mercoledì 21 settembre 2016

Fidenza contro le mafie e la corruzione

Sabato 24 settembre al Ridotto del Magnani, il lancio dell'iniziativa

Formazione destinata ad Amministratori, dipendenti pubblici, scuole e cittadini

Fidenza sta con la legalità e ribadisce il suo “no” alle mafie e alla corruzione con una nuova stagione di informazione e formazione che vedrà testimonial d'eccezione: Don Luigi Ciotti, Nando Dalla Chiesa e Roberto Montà.
Sono questi gli strumenti del progetto di contrasto alle mafie e di promozione di una cultura della legalità e della cittadinanza responsabile che il Comune di Fidenza mette a disposizione degli Amministratori, dei dipendenti pubblici, delle scuole e dei cittadini, perché la lotta all'illegalità si vince tutti insieme. Il progetto coinvolgerà anche quest'anno le scuole, dove si formano i cittadini di domani, luogo ideale per diffondere la cultura della legalità.
Partner del progetto sono Avviso Pubblico, il Gruppo Abele e la Regione Emilia-Romagna.

Gli incontri pubblici
“Fidenza contro le mafie”, così si chiama il progetto, prenderà il via sabato 24 settembre alle ore 10.00 al Ridotto del Teatro Magnani con un incontro pubblico che porterà due importanti testimonianze per comprendere il potenziale di pervasività delle organizzazioni criminali, e in particolare della 'Ndrangheta, nonché i luoghi d'origine e i territori d'insediamento.
“Da Sud a Nord, raccontare e vivere la ‘Ndrangheta” è il tema dell'intervento di Antonino De Masi e Michele Albanese.
Antonino De Masi è un imprenditore di Gioia Tauro che lavora nell’area portuale, nonostante abbia subito minacce e attentati. L'azienda De Masi, negli anni '90, è stata la prima a chiudere per mafia in seguito a un attentato dinamitardo. Oggi la famiglia De Masi vive blindata e continua a produrre in Calabria.
Michele Albanese, giornalista del "Quotidiano del Sud", fece lo scoop sull'inchino della statua della Madonna delle Grazie alla casa del boss Giuseppe Mazzagatti a Oppido Mamertina, poi diventato un caso nazionale. Michele è sotto protezione dal 2014, dopo che è stata intercettata una conversazione in cui si parlava di un attentato della ‘Ndrangheta contro di lui.
L'incontro sarà moderato da Luca Ponzi, giornalista Rai.

Nel mese di novembre, Fidenza avrà come testimonial d'eccezione del progetto:Nando Dalla Chiesa, scrittore, sociologo e politico italiano, figlio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che presenterà il libro “Passaggio a Nord. La colonizzazione mafiosa”, nel quale approfondisce il tema delle infiltrazioni mafiose nel Nord Italia.
A concludere il progetto, in dicembre, sarà l'incontro con don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e dell'Associazione Libera, e Roberto Montà, Presidente di Avviso Pubblico e Sindaco di Grugliasco.

La formazione
Un cittadino informato e consapevole, qualunque siano la sua età e la sua professione, è l'elemento cardine della lotta alle mafie. In questo contesto, Amministratori e dipendenti pubblici del territorio vasto, per il ruolo particolare che rivestono, sono i destinatari privilegiati dell'azione di formazione, che non può però prescindere dal coinvolgere gli studenti e i cittadini.
Saranno tre le giornate formative. La prima giornata, dal titolo “Infiltrazioni mafiose e reati ambientali” avrà come obiettivo la costruzione di un momento formativo e di raccordo destinato a raccogliere e integrare processi, criticità e prospettive nel contrasto ai reati ambientali. Relatore sarà Antonio Pergolizzi, coordinatore dell'Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente e curatore della ricerca.
La seconda giornata vedrà gli interventi di Alberto Vannucci, Coordinatore Master Anticorruzione Università di Pisa, e Mariagrazia Bonzani, Capo Area Organizzazione e Personale del Comune di Bologna, che, sul tema “I codici di comportamento e l'analisi del rischio corruzione”, valorizzeranno il ruolo degli Enti locali e dei loro dipendenti: da un lato rappresentando quali strumenti sia possibile mettere in campo, dall'altro raccontando una specifica esperienza.
Il tema del terzo incontro sarà “Il Whistleblowing”: il lavoratore che scopre un'irregolarità e la denuncia. Si procederà all'Analisi dell’Istituto del Whistleblowing, della sua relazione con la normativa e le politiche Anticorruzione e la presentazione di buone prassi fra pubblico e privato. Relatore sarà Michele Vitali, laureato con lode all'Università Bocconi, ha lavorato per più di 25 anni nel settore bancario fra l'Italia e Londra e come Deputy Country Manager per una grossa banca europea, nella media impresa e come consulente. È stato membro del Consiglio di amministrazione di diverse società quotate e del Fondo Pensione “negoziale” Cometa. È attualmente membro dell'Advisory Board – Transparency International Italia.

3 commenti:

  1. iniziativa encomiabile, ricordo solo che per quasi 2 anni il venditore di frutta e verdura che si piazzava quasi quotidianamente in via Gramizzi sulla pista ciclabile davanti al distributore dell'Erg, ha fatto quello che voleva nonostante numerosissimi interventi di Vigili Carabinieri e Finanza fregandosene delle numerose sanzioni ricevute.
    quante attività, spesso imprese edili, nate dal nulla che prosperano nonostante la crisi del settore sono presenti sul territorio ??
    quanti personaggi lasciano buchi enormi, chiudono e dopo poco tempo riaprono sempre in zona per lasciare nuovi buchi ??
    un paese serio adotterebbe leggi per rinchiuderli e buttare le chiavi......
    dimenticavo che purtroppo di serio c'è molto poco in questo paese......

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  2. Certamente encomiabile, però noi cittadini è da una vita che conosciamo benissimo queste realtà mafiose. Ma perchè quando, a cavallo degli anni 70\80, dicevamo agli amministratori che secondo noi c'erano dei personaggi pericolosi, alcuni in confino, arresti domiciliari, ecc, tutti dicevano che non era vero.
    E ora dovremmo sorbirci la solita lagna? A che pro?
    Forse, se parliamo di corruzione, gli incontri possono servire ai soggetti interessati da questo fenomeno, politici ed imprenditori, di certo non ai semplici cittadini. Comunque, l'educazione ed il rispetto le si imparano in casa, fin da piccoli, e devo dire che i nostri genitori ce le hanno insegnate per bene.
    Poi se qualcuno, o molti, si sono dimenticati di questi saggi insegnamenti non lo so, ma queste sceneggiate servono a poco.

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  3. diciamo pure che ai nostri tempi se facevi una cazzata ti prendevi un ceffone e te lo tenevi stretto, guai a fiatare per non prenderne un altro.
    ora scatta la denuncia, lo si vede nelle scuole con genitori sempre pronti a giustificare il proprio pargoletto anche se palesemente coglione.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi