giovedì 26 gennaio 2017

Il Parco Guernica, Piazza Garibaldi e dintorni

1952 - La "liberazione" dell'area Guernica
L'attuale Parcheggio Guernica in Via Mazzini negli anni cinquanta era solo un vasto spiazzo liberato dai resti della Rocca e degli edifici ad essa legati.

Nella foto vediamo l'arena estiva del Cinema Centrale e, appena oltre, i tetti dei bassi locali del caseificio Porcellini, ora quest'area è completamente "condominiata" e al posto del delle piante abbiamo l'Hotel Astoria. 
Dalla parte opposta rimanevano due capannoni adibiti a deposito granaglie della ditta Fantoni e una bassa costruzione mattoni vista. In quegli anni prendevano forma Palazzo Porcellini, lo scalone di rappresentanza e i fabbricati condominiali che delimitano il parco a est e si prolungano in Via Mazzini ed il parco veniva completato in uno stile semplice come usava allora. A memoria dei bombardamenti subiti Fidenza dedicò successivamente il parco giardino alla città spagnola di Guernica o meglio basca -Gernika-Lumo-. 
Negli anni novanta, il giardino conobbe un progressivo abbandono sino all'evento stazione/tunnel. Oggi è un parcheggio a pagamento.



Una terrazza sulla pianura padana ed il parcheggio pluripiano.

Questo parco doveva "scaricare urbanisticamente" la pesantezza degli edifici residenziali e di servizio tra Palazzo Porcellini e la ferrovia. Ma già con il programma dei lavori pubblici del 2011 era prevista la realizzazione di un parcheggio pluripiano nell'area del parco Guernica, ipotizzando il finanziamento di questo progetto   con apporto di capitale privato.
Oggi il progetto del parcheggio pluripiano è accantonato, se ne riparlerà in tempi migliori o peggiori, ma nel frattempo è sparito completamente quel poco di verde che ancora faceva memoria del cosiddetto Parco Guernica..

L'idea del pluripiano non è comunque recente, se ripercorriamo infatti il discorso urbanistico della città troviamo che già nell'immediato dopoguera Luigi Bormioli (vedi nota) vedeva il prolungamento  di Piazza Garibaldi sino a Via Mazzini come parte del suo sogno di città.
Ce lo dicono Mino Ponzi e Massimo Galli in un libro che una quarantina di anni fa hanno dedicato a Luigi Bormioli:
"Particolarmente suggestiva è la proposta di sistemazione di piazza Garibaldi, per la quale si suggeriva il prolungamento fino a via Mazzini, appoggiandola su un muraglione con davanzali, mentre il cantinato della Rocca e tutto il dislivello fra via Mazzini e piazza Garibaldi avrebbero dovuto essere sfruttati per autorimessa. Riguardo alla Rocca, Bormioli proponeva la conservazione delle parti meno lese, accanto al nuovo Palazzetto delle Poste (ben diverso, nella sua ipotesi, dall'attuale), soluzione questa abbastanza significativa e rispondente alla sensibilità moderna. La piazza veniva così a prefigurarsi come una terrazza sulla pianura padana, arricchita da una fontana, e delimitata da nuovi palazzi, in stile razionale, con un sistema di portici, sul lato ovest." 
La Terrazza: appendice di Piazza Garibaldi



Il progetto Bormioli vedeva quindi una soluzione di continuità tra Piazza Garibaldi e la Terrazza.
Abbiamo il disegno-progetto per Piazza Garibaldi, che poi non è stato realizzato. A ben vedere, aveva la sua logica nella continuità del pensiero urbanistico degli anni '30 con quello del dopoguerra. 
Manca nel disegno lo sviluppo dell'area della ex-rocca oggi occupata da palazzo Porcellini, altro palazzo che ricalca architetture prebelliche, e non certo le migliori. 
Il progetto prevedeva anche una soluzione di fontana che nelle sue linee costruttive è molto simile a quella realizzata cinquant'anni dopo. Altro particolare  è la lunga linea che attraversa la piazza, una specie di finto porticato, ebbene anche questo è stato poi riproposto, ma non realizzato, nel progetto di Piazza Grandi. 
Difficilmente gli architetti sanno essere originali e non è raro che nel riproporre prendano da altri facendole proprie le brutture. 



Restando nella Fidenza di Luigi Bormioli è giusto ricordare che fu lui a progettare il piazzale della stazione che ci ha accompagnato per circa sessanta anni per essere poi sacrificato al grande progetto, purtroppo realizzato, dei "Nuovi Terragli" . 
In questo casa la semplicità della soluzione del Bormioli permetteva all'impianto generale della piazza della di adeguarsi all'aumentato traffico ed alla necessità di sosta breve a servizio della stazione ferroviaria.

NOTA: Chi è Luigi Bormioli?
Discendente da una nota famiglia borghigiana (agli inizi dell'ottocento, i Bormioli avevano fondato una delle prime industrie della città, per la lavorazione del vetro, nei locali dell'ex Convento di S. Bernardo), egli frequentò l'Istituto d'Arte «Paolo Toschi» di Parma, ove conseguì il diploma di perito edile. Questi studi gli fornirono una buona capacità tecnica, soprattutto di disegnatore, senza però soddisfare le sue esigenze culturali e professionali. Per questo, attratto da istanze innovatrici, Luigi Bormioli,si avvicinò agli studi di architetti milanesi, legati all'ambiente razionalista, a contatto con i quali completò -quasi da autodidatta- la sua formazione.

2 commenti:

  1. Ambrogio, come sempre, il servizio è ottimo e, leggendoti, mi è venuto un tuffo al cuore Ho fatto un salto indietro di 35 anni quando, alla radio, ho intervistato Mino Ponzi e Massimo Galli sull'argomento che hai trattato oggi. Ohimè...Non ricordavo che poche cose, riaffiorate solo oggi leggendo il tuo pezzo. Grazie.

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  2. Il parcheggio Guernica è un monumento alla città a misura di automobile nel momento del suo massimo "splendore".
    Invece il progetto di piazza Garibaldi con i porticati tipo pensilina ferroviaria era abominevole, ma sarebbe stato un bel monumento all'era di cementopoli, che ha avuto molte degne rappresentazioni nell'edilizia borghigiana.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi