venerdì 23 dicembre 2016

A ritroso nella nostra storia: il dispensario e la Casa della Salute

1928 inaugurazione

Dal Dispensario alla Casa della Salute
Quasi novant'anni di storia

La cura della salute fisica dei cittadini estesa alla prevenzione ha avuto durante il fascismo, a Fidenza come altrove, importanti realizzazioni di cui si conserva e poi si perde memoria. 

Il Dispensario antitubercolare era un piccolo edificio adiacente all'ex-ospedale inaugurato nel 1928. Tre anni fa fu abbattuto insieme a gran parte dell'ex ospedale nella previsione di costruirvi capaci condomini ed anche una cosiddetta Casa della Salute. 
Gli edifici dello storico complesso ospedaliero erano stati ceduti alla privata iniziativa a seguito della costruzione del nuovo ospedale civile.
Oggi nell'area rimane lo squallore  più totale ed il progetto della Casa della Salute è stato abbandonato.

16 ottobre 2009

21 settembre 2012
cerimonia di commiato

23 febbraio 2013

8 marzo 2013
senza tante cerimonie 

11 novembre 2015 

10 commenti:

  1. Franco Bifani10 marzo 2013 10:07

    Ambrogio, negli anni 70, precisamente ora non ricordo l'anno, anch'io e alcuni miei colleghi insegnanti avevamo dovuto passare una visita al Dispensario; ci ridevamo un po' su, perchè, a quei tempi, era una malattia ormai "fuori moda", anche se pare che ora stia ritornando, alla chetichella.

    RispondiElimina
  2. Sono alcuni versi di Garcia Lorca estrapolati, un pò quì e un pò là, dal LAMENTO PER LA MORTE DI IGNAZIO (mio cavallo di battaglia di tanti recital in lingua). Io avverto così l'abbattimento di Ospedale e Dispensario.

    Non voglio vederlo!! Il mio ricordo si brucia, ditelo ai gelsomini con il loro piccolo bianco...
    Non voglio vederlo!!!
    Non c'è calice che lo contenga,
    non rondini che se lo bevano,
    non c'è brina di luce che lo ghiacci,
    né canto, né diluvio di gigli.
    Non c'è cristallo che lo copra d'argento.
    Noo!! Io non voglio vederlo!!!

    RispondiElimina
  3. Io non sono un architetto, ma mi pare che questo edificio non avesse i caratteri di un edifiicio storico. Giustamente chi ha acquistato l'area ne ha fatto quello che meglio ha ritenuto. Non capisco i rimpianti..per l'edificio demolito? o per il regime caduto?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ed era tutto gratuito. Almeno questo tipo di rimpianto dovrebbe essere comprensibile a tutti.

      Elimina
  4. Nessun vincolo come memoria storica, nessun vincolo per pregio architettonico, quindi niente rimpianti che tu possa capire visto che li stai cercando dal lato sbagliato aiutandoti coi puntini.

    RispondiElimina
  5. I Dispensari Antitubercolari vanno per lo meno ricordati per il ruolo svolto a favore della sanità pubblica. In un tempo in cui si moriva di tubercolosi, furono importanti la prevenzione e la cura che, unitamente alle migliorate condizioni igieniche ed economiche, consentirono di eliminare questa malattia , vera piaga sociale. Ricordo che fino all' inizio degli anni '70 per accedere ai concorsi statali era necessario sottoporsi a schermografia toracica.

    RispondiElimina
  6. Adesso invece abbiamo il pronto soccorso dell'ospedale di Vaio, dove e' preferibile fare euranasia, piuttosto che entrarci.

    RispondiElimina
  7. Un luogo dove sei trattato come un relitto.

    RispondiElimina
  8. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  9. Meglio non fare troppo i disfattisti,riguardo al Pronto soccorso in altri Paesi ,o in altre regioni italiane ,la situazione è molto peggio, oppure ti curano solo se paghi, e non poco.

    RispondiElimina

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi