domenica 29 gennaio 2017

Lasciate che i pargoli vengano a me! secondo Franco Bifani

Lasciate che i pargoli vengano a me!


I bambini attaccano gli adulti in varie modalità, tutte tendenti ad un ricovero nel reparto Neurodeliri.
Hanno una voce molto acuta, grazie alle corde vocali ancora vergini.
Sono maledettamente piccoletti ed iperattivi, per cui ti si intrufolano tra le gambe, facendoti cadere, sbattono contro gli zebedei, come arieti con teste di 
granito.
Gli scappano pipì e popò sempre nel momento e nel luogo sbagliati, di solito nell'attimo clou di un film o di uno spettacolo in TV.
Non si lavano mai, odorano fortemente, ma non vogliono nemmeno essere lavati.
I loro attacchi micidiali iniziano fin da neonati. Ecco perché S. Agostino scriveva che, nei bimbi, è innocente la fragilità delle membra, ma non l'animo. Lo confermava anche Sartre.
I neonati usano i loro strilli a tutte le ore, per tenere svegli gli adulti e fiaccarne le reazioni, per deprivazione di sonno. Confezionano micidiali ammassi catabolici, nei pannolini, che, regolarmente, fuoriescono dai bordi, diluiti da enormi quantità di orina caldissima. A ciò si aggiungano i loro rigurgiti, corrosivi e acidi, sparati, solitamente, in faccia ai genitori, a getto, modello “L'Esorcista”.

I bambini, appena riescono ad esprimere frasi sensate, iniziano con una malefica raffica di richieste, del tipo: Mi compri? Mi prendi? Voglio...

Chiedono un regalo, tutte le volte che si esce, frignano insopportabilmente, se a tavola non c'è la bottiglia di Coca-Cola, vicino al piatto.

Non giocano mai con i loro costosissimi e iper-tecnologici balocchi, di cui hanno la cameretta piena. Non riescono a utilizzare un briciolo di fantasia, fanno tutto i giocattoli fantascientifici.

I bambini comunicano agli adulti le loro richieste, soprattutto tramite urla acutissime, quasi ultrasoniche, emesse specialmente in luoghi pubblici, per attirare l'attenzione di tutti i presenti, convinti che i genitori li stiano sadicamente torturando. Capiscono, gli infami, che questi loro comportamenti generano imbarazzo, vi fanno apparire come maligni Re Erode. Poi si buttano per terra, urlando come ossessi e artigliando i pantaloni o la gonna dei genitori.
Sanno di essere il micro e macrocosmo di casa, vogliono sempre di più. Sono dei grandi manipolatori degli adulti inconsapevoli. Non aiutano mai in casa, non collaborano, sembrano indifferenti al lavoro che svolgono per loro i genitori: schiavisti!
Baudelaire aveva detto che i bambini non servono nemmeno come confidenti. Addirittura, Jonathan Swift aveva assicurato che un bambino di un anno, ben pasciuto, costituirebbe un cibo delizioso, in qualsiasi modo venga cucinato. Che fosse un comunista pedofago ante litteram?
Io, da decenni, mal sopporto quei bimbi che, a teatro o al cine, continuano a passarti davanti, pestandoti i piedi ed oscurandoti la visione dei momenti di climax dello spettacolo. E quelli che, al ristorante, ben oltre l'orario canonico della nanna, frignano, sbraitano, sbattono cibo ovunque, giocano a rimpiattino, correndo, come bisonti, tra i tavoli di chi vorrebbe mangiare in santa pace, da solo o in compagnia. 
Quelli che ti sparano sabbia in faccia, sulla spiaggia, o che, bardati con maschera e pinne, in un metro d'acqua, esplorano gli abissi e ti conficcano la zucca durissima contro i gioielli, interrompendoti la contemplazione mistica della marina. 
Chi aveva osato pronunciare: Sinite parvulos ad me venire?

Franco Bifani

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