera ferrea è quanto mai necessaria.
............................

2 commenti:

  1. La cosa che continua a meravigliarmi di tutta questa faccenda, è che non si facciano mai i nomi. Chi ha ritirato i propri risparmi prima del fallimento? Chi erano/sono i funzionari comunali che stavano nel CDA? Ecc.
    A chi guarda da fuori sembra proprio che ci sia un velo di omertà che copre tutto quanto e anche le opposizioni sembrano essere meno incisive di quel che potrebbero.
    Forse è solo una mia impressione...?

    RispondiElimina
  2. perfino la giornalista della trasmissione "la gabbia" quando aveva fatto il servizio durante il consiglio monotematico sulla coop mi faceva notare il fatto di non riuscire ad avere informazioni a differenza di una cooperativa friulana fallita i cui soci erano scesi in piazza coi forconi.

    RispondiElimina

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi