domenica 4 giugno 2017

Quanto è verde la città ....

Viaggio qua e là, dentro e fuori, cercando il profumo dei tigli ed il verde.

VIA CADUTI DI CEFALONIA
Una via lunga e complessa che porta alla collina di Cabriolo e, prosegue verso Tabiano Bagni lungo la valle del Rovacchia ed alle colline di Cogolonchio e di Siccomonte. Ha subito negli anni poche modifiche, la più rilevante è stata la deviazione a sinistra poco dopo Cabriolo al termine dell'attuale rettilineo.
A cambiare è stato il panorama sepolto dall'urbanizzazione gestita ad episodi e in parte spontanea.
Le belle alberature iniziali, frutto anche di "piantumazioni didattiche" negli anni '50 nel giorno della festa degli alberi, lasciano rapidamente il posto a soluzioni le più varie prima di arrivare ai gelsi del Cabriolo.
Questo tratto intermedio tra il viale iniziale e Cabriolo è illustrato da queste immagini.












"Come vedi piante malate/morte e molte mancanze..., per
cortesia elimina la foto col posteriore di una signora mia amica
altrimenti mi ucciderà e tu perdi la fotografa..... ti prego....."
(fatto)


VIA TRENTO

"I tigli di via Trento....ci passerò in serata o domani.....per cortesia non nominarmi, preferisco l'oblio..... e togli posteriore amica...... A presto,ciao"

"In via Trento in tutto 8 tigli che stanno morendo di sete..... Più avanti,verso Ballotta/palazzetto siepe a tratti e niente piante"

Via Trento porta al Convento dei Capuccini per proseguire poi verso l'erta di Lodesana. Un tempo si potevano ammirare i Pozzi Amelia ancora integri  ascoltando, per la cinquantesima volta, il racconto della bambina malata. 
Per lungo tratto ora costeggi case di progettazione simil moscovita che nelle primitive intenzioni avrebbero dovuto essere il Centro Direzionale della città. Solo le torri della stazione cinquant'anni dopo avrebbero avuto la stessa giustificazione urbanistica. Sappiamo come è andata. 





 

MONVALLE

Quartiere di più recente urbanizzazione, la piantumazione è ancora in atto e si nota la presenza di tubi per l'irrigazione. Bravi.


Tubi acqua Monvalle

Via De Amicis, Parco Rimembranze e tratto di finale di Via Gramsci

Questa zona è dominata da un più di un secolo dall'imponente Casa Operaia, lo fu solo nelle intenzioni ed è nota col sopranome di Casermon. 
II prospiciente Parco delle Rimembranze prima di essere ridotto allo stato attuale era un'oasi felice di verde. Si tratta di un luogo sacro raccolto attorno al monumento ai Caduti. 
Già deliberata la riqualificazione del Parco e di alcuni spazi vicini che oggi sopportano l'invasione delle strutture mobili del mercato del mercoledì e del sabato. Speriamo bene!

Via De Amicis

I maestosi tigli che da sempre profumano gli ultimi giorni
 dell'anno scolastico danno cenni di cedimento
Alcuni tigli hanno sofferto la costruzione del condominio ultra
moderno che nel nome conserva la parola "Giardino" 

VIA COSTA
Il preludio al valzer dell'essenze lo troviamo in questa via. 





Via Pescina
L'intrusa davanti all'asilo
ALLORI

"Poi come ultime foto le solite corone di alloro vicino allo Stirone, strada per vivaio Pizzoni.....ma qui credo che il comune non abbia colpe.....penso siano state messe da privati.. leggi dome......"



9 commenti:

  1. Roberta Taccagni4 giugno 2017 19:37

    Confermo. Su viale Cabriolo molte piante hanno la corteccia divelta, segnalo che è opera di cittadini che si "divertono" nel farlo. Sto aspettando di ri-vederli in azione per fotografarli o filmarli.

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  2. Franco Bifani4 giugno 2017 20:49

    Ambrogio, sul lato destro di Via Gobetti, all'inizio, hanno eliminato numerose piante, che costeggiavano il rio, di cui non conosco il nome. Rilasciavano migliaia di floccui lanosi, che davano noia ai proprietari delle villette prospicienti, poveri cocchi...

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    1. pioppi ,mi sembra di ricordare.........le sole piante che non sporcano sono quelle finte...sigh!

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  3. Oggi l'albero è diventato un pericolo pubblico: allergie, foglie che cadono ( che fanno comodo solo quando fanno ombra!), marciume e suolo scivoloso, rami che si spezzano, fusti divelti dal vento....
    Alla Scuola del tempo che fu ci insegnavano che l'albero era un amico, che dava ombra ai viandanti, rifugio agli uccelli, buona frutta e legna da ardere per tutti , riserva di acqua e protezione dalle frane. Ora si prende tutte le colpe...e paga!

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    1. Franco Bifani6 giugno 2017 17:37

      Signora Marisa, forse c'è gente che accomuna tutti gli alberi a quello del Bene e del Male della Genesi e si sente in colpa. Io credo che in tanti inurbati, provenienti dai colli e dai piani circostanti, ce l'abbiano con alberi e animali domestici, perché ricordano loro la provenienza dal contado,di cui si vergognano. Pensi che a Salso abitavo in un condominio dove era proibito tenere persino uccellini in gabbia, parché ieran di animèi . Mi avevano ucciso il gatto, dato che mi ero rifiutato di liberarmene. Non c'è limite agli imbecilli!

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  4. Signor Bifani, è come la storia del dialetto, rinnegato, perseguitato, condannato come segno di ignoranza e di "scarpa grossa ", a cui ora si danno giustamente tutti gli onori che gli sono dovuti. Speriamo che anche il concetto di Natura trovi il giusto significato e che non vada ricercato lontano migliaia di chilometri, ma si scopra e si rispetti a pochi metri da noi.

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  5. Franco Bifani7 giugno 2017 08:12

    Ma signora Guidorzi, mi meraviglio di Lei, non si dice Dialetto, bensì Indialetto, come ho ben sottolineato in un mio intervento qui sopra, che diamine!

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  6. Infatti qualcuno in via Gobetti per evitare di annaffiare e tagliare il prato, ha ben pensato di sistemarne uno finto. Guardare per credere...

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    1. anche in una casa a schiera di via caduti di cefalonia ..praticello finto sempre verde.....da brivido!!

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Ädèssa a vüätar . Adesso a voi