martedì 6 giugno 2017

Nos sumus Fidentini

12 giugno 1927
"Ebbene, non vergognatevi, né dimenticate di essere stati
per tanti secoli i cittadini di Borgo San Donnino" 
(dal discorso ufficiale dell'on. Lando Ferretti. Nella foto, sul balcone, a destra)

Nos sumus Fidentini            
qui fuimus ante burgensēs 
Adattamento da Quintus Ennius (239 – 169 a.C.) 


"Un Borgo che è Città" è il titolo di una serie di manifestazioni che intendono ricordare il compimento del 90° anno del cambio del nome della nostra città avvenuto nel giugno 1927.
In questa occasione è lecito porsi qualche domanda che va oltre l'aspetto puramente celebrativo. Ne tentiamo alcune senza aver la pretesa di potervi rispondere compiutamente.
La prima è questa: nasce prima Fidenza o sono nati prima i fidentini?
L'idea di essere fidentini risale ad alcuni secoli fa, lo stesso Abate Zani si diceva fidentino.  Il Fidentinus dello Zani ha un significato certamente più profondo di quello del Fascismo. Un uomo di cultura nell'epoca delle Scienze va alla radice delle conoscenze e nonostante sia uomo di chiesa, privilegia il fondamento storico e antico della città.
Petrus Zani Fidentinus
Ma cosa sta alla base di questa idea? Nasce forse dal misconoscimento del glorioso passato medievale dei secoli d'oro di Borgo san Donnino? 
E' una reazione alla piatta normalità dei secoli successivi? Un tentativo quindi di ricupero di una identità che si riteneva compromessa dal buio medievale?
Borgo alla fine del XIII secolo è stata sconfitta, cerchiamo allora altrove il nostro riferimento storico. E' così che ci siamo mossi?
Non abbiamo molto che ricordi l'Impero romano ma a lui torniamo a far riferimento, nel nome. Il nucleo di Borgo si formò infatti a ovest di una Fidentia ormai spopolata, in un luogo di sepolture dove probabilmente si trovava anche un delubro cioè un tempietto, luogo di purificazione in prossimità di un ponte/guado. Poco per raccogliervi intorno un piccolo centro urbano se non fosse intervenuta la "Invenzione del corpo di San Donnino", d'incerta data. 
Chiediamoci allora "in quali valori oggi si riconosce Fidenza?" Si spera in quelli antichi delle virtù romane a cui il Martire ha dato un nuovo spirito, ma è difficile affermarlo.


La fondazione di Borgo
Il Fascismo, non ancora imperiale, ha comunque dato l'ultima spallata a Borgo San Donnino. Fatto questo, Fidenza ha preso il piccone e, di piano regolatore in piano regolatore, fino ad oggi non ha mai smesso d'usarlo.
In precedenza le idee patriottico-risorgimentali e massoniche avevano giocato un ruolo in tutto questo e già nell'Ottocento il centro della città è diventato l'obelisco. 

Il primo atto di Fidenza fu quello di colmare questa depressione e di tracciarvi
una strada (Via Corsica). Nello stesso tempo partì il "risanamento"
dell'Oriola col conseguente accorciarmento di Via Ponteromano.


Il Ponteromano, testimone della romanità perduta

18 commenti:

  1. Mirella Capretti6 giugno 2017 10:24

    Grazie anche per aver ricordato l'abate Zani!
    Pure l'allora vescovo Garimberti nel documento dell'ordinazione sacerdotale dell"Abate si definisce "Fidentiae Episcopus" (p 497).

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  2. Meglio che ci teniamo il nome di Fidenza, che ormai è anche un marchio, e poi cambiarlo porta anche male, visti gli omuncoli che lo cambiarono in modo "democratico" nel '27, tutto sommato il minore dei cambiamenti devastanti e tragici che fecero in seguito e di cui portiamo ancora le cicatrici dopo tanti anni. Tutto sommato nel '27 fu un plagio, scelsero un nome inventato e usato da altri molto prima di loro.
    Molti nomi di paesi come il nostro sono il segno di chi ha dominato su quel borgo nei secoli passati e certi nomi sono stati impressi da guerre devastanti o da periodi bui fatti di potenti crudeli o piccoli tiranni locali.
    Teniamoci "Fidenza" e proviamo a costruire il suo futuro con buon senso.

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  3. Franco Bifani6 giugno 2017 11:51

    Amice Ambrosie, hic manebimus optime!
    Franciscus Biphani de Salso Maiore, nunc Fidentinus-Borgsanus

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  4. cives fidentini sumus et sic manebimus....

