giovedì 18 agosto 2016

"Le verità non è di sinistra" parola di Germano Meletti





VERITA': UNA PAROLA CHE A SINISTRA E' PRATICAMENTE SCONOSCIUTA: SI E' STRAVOLTA LA STORIA, SI SONO RACCONTATE COSE DIVERSE, SE NE METTONO IN RISALTO ALTRE SITUAZIONI, SOPRATUTTO PER TACERE LE PROPRIE (ENORMI) MAGAGNE. LA ORMAI FAMOSA "VERITA' PER GIULIO REGENI", "APPESA" DA ALCUNI MESI SULLA FACCIATA DEL MUNICIPIO, SERVE SOLO PER COPRIRE LA SACROSANTA "VERITA' SULLA DI VITTORIO", AD OGGI VERGOGNOSAMENTE TACIUTA. ALTRE SIMILI "VERITA'" NASCONDE QUESTA UNIONE FIDENZA-SALSOMAGGIORE, ANCH'ESSE VERGOGNOSAMENTE TACIUTE. UN PASSIVO ENORME CHE DEVE ESSERE SALDATO, MA DA CHI? DAI COMUNI DELL'ORMAI EX UNIONE O SE LO PRENDERANNO IN CARICO I DUE COMUNI SUMMENZIONATI, ANZI, I LORO CITTADINI?
Da qualche giorno la Gazzetta si ostina a proporre un tormentone che all'apparenza potrebbe essere una questione di vita o di morte per il futuro di Fidenza e Salsomaggiore. 
Intanto credo sia riduttivo proporre ai cittadini un semplice quesito sull'utilità di una unione che, così come viene superficialmente proposta, sembra più a carattere geografico che altro. E invece no, c'è dietro un retroscena che andrebbe approfondito, non fosse altro per una informazione completa per i cittadini, che talvolta sono anche elettori. 
A monte bisogna andare ad affrontare la problematica Unione Terre Verdiane, perché di problematica vera e propria si tratta. Questo carrozzone venne costituito non per utilità o economicità di operazioni fatte in collaborazione con diversi comuni anziché da uno solo, è stato solo un voler costituire una "fabbrica di poltrone", beninteso non da costruire, ma da sfruttare. 
Queste poltrone sono quelle che dovevano garantire stipendi o tornaconti, non solo economici, alla parte politica della stragrande maggioranza dei sindaci dei comuni consociati. 
Tanto per fare un esempio di quanto Salsomaggiore abbia goduto di questo, ricordo che l'allora sindaco Grolli si propose come un salvatore della patria, pardon, del comune, sbandierandone l'utilità ai suoi cittadini. 
Poi a rompere le uova nel paniere arrivò Franchi, che vinse contro Tedeschi al ballottaggio e proprio lui portò a termine l'operazione di uscita del comune di Salsomaggiore dalla famigerata unione, che oltre alle poltrone da sfruttare, nel frattempo aveva già prodotto una elevata dose di debiti. 
Dopo le dimissioni di Franchi, Tedeschi si prese la rivincita e tra le prime cose da portare a termine era la "rentrèe" in pompa magna nell'Unine Terre Verdiane, che nulla aveva di verdiano, solo un nome da sfruttare che interessava solo il comune di Busseto, tra l'altro esercitando in modo estremamente conflittuale il rapporto con il Grande Maestro, questo quando era in vita. 
Ma lo sappiamo tutti, Lui scelse di andare per pochissimi metri oltre l'Ongina, staccandosi così dalla "odiatissima" Busseto, ma allora cos'ha di verdiano questo carrozzone?
Ma torniamo indietro un attimo: l'unione Fidenza-Salsomaggiore viene proposta esclusivamente per evitare il default dei comuni che attualmente fanno parte dell'Unione Terre Verdiane: se l'unione viene sciolta tutti devono partecipare ad un rientro immediato della situazione debitoria di tale unione, il che vorrebbe dire metterli tutti in bancarotta. 
Trovando invece il surrogato dell'unione Fidenza-Salsomaggiore i due maggiori comuni della unione in fase di scioglimento, prenderebbero per mano tutti i debiti pregressi dell'intera Unione dei Comuni delle Terre Verdiane spalmandoli in trent'anni. 
Non si tratta quindi di chiedere alla gente se è favorevole o meno a questa unione, la domanda più pertinente per questa sorta di consultazione popolare sarebbe: "Ma lei sarebbe favorevole ad una unione dei comuni di Fidenza e Salsomaggiore, non tanto per interessi reciproci, ma soltanto per accollarsi i debiti enormi, pazzeschi, incredibili generati da amministrazioni che volevano solo creare poltrone per amici e amici degli amici fregandosene altamente del debito che sarebbe ricaduto sulle spalle dei cittadini?". 

                                                       Germano Meletti

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