lunedì 9 maggio 2016

Alcune considerazioni di Germano Meletti sulla vicenda politica di Alessia Gruzza



SCONSIDERATE CONSIDERAZIONI SU UNA PERSONA POCO CONSIDERATA


Bomba mediatica su Fidenza: si dimette il vicesindaco Alessia Gruzza!!! Ma perchè mai? Ma cosa sarà successo perché lei si dimetta pur avendo alle spalle una maggioranza blindata? Torti subiti? E da chi?
Bocce ferme e ragioniamo: secondo voi si dimetterebbe un vicesindaco ancora all'inizio di una carriera politica che lascia trasparire per il futuro mire ben più alte di vicesindaco? E sopratutto si dimetterebbe per semplici illazioni e offese arrecate, oltre che a lei, anche ai propri familiari? Da sempre la politica, sopratutto locale, è piena di questi battibecchi stile Peppone e Don Camillo, non mi si venga a dire che lei non sapeva, quindi che quelle offese potessero arrivare dall'interno del suo partito? 
Io conosco Alessia Gruzza da quando, sette anni fa, eravamo insieme nella lista Cerri, eravamo due neofiti della politica, io con una carriera mai intrapresa e lei con speranze di future cariche politico-amministrative per poi decollare verso lidi ben più consistenti, il tutto con pieno diritto perché lei è una bella persona, sia di presenza che come atteggiamento verso i cittadini, merce rara di questi tempi!!!!!
Inutile nasconderci dietro ad un dito, lo sanno tutti: in sede di primarie del PD, dove i candidati erano lei e Andrea Massari, quest'ultimo prelevò alle proprie dimore o in giro per Fidenza, maghrebini disposti ad andare a dargli il voto (alle primarie possono votare anche gli extracomunitari se residenti da un certo periodo di tempo in Italia) e ricompensati con un piccolo obolo
In pratica non siamo lontani dal configurare una sporca faccenda come quelle viste successivamente in Campania con Bassolino ed in Liguria con Cofferati. Alessia non si ribellò, almeno alla luce del sole, come i due altisonanti nomi della politica italiana testé citati, tacque e tirò avanti, pur in fastidiosa presenza di bastoni messi tra le ruote continuamente.
Poi lo scranno e la poca visibilità a lei riservata: una protesta ufficiale affinché le venisse data maggior visibilità venne inoltrata dai suoi sostenitori "compagni di corrente"  al sindaco e al suo entourage. 
Nel frattempo scoppiò lo scandalo Di Vittorio, totalmente di marca PD, l'altro fallimento "eccellente", cioè l'Unione dei Comuni delle Terre Verdiane. 


Un altro "contrordine compagni" usciva dalla vituperata e continuamente battuta qualifica di "Duomo di Fidenza patrimonio dell'umanità dell'UNESCO", blasone della propaganda elettorale emersa. 
Sì, emersa, perché si dice che ce ne sia stata anche una sommersa, cioè la promessa della realizzazione di una moschea a Fidenza e probabilmente, se vera, la cosa affondava le radici fin dalle primarie. Tutto questo non è sicuramente piaciuto ad una persona dalle idee e dall'anima pulite come Alessia Gruzza. E come darle torto? 
E' di questi giorni il cambio di rotta da Duomo patrimonio dell'umanità dell'UNESCO a Via Francigena patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, questo dopo che si sono fatti trasferire in gran segreto gli uffici di comando delle due unioni (europea ed italiana) dei comuni della Via Francigena da Fidenza a Piacenza, ma perché sono state svendute o addirittura regalate a Piacenza?
Interessi di bottega? Forse! E forse se lo è chiesto anche Alessia Gruzza e sicuramente non le è piaciuto il voltafaccia ingannevole. Evidentemente la misura è stata colmata ed Alessia ha scelto di lasciare il secondo scranno del comune, non è da tutti riuscire ad occuparlo con merito e assecondata dal responso popolare. 
In tempi recenti furono Antonini (vice di Cerri, poi caduto politicamente in disgrazia con i famosi manifesti messi e poi dovuti togliere) e Ghisoni (vice di Tedeschi) ad occupare tale carica, ma senza il responso popolare.
Voglio concludere con una domanda ad Alessia: "Ti ricordi l'SMS che ti mandai all'indomani della tua nomina-elezione? 
E ricordi anche cosa mi rispondesti? Io sì: tu mettesti in evidenza la tua "pulizia ideologica", che affibiasti anche agli altri tuoi colleghi di partito (permettimi di evitare la parola compagni che mai ho gradito e forse ora neppure tu), io ti dissi che non c'era da fidarsi, troppa esperienza di potere permetteva loro di dettare legge come e quando lo volevano". 
Per loro eri come una fastidiosa mosca da eliminare con una dose di DDT, ci sono riusciti. In ogni caso, vista la stima reciproca che ci accomuna (almeno spero sia ancora così anche da parte tua), ti auguro il più roseo futuro in materia politica, te lo meriti perchè sei una bella, anzi bellissima, persona, di quelle che non se ne trovano più. Mi sembra scontato che il successo che io ti auguro sia al di fuori dal PD.

                                                                        Germano Meletti

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