venerdì 16 settembre 2016

La chiesa nascosta di Fidenza



Presso il Museo del Risorgimento “Luigi Musini” di Palazzo Orsoline un pubblico numeroso ed attento ha seguito le annunciate due conferenze di apertura della "Festa della Storia"  quest'anno centrata sulla figura  di Maria Luigia d'Austria , Duchessa di Parma.


L'assessore prof.ssa Maria Pia Bariggi (vedi anche nota in fondo)
Dopo il saluto di Benvenuto Uni, presidente  dell'Associazione culturale “Le vie del sale”, Maria Pia Bariggi, assessore alla cultura, ha presentato brevemente l'iniziativa e le due giovani relatrici. 

La dott.ssa arch. Simona Rossi

Nella prima conferenza che aveva come titolo "Il deposito durante il governo di Maria Luigia" Simona Rossi ha ripercorso la storia del complesso costruito dalla Compagnia di Gesù alla fine del XVII secolo. Espulsi dai nostri territori nel 1768 l'edificio tornò a nova vita quando, nel 1810, l'amministrazione napoleonica lo adibì a "deposito" per "poveri e vagabondi che infestano la città".  
Ma fu solo nel 1816 che il "deposito", assunse quella struttura che poi conservò per più di un secolo. Tra i primi atti di governo Maria Luigia dotò infatti l'istituto di adeguate rendite e di un'organizzazione stabile.

La dott.ssa arch. Riccarda Cantarelli
Con particolare interesse il pubblico ha poi seguito la conferenza di Riccarda Cantarelli che aveva come titolo "Lo spazio ipogeo della G.M. di Dio a Fidenza" già oggetto della sua tesi di laurea.
Attraverso un ricco supporto iconografico ha mostrato come nell'interrato della Chiesa della Gran Madre di Dio sia stato ricavato fin dalla costruzione un spazio la cui forma ripete quella della sovrastante chiesa che tutti conosciamo. I depositi alluvionali nel tempo si sono sedimentati e un reimpiego dello spazio richiede la loro rimozione. Ma, al di la dell'esposizione del ritrovamento, il cui merito va senz'altro attribuito al nostro compianto studioso Don Amos Aimi, Riccarda Cantarelli ha tracciato quello che sarebbe auspicabile fare per un utilizzo a vantaggio della città. La sua conferenza aveva infatti come sottotitolo "Un progetto possibile", 
Il confronto per ampiezza con altre realtà ipogee è favorevole a quello di Fidenza.



Nota:
Ricordava giustamente Maria Pia Bariggi che più di 50 anni fa alcuni giovani fidentini avevano "nascostamente" scoperto questi spazi nascosti. Ricordava Pia alcuni nomi tutti fidentini: Claudio Saporetti, Gianni Salvini ed Ezio Cantarelli ai quali io posso aggiungere Romano Ferrari, Franco Giordani e Dodo Rastelli. La loro esperienza è descritta nel volume "Nei misteri di fidenza e del suo territorio" di Claudio Saporetti pubblicato da Arte Grafica - Fidenza col n. 22 della collana "Quaderni Fidentini" nel febbraio 1983


Foto inviate da Angelo Orzi che risalgono a circa 10 anni fa

video

7 commenti:

  1. Veramente molto interessante per gli argomenti e la documentazione prodotta.

    RispondiElimina
  2. Fossero questi sotterranei il deposito dell'UNRRA del II° dopoguerra? A me pare di si, sbaglio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non credo. L'UNRRA la ricordo nei seminterrati lungo Via Romagnosi.

      Elimina
  3. No,i depositi dell'UNRA erano collocati in una stanza con accesso ai piedi della scalinata, dalla parte destra, dove successivamente si trovava la cantina vinicola di Biolzi. Ricordo il Sig. Claudio Allegri (ancora vivente) che da ragazzo faceva le consegne del vino con un carretto a mano.

    RispondiElimina
  4. Infatti, il mio ricordo mi riporta da "i Gesuiti".
    Lunga vita all'amico Claudio!

    RispondiElimina
  5. Chiedere a Don Felice. Qui per qualche anno è stato allestito anche un presepe.

    RispondiElimina
  6. Grazie per aver sollecitato la mia memoria e per il consiglio.

    RispondiElimina

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi