mercoledì 3 febbraio 2016

In memoria di s. Agata Messa nella chiesa di s. Pietro


IN ONORE DI S. AGATA MESSA PRESIEDUTA DAL VESCOVO PER L’ANDOS

In memoria di s. Agata, vergine e martire, il nostro Vescovo presiederà la celebrazione eucaristica nella chiesa di s. Pietro alle ore 18,30, dove sarà presente al gran   completo l’Andos (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno).  I canti verranno eseguiti dal coro "Juvebes Cantores e Chorus Laetus" diretto dal Maestro Luca Pollastri.

Guidato da Salvatore Napolitano, il sodalizio fidentino, vede ogni giorno operare 22 volontarie per un totale di 470 associati. Dello staff fanno parte anche 3 chirurghi, 3 psicologi, 2 fisioterapisti, un oncologo e un nutrizionista. 
Nel corso del 2015 sono state effettuate 1225 prestazioni in ambito medico e specialistico, ma ha avuto largo spazio anche l’attività formativa promossa in collaborazione con altre associazioni locali come Arim, Fard e “Noi per loro”. 
Altre iniziative da segnalare: il corso di ginnastica dolce, la quinta edizione della camminata non competitiva, la prima edizione della pedalata della salute, le sedute di reiki, gli spettacoli benefici. E il futuro? “Ormai si va verso la personalizzazione della terapia” - sottolinea Giovanna Campaniello - “ e con la creazione a breve di una rete capillare per la cura del tumore alla mammella opereranno in sinergia i centri senologici (titolari dell’attività di prevenzione) e i servizi territoriali (screening e assistenza domiciliare).


Sant' Agata Vergine e martire
5 febbraio
Catania, 235? - 5 febbraio 251

Nacque nei primi decenni del III secolo a Catania in una ricca e nobile famiglia di fede cristiana. Verso i 15 anni volle consacrarsi a Dio. Il vescovo di Catania accolse la sua richiesta e le impose il velo rosso portato dalle vergini consacrate. Il proconsole di Catania Quinziano, ebbe l'occasione di vederla, se ne invaghì, e in forza dell'editto di persecuzione dell'imperatore Decio, l'accusò di vilipendio della religione di Stato, quindi ordinò che la portassero al Palazzo pretorio. 
I tentativi di seduzione da parte del proconsole non ebbero alcun risultato. Furioso, l'uomo imbastì un processo contro di lei. Interrogata e torturata Agata resisteva nella sua fede: Quinziano al colmo del furore le fece anche strappare o tagliare i seni con enormi tenaglie. 
Ma la giovane, dopo una visione, fu guarita. Fu ordinato allora che venisse bruciata, ma un forte terremoto evitò l'esecuzione. Il proconsole fece togliere Agata dalla brace e la fece riportare agonizzante in cella, dove morì qualche ora dopo. Era il 251. (Avvenire)


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