venerdì 27 gennaio 2017

Consiglio Straordinario “ Sanità”: l'intervento di Gabriele Rigoni


Riportiamo qui di seguito il testo completo dell'intervento del Consigliere Gabriele Rigoni Di Rete Civica Fidenza nella seduta straordinaria del Consiglio Comunale di ieri pomeriggio, giovedì 26 gennaio, nella sala A dell'Ospedale di Fidenza per discutere su importanti temi della sanità locale e provinciale. La convocazione del Consiglio Comunale era stata richiesta dai gruppi consiliari di Forza Italia, Movimento 5 Stelle e Rete Civica Fidenza.
Gabriele Rigoni, a sinistra nella foto

Come rappresentanti di Rete Civica Fidenza in Consiglio Comunale abbiamo chiesto, per la seconda volta, un Consiglio straordinario sul tema delle sanità al fine di poter meglio seguire gli sviluppi del piano riorganizzativo in corso, di cui diversamente non saremmo stati messi a conoscenza nei dettagli. Come movimento civico vorremmo invece essere informati e poter vigilare su un tema, quello della sanità, che ovviamente non ha, ne’ può avere colori politici. Ringraziamo per questo i due Direttori Generali, Dr.ssa Saccenti e Dr. Fabi per la loro presenza e disponibilità. Esiste ancora oggi una diffusa percezione di insufficienza dei servizi sanitari dedicata alla nostra comunità. Pur avendo servizi di ottimo livello, basti pensare all'ospedale di Vaio, nelle aspettative dei cittadini del nostro territorio, ci sono sempre margini di miglioramento. Una sanità adeguata ai bisogni è un diritto dei cittadini ed un dovere da parte delle istituzioni . La qualità dei servizi sanitari del nostro territorio ha raggiunto in questi anni “buoni livelli” che, non possono essere messi in discussione dalla ricerca di una eccessiva riduzione dei costi, riduzione che potrebbe mettere a rischio il mantenimento a pari livello, di un servizio sanitario pubblico, universale, che garantisca accesso alle cure a tutti i cittadini. Ci auguriamo ed auspichiamo quindi, non solo che il sistema venga “mantenuto”, ma anche che si sviluppi ed abbia le risorse adeguate in termini di spazi, persone e tecnologie. E' di questi giorni l'allarme dei Sindacati nazionali, i quali registrano un forte calo del personale causato dal blocco del turn over, in parallelo all' aumento dell'età media dei dipendenti; 10.000 le persone in meno tra medici, infermieri, Oss e tecnici della riabilitazione, nel solo 2015. Il rischio è che il sistema collassi e che “si ‘impoverisca’, non solo di risorse economiche, ma anche umane. E' con estrema soddisfazione che cogliamo lo stato di avanzamento della “nuova ala ospedaliera, partendo dai nuovi locali del P.Soccorso, recentemente inaugurati e già funzionanti, ma con registriamo la preoccupazione, più o meno espressa, in merito alla inadeguatezza quantitativa delle risorse umane, rispetto ai nuovi spazi e la nuova organizzazione del lavoro. Abbiamo anche molte preoccupazioni sul rischio di perdere professionalità e competenze nei ruoli dirigenziali, sia dei dipartimenti che nei reparti; questo potrebbe causare la diminuzione dell' attrattiva del nostro ospedale e un “ fisiologico” appiattimento verso l' Azienda ospedaliera di Parma o verso la sanità piacentina . Crediamo che l'Ospedale di Fidenza possa avere un'opportunità importante : nell'asse della Via Emilia, può essere la cerniera tra Parma- Piacenza; ma potrebbe anche rischiare, vicino a due Aziende forti, Parma e Piacenza, di diventare un polo di importanza secondaria, troppo satellite alle due realtà maggiori . Non si vogliono mettere in discussione le integrazioni già in corso, Ospedale di Fidenza con l'Ospedale di Borgotaro, Azienda Usl e Azienda Ospedaliero Universitaria di Parma, ne tantomeno i confini delle aree vaste, ma va osservato che alcune regioni che hanno già sperimentato questi percorsi, obbligati dalle minori risorse economiche , ne hanno già constatato i limiti e stanno rivedendone la progettualità . Oggi siamo qui per ribadire che per noi, l'uso integrato degli ospedali è una strada, ma valorizzandone e non certo svuotandone il ruolo! Dovremmo dare una doppia risposta: centralizzata e multi-specialistica, senza perdere “la prossimità “ con servizi di base che tengano conto di un territorio che sta invecchiando;questo conservando anche i servizi specialistici ed rafforzando i legami col territorio. A riguardo, riteniamo sia necessario dotare Fidenza di più posti di Lungodegenza e riabilitazione. I 10 posti programmati “ rischiano di essere insufficienti”, anche alla luce di un Ospedale di Comunità, quello di S. Secondo P.se, che svolge un ruolo prevalentemente a favore per il territorio della Bassa. Al tal proposito basti pensare che la nostra comunità sta, come detto, invecchiando e sarà sempre più gravata da situazioni di perdita di autonomia e indipendenza . Oggi, molto spesso, il dopo ricovero è gestito o a Parma ( Don Gnocchi ) o a Villa Igea o nelle Case Protette della Bassa parmense con disagio per i familiari a loro volta spesso anziani. Inoltre Fidenza ha rinunciato molti anni fa ad avere posti di RSA (residenza sanitaria assistita ). Questa scelta a nostro avviso va riconsiderata, così come riteniamo vada potenziata l'attività a domicilio, con particolare riguardo al tema delle cure palliative. Per le cure specialistiche, l'Ospedale di Fidenza ha potenzialità di sviluppo anche su branche altamente specializzate come quella delle malattie rare, dove si può dar seguito al progetto avviato alcuni anni fa sulle “malattie rare neuromuscolari” , progetto finanziato dalla Fondazione Cariparma . Altro tema: la costante riduzione di posti letto . L'Emilia-Romagna ha attualmente 4,2 posti letto per 1000 abitanti. Per adeguarsi agli standard nazionali indicati dal decreto ministeriale (3,7 posti letto per 1000 abitanti, comprensivi di 0,7 per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie ) ha disposto un ulteriore contenimento di posti letto nel 2016: -815 posti per gli ospedali pubblici entro il 31 dicembre 2016. Una “riduzione rischiosa”, se si pensa che questo ulteriore calo va a sommarsi ai meno 1700 degli anni precedenti e che l’indice di occupazione media non si combina con le caratteristiche di un territorio “sempre più anziano”. Quanti cali avremo e in quali ambiti nella Provincia di Parma ? La riduzione di posti letto “purtroppo” non è bilanciata da reali politiche sanitarie di crescita delle cure primarie e dell'integrazione ospedale-territorio. Basti pensare che la nuova Casa della Salute di Fidenza è stata pensata senza la piena integrazione professionale tra medici e altri operatori sanitari, tra servizi ospedalieri e territoriali, tra sanità e sociale, dato che non abiteranno negli stessi spazi. Il che crea dispendio di energie tra gli operatori e non adeguata accessibilità ai cittadini .Come può un cittadino autodeterminarsi nel pellegrinaggio alla ricerca di risposte di salute, se queste non sono disponibili in un unico luogo ? Come può un processo di integrazione vera svilupparsi se non in una logistica comune del mondo professionale sanitario? E' necessario, nell’applicazione dei piani di riordino e di sviluppo, garantire la qualità dei servizi e coinvolgere tutti i professionisti nelle scelte strategiche. Per l’Ospedale di Fidenza abbiamo bisogno di una forte caratterizzazione, di obiettivi di crescita e di forte coinvolgimento degli operatori coinvolti. Vigileremo, per quanto a noi possibile, affinché vengano garantiti i giusti livelli di assistenza nella nostra realtà e come movimento civico intendiamo dare un nostro positivo contributo.

1 commento:

  1. Bravo Riga, finalmente un discorso esaustivo alle aspettative dei cittadini di conoscere la realtà dell'assistenza sanitaria e assistenza e ai bisogni della terza età, complimenti.
    l'Anonimo di Borgo

    RispondiElimina

Ädèssa a vüätar . Adesso a voi