venerdì 24 giugno 2016

Borgo San Donnino in Camicia Nera

Manifestazione fascista davanti alla vecchia Rocca
Poco più di novant'anni fa si apriva per Fidenza e per l'Italia un nuovo periodo politico orgogliosamente battezzato come Nuova Era, in realtà durò una ventina d'anni con la conclusione che sappiamo. Vent'anni che Fidenza e l'Italia hanno poi preferito espellere dalla storia d'Italia.
Fidenza, Scuola elementare "Rosa Maltoni"
Qui, a Fidenza, questi venti anni hanno lasciato non poche realizzazioni: scuole ma anche case popolari, impianti sportivi, opere viarie, e ferroviarie, come il collegamento Fidenza-Salsomaggiore, e strutture sanitarie. Se si escludono recenti dismissioni, queste strutture, qualitativamente migliori di quanto realizzato in seguito, sono tuttora utilizzate. 
Ma ecco cosa successe a Fidenza quando si chiamava ancora Borgo San Donnino ma era già fascista. 
Borgo San Donnino negli anni precedenti il 1927 ebbe almeno tre momenti forti, senza considerare i plebisciti elettorali, in cui Borgo si riconobbe nel nuovo regime: la prima adunata fascista in Piazza Garibaldi, la visita dell'On. Benito Mussolini alla città ed il riconoscimento della cittadinanza onoraria a Mussolini. 
Dopo di che il vecchio Borgo San Donnino sancirà la sua romanità ritrovata diventando Fidenza dall'antico toponimo Fidentia di età appunto romana ed imperiale e di sapore imperiale saranno le adunate in Piazza Garibaldi.

Fidenza - Adunata in Piazza Garibaldi
Alla prima adunata fascista abbiamo già dedicato un post, agli altri due momenti dedichiamo questo post. Ecco il resoconto della visita dell'On. Mussolini alla città di Borgo San Donnino di domenica 17 giugno 1923: 
"Alle 7.40 egli giunge sulla Piazza Garibaldi, rigurgitante ed acclamante. Nell'atrio Municipale gli vengono offerti mazzi di fiori dagli orfani di guerra e dai piccoli Balilla. La S.E. Visibilmente commosso, bacia in ringraziamento uno dei piccoli offerenti. Nella retrostante Piazza Pontida raccoglie gli ufficiali della Milizia, ai quali, presentati dal Maggiore Terruzzi, rivolge loro brevi parole di congratulazione e di incitamento.
Salito alle sale Municipali, gustosamente adorne per la solenne cerimonia, riceve l'omaggio di S. E. Mons. Nostro Vescovo, della rappresentanza del Clero e del Capitolo, del Consiglio Comunale, della Deputazione Provinciale, dei Sindaci del Circondario, nonché da una rappresentanza delle Vedove di guerra, dei Mutilati e Combattenti ed i Presidenti degli Istituti locali. Insistentemente chiamato da acclamazioni l'on. Presidente si affaccia al balcone Municipale e pronuncia ascoltassimo il seguente discorso:
“Camicie nere! Cittadini! Popolo lavoratore! La mia giornata comincia in un modo che io posso chiamare superbo, poiché superbo è lo spettacolo che mi avete offerto. Fiero il portamento della Milizia; fiero il portamento dei vostri Sindacati! Ho avuto ancora una volta l'impressione di una rinascita magnifica, di una primavera gagliarda dello spirito italico. Sono ammirato e commosso. Quello che ho detto poco fa agli ufficiali vostri, lo riporto a voi, Camice nere: sono sicuro che se sarà necessario di riprendere la marcia, le legioni della Valle Padana vorranno essere ancora una volta all'avanguardia. Viva l'Italia! Viva il Fascismo!”
Manifesto cm. 70X100 per il conferimento
della cittadinanza onoraria a Mussolini 
Relativamente all'ultimo importante momento, quello del conferimento a Mussolini della cittadinanza onoraria,  rimando direttamente al ritaglio di giornale d'epoca che riporta la dichiarazione della minoranza. 
Il Sindaco di Borgo San Donnino era il Cav. Giuseppe Trombara. Il provvedimento, adottato il 24 maggio 1924, fu approvato col consenso unanime del Consiglio Comunale. 
Settimanale "Il Risveglio", maggio 1924

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