giovedì 16 giugno 2016

Il Caffè Balilla testimone di un'epoca



Il piccolo edificio è posto su via Gramsci angolo via Mazzini, di fronte alla stazione ferroviaria. La bella e suggestiva immagine sopra lo mostra ricoperto di neve ma con il complesso arboreo ancora intatto. 
Costruito negli anni trenta nel sobrio e funzionale stile dell'epoca prese il nome di Caffè Balilla.
Le sorelle Vajenti ne curarono la gestione per cinquant'anni. Fino agli anni sessanta funzionava anche come biglietteria delle linee terrestri delle corriere provenienti dai paesi della bassa come Soragna, San Secondo e Fontanellato o dalla montagna come Bardi, Vernasca, Bore e Pellegrino. 
Il caffè consisteva in un ampio locale e di una piccola saletta, alle pareti quadri del cognato Ettore Ponzi, i servizi erano all'esterno, sul retro, in omaggio alla retorica spartana di quegli anni. 
Durante la guerra non fu toccato direttamente dai bombardamenti malgrado la delicata posizione assicurando sempre la continuità del servizio. La piccola cantina, cui si accedeva con una botola, nell'autunno 1943 funzionò anche da temporaneo ricovero di sbandati che in quell'anno di guerra riuscivano ad evadere dai carri ferrovieri. Si trattava di giovani che venivano avviati al lavoro coatto al nord o in Germania. 
Il caffè Balilla in una cartolina "storica", in primo piano le sorelle Tina e Maria Vajenti, sullo sfondo la stazione ferroviaria. La bella ringhiera in ferro lavorato che lo racchiudeva era stata rimossa all'inizio degli anni '40 per contribuire allo sforzo bellico della nazione.
Alla fine della guerra vennero rimosse dalla facciate le lettere metalliche in rilievo dell'insegna, ma le traccie del nome rimasero ben leggibili e, di fatto, fu sempre Caffè Balilla. 
Nell'immediato dopoguerra nell'ampio spazio libero dietro al bar, circondato da piante, funzionava una pista da ballo. Era detta Serenella dalle piante di glicini che chiudevano lo spazio verso via Mazzini. Il Caffè Balilla era luogo di ritrovo di commercianti, agricoltori e mediatori. Taxisti ed autisti di corriere erano di casa. 
Oggi il locale che aveva cambiato gestore ed assunto  nuovo nome, è chiuso, vittima delle trasformazioni urbanistiche che hanno interessato l'intera zona.
Rimangono alcune piante maestose attorno ai residui sconnessi della pista da ballo.
Lo spazio dietro al caffè Balilla, adibito a pista di ballo, confinava con alcune basse costruzioni di un  deposito cerealicolo. Sul muro di confine faceva mostra di se un affresco raffigurante la nascita di Venere. Con la costruzione dei condomini di via Mazzini l'affresco ha poi subito la sorte del muro e delle altre costruzioni. Dell'affresco rimane questo disegno preparatorio.

Con questa foto torniamo al 1933. Ben visibile sulla destra il muretto arrotondato che ancora troviamo all'intersezione di via Gramsci con via Mazzini.  Poco d'altro è rimasto dopo bombardamenti e nuove costruzioni.   (Foto ripresa dal Quaderno Fidentino N. 36 "Ciao Borgo" di Vittorio Chiapponi e Temistocle Corradi.)
L'incerto futuro
Il progetto complessivo dell'intervento di "riqualificazione urbana" è stato pubblicato nella rivista "Regione Emilia-Romagna trimestrale di informazioni per la Riqualificazione Urbana Metropolitana n°15 Febbraio 2003" e l'articolo di presentazione del  progetto è firmato Alberto Gilioli e Nino Manno.
Non viene citata in modo esplicito l'area occupata dal Caffè Balilla, ma il progetto grafico già prevede al suo posto un edificio a più piani stile "Nuovi Terragli". Il disegno, tratto dalla stessa rivista, mostra il complesso dei "nuovi terragli" con a destra l'edificio isolato che dovrebbe appunto insistere sull'area dell'attuale Caffè Balilla.

14 commenti:

  1. Non è già sufficiente l' esperienza delle torri per fermarsi qui senza proseguire con altre costruzioni "pseudo riqualificazioni"?

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  2. Non bastano e avanzano i "Nuovo Terragli"? Si vuole proprio seppellire la stazione di Fidenza sotto il cemento? Fermate i killer!

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  3. Quando sento parlare o quando leggo "Nuovi Terragli", mi si chiude lo stomaco e non metaforicamente. Al di là di tutto quello che abbiamo detto sull'estetica e tütt cul ca gh va a dré, è proprio la denominazione che fa a pugni con la logica. I Trâj (terragli)sono (in ogni paese) piccole e basse case, erette su terrapieni, usando mattoni di precedenti costruzioni, poi abbattute. Se venissi a sapere il nome di colui che si è inventato i due termini, tanto inappropriati, quanto fasulli, gli direi direttamente cosa penso della sua fervida fantasia.

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  4. Le prime due fotografie mi hanno colpito in modo particolare. Il caffè Balilla ricoperto dalla neve (che ormai non si vede quasi più) e la fontana davanti alla stazione, sacrificata a un orribile piazzale che fa pendant con le torri. Fidenza era ancora nostra ..................

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  5. Eh si! Una vigliaccata orrenda...
    La Serenella, la Venere: che ricordo.

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  6. "Uomini e donne di poca fede, vedrete che Manno e Gilioli, i figliuoli miei prediletti, non vi deluderanno!"-tuonò un vocione fortissimo, da una immensa nuvola sopra Borgo. E dal cielo discese una betoniera alata, a sversare , nel giardino del caffè Balilla, la prima colata di cemento e calcestruzzo.

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  7. E' giustissimo lamentarsi di cotanta boiata (nuovi terragli e molto altro) però resta da chiedersi perchè voi fidentini non vi siate ribellati a questo delirio.
    Perchè non avete assediato il comune e preso a calci nel sedere gli inventori dell'obrobrio, dato che sapete benissimo chi sono?

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  8. Cabassa Andrea19 giugno 2016 08:10

    io aggiungo che sono stati pure rivotati......

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  9. In effetti sono stati rivotati .......... della serie errare è umano, perseverare è diabolico. Anonimo del 18.6 ore 19, perché scrivi "voi fidentini?". Se non sei di Fidenza, al tuo paese siete abituati a prendere a calci i politici che fanno obbrobri? Fammi sapere!

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  10. Siamo dei fidentini sadici, per questo li rivotiamo. Non è tutto, al posto del Bar Balilla, manca il condominio a completamento della scheda. Non contenti, faranno uguale all'ex Foro Boario. Sei piani oltre il suolo ed uno solo di parcheggio ridotto. Mahhh

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  11. A Salso non siamo abituati a prendere a calci i politici ma credo sia una buona usanza da adottare subito e in tutti i comuni.
    Lo so che è una sparata, però se così fosse, se i politici fossero veramente responsabili di quello che fanno per la comunità, credo avremmo quel minimo di rispetto che come cittadini meritiamo.
    Finisco col ricordarvi che avete rieletto uno degli artefici della viabilità demenziale di Fidenza, perfino al giro d'Italia di ciclismo i cronisti e gli addetti ai lavori sono rimasti a bocca aperta, avete il record italiano di rotonde, anche doppie, a fagiolo, e dossi sparpagliati alla cacchio quà e là.
    Dimenticavo la meravigliosa ed inutile rotonda di via Gramsci, bella stretta che si passa al pelo, con i suoi bei faretti e i 6 dossi che ne fanno un vero luna park...costata mezzo milione di euro.

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  12. Cabassa Andrea20 giugno 2016 20:16

    per la rotonda di via gramsci non sono d'accordo, alla mattina in orario di scuola le code sono dimezzate e forse anche meno.
    i problemi ?
    i faretti sono troppo vicini alla strada e puntualmente ce ne sono sempre 2/3 rotti, come peraltro avevo già segnalato in fase di realizzazione.
    i ciclisti che attraversano sulle strisce "pedonali" senza scendere.

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  13. E' vero, non siete abituati a prendere a calci i politici! Ve ne siete bevuto uno che vi è stato spedito da Fidenza a Salso con un calcio .....
    Quanto "all'avete rieletto" ho l'onore e il piacere di dire "hanno rieletto".

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  14. Anonimo 20 giugno 16:49, a parte che non capisco la manìa di non firmarsi, guarda che, casomai, i fidentini sarebbero dei masochisti, non dei sadici, che è proprio l'opposto del masochista.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi