sabato 28 gennaio 2017

".. sul filo della memoria" il Consiglio Comunale solenne del 27 gennaio 2017

Fidenza ha celebrato il Giorno della Memoria con un Consiglio Comunale straordinario al Teatro Magnani. 
Qui sotto riprendiamo integralmente l'introduzione del Presidente del Consiglio comunale, Amedeo Tosi mentre il testo della relazione svolta dalla d.ssa Alessandra Mastrodonato  è visibile qui (PDF).




La città di Fidenza celebra in questo splendido teatro, in forma solenne, il “GIORNO DELLA MEMORIA”.

Ringrazio a nome del Consiglio Comunale chi ha organizzato questo momento, tutti voi che siete intervenuti ed in particolare  le autorità civili e militari, la prof.ssa Alessandra Mastrodonato dell’Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea di Parma ed i professori Andrea Vegetti e Romeo Zucchi della scuola secondaria di I grado “Pietro Zani”  .

Questa mattina l'Anpi Sezione di Fidenza e il Comune di Fidenza hanno organizzato un appuntamento dedicato ai ragazzi delle scuole, per non dimenticare l'orrore della Shoah e per trasmettere ai giovani i valori della democrazia, della libertà, del dialogo e del rispetto delle diversità.

Momento di riflessione che abbiamo voluto chiamare “LA MEMORIA NECESSARIA” oggi più che mai attuale in un contesto mondiale dove l'odio di origine razziale o religioso è drammaticamente presente.

Il 27 gennaio del 1945 i soldati sovietici liberarono il complesso concentrazionario di Auschwitz in Polonia: il più vasto allestito dai nazisti che includeva i campi di sterminio di  Auschwitz e Birkenau.

In quei terribili luoghi si consumò  la “Shoah” , che in ebraico significa “distruzione”, dove vennero eliminate tra un milione e un milione e mezzo di persone, soprattutto ebrei.

Per spiegare il significato di questa giornata uso le parole illuminanti e dense di significato di Piero Terracina, classe 1928:
“Il ricordo muore con le persone, la memoria invece vive perchè si tramanda dai testimoni diretti a coloro che hanno ascoltato che diventano così a loro volta i nuovi testimoni”.

Nel giugno scorso, con questo pensiero Piero ha concluso in questo teatro la  testimonianza commovente e straziante della sua vita di giovane ebreo che ha vissuto l'umiliazione delle leggi razziali, la cattura e la conseguente deportazione da Roma ai campi di sterminio di Auschwitz – Birkenau.

Nel marzo del 2015 presso il Ridotto del Teatro Magnani Tatiana Bucci ci ha descritto la tragedia della deportazione vissuta da bambina con i membri della sua famiglia.

Ripensando a questi due momenti così profondi e ricchi di testimonianza che abbiamo avuto la fortuna di vivere qui a Fidenza, in un percorso di “riscoperta della memoria necessaria”, ho trovato più che mai adatto il pensiero di Etty Hillesum anche essa assassinata nei campi di sterminio:  

Volevo solo dire questo – scrive Etty - la miseria che c'è qui è veramente terribile - eppure, alla sera tardi, quando il giorno si è inabissato dietro di noi, mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato, e allora dal mio cuore si innalza sempre una voce " non ci posso far niente, è così, e di una forza elementare", e questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un frammento di amore e di bontà che bisognerà conquistare in noi stessi. Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere " .

I fatti recenti sia in europa che medio oriente ci allarmano perchè mostrano che non possiamo abbassare la guardia. I crimini contro l'umanità e i genocidi nascondono un fondo oscuro che è rappresentato dalla negazione stessa dell'umanità propria e altrui.
Malgrado siano passati quasi 70 anni dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo che l’ONU ha approvato nel 1948, resta ancora da realizzare quanto affermato nell’art. 1:
“tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.
Sono convinto che la strada maestra sia ancora oggi quella prevista dall’ONU che si realizza nel costruire giorno per giorno la cultura dell'integrazione, dell'inclusione e della fraternità affermando questi valori in tutta la nostra città: dove ogni giorno si lavora, si fa impresa, si sviluppa l'intelligenza sociale, dove ci si cura nelle diverse patologie, dove si governano i processi di civile convivenza, dove l’uomo e la donna amano, sperano e sognano. Dove si incrocia la nostra vita.
Un messaggio finale mi sento di rivolgerlo ai giovani affinchè non si lascino condizionare da stili di vita egoistici, ma si aprano all'impegno generoso e appassionato per rendere migliore la convivenza nella nostra città.
Dei nostri giovani, protagonisti del loro futuro, abbiamo un grandissimo bisogno!!
In conclusione con questa celebrazione spendiamoci tutti per costruiamo assieme la città della fratellanza;  per fare “memoria” e diventare così nuovi attori di un mondo migliore.
Fidenza 27 gennaio 2017
Amedeo Tosi
Presidente del Consiglio Comunale

Ad Alessandra Mastrodonato dell'Isrec, l'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Parma, è stato affidato il compito della relazione storica. Nel suo intervento, che aveva come tema: “La memoria 'esercitata': appunti per una riflessione sul rapporto tra conoscenza storica e dovere di memoria”.
Alessandra ha posto particolare attenzione alla situazione italiana ricordando collegamenti ed episodi accaduti qui, vicino a noi, nel nostro territorio
.

Hanno poi preso la parola alcuni consiglieri comunali, nella foto Giuseppe Comerci durante il suo breve intervento

Particolarmente sentito ed apprezzato l'intervento del Comm. Gino Narseti, Presidente della locale sezione dell'Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Guerra e di Prigionia, che ha tessuto un elogio a Simon Wiesenthal che dedicò  gran parte della sua vita a raccogliere informazioni sui nazisti in latitanza per poterli rintracciare e sottoporre a processo tanto da guadagnarsi il soprannome di Cacciatore di Nazisti
In un ampio discorso il Sindaco Andrea Massari ha tirato le conclusioni della seduta consiliare. Il suo intervento ha cercato di leggere quei lontani drammi nell'attuale situazione mondiale che soffre anche oggi di discriminazione e marginalizzazione. Non sono mancato richiami alla cronaca di questi giorni.  
Dall'intervento del consigliere Francesca Gambarini:
"Oggi a Fidenza si è persa un'occasione ed è andata in scena una lezione di storia che non ha parlato degli orrori di Auschwitz e degli altri campi di sterminio. E dopo, una lezione di un sindaco che, purtroppo, altro non ha fatto che parlare di immigrazione. Dobbiamo dare ai più giovani degli spunti per riflettere e credo che oggi, e lo dico con rammarico, non sia stato fatto."

“Note sul filo della memoria” è il programma  musicale che ha chiuso l'incontro. Sono state eseguite musiche di Schulhjoff, Bozza, Milhaud, Jacob Tv, Williams a cura dei professori Andrea Vegetti e Romeo Zucchi e la partecipazione di studenti e studentesse della scuola secondaria di I grado “Pietro Zani”.



2 commenti:

  1. Si dice che le parole sono pietre, ma spesso sono come farfalle, volano lontano.
    Facili da spendere, spesso improduttive, ognuno le usa a suo comodo e profitto.
    Facciamo conoscere ai giovani gli orrori del passato, la storia che ha travolto i popoli, illustriamo da quali sentimenti bisogna rifuggire...Siamo ,però, coerenti e che le nostre azioni dimostrino che crediamo alle idee che vogliamo trasmettere loro. Riflettiamo in quale realtà li facciamo vivere, su cosa stiamo mostrando nei nostri comportamenti, nelle nostre parole, ognuno nel proprio quotidiano, altrimenti si può solo dire che anche quest' anno non si è mancati all'appuntamento.

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  2. Non posso dare torto a Francesca Gambarini; gli affiliati al PD non fanno che sproloquiare slogans sull'accoglienza più indiscriminata, basata su un buonismo ipocrita ed un calabrachismo masochista. Seciodo la loro visione del mondo, è categorico accogliere immigrati senza alcuna cautela, a migliaia, ben sapendo che poi non è assolutamente possibile offrire loro condizioni di vita e di lavoro degni di un essere umano, se non il solito becero e diseducativo ricorso all'assistenzialismo, mentre gli immigrati se ne stanno a girovagare, da mane a sera, nei dintorni del luogo di accoglienza.
    Sarebbe come invitare chiunque a casa propria,Per ammetter poi soavemente che non abbiamo di che nutrirli, vestirli e ripararli dalle intemperie. Però, facendo immigrazione selvaggia, si guadagnano bollini per la scalata al potere nel partito.
    Infine, se ci sono dei razzisti, quelli si trovano tra gli immigrati, specie se islamici, per i quali noi siamo solo infedeli, da convertire o da eliminare.

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi