lunedì 7 marzo 2016

"NERI", "ROSSI" e VERDI, ovvero la tavolozza della politica. Ma a Fidenza è un'altra cosa?


"NERI", "ROSSI" E VERDI, OVVERO QUANDO LA POLITICA IMPAZZISCE. 
MA A FIDENZA COSA SUCCEDE?

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Da anni frequento il mondo podistico amatoriale e questo mi porta a peregrinare anche in zone diverse dalla nostra in un raggio anche di 200 Km. Proprio per questo di recente ho partecipato insieme ad amici ad una manifestazione in Romagna. 

Al ritorno pensammo di recarci a Predappio, nessuno di noi c'era mai stato, solo per conoscere una realtà locale all'insegna delle migliaia di visite ogni giorno al sepolcro di Benito Mussolini, mi è stato detto che quel tipo di turismo porta ogni anno tra 400 e 500 mila visitatori. 
Il paese (8 mila abitanti circa) brulica di negozi, di cui l'80% improntato esclusivamente alla vendita di gadgets legati al Duce. Qui non esiste davanti agli esercizi un solo cartello "vendesi", "affittasi" o "cedesi attività", "crisi" è una parola sconosciuta.

Girando per il paese si incontrano gruppi di visitatori che cantano canzoni del ventennio ("Faccetta nera" e "Giovinezza" solo per citare le più note). Quando i vari gruppi si incrociano lungo le strade del paese si salutano con il saluto romano, molto più di quanto si possa dire buongiorno, ciao o buona sera tutti messi assieme. 
Il saluto romano è d'obbligo anche davanti al sepolcro di Benito Mussolini, praticamente un rito, nonostante tutto questo sia trasgressione alla legge nessuno interviene, anzi è tutto ben accetto.

"Pecunia non olet" dicevano i romani e più che mai ha ragione di esistere questo detto a Predappio, dove una giunta di sinistra, da sempre il colore "rosso" occupa gli scranni più importanti del comune, tollera, anzi benedice, il fiume di denaro che entra grazie a questo turismo tutto particolare, ideologicamente agli antipodi con il loro "credo".
E' strano pensare come coloro che erano i nemici più odiati e più combattuti siano oggi i benvenuti, anzi venga loro steso un tappeto rosso, anzi nero, per porgere loro il benvenuto.

Qui guadagnano tutti, qui tutti lavorano grazie anche alle miriadi di stemmi del fascio sparsi ovunque e nessuno si preoccupa di urlare con cadenza sessantottina "fascisti, carogne, tornate nelle fogne!!!", anzi se ne guardano bene.
Ma torniamo dalle nostre parti, dove è nato un certo Verdi: tutto parla di lui nella mitica "bassa", tutto ricorda i suoi capolavori famosi in tutto il mondo, in tutto qui i turisti non arrivano alla metà di un decimo di quelli di Predappio, non ci sono problemi di comportamenti "fuorilegge", ma ci sono negozi chiusi, regolarmente "marchiati" con cartelli "vendesi" o "affittasi" oppure "cedesi attività", saracinesche abbassate ovunque stanno a testimoniare una crisi che dura da troppo tempo, tanto da sembrare ormai irreversibile.

Nessuno aiuta il turismo, nessuno propone qualcosa di nuovo, addirittura si nega il patrocinio gratuito del comune a manifestazioni liriche davanti alla casa natale di Giuseppe Verdi, mettendo così in dubbio la possibilità di portare in fondo quella manifestazione.

Correnti di pensiero diverse? Forse, ma la "tolleranza" verso Mussolini ed i suoi estimatori paga molto di più che il "rigore" nei confronti di chi vuole celebrare Verdi a costo zero per la pubblica amministrazione e per la cittadinanza.

Tutto questo a scapito dell'economia locale, allora forse si può pensare che le saracinesche abbassate,  i "vendesi", i "cedesi attività" e gli "affittasi" abbiano una ragione di esistere, decisamente a percentuale più alta anche rispetto ad altre città in questo momento di crisi. 

Fidenza non è da meno, anche a Fidenza le saracinesche abbassate ci dicono quanto la crisi locale sia molto più grave della media nazionale, il problema è che l'amministrazione non ammette questo, o forse fa finta di non vedere. 

Si cerca di portare il discorso sul bluff della classificazione a PATRIMONIO DELL'UMANITA' DELL'UNESCO per ciò che riguarda il duomo. Per rendere più credibile la cosa è poi stato allegato il cammino della Via Francigena, ma continua ad essere la favola di Biancaneve. 
Se mai una commissione dovesse fare un sopralluogo ci sono varie cose che provocherebbero "pollice verso" alla eventuale pratica, in primis l'impossibilità di parcheggiare a ragionevole distanza per le auto, problema ancor più accentuato per i soltanto due stalli per i pullman. Se poi la commissione pensasse di voltare un solo attimo l'occhio verso il ponte romano, allora noterebbe lo stato di degrado in cui versa, lo sbriciolamento che giorno dopo giorno se lo sta mangiando senza che nessuno, neppure minimamente, pensi di intervenire. 
E poi mi fermo qui, chi mi conosce sa che faccio uno sforzo sovrumano a tacere delle possibilità turistiche di Castione Marchesi, ma avremo modo in futuro di affrontare ancora una volta anche questo.

                                        Germano Meletti

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