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  5. A me, modestamente, piace maggiormente essere definito Burgsàn! Mi è stato così insegnato da tempo e tale mi sento nonostante: me lo ripete spesso anche mia moglie di Ponte Ghiara: E' t'sì propriè un burgsàn!
    E non è che mi dispiaccia più di tanto, anzi.

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  6. Roberta Taccagni7 giugno 2017 08:36

    I nomi sono belli tutti e due. Ci appartengono entrambi. Rimango sempre affascinata da immagini che ritraggono la nostra bella città quando era un borgo, mi ritrovo ad immaginare come fosse e mi dispiace non averla vista racchiusa tra le sue mura, con il suo castello, con il suo ponte, lo Stirone che passava in paese. Immagini stupende. Ieri sera leggendo il post ho detto con mio marito che avrei voluto essere li, catapultata in quel borgo meraviglioso. Peccato che quasi tutto sia andato distrutto.

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    1. Franco Bifani7 giugno 2017 14:52

      Signora Taccagni, chamiamo la cittadina Borghenza e gli abitanti borghentini, così andiamo a nanna contenti tutti. Volevo dire "tagliamo la testa al toro", ma dopo gli animalisti mi avrebbero linciato.

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    2. Roberta Taccagni7 giugno 2017 16:37

      Quando si vuole essere "romantici" si usa Borgo San Donnino, quando si vuole essere "moderni" si usa Fidenza. Ma una cosa vale l'altra. Che tagliamo la testa al toro o meno c'è sempre qualcosa da discutere ;-)

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    3. Ora è Fidenza e ci chiamiamo fidentini prima si chiamava Borgo S.Donnino e ci definivamo borghigiani , ma prima di questi due nomi e della romana Fidentia la nostra città si chiamava Valfuria che sorse come accampamento militare sulla precedente Vicumvia distrutta da Annibale quando invase L'Italia .
      Poco importa che avremmo potuto chiamarci valfuriani o Vicumviensi quello che importa è chiederci quale futuro può avere la nostra città dopo 2192 anni

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  7. Franco Bifani7 giugno 2017 20:40

    Ambrogio, Roberta, Mirella, Marisa, Cabassa, Anonimi,è tutta la giornata che mi dispero. Sono nato e vissuto 42 anni a Sèls, poi sono emigrato qui tra di voi. Ho anche ricevuto la cittadinanza benemerita. Ma io, chi e che cosa sono mai, un fidentese, un salsentino? Exsurge, Domine, ed aiutami, almeno tu...

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    1. Carissimo Franco, vedo che hai problemi di identità, ma non sarà mai la geografia a risolverli.

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    2. Franco Bifani7 giugno 2017 22:33

      Tu quoque, Ambrosie, amice mi?

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  8. Cabassa Andrea8 giugno 2017 05:55

    io anche se per motivi logistici e veniali sono da alcuni anni nocetano, quando mi presento lo faccio sempre come l'idraulico di fidenza, mi sento sempre fidentino essendoci nato e vivendola lavorativamente. poi rispettando ogni posto che visito ed adeguandomi alle loro regole mi sento cittadino del mondo.

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  9. Alla luce di come è Fidenza al giorno d'oggi forse sarebbe meglio essere ancora Borgo San Donnino. Mio padre quando doveva raggiungere il centro (abitavamo in periferia) prendeva la bici dicendo : vag in buragh! Nostalgia allora e non oso immaginare se vedesse Buragh adesso.

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  10. Con un modo di pensare un pò malizioso e sarcastico,si può provare a fare un'ipotesi per il futuro di Fidenza : il nome futuro della città potrà cambiare,se domineranno, dal punto di vista demografico, nuove etnie di altri continenti o di paesi lontani.

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  11. Franco Bifani8 giugno 2017 07:54

    Cabassa, come poetava il Pascoli, in "Romagna", Io, la mia patria, or è dove si vive. Per un futuro prossimo venturo, Fidenza, od anche Borgo, si chiamerà forse Al Fedens El Buraq. Con grande gioia dei sinistri sinistroidi locali.

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  12. E' vero. Essere dei borghigiani oggi ha poco senso, la città è cambiata e con essa i suoi abitanti. I miei ricordi vengono da lontano: quando ci si conosceva tutti, quando si apparteneva ad un gruppo di amici, ad un mestiere, ad un caffè o osteria, ad un rione (già questo era categoria a parte). In viaggio, incrociare un concittadino era vera festa, fraterna. L'ho provata quell'Epoca e la vecchiaia porta nostalgia, ora non saprei

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi