giovedì 8 dicembre 2016

Testimone di una strage

Testimone di una strage

Fabrizio Garghetti nacque il 17 luglio 1939, a Salsomaggiore, dove il padre, Giorgio -se ben ricordo-, gestiva un negozio di ottica e fotografia, della ditta Viganò, in Largo Roma, allora unico, nel suo genere, sempre zeppo di clienti, specie in tempo di stagione. Lì, i miei acquistarono le decine di occhiali, che, da bambino, distruggevo, regolarmente, a distanza di tempo molto ravvicinata, nel giocare alla guerra, da scalmanato, con una masnada di coetanei.
Quel negozio divenne anche l'unico punto di riferimento, a Salsomaggiore, per gli appassionati di dischi, i primi 45 giri in vinile.
Fabrizio Garghetti si recava, con la famiglia, nella cittadina termale, durante l’estate, mentre, d’inverno, gestiva alcuni negozi dell’ottica Viganò a Milano.
Aveva ottenuto la licenza di ottico optometrista e poi aveva seguito i corsi di fotografia presso l’Umanitaria di Milano, ora Istituto Riccardo Bauer.
Dal 1960 al 1982, Garghetti svolse la professione di ottico optometrista presso l’Ottica Giovenzana di via Durini, a Milano, che diventerà un punto d’incontro di artisti, galleristi e, soprattutto, dei fotografi delle Case editrici Rizzoli e Mondadori, tra cui anche Oliviero Toscani.
Aveva uno studio in Largo Richini, di fronte all’Università Statale di Milano, e qui iniziò a documentare le vicende del Movimento Studentesco di fine anni ‘60.
Il 12 dicembre 1969. quando esplose l'infame bomba di Piazza Fontana, Garghetti stava lavorando nel suo studio, poco distante dal luogo dell’attentato.
Ad oggi, nel suo archivio, sono presenti le dure immagini, scattate a pochi minuti da quella strage. Parlando di quell’evento, il fotoreporter aveva confessato che il forte odore dei corpi bruciati gli impediva, più di ogni altra cosa, di ragionare lucidamente.
Franco Bifani

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