martedì 22 marzo 2016

Un'Europa indecisa

Poco più di un anno dall'attentato di Parigi a Charlie Hebdo e dalla indignata ma folkloristica reazione popolare europea, ed un nuovo attentato scuote il vecchio continente, era già successo qualche mese fa sempre a Parigi, succede oggi a Bruxelles. Meno folklore sempre più indecisione, come a Monaco nel 1938. Leggiamo il commento di Franco Bifani.



Un'Europa indecisa
Il drammatico bilancio delle vittime degli attentati a Bruxelles non si è ancora concluso, ed ecco che i soliti noti esponenti del centrodestra italiano si slanciano in estemporanee dichiarazioni di  un generico odio razzista e di una  becera xenofobia, con slogans da osteria e anatemi contro tutto e tutti.
Matteo Salvini, presente a Bruxelles, si è intrufolato in diretta nella trasmissione di  Mattino 5. Poi si è fatto immortalare con tanto di cartello: "Ripuliamo le nostre città" ed infine, ecco l'hashtag #iononhopaura. 
Maurizio Gasparri, su Facebook, mette insieme immigrati, clandestini e terroristi: "Uccidono in nome dell'Islam. In Europa, in Asia, in Africa. E intanto Renzi porta in Italia altri clandestini a migliaia. Mentre dovremmo espellere chi minaccia la nostra libertà. Dobbiamo ripulire i quartieri invasi da islamici. Prendono i nostri passaporti, lavorano nelle nostre città , come Salah e i suoi familiari a Bruxelles, e in cambio ci sterminano. Basta con la retorica dell'integrazione. Perquisizioni, arresti, espulsioni in Europa. Radere al suolo lo Stato islamico". 
Su alcuni punti, non riesco a dargli torto, specie sulla faccenda della necessità di un controllo capillare, delle espulsioni e dell'eradicazione dell'ISIS. 
Daniela Santanchè, sul Twitter, si chiede: "Terrorismo islamico?". No, spettacolo pirotecnico, Pitonessa! Poi, attacca l'amministrazione di Milano per la scelta di allestire, nelle aree Expo, un centro di accoglienza, che, per lei, sarebbe "una caserma dell'Isis nel centro di Milano".
Francesco Storace,  sul suo profilo, twitta una vecchia prima pagina di “Libero” col titolo "Bastardi Islamici", e poi condivide il messaggio: "Non esiste un islam moderato. O combattiamo o saremo sconfitti".
Il grosso errore degli europei, come ha denunciato anche il presidente Mattarella, è la mancanza di un  coordinamento delle varie centrali di intelligence nazionali, in modo efficace e produttivo, con scambi di informazioni reciproche. 
Inoltre, non esiste ancora un piano preordinato e preventivo, per affrontare le emergenze, in modo tale da controbattere, immediatamente, gli eventuali attentati. 
Questo è il senso di sfida, lanciato dai terroristi: vi colpiamo dove, come e quando vogliamo. Si reagisce ancor sul filo dell'emergenza contingente e ci si muove 
a casaccio, come mosche impazzite entro una bottiglia chiusa.
Franco Bifani








14 commenti:

  1. Grazie della riflessione professore Bifani.
    Sottoscrivo in pieno quello che ha scritto.
    Fanno a gara a blaterare e mettersi in mostra senza fare proposte fattibile per una auspicabile e necessaria INTEGRAZIONE.
    L'Anonimo di Borgo

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  2. Anonimo del Borgo, ha qualche suggerimento da dare ai nostri "apprendisti politici"? (di destra e di sinistra, logicamente). La volontà di integrazione deve essere da entrambi le parti.

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  3. Gen. ma Sig. ra Bettina,
    se permette mi affido ai saggi proverbi di un tempo, forse sono ancora validi? " Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a Te".
    Abbiamo noi europei la coscienza tranquilla riferendoci al periodo delle colonie ? Non si chiede perché avvengono attentati nei paesi che hanno occupato e sfruttato le colonie? Inghilterra, Spagna, Francia e Belgio.
    I nostri soloni politici che fanno a gara a inveire contro i profughi forse non ci espongono a ritorsioni ? speriamo di no.Al riguardo, Ha visto e ascoltato la trasmissioni di ieri sera su rete quattro, in particolare le risposte dei mussulmani all'intervistatore ? Riflettiamo prima di parlare a vanvera. ecco perché condivido l'intervento del Prof. Bifani.
    Ognuno di noi deve adoperarsi per una auspicata integrazione, forse noi Italiani Tutti siamo un passo avanti alle nazioni che hanno dato vita ai Ghetti, creando zone di emarginazione.
    l'integrazione noi la stiamo attuando considerando l'uomo in quanto tale indipendente dalla nazionalità, dalla fede religiosa e dal voto partitico.
    continuiamo cosi senza costruire barriere e fare discriminazioni con intelligenza e VIGILANZA per costruire un rapporto di convivenza CIVILE.
    L'Anonimo di Borgo

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  4. Franco Bifani23 marzo 2016 18:04

    Anonimo, ti preciso che, secondo me, l'integrazione è possibile con chi ha intenzione di integrarsi, appunto; con i musulmani, tutti, moderati o meno, è impossibile, e non posso nemmeno dar loro torto: in un paese islamico, tu rinunceresti alle tue abitudini, ad iniziare dalle convinzioni religiose? Ci dividono 14 secoli di lotte sanguinose, ognuno per imporre all'altro il proprio Dio. Io mi accontenterei che gli islamici mantenessero le loro tradizioni, dalla fede agli usi e costumi, senza darci fastidio, senza pretendere di imporci nulla o di negarci alcunché, ad iniziare dallo smettere di chiamarci infedeli e di disprezzarci in quanto non sottomessi a Maometto e ad Allah. Non dirmi che si possono lamentare di come li accogliamo; voglio vedere in quale paese musulmano costruirebbero, per nol cristiani, delle chiese. Qui noi non perseguitiamo chi crede nell'Islam, come succede in tanti paesi musulmani, non lanciamo granate nelle moschee e simili cose. Se un musulmano gira per Roma, nei pressi del Vaticano, non tentiamo di allontanarlo, ad almeno 40 km. di distanza, perché impuro, come accade ad un cristiano che si avvicini a La Mecca. Non parliamo poi se portasse una catenina con crocifisso. Da noi, le donne, guidano l'auto e vanno in bici, non esiste una polizia religiosa ad arrestarle, per poi fustigarle, bastonarle o che altro, Tutte le nostre signore che ci cornificano, lo fanno tranquillamente, non le lapiderà mai nessuno, così come nessuno ha intenzione di impiccare dei gay, qui da noi. Eppure, mons. Scola ed il suo collega Tettamanzi, aprono gioiosi le braccia ad ogni musulmano. Tu vedrai che l'Italia, in un futuro prossimo venturo, sarà il primo paese europeo ad accogliere, con entusiasmo, la fede coranica. Noi siamo campioni del mondo di voltagabbana, voltafaccia e di salto sul carro del padrone di turno.

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  5. Cabassa Andrea23 marzo 2016 21:26

    concordo in pieno con Bifani.
    caro anonimo l'integrazione la deve volere prima l'ospite, io a casa mia continuo a vivere come ho sempre vissuto, visto appunto che sono a casa mia.
    gli diamo praticamente tutto, si comincia dal recuperarli dalle spiagge per evitare che affondi la barca fino a dargli alloggi popolari e contributi per rette scolastiche, bollette, trasporto, asili e quant'altro alla faccia di chi col proprio lavoro ha contribuito a realizzare tutto il patrimonio sociale che abbiamo e non può utilizzarlo.

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  6. Anonimo di Borgo, grazie per la risposta. Il prof. Bifani e il Sig. Cabassa hanno risposto prima di me, quindi nulla ho da aggiungere se non che evito di guardare la tv di stato e non. Preferisco informarmi da altre parti ed evito di bere quello che ci viene propinato, pur pagando il canone. Saluti (musulmani si scrive con una sola s.)

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  7. Punto fermo nei rapporti con i mussulmani è la diversità culturale.
    Non potendo impedire l'arrivo dei profughi mussulmani e non, dobbiamo trovare il modo di una convivenza. Noi italiani stiamo attuando l'integrazione attraverso una esperienza di civiltà, rispetto dell'ospite, con VIGILANZA sul loro comportamento, offrendo gli stessi servizi alle nostre stesse condizioni dei cittadini Italiani, NOI dobbiamo fare quello che la nostra cultura ci insegna e adoperarci perché i profughi si comportano allo stesso nostro modo senza provocare reazioni inconsulte, come giustamente ha rilevato Lei prof. Bifani nell'introduzione citando le esternazioni di Matteo Salvini, Maurizio Gasparri, Daniela Santanché e Francesco Storace, come "dichiarazioni di un generico odio razzista e di una becera xenofobia, con slogans da osteria e anatemi contro tutto e tutti" che certamente non contribuiscono al tentativo di integrazione.
    Prof. il ricorso alla storia serve a non essere ingenui ma non a rinunciare alla nostra cultura dell'accoglienza come i nostri padri hanno goduto nei tempi ormai lontani, Grazie a Dio.
    Abbassiamo i toni, prendiamo atto che i nostri fratelli europei alzano steccati, chiudo le frontiere fra stato e stato, pensando di fermare l'attuale "Esodo Biblico" non risolvendo nessun problema anzi creandone dei nuovi.come i ghetti costruiti nelle capitali.
    sig Cabassa condivide le affermazioni del prof: Bifani teste riprese ? come ha affermato nella sua lagnanza.? Non pensa che quello che abbiamo sia merito del lavoro dei nostri PADRI e NOI lo abbiamo in custodia per trasmetterlo a chi verrà dopo di noi.
    L'anonimo di Borgo.

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  8. Gen. ma Sig. ra Bettina,
    Mussulmano, Variante, comunissima, di Musulmano.
    Dizionario Enciclopedico Italiano Treccani

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  9. Cabassa Andrea24 marzo 2016 13:01

    primo errore.
    "Non potendo impedire l'arrivo dei profughi mussulmani e non, dobbiamo trovare il modo di una convivenza."
    perchè non potremmo ?? forse qualcuno non vuole ed è molto diverso anche perchè se non la maggioranza o quasi degli italiani la pensa come me.
    secondo errore o incomprensione.
    "on pensa che quello che abbiamo sia merito del lavoro dei nostri PADRI e NOI lo abbiamo in custodia per trasmetterlo a chi verrà dopo di noi."
    certo, ma io intendo i nostri figli, nipoti, pronipoti e non il primo clandestino aiutato dalle istituzioni che non mi rappresentano, anzi non rappresentano nessuno visto che non sono stati eletti

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  10. Franco Bifani24 marzo 2016 16:20

    Anonimo, però io vorrei sapere se ritieni corretto e cortese, verso chi ti ospita, da parte dei musulmani, pretendere che le loro donne siano visitate solo da dottoresse , che siano tolti eventuali crocifissi dalle pareti delle camere di degenza, mettersi a sbraitare se, nella camera in cui sta la loro donna, entra un parente maschio dell'altra degente; ciò per citarti il minimo che questa gente compie quotidianamente. Aggiungici anche il fatto che sbattono nei fossi il cibo della Caritas, se non è cucinato e preparato con tradizione Halal. Infine, ogni anno, a luglio, io, e non solo io, che abito a 100 m. dal Palazzetto dello Sport, dalle 21 a mezzanotte, mi devo sorbire, per il mese del Ramadan, prediche urlate in arabo, nenie e litanie lamentose, sempre sparate a mille DB, con porte e finestre aperte, vista la stagione. Fuori, frotte di bambini, che urlano per ore, come pazzi. Io non posso rispettare una fede che disprezza le donne, impedisce loro di guidare un'auto, di andare in bici, impicca i gay, lapida le adultere, mette a morte chi vuole cambiare religione, e ci definisce sporchi cani infedeli.

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  11. Professore abbiamo leggi che regolano la nostra convivenza,
    queste vanno fatte rispettare senza sudditanza o riverenze di fronte a qualsiasi persona sia questa italiana, ospite o clandestina senza distinzione di religione perché questo lo afferma la nostra costituzione.
    Su questo sono intransigente a difesa della nostra libertà e democrazia.
    Gli estremismi vanno perseguiti vedi i casi da Lei segnalati.
    Come organizziamo i corsi di alfabetizzazione dobbiamo fare corsi di semplice educazione comportamentale. NOI tutti dobbiamo vigilare e denunciare le trasgressioni.
    L'Anonimo di Borgo.

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  12. Sorry, ma solitamente non uso varianti ...........
    Sig. Anonimo di Borgo, dove vive? Per quanto mi riguarda ho l'abitudine di segnalare (per vigilare dovrebbero provvedere gli addetti)quello che non appartiene al nostro modus vivendi, ma non cambia nulla. Manco la spesa in pace si può fare perché ci sono personaggi che cercano di arraffare il carrello per recuperare il nichelino! "corsi di educazione comportamentale"? Lei pensa che qualcuno li frequenti? Forse se diamo qualche euro ..............

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  13. Ma tutti coloro che sarebbero così pronti(a parole),a rimpatriare i fastidiosi, incivili e incivilizzabili musulmani, si sono mai chiesti perché sono venuti via dalla loro terra, rischiando la vita, spesso perdendola o vedendola perdere dai loro cari, per venire in Europa ad essere mal sopportati ed emarginati? Si sono mai chiesti se il petrolio, che noi usiamo quotidianamente e di cui non possiamo più fare a meno, c'entra qualcosa in tutto ciò?

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  14. Franco Bifani25 marzo 2016 18:12

    I governi dei paesi ricchi non vogliono accogliere 'sti poveracci, ma nemmeno si impegnano ad aiutarli laddove abitano, da tempo immemorabile. Ma che ci stanno a fare degli organismi sovranazionali, macchine mangiasoldi, come l'UNICEF e l'UNESCO? Quei neri che corrono ad arraffare il soldino dei carrelli, ma che sanno, che conoscono del nostro mondo, distante anni-luce, culturalmente, dai loro d'origine? A parte il fatto che loro, gli spacciatori, i posteggiatori abusivi, sono schiavi al servizio di mafie nostrane o dell'Est-Europa.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi