sabato 18 febbraio 2017

Il Teatro Magnani come non l'avete mai visto


A TEATRO SI BALLA ANNI '50: IL VEGLIONE Dl CARNEVALE TORNA AL MAGNANI

Per Carnevale il Teatro Magnani si trasforma in uno spazio in cui ballare e divertirsi, ma soprattutto in uno spazio che recupera una tradizione da tempo perduta. 
E' così che, ispirandosi ad alcuni dipinti del noto pittore borghigiano Ettore Ponzi, il Teatro Magnani, dopo diversi decenni, torna a ospitare il veglione di Carnevale.


"A teatro si balla anni '50" è il titolo della festa mascherata che si terrà sabato 25 febbraio a partire dalle 21.30 in un teatro completamente trasformato, come non si era visto da tantissimi anni.
La platea diventerà una vera e propria sala da ballo, con giochi di luci a effetto e sonorità che trasporteranno il pubblico nella magica atmosfera degli anni '50.

A spiegarci tutto ci ha pensato l'assessore alla Cultura, Maria Pia Bariggi nella conferenza stampa di sabato 18 febbraio:
"da anni se ne parlava, dei veglioni che venivano effettuati nel teatro Magnani. Era un'evocazione affettuosa, di persone di una certa età, che ricordavano un diverso utilizzo del più significativo contenitore culturale di Fidenza. Improvvisamente il ricordo è diventato realtà grazie ad alcuni dipinti di Ettore Ponzi: in particolare tre tele che raffigurano, nella platea in cui sono abitualmente poste le poltroncine rosse, una folla che balla e che indossa costumi di Carnevale. Il racconto di Ettore Ponzi è poetico e, lontano da una visione puramente d'immagine, fa esplodere il teatro in una magia di colori. L'abilissima tecnica pittorica concretizza le emozioni, le traduce in forme ed evidenzia l'opportunità, per una volta, di proporre ne/ Teatro Magnani un'offerta culturale diversa. Nuovamente si ballerà in platea accompagnati da un'orchestra che, dal vivo, proporrà musiche anni '50. Proprio gli anni '50, gli anni in cui Fidenza cercava faticosamente la ricostruzione dopo la guerra; quando i borghigiani cercavano occasioni per sottolineare l'importanza dello stare insieme, abbandonando i/ passato doloroso che li riguardava. Il Teatro Magnani era uno di questi luoghi privilegiati da frequentare per assistere a concerti, opere, commedie, anche per ballare. Il nuovo appuntamento non vuole però indulgere alla memoria, ma vuole misurare altre potenzialità per le relazioni in questo tempo di fluidità e mutamenti. Il teatro, ancora una volta, dimostrerà di poter contribuire a//a molteplicità di un immaginario senza il quale non c'è comunità".
Soddisfazione per l'evento è stata espressa da Ilenia Malavasi, Presidente di Ater Associazione Teatrale Emilia Romagna mentre il Direttore generale di Enac Emilia Romagna, Fiammetta Antozzi, partner tecnico dell'evento ricorda che Enac Emilia-Romagna "metterà a disposizione degli ospiti le truccatrici professionali del proprio corso di formazione".






Sabato 25 febbraio alle 21.30 grande festa in maschera a tema vintage con musica live, open bar, dolci della tradizione, photo booth polaroid e truccatricier la serata è gradito un look anni '50, ma il dress code richiesto sono i pois, anche solo un piccolo dettaglio. Ad arricchire e perfezionare il look dei partecipanti saranno a disposizione le truccatrici del corso "Tecnico dei trattamenti estetici" di Enac Emilia Romagna.
Il costo del biglietto è di 25 euro a persona. I biglietti possono essere prenotati telefonando ai numeri: 0524 517.510 oppure 328 296.4422 e possono essere acquistati alla biglietteria del Teatro Magnani (piazza Verdi, 1) da lunedì 20 febbraio. Le prime 40 persone che si prenoteranno riceveranno una sorpresa!
Musica dal vivo con Alessandro Ristori ad the Portofinos (brani Rockabilly, Twist&Shout, Boogie-Woogie, Rock'n'Roll anni '50 e '60, italiani e internazionali), open bar con degustazione di vini, dolci della tradizione carnevalesca, photo-booth polaroid dove scattare foto ricordo in stile anni '50 sono alcuni degli ingredienti di una serata, organizzata al Comune di Fidenza in collaborazione con Ater - Associazione Teatrale Emilia-Romagna, che promette emozioni uniche.

17 commenti:

  1. Ho letto ora del Carnevale in teatro, feci in tempo a farne qualcuno anch'io; fortunatamente allora ci fu chi si rese conto dei danni e tutti ci spostammo al Moderno anche se nella festa in sè ci si esibiva meno. Ora a me pare una grande strxxxata. Scusa!
    Il Teatro è un gioiello di famiglia. Ma fate vobis...

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    1. D'accordissimo con lei, credo sia una pessima idea, oltre che un inutile esborso di denaro pubblico per sistemare il tutto.
      Il nostro gioiello è già martoriato abbastanza dai maleducati alunni delle scuole, sopratutto medie, e lo potete constatare anche voi stessi la prossima volta che avrete occasione di andarci; quasi tutte le preziose poltroncine della platea, ma anche le panche dei palchi, hanno numerose gomme da masticare appiccicate sotto i sedili e mi hanno detto che, quando ci riescono, staccano pure i numeri dagli schienali.
      Questo becero vandalismo non è certo opera degli abituali frequentatori delle stagioni teatrali, ma di ragazzini cretinetti che non hanno nessuna idea di cosa sia il rispetto per la bellezza e la cultura.
      Ora buttiamoci dentro una bella carnevalata con ricchi premi e cotillon e siamo a posto.

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    2. Era più produttivo investire i soldi in sicurezza,il teatro è già abbastanza a rischio di bulletti o giovani invertebrati ; questa cosa fa il paio con gli inutili e costosi parchimetri( a proposito:nessuno sa dire quanto sono costati?)

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  2. Anch'io non condivido l'iniziativa. Anche perché i personaggi che partecipavano alla festa a quei tempi, con lo spirito di allora, adesso non verrebbero più rappresentati da nessuno. Forse sarebbe più indicato, visto che si tratta di teatro, uno sptttacolo in tema con il carnevale.

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    1. Un carnevale di allora si può rivedere nel film "I vitelloni" nella scena girata in un teatro. Un bailamme!
      Meditate gente, meditate...

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    2. Mi permetto di aggiungere che "allora" non c'era altro locale idoneo per scatenarsi dopo il triste periodo del dopoguerra.

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  3. P.S: Belle le tele del professor Ettore Ponzi!

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  4. Iniziativa...tirata per i capelli!
    Viviamo ormai in un perenne Carnevale di travestimenti e di finzioni, sul quale c`é più da piangere che da ridere.

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    1. Al contrario di "allora", quando il travestimento era generalmente fatto in casa secondo la schietta arguzia del mascherato.

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  5. Ricordo bene l'ultimo veglione, anche se fatto "per finta":all'inizio degli anni '70 la RAI usò il Magnani come set per un'intera puntata dello sceneggiato (allora le fiction si chiamavano così)"Eleonora" con Giulietta Masina, Giulio Brogi ed Enrica Bonaccorti. Nella finzione il nostro doveva risultare un teatro della Milano risorgimentale in cui la Scapigliatura aveva organizzato un veglione di Carnevale "alternativo".

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  6. Altri tempi, altra convivenza. Ora dovremmo essere in grado di discernere. Allora, era "allora"; ora è mutato il senso di "rispetto" per una eccellenza, non è necessario chiedere il parere di Sgarbi. Per farla breve non occorre un Teatro per fare il Carnevale, è sufficiente la voglia , il piacere di rivivere il Carnevale anche in un capannone: IL Carnevale ERA il massimo del divertirsi "assieme".

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  7. Ho scritto e detto tanto sui "Veglioni" al Teatro Magnani che, ripetendomi, sono certa di stancare, ma un altro colpetto lo voglio dare ugualmente. Sin da piccola vi andavo con genitori e zie e ricordo tutto. Allora, addirittura, si poteva anche fumare. La gente portava da casa dolci, salumi, vino e, di anno in anno, il nostro gioiello si lordava e si degradava. Inti pälch, s'ciätrón äd ven inti mür e sura èl vlü bèlla strinè däl cicchi äd sigarötta; la marmläda ca cäscava däi turtèj,la sè spargnäcläva par terra o sura èl pultrunsen'ni. Gh'era del pèlli 'd sälâm da par tütt, di tocch da sprèlli, di bicêr rutt e gh'era äd la genta ca stäva mäl e la träva-via, par dîr mîa äd pèss. Èl Cmón (nüätar) l'ha tirè föra un šbardävèll äd sôd par möttr a post èl nostàr Teatar. Donca, ädèssa dzîm c'la sarà mîa pö äcsé. Dzîmäl, par piäšêr!

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  8. ...e non solo: nei meandri sotto la platea succedeva quanto si può immaginare. Ricordo anche la raccolta dei pendagli che guarnivano i palchi strappati e lanciati sui sottostanti.
    Gentile Signora, ha colto quanto.
    A me, lontano, ha stupito molto il voler ricostruire una certa coesione cittadina di quanto fu in un momento di grande miseria culturale e non.

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  9. a me dispiace ,e non sò ancora come è andata la notte passata del veglione in teatro , dispiace non tanto per l'iniziativa di far divertire il popolo di Fidenza e d'intorni , Ai miei tempi 1955-60 nel teatro c'era una l'inciviltà della gente che lasciava strascico di maleducazione e chi ci a rimesso è solo il teatro . ritorno ai miei tempi in cui io ho partecipato diversi veglioni , bello tutto però ad un certo orario il divertimento si (scomponeva ) si trovava parecchia gente in turbine all'alcol chi magnuccrava nei palchi turbinio di ogni generi gente (accovacciata l'uno sull'altra e non dormivano ) un paio di coppie giuro ,che li ho visti con i miei occhi ,non li ho riconosciuti perchè avevano su la maschera poi uno sbattimento di porte impressionante come se fossimo in un castello fantasma. dopo alcuni anni il comune decise di chiuderlo per il grande degrado , per poi restaurarlo , E(cos'è costato il lire non mi ricordo ma un bel pò.) Speriamo che la società moderna dei giovani e non solo ,che è andata al veglione si sia comportata bene e senza danni. io purtroppo ne dubito un pò Umberto Zanella

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  10. ma perchè ,come succede in altre città addirittura gemellate con noi, vedi il caso di HERRENBERG quando fanno feste ultra cittadine, loro vanno dentro in grossi capannoni, gli stessi vengono addobbati molto belli folcloristici , con orchestre ,birra , stinchi, polli,danze balli di ogni genere,ecc.e li fanno feste addirittura per giorni , noi di Fidenza chi c'è stato a HERRENBERG le abbiamo vissute queste ore di grande divertimento , ma noi siamo stati alle regole , o se nò erano loro gli incaricati dello spettacolo di darci una regola Umberto Zanella

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  11. Conosco molto bene l'assessore alla cultura Sig.ra Pia Bariggi,mi piace come vuole giustamente aggiornare in tanti campi la Cultura , perchè ce nè bisogno e molto, il fatto che la prof. Pia Bariggi abbia pensato ri riaprire il teatro per fare i veglioni per me a rischiato molto , tenendo presente diverse società di giovani d' oggi , mamma mia solo a pensarci come (straripano di bullismo ) se il loro (Divertimento ) lo traducono in maleducazione il gioco è fatto e mi dispiacerebbe tanto . perchè il nostro teatro forse non ci accorgiamo che è un gioiello, non saprei dire parole migliori , come dire é DA TENERE IN CASSAFORTE ,perchè è stato ed è tutt'ora un'opera di Cultura , quello che dico mi viene dal cuore . Umberto Zanella

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  12. Bravo Umberto! Grazie perché hai veramente fatto parlare il cuore!

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi