lunedì 9 maggio 2016

Germano Meletti è preoccupato, vede profondo nero per la giunta rossa.


PROFONDO NERO PER LA GIUNTA ROSSA

Settimana nera per la politica amministrativa fidentina e a quello che le ruota intorno, unite da un cordone ombelicale ben stretto. 
I mal di pancia iniziano nei primi giorni della settimana, quando una troupe di RAI 2 sbarca a Fidenza per cercare di scoperchiare la puzzolente cloaca chiamata Di Vittorio, dalla quale, per ora, emerge solo porcheria, giorno dopo giorno sempre qualcosa di nuovo, ma sempre e solo di porcheria si tratta, passata rigorosamente, quanto vergognosamente, sotto silenzio alla faccia delle centinaia di ignari "fregati".
Finita l'eco provocata dalla trasmissione Virus, ecco che la Gazzetta di Parma "sbatte il mostro in prima pagina", anche se forse non si tratterà di mostro e la pagina non era la prima, ma interna. 
Ma il fatto è comunque di quelli che se avesse colpito un certo Berlusconi si sarebbero scatenati tutti i "giudici di strada e di palazzo" chiedendone in alternativa la ghigliottina, la sedia elettrica o la fucilazione. 

In sostanza è successo che Vincenzo Bernazzoli, ex presidente della provincia, ex fidentino, ex seminarista, ex comunista, ex sindaco di Fontanellato, ex sindacalista, ex componente del consiglio di amministrazione della Cooperativa Di Vittorio, ex trombato alle comunali di Parma ed ex innocente perché è stato condannato al pagamento di una cospicua cifra (intorno ai 120 mila euro) per irregolarità nei rapporti di lavoro con una dipendente, in sede di, ormai ex anche questo, Olimpo della provincia ai tempi della sua carica. 
Insieme a lui, anche se con una cifra di molto inferiore è stato condannato anche Giancarlo Castellani, ex assessore provinciale riparato, in attesa di scranni migliori, in seno alla giunta fidentina con l'incarico di assessore all'Ambiente, all'Urbanistica e titolare, sempre con delega, del Piano d'azione per la sostenibilità energetica. 
La domanda che viene spontanea è: ma ora che è stato condannato ed in attesa di sentenza di eventuale appello, non avrà pensato che sia opportuno rassegnare le dimissioni da assessore del comune di Fidenza? 
I bene informati le danno per prossime, praticamente alla prima riunione di giunta. Piove sul bagnato: subito dopo le dimissioni della Vicesindaco Gruzza e relativi strascichi ancora da quantificare, sputtanamento mediatico su RAI 2, eventuali dimissioni Castellani, il macigno che resta lì in sospeso come una spada di Damocle che si chiama Cooperativa Di Vittorio, progetti portati a termine dall'insediamento praticamente zero, o comunque quei pochi forieri di sollevazione popolare (in primis approvazione di costruzione in località Pinocchietto, a Coduro e programmata realizzazione del sottopasso di via Mascagni) sembra che tutto l'insieme abbia creato una spaccatura all'interno del PD, unico partito che governa a Fidenza. 
Adesso potrebbe profilarsi una specie di "resa dei conti" che potrebbe portare al superamento, seppur non indolore, dei problemi momentanei oppure anche alle dimissioni della giunta e del sindaco: la corazzata Potjonkin di piazza Garibaldi vacilla, ma non sotto i colpi ad essa inferti dagli avversari, ma sotto i colpi interni di una guerra fratricida tra fazioni. 
Siediti lungo il fiume e aspetta che passi il cadavere del tuo nemico, diceva quel comunistaccio di Mao Tse Tung, qualcuno aspetta che passi la giunta fidentina dimissionaria per far sì che si delinei un nuovo panorama politico fidentino.
Germano Meletti

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