martedì 25 ottobre 2016

98º anniversario della Festa dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate.


Domenica 6 novembre verrà solennemente celebrato il 98º anniversario della Festa dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate.

Il programma che apparentemente rispecchia quello dello scorso anno è arricchito dell'apporto di docenti ed alunni delle scuole cittadine.
L'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Fidenza ha in animo di proporre un maggiore coinvolgimento, attraverso le scuole, dei giovani fidentini in vista anche del centenario che celebrerà la fine della Grande Guerra nel novembre 2018.


Piazza Garibaldi
ore 8.30: Benedizione delle corone d'alloro 
ore 9.30: Esecuzioni musicali della Banda “Città di Fidenza” per le vie cittadine 
Chiesa di San Pietro Apostolo
ore 10.00: Celebrazione della Santa Messa in suffragio ai Caduti di Guerra
Piazza Gioberti 
ore 10.40: Formazione del Corteo preceduto dalla Banda con la presenza del Gonfalone del Comune, delle Autorità, delle Associazioni Combattentistiche, d'Arma, del Volontariato, di docenti e alunni delle scuole 
Parco delle Rimembranze
ore 11.00: Deposizione della corona di alloro al Monumento ai Caduti, Silenzio d'Ordinanza e Alzabandiera, Esecuzione dell'Inno Nazionale e del Piave, letture degli studenti di Istruzione Secondaria Superiore
Ridotto del Teatro G. Magnani
ore 11.40: saluto del Sindaco Andrea Massari, intervento del Presidente dell'A.N.C.R. Locale Comm. Gino Narseti, letture ed esecuzioni musicali degli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado “P. Zani”

7 commenti:

  1. Germano Meletti26 ottobre 2016 11:27

    Trovo sia avvilente l'impostazione di questa festa. Mio nonno (classe 1887) combattè la prima guerra mondiale in tutti i fronti "caldi". Fu soddisfatto quando, dopo quasi sessant'anni, gli diedero la croce di Cavaliere di Vittorio Veneto, ma senza neanche una lira di riconsocimento. Poi abolirono la festa del 4 novembre, come tantissime altre feste (Epifania, San Giuseppe, 2 giugno, Ascensione, Chorpus Domini, San Francesco, Ognissanti ed il 4 novembre, che si chiamava "Festa della Vittoria"). Spero di non averne dimenticate, ma a poco a poco vennero reinserite quasi tutte, il 4 novembre no!!! Mio nonno morì nel 1977 con la percezione che a lui e a tutti quelli che erano con lui, comprese le migliaia e migliaia di soldati che diedero la vita, avessero subìto da questo stato un grandissimo torto. Questo stato che mai e poi mai pensò di toccare il 25 aprile ed il 1 maggio, sarà propaganda politica? Credo proprio di sì!!! Per farsi perdonare in parte ripristinò la festa come Festa delle Forze Armate, ma non il 4 novembre, bensì alla domenica più vicina al 4 novembre. Meritavano tutto questo i militari che, partiti giovanissimi, diedero la vita e cacciarono lo straniero? Secondo me reinserire quella festa era d'obbligo, delle Forze Armate o della Vittoria, oppure entrambe, ma era un obbligo ed una riconoscenza verso chi combattè al fronte della Prima Guerra Mondiale

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  2. A proposito di feste in zona dei primi di novembre, solo da un certo momento storico in avanti, dopo la Festa di Ognissanti, venne fissata quella in onore e ricordo dei morti. Nel 998, l'abate Odilone di Cluny dispose che in tutti i monasteri cluniacensi il 2 novembre, dopo i vespri di Ognissanti, si celebrasse la memoria dei defunti e si pregasse per loro. Successivamente questa pratica si estese a tutta la Chiesa occidentale, costituendo per quella data il Giorno dei morti.

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  3. Cabassa Andrea26 ottobre 2016 20:32

    ma si pagheranno anche qui i 2 euro per entrare ???

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  4. Ma per entrare dove?

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  5. Questa del 4 novembre è la commemorazione di chi è morto in una guerra di enormi proporzioni; non c'è da festeggiare se non che la guerra per fortuna è finita. Poi gli storici hanno fatto indagini e scritto molto.Gli storici hanno cercato di capire perchè è iniziata la guerra e chi pensava di ottenere dalla guerra vantaggi. Forse era possibile ottenere gli stessi risultati per l'Italia senza partecipare a una guerra devastante? Rimane il fatto che è morta quasi un'intera generazione di giovani e si è generata nuova povertà, e questo ha condizionato anche la vita in Italia nei decenni successivi, in senso negativo. Anni fa, il 4 novembre si festeggiava la vittoria in quella guerra, adesso si mantiene la memoria di questo evento terribile, per ricordare il valore della pace.

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  6. È stata la guerra di chi ha lasciato il proprio borgo, il proprio paese in nome di un'obbedienza ad un' autorità che stava in alto. Il Sud soprattutto era passato in pochi decenni dal dominio dei Borboni ad un nuovo governo che si è fatto conoscere soprattutto con nuove tasse. Molti erano analfabeti, non sapevano neppure dove li avrebbero mandati, si sono trovati fra commilitoni "stranieri"che parlavano dialetti strani. La loro unica sicurezza erano i ricordi dei loro cari lasciati al paese.
    Questi soldati hanno fatto la guerra, molti sono morti senza sapere perché, a loro va il merito ed il rispetto.
    Chi era rimasto a casa leggeva , o si faceva leggere, i proclami dal fronte dei comandanti . Il "Firmato Diaz"fu scambiato per nome e cognome del Generale e ai nuovi nati fu dato il nome Firmato.
    Si raccontava che un padre alla domanda del figlio:"Popà , chi èl al gueran?", rispondesse: "L'è n'om cun an capèl grand."

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  7. Abbiamo dichiarato una guerra offensiva senza alcuna preparazione, male armati, senza nemmeno gli elmetti per i fanti, acquistati dalla Francia, e una mitragliatrice ogni 10 km. Non abbiamo fatto altro che prenderle, fino all'autunno del 1918, grazie ai nostri generaloni, gloriosi ed eroi solo per le decimazioni di poveri cristi di soldati, che venivano massacrati grazie ai loro errori tattici e strategici. Famoso il generalissimo Cadorna, eroe da tavolino, convinto della bontà dei suoi sistemi da serial killer di fanti. Alla fine, abbiamo vinto solo perché l'esercito asburgico si era dissolto.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi