mercoledì 20 luglio 2016

La Torre ed il Ponte salvati, cronaca di una battaglia durata trentanni

La Porta Occidentale di Borgo ripresa dalla torre del Folletto

Quarant'anni fa, nel 1976, il torrione della Porta Ovest di Borgo San Donnino veniva finalmente recuperato ed il rischio di crollo scongiurato. 
Che sarebbe Fidenza oggi senza questo storico edificio, dopo che tutto il resto è stato cancellato dal piccone fascista prima, democratico dopo, senza soluzione di continuità urbanistica?
Ma se quaranta sono gli anni passati dal 1976 trenta sono invece quelli in cui perdurò il rischio di crollo della torre. Percorriamo quindi questi trent'anni dal 1945 al 1975 ricorrendo a ritagli di giornali d'epoca e di altrettanti ritagli di memoria.

Nel 1945 la guerra ci restituiva una città a pezzi, la torre aveva resistito ma il suo stato non era dei migliori. Allora non si andava tanto per il sottile ed anche gli abitanti di Casa Cremonini, strettamente ancorata al torrione, conducevano un'esistenza normale. Lo posso dire a ragion di causa: a Casa Cremonini abitava mia nonna e io ero di casa.

La torre si presentava così nel 1952:



La diagnosi, effettuata nello stesso anno, era impietosa:
"Un'ampia e profonda incrinatura su fianco sinistro che si estende dal piano stradale si quasi alla sommità della torre, dovuta alle bombe sganciate nelle immediate vicinanze durante l'ultima guerra, costituisce un grave pericolo per la stabilità della costruzione ed anche per l'incolumità pubblica. Alcune "spie" poste in corrispondenza della fenditura, si sono spezzate il che indica che la lesione non si è arrestata, ma lentamente progredisce. L'incrinatura interessa tutto lo spessore del muro, poiché essa è evidente anche nella porta in vicinanza dell'immagine dipinta

Un crollo anche parziale della torre potrebbe danneggiare il sottostante "ponte romano" di grande interesse archeologico per la nostra città."
Ma il problema era anche un'altro, questa volta di natura giuridica:
"A chi spettano il dovere e la spesa dei lavori di riparazione? Nell'Archivio comunale e in quello di stato sembra non vi siano documenti atti a provare di chi sia la proprietà; logicamente il proprietario dovrebbe essere il Comune o lo Stato, ma pare invece che la vetusta costruzione appartenga al proprietario della casa attigua, che fa corpo con essa".
Un bel guaio. Ma nel  1971 il continuo peggioramento dello stato della torre ne consigliò il transennamento, la questione giuridica non era ancora risolta. La torre si presentava così, la lesione era assai vistosa.


Ma ormai i ripetuti allerta della locale sezione di Italia Nostra stavano per dare i loro frutti: l'anno 1976 sarebbe stato l'Anno della Torre e del Ponte Romano e "puntualmente" lo fu. Qualche dubbio riguardò il tetto: rifarlo o abolirlo, gli studiosi ed i "borghigiani del sasso" si divisero, come sempre, in due partiti. Anche la merlatura, metà guelfa e metà ghibellina,  fu mantenuta.

Sotto la torre medioevale furono fatti lavori di rinforzo all'edificio mentre gli altri lavori riguardarono il consolidamento della Torre con sistemi di tiranti meccanici e la eliminazione della crepe perimetrali.
Se oggi osserviamo la torre non è difficile individuare le parti esterne su cui si è operato che risultano di diversa colorazione. 

  

Il Ponte Romano si presentava così con i segni evidenti
del livello dell'acqua quando c'era l'alta marea.
 
La Torre ed il Ponte Romano nel 1976 sono finalmente salvi, noi ci fermiamo qui, tutto il resto è roba dell'altro ieri.
Le immagini sono tratte da vecchi numeri del settimanale diocesano "il Risveglio"

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