giovedì 29 dicembre 2016

"Libero scambismo e altre pruderie" in un saggio di Franco Bifani

De gustibus

Carissimo Ambrogio,
ho appena terminato di leggere un servizio sui club privè, in una pagina della Gazzetta on-line, e mi permetto di sottoporti qualche mio pensiero in proposito.
L'esibizionismo è un impulso, prevalente nei maschietti, ad esporre i propri genitali, naturalmente ritenuti interessantissimi ed inimitabili, ça va sans dire!, per vedere, ma non di nascosto, l'effetto che fa.  

Oggi lo praticano, in modo compulsivo, anche le femminucce in giovanissima età, in sostituzione del Bancomat.
Chi frequenta i club privè è incapace di realizzare un rapporto sessuale con un partner  qualsiasi e cerca, nell'esibirsi, una conferma illusoria della propria virilità o femminilità.
Le donne, hanno forse una componente più mirata al piacere di essere osservate e concupite. Ma è solo una difesa maniacale contro la depressione, la frigidità, il timore di essere niente e nessuno: infatti, pensano loro, se sono oggetto di sguardi, vuol dire che esisto. Si tratta di un voyeurismo attivo o passivo, per cui costoro, nell'atto sessuale, privilegiano le componenti voyeuristiche rispetto a quelle genitali.
Ci sono quantità enormi di siti per scambisti, specie on-line, dove le coppie esibiscono foto molto esplicite, a livello urologico e ginecologico, della loro fisicità dedicata alla funzioni richieste.
Ci sono numerosi luoghi d'appuntamento, oltre agli appartamenti privati ed ai club, come certe zone di campagna -succedanee delle famose “camporelle” di antica memoria- o determinati posteggi stradali, dove allegri ed arzilli maritini e mogliettine si esibiscono in piroette mirabolanti di accoppiamenti vari, mentre orde di voyeuristi  ne riprendono le prodezze con le videocamere.
Si scambiano poi i risultati degli shows precedenti, tra scambi di effusioni, complimenti ed auguri di buon godimento e proseguimento.
Io, dico la verità, posso capire che si accendano, ogni tanto, barlumi di esibizionismo e scambismo, anche nelle coppie più caste e timide, fa parte dell'umana natura, siamo tutti un poco aberranti e perversi, nell'ambito sessuale, anche se ben pochi lo riconoscono. Ma tra l'immaginare ed il realizzare, c'è di mezzo non tanto il mare, ma un comune e sano senso del pudore.
Come si può riuscire a vendere il proprio corpo e quello del partner, come su una bancarella del mercato? Non si tratta di ipocrisia, di pruderie da benpensanti e perbenisti, ma della propria dignità psicofisica.
E poi, anche solo da un punto di vista strettamente genitale, tra due partners, in certe occasioni, è indispensabile una sana complicità, ad ogni livello, psicofisico ed immaginifico, che necessita di un certo periodo di rodaggio.
Mi pento e mi dolgo, con tutto il cuore, di non riuscire a comprendere gli scambisti; chissà, forse magari in un'altra vita. Ma non credo nemmeno nella metempsicosi...
Franco Bifani

3 commenti:

  1. Per S. Stefano, a Venezia, si perpetrerà un'oscenità ancor più grave dello scambismo, con la cenetta tra VIP -Very Idiot Persons-, organizzata da quel simpaticone dello chef iperuranico, Carlo Cracco: 1500€ a testa, per 60 personaggi scandalosi, che gettano lo stipendio di un operaio al vento, in una serata, per ingollare le fesserie del veneziano ai fornelli. Roba da galera! Poi, però, depositeranno i loro escrementi aulici non nel solito WC da poveracci, ma in uno della ditta di arredamento, sponsorizzata sempre da Cracco. Vuoi mettere?

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  2. Caro Biffino, circa l'argomento che hai trattato oggi, non ho elementi di giudizio, in quanto, non ho mai conosciuto scambisti (quanto meno che mi abbiano detto di esserlo), non ho mai visto alcun sito che ne tratti, non mi interessa proprio un accidente di niente delle loro peripezie sessuali e li considero soltanto dei poverini pervertiti. Sono grave? Hòja da färäm vödar da von bräv däbón? Buon Anno ad Ambrogio, a Biffo, a tutti i collaboratori e ai vostri lettori.

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  3. Clary,mio invece io conosco uno scambista, lavora alla stazione di Fidenza, agli scambi di binari, in una cabina elettronica. Non potevo mandarti gli auguri, ero a Firenze al concerto di Mika, con la Betta e poi ci si sono bloccati i cellulari,,fino ad ora, xké si era spostata la Simcard. Ora vado a scambiare delle verdure grigliate e dei burger di soia, donati a io me dalla Vegana figlia Marta.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